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SEMIPRESIDENZIALE

politica




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SEMIPRESIDENZIALE

In questo sistema il parlamento ed il capo dello stato sono eletti direttamente dal popolo, il potere è mobile, infatti, in ogni paese il potere conferito al capo dello stato è mutevole e può essere più o meno forte. Questo sistema si fonda generalmente su base proporzionale, quindi si ha la costituzionalizzazione della proporzionale, si sta cercando di irrigidirla soprattutto negli ultimi periodi.

In USA queste due figure sono legate ed inscindibili dal voto di sfiducia.

In Francia presidente e parlamento sono legati da voto fiduciario, si assiste alla mitizzazione del capo dello stato attuata per contrastare una troppo elevata frammentazione dei partiti. Questo sistema non funziona già sotto De Gaulle, fu egli a proporlo sicuro nella sua supremazia, ma ricevette una doccia scozzese quando, seppur vincendo le elezioni, dovette andare al ballottaggio riuscendo a spuntarla grazie solo ad una coalizione di partiti, ciò portò ad un bipolarismo, anche se solo per convenienza. L’investimento da parte del pop 626g66g olo del Presidente della Repubblica rafforzò il bipolarismo, ma questo nuovo sistema portò nuovi guai, infatti, una nuova instabilità si ripresenta alla prima occasione: la disaffezione dei cittadini alla vita politica causata dalla sfiducia nelle istituzioni.




In Europa il sistema presidenziale si è largamente diffuso, eccezion fatta per tre paesi: -l’Italia, segnata dalla dittatura fascista,

-la Germania, segnata nel profondo dal nazional socialismo

-la Grecia, che fu malamente amministrata dal governo dei colonnelli

Tutti questi paesi vissero l’esperienza infelice dell’“uomo forte”, possibile degenerazione del semipresidenzialismo.


Anche nell’Est Europa questa forma di governo ha attecchito sorprendentemente bene, forse perché molti leader si sono esposti personalmente rendendosi uomini forti.

Il capo dello Stato nei nuovi sistemi è più una figura di garanzia. I prodotti istituzionali odierni sono il risultato della storia.


L’INGHILTERRA

Il governo parlamentare classico è d’origine britannica e regolato puramente da norme consuetudinarie e di correttezza costituzionale.

IX secolo giungono i Sassoni dalla Germania e s’insediano sul territorio inglese, instaurando l’embrione del Parlamento costituito da un’assemblea degli ordinari che aveva il compito di interpretare e applicare la legge del territorio; in quest’ottica il Re aveva poteri molto limitati.

Nel 1066 fu un periodo di svolta: epoca di conquista Normanna da parte di Guglielmo il conquistatore verso l’Inghilterra, dove creò una piccola feudalità che si contrappose ai grandi feudi sassoni; da qui inizia la storia che diversificherà l’Inghilterra.

In ogni epoca è presente in Gran Bretagna uno stato cuscinetto, pronto ad assorbire i mutamenti della società ed a farsi promotore di cambiamenti che condurranno allo sviluppo.

Attorno al Re si crea il concilio che è costituito dalla grande nobiltà, il sovrano intuendo l’importanza della middle class e delle piccola nobiltà si fa promotore di un’espansione del consiglio che inglobando queste due nuove classi viene ribattezzato maximum concilium, embrione del parlamento.

Il Re si affianca consiglieri fidati estratti dalla nobiltà e li racchiude nel concilium regis, considerato l’embrione del governo.

La fine del XII secolo è turbolenta, a causa della lontananza del sovrano Giovanni Cuor di leone sostituito dal meno abile Giovanni Senza Terra il quale si scontra con numerosi problemi, in primis la guerra con la Francia (Beauville) nel 1214 ed i Normanni.

Non potendosi impegnare su due fronte contemporaneamente, decise nel 1215 di firmare la Magna Carta è un patto che deve essere rispettato dove si affermava che i diritti dei nobili così come quelli dei vassalli sono garantiti, e senza il voto del parlamento si possono inasprire le tasse.

Negli Stati Uniti ancor oggi i processi civili sono giudicati dalla giuria, oltre ai processi penali.

Essa ulteriormente sanciva il diritto di “ no taxation without rappresentation”. La validità della carta va scovato nel fatto che essa sia un patto e vada rispettato.

Il parlamento cresce e conquista il potere di contrastare gli Sceriffi, di ascoltare i cittadini e tende a configurarsi in qualcosa di rappresentativo.

Il parlamento inglese (nasce nel 1682) poteva impiegare il voto di sfiducia, mentre il governo avrebbe potuto proporre al sovrano lo scioglimento anticipato della Camera elettiva.



Esso si uniforma in due camere:

-Lord (era l’organo giudiziario),

-comuni (aveva iniziativa in campo finanziario).

Quest’ultima diverrà importante grazie alla crescita di importanza della middle class portata dal dissanguamento dei nobili nella Guerra delle due Rose (fine 1300).

La camera più importante si rivela quella dei Comuni, infatti essa può legiferare,avendo acquistato potere legislativo.

Il Parlamento, che era sovrano rispetto al re, condizionò nel 1628 ogni votazione d’ulteriori sussidi all’accettazione da parte del re di un documento denominato petizione di diritto che dichiarava illegali le tasse imposte senza il consenso dello stesso parlamento.

I Tudor sono protagonisti dello scisma inglese.

Enrico VIII inserì nella società anche l’attrito della religione, che portò ad una insanabile frattura che condurrà allo scisma dalla chiesa di Roma.

Salì al trono Elisabetta la grande, figlia illegittima di Anna di Bolena ed Enrico VIII, era maestra nell’arte della dissimulazione e del calcolo politico, purtroppo non concesse la sua mano a nessuno ed il suo successore fu Giacomo I Stuart.

Gli insuccessi in campo economico e militare favoriscono gli attacchi del Parlamento inglese contro Giacomo I ed il suo successore Carlo I che decide lo scioglimento dell’assemblea rappresentativa.

Nel 1629 vi è la prima costituzione repubblicana scritta, la figura del re è di colui che regna non che governa, non può sbagliare quindi deve essere affiancato da qualcuno che controfirmi gli atti (impichment).

Lo smantellamento delle strutture assolutistiche, la condanna dei ministri del re ed il problema del controllo delle forze armate determinano la reazione di Carlo I scatenando la guerra civile tra le forze parlamentari (teste rotonde) ed il partito realista (cavalieri): Sconfitte le truppe regie di Cromwell emergono nel Parlamento e nell’esercito notevoli divergenze religiose e politiche; intanto Carlo viene processato e condannato a morte.

La nascita del Commonwealth è contrassegnata da un accentramento dei poteri nelle mani del Lord protettore e dei grandi dell’esercito, dalla repressione del movimento dei livellatori, dal massacro dei ribelli cattolici irlandesi.


Dopo la restaurazione, nel 1679 Carlo II concesse “abeas corpus”, in altre parole non si possono più effettuare arresti illegali.

Giacomo II, però, abrogò questa norma, portando ad una situazione instabile e pericolosa, infatti i cattolici tentarono di infiltrarsi nell’esercito, destando forti reazioni da parte del parlamento.

La Francia appoggiò il Re, che sciolse il Parlamento, ma i Lord proclamarono un nuovo Re: Guglielmo D’Orange.

Giacomo II fuggì in Francia e la camera lo considera abdicatario, così inizia la monarchia elettiva, dove la sovranità del Re era in funzione degli altri organi dello stato. La camera diviene elemento unificante, poiché i poteri si stanno separando ed il parlamento s’irrobustisce.


Nel 1701 entra in vigore il “ Act of Settlement”, in cui si sancisce che il sovrano non può essere cattolico, il parlamento, con questo atto, mise mano anche sulla successione al trono.



In questo atto viene sancito che i giudici possono essere rimossi solo attraverso l’impichment e solo dopo lunghe ed articolate procedure, si afferma l’incompatibilità tra cariche regie e parlamentari, onde evitare la corruzione (punto rimosso nel 1705).

In questo periodo storico si assiste al passaggio alla Monarchia costituzionale, in cui si assiste ad un  gioco di equilibri tra Parlamento e casa Reale. Si effettua una divisione dei poteri nella gerarchia, al cui gradino più alto viene posto il Parlamento.


In Inghilterra il Governo è l’erede del Concilium Regis, che era il consiglio privato del Re. Sotto Carlo II nacque la figura Primo Lord del tesoro, figura d’importanza strategica, essa diverrà con il tempo la figura del primo Ministro.

Giorgio I Hannover fu il primo reggente non inglese, infatti era tedesco, egli è eletto Re perché la stirpe reggente protestante si esaurisce, sotto il suo comando la figura del lord del tesoro aumenta di importanza.

Giorgio II si rende conto di questa crescita e vuole mandare via questa figura, ma Lord Walpole assume il potere per 10 anni, creando una sorta di dittatura.


Il sistema parlamentare nacque poiché i ministri acquisirono una grande responsabilità, che se tradita veniva punita con l’impichment e la conseguente decapitazione. Ciò portò i membri delle camere a non approvare qualsiasi cosa venisse proposta dal Re, perché lui non sarebbe stato punito, ma i parlamentari sì.

L’impichment in seguito venne usato esclusivamente come spauracchio per fare modificare le posizioni ai parlamentari.


Giorgio III, Re debole e malato, si oppose pesantemente al Parlamento, egli fa allontanare il primo ministro, che trascina con sé tutto il Governo. Messo alle strette il Re dovette nominare Primo ministro Pit il Giovane, con cui nacque la forma di governo parlamentare.


Nel 1682 votava solo il 4% della popolazione inglese, conferendo così ai partiti carattere elitario e conferendo alla maggioranza un carattere non netto, causando uno sfaldamento molto veloce, Giorgio III fu abile, in un primo momento, a mantenere coesa la maggioranza. Nel 1832 il voto venne riformato attraverso il Riform Act


Giungiamo alla conclusione che l’origine del sistema parlamentare risale all’uso distorto dell’impichment.

Tutto il 1800 è caratterizzato da partiti parlamentari, con la presenza di uno Stato interventista; nel 1918 si attua la svolta: il suffragio universale maschile e successivamente, nel 1928, fu esteso anche al sesso femminile.

Nel 1900 vi è la nascita del partito laburista (nato dalla fusione di tre sindacati e altre associazioni).


Nel 1929 si hanno due governi di patto:

Liberali,

Laburisti

Vi fu un periodo di tripartitismo che durò 20 anni.

Negli anni ’30 la crisi economica mise a dura prova i governi e soprattutto con l’instaurazione del sistema elettorale maggioritario, dove i liberali proposero di sostituirlo con quello proporzionale che eliminerebbe il bipartitismo.



Il maggioritario è un sistema di destra tranne per l’Inghilterra che è difeso dalla sinistra; secondo Lascki, i sistemi proporzionali sono perniciosi.

Tale idea si è trascinata fino a che non è comparso in politica Tony Blair.

Il partito conservatore inglese ha abbandonato l’idea di liberismo e capitalismo mentre il partito laburista quelle di socialismo.

Il sistema uninominale, dove il vincitore è colui che ha ottenuto la maggioranza assoluta ed il numero di collegi elettorali è pari a quello dei seggi da coprire, è favorevole ai partiti grandi mentre danneggia i piccoli partiti d’opinione o intermedi quindi i liberali.

LEGGE DEL CUBO: nel passato si affermava che il rapporto rappresentativo tra i due grandi partiti in lizza finiva normalmente per corrispondere espresso in seggi, al rapporto tra i voti rispettivamente conseguiti elevati al cubo.


Il periodo tatcheriano portò grande prosperità all’Inghilterra, ciò però venne ottenuto a discapito delle fasce più deboli che si ritrovarono alla mercè del nuovo welfare. Durante questo periodo il partito Laburista rimase in disparte nella scena politica, questo fatto va imputato alla profonda riorganizzazione che attraversò questo schieramento prima della sua successiva ricomparsa sulle scene. Per ovviare a quest’assenza venne creato un governo ombra, in pratica il partito di opposizione crea in seno a se stesso un governo parallelo che marca stretto il governo ufficiale, ciò in Inghilterra non solo risulta legale, ma il leader del partito riceve regolare stipendio per quest’attività. Quando il partito al governo cade, il governo ombra assume il ruolo di governo ufficiale.

Nella terra d’Albione il pensiero comune attribuisce il mandato al collettivo del partito e non ad una sola persona.


L’Inghilterra contemporanea è in rapido mutamento, infatti, la corona risulta avere un’importanza solo simbolica, mentre la camera dei Lord è poco più che un retaggio del passato.

Nel sistema d’oltremanica i Liberali sono fonte di una grande instabilità, essi sono promotori della proporzionale, poiché il maggioritario favorisce solo i grandi partiti.

I laburisti negli anni ’60 tentarono di intaccare ulteriormente la monarchia sottraendole i simboli del potere, come ad es. trasformare Buchingam Palace in un museo, perché troppo esoso da mantenere.

In quegli stessi anni forze centrifughe iniziarono a manifestarsi in Galles e Scozia, che chiesero con grande veemenza l’indipendenza, per tamponare questo problema si propose la devolution, ma il piano non decollò. In risposta a questi gruppi nazionalistici organizzati iniziarono a rafforzarsi, ponendosi come aghi della bilancia del potere.

Negli anni ’70 vi fu un governo di coalizione, che venne susseguito da uno Laburista, che porterà alla ribalta Tony Blair, vero riformatore che si discosterà pesantemente dal passato, riuscendo nel 1998 a fare approvare la devolution, che verrà messa in pratica nel 2000.

In quest’ottica la Scozia dispone di un suo parlamento con competenze residue, anche se molto poche, il parlamento scozzese viene eletto come in Italia.








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