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PARAFRASI: Giunone e Venere (Eneide, libro IV)

letteratura


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PARAFRASI:


Giunone e Venere (Eneide, libro IV)

Giunone, accorgendosi della passione nata tra Didone ed Enea, si rivolge a Venere, e, dopo essersi rallegrata ironicamente con lei per la vittoria riportata sulla regina, le propone, per terminare ogni contesa, di unire in matrimonio i due amanti e di fare un solo popolo dei Troiani e dei Car 545b11f taginesi. Venere, pur comprendendo che Giunone mira a trasportare in Libia l'impero promesso ad Enea in Italia, dichiara di acconsentire, purché il Fato e Giove lo permettano (nascondendo così un velo d'ironia perché si sa che il volere del Fato non muta e che la Dea moglie di Giove non aveva nessun potere sul marito). Giunone, dopo essersi assunta quest'incarico, espone il suo progetto per favorire le nozze. Il giorno seguente Enea e Didone andranno a caccia insieme, la Dea farà scaturire un furioso temporale che farà disperdere i compagni, i due amanti troveranno rifugio in una stessa grotta e là, alla presenza di Giunone e d'Imene, si uniranno in matrimonio.


La Caccia (Eneide, libro IV)

Il giorno seguente, appena spunta l'aurora, un gran numero di cacciatori, che tengono i cani al guinzaglio, e di principi cartaginesi a cavallo si affollano intorno alla reggia in attesa della regina. Didone appare vestita di porpora, coi capelli raccolti da un nastro d'oro tempestato di gemme, armata d'arco e di faretra. I Troiani ed il grazioso Julo cavalcano davanti a lei, ma Enea, che pare ancora più bello, fiero e gentile, le sta a fianco con la sua schiera. Egli assomiglia al biondo Apollo, quando dalla Licia, dove abita durante il freddo inverno, si reca nella sua materna Delo; o quando, armato della faretra, si aggira per i pendii del monte Cinto. Quando il corteo giunge nel folto della foresta, balzano fuori le capre, che fuggono spaventate verso la pianura, sollevando nubi di polvere. Il giovinetto Julo, tutto lieto, grida e corre per la campagna col suo focoso cavallo, colpendo ora una fiera ad ora un'altra. Ma ad un tratto scoppia un furioso temporale, che costringe i cacciatori a cercare rifugio nelle case più vicine. Didone ed Enea si rifugiano in una stessa grotta, e, tra lo sfolgorio di lampi e le grida festose delle ninfe, si uniscono in matrimonio. Purtroppo questo giorno, che avrebbe dovuto segnare la felicità di Didone, è invece l'origine di tutti i suoi mali.






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