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RESTRIZIONI AL COMMERCIO: I DAZI

economia politica


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RESTRIZIONI AL COMMERCIO: I DAZI

8.1 Introduzione

Il libero scambio massimizza la produzione a livello mondiale e incrementa il benessere di tutti i paesi.

Tuttavia, praticamente tutti i paesi impongono qualche forma di restrizione al libero flusso degli scambi internazionali. Siccome tali regole e restrizioni hanno a che fare con gli scambi o il commercio del paese, esse sono generalmente note come politiche commerciali.

Storicamente, la forma più importante di restrizione commerciale è stato il dazio.

Un dazio è una tassa o u 424i88e n'imposta che grava sulla merce in oggetto di scambio nel momento in cui questa attraversa una frontiera.

Un dazio sulle importazioni è un'imposta applicata alla merce importata, mentre un dazio sulle esportazioni è un'imposta applicata alla merce esportata. I dazi sulle esportazioni sono vietati dalla Costituzione degli Stati Uniti, ma vengono spesso applicati dai paesi in via di sviluppo sui beni tradizionalmente esportati al fine di ottenere prezzi piu' elevati e per aumentare le entrate.

Viceversa, i paesi industrializzati impongono invariabilmente dazi o altre forme di restrizione per proteggere alcune industrie.

I dazi possono essere:

Ad valorem (espresso come percentuale fissa calcolata sul valore del bene scambiato)




Specifici (espresso come somma fissa per unità fisica di bene scambiato)

O misti (combinazioni di dazi ad valorem e dazi specifici)

Gli Stati Uniti usano dazi ad valorem e specifici con pari frequenza, mentre i paesi europei si basano principalmente su dazi ad valorem.











8.2 Analisi di equilibrio parziale di un dazio

L'analisi di equilibrio parziale relativa all'applicazione di un dazio è più appropriata al caso di un dazio imposto da un paese piccolo sulle importazioni che sono in concorrenza con la produzione di una piccola industria nazionale. Il dazio in questo caso non influenzerà né i prezzi a livello mondiale - perché il paese è piccolo - né il resto dell'economia - perché l'industria è piccola.

Gli "effetti di equilibrio parziale" relativi all'applicazione di un dazio possono essere analizzati facendo riferimento a questo grafico








In esso, Dx è la curva di domanda e Sx è la curva di offerta per il bene X nel Paese 2.

Text Box: Figura 8.1 pagina 291si assume che il Paese 2 sia piccolo, così come l'industria che produce il bene X. In assenza di commercio , l'intersezione di Dx e Sx definisce il punto di equilibrio E, nel quale la quantità 30X è domandata e offerta al prezzo Px =3$. In regime di libero scambio al prezzo mondiale Px=1$, il Paese 2 consumerà 70X (AB), di cui 10X (AC) è prodotto all'interno del paese e la restante parte 60X (CB) viene importata.

La linea orizzontale tratteggiata Sf rappresenta la curva di offerta estera in regime di libero scambio relativa al bene X per il Paese 2. Tale curva è infinitamente elastica.

Se ora il Paese 2 impone un dazio ad valorem del 100 per cento sulle importazioni del bene X, Px nel paese 2 sale a Px=2$, il Paese 2 consumerà 50X (GH), di cui 20X (GJ) è prodotto all'interno del Paese e la restante parte, 30X (JH), viene importata. La linea orizzontale tratteggiata Sf + T rappresenta la nuova curva di offerta estera, che include il dazio, relativa al bene X per il Paese 2.

Così l'effetto consumo del dazio (cioè la riduzione del consumo nazionale) equivale a 20X (BN), l'effetto produzione (cioè l'aumento della produzione nazionale derivante dal dazio) equivale a 10X (CM), l'effetto commerciale (cioè la diminuzione delle importazioni) equivale a 30X (BN + CM);mentre l'effetto gettito (cioè l'ammontare riscosso dal governo) equivale a $30 (1$ su ciascuna  delle 30 unità del bene X importate, ossia MJHN).

Si deve inoltre notare che nel Paese 2, per lo stesso incremento di 1$ di Px derivante dall'imposizione del dazio, quanto più la Dx è piatta ed elastica, tanto più ampio sarà l'effetto produzione. Quindi, quanto più sono elastiche Dx e Sx nel Paese 2, tanto più ampio sarà l'effetto commerciale e più basso l'effetto gettito del dazio.


8.2b effetto di un dazio sulla rendita del consumatore e del produttore

L'aumento del prezzo del bene X da Px =1$ a Px=2$, risultante dal dazio del 100 per cento che il Paese 2 ha imposto sulle importazioni del bene X, provoca una riduzione della rendita del consumatore e un aumento della rendita del produttore.

Il grafico seguente mostra che la perdita nella rendita del consumatore provocata dal dazio è pari all'area AGHB = 60$.

Figura 8.2 pagina 293

 







Infatti prima dell'imposizione del dazio, i consumatori consumavano la quantità la quantità  70X al prezzo Px=1$. Cioè i consumatori pagano per ogni unità di X tanto quanto sono disposti a pagare per l'ultima unità, vale a dire la settantesima, del bene X (punto B sulla Dx). Tuttavia, per le unità di X, acquistate in precedenza, i consumatori ricevono un maggiore beneficio o utilità, e sarebbero quindi disposti a pagare per esse prezzi più elevati. Infatti, l'altezza della curva di domanda caratterizza il prezzo massimo che i consumatori sarebbero disposti a pagare per ogni unità di bene piuttosto che rinunciare a essa. La differenza tra quanto i consumatori sarebbero disposti a pagare per ogni unità di bene e quanto essi effettivamente pagano per quella unità è chiamata "rendita del consumatore".



Quindi la rendita o surplus del consumatore è la differenza tra quanto i consumatori sarebbero disposti a pagare per ogni unità del bene e quanto invece effettivamente pagano. Graficamente la rendita del consumatore è misurata dall'area sottostante la curva di domanda al di sopra del prezzo vigente. Nel nostro grafico essa è rappresentata dalla retta LE cioè $3 per la trentesima unità del bene X.

Quando il Paese 2 impone il dazio del 100 per cento sulle importazioni, il prezzo del bene X sale da 1$ a 2$ e gli acquisti del bene X scendono da 70X a 50X. Quindi, l'imposizione del dazio provoca una riduzione della rendita del consumatore. Nel grafico di destra, l'aumento della rendita del produttore , che deriva dall'applicazione del dazio, è evidenziata dall'area AGJC = 15$. Vi è un aumento in quanto al prezzo di libero scambio di 1$, i produttori nazionali producono 10X e ricevono OACV =10$ come ricavo. Con il dazio , dato Px=2$, producono 20X e ricevono OJCU =40$. Dell'aumento di 30$ nei ricavi dei produttori VJCU = 15$, rappresenta l'incremento dei loro costi di produzione, mentre la restante parte , AGJC = 15$, costituisce la rendita o surplus del produttore. Questa rappresenta un pagamento che nel lungo periodo si evita di dover effettuare, al fine di indurre i produttori nazionali a offrire le 10 unità aggiuntive di bene X che essi producono in presenza del dazio. A volte, infine, ci si riferisce all'aumento della rendita del produttore che deriva dal dazio, con il termine "effetto sussidio di un dazio".



8.2c Costi e benefici di un dazio.

Il concetto e la misura della rendita del produttore e del consumatore possono essere impiegati per valutare i costi e i benefici derivante dall'imposizione di un dazio.

Figura 8.3 pagina 295

 








Il grafico indica che quando il Paese 2 impone un dazio del 100 per cento sulle importazioni, il prezzo del bene X aumenta da 1$ a 2$, il consumo scende da AB 70X, a GH 50X, la produzione nazionale sale da AC 10X a GJ 20X, le importazioni scendono da CB 60X a JH 30X, e il governo del Paese 2 riscuote MJHN 30$ in imposte sulle importazioni. Inoltre, la rendita del consumatore scende in misura pari all'area AGHB 60$, mentre la rendita del produttore aumenta dell'area AGJC = 15$.

In particolare la riduzione di 60 dollari cioè l'area AGHB, viene in parte riscossa dal governo in forma di introiti fiscali MJHN 30 $, AJGC 15$ è ridistribuita ai produttori nazionali del bene X sotto forma di maggiore rendita dei produttori mentre i restanti 15$ rappresentano il costo sociale del protezionismo o perdita netta, per l'economia.

La componente produttiva CJM del costo sociale del protezionismo sorge perché nel paese 2, in presenza del dazio, alcune risorse nazionali vengono trasferite dalla produzione più efficiente del bene Y, che potrebbe essere in parte esportato, alla meno efficiente produzione del bene X, che potrebbe invece essere in parte importato. La componente del consumo BHM del costo sociale del protezionismo sorge perché il dazio incrementa artificialmente Px relativamente a Py e distorce la struttura di consumo del Paese 2.

Perciò il dazio ridistribuisce il reddito dai consumatori nazionali, che pagano un prezzo più elevato per il bene, ai produttori nazionali, che ricevono un prezzo più alto e dal fattore abbondante nel paese, che produce beni esportabili, al fattore invece scarso che produce invece beni importabili.

Ciò porta a una forma di inefficienza, alla quale ci si riferisce appunto col termine costo sociale del protezionismo, o perdita netta, derivante dall'imposizione del dazio. Dividendo la perdita netta di rendita del consumatore per il numero di posti di lavoro "risparmiati" nell'industria grazie al dazio, possiamo anche calcolare il costo del dazio per posto di lavoro a livello nazionale.





8.3a il tasso effettivo di protezione

Molto spesso un paese importa materie prime senza imporre dazi, oppure impone su esse un dazio con  aliquota inferiore a quella applicata sulle importazioni del bene finale che può essere prodotto con le materie prime e i beni intermedi importati. Generalmente i paesi fanno ciò al fine di incoraggiare la manifattura e l'occupazione nazionale.

Quando cià accade, il tasso effettivo di protezione , calcolato sul valore aggiunto interno, eccede l'aliquota nominale del dazio applicata sul valore del bene finale. Il valore aggiunto interno equivale al prezzo del bene finale meno il costo degli input importati che vengono impiegati nella produzione. Mentre l'aliquota nominale del dazio è importante per i consumatori (perché indica di quanto il prezzo del bene finale aumenta in conseguenza dell'imposizione del dazio), l'aliquota effettiva del dazio è importante per i produttori, perché indica il livello di protezione effettivamente garantito alla produzione nazionale del bene che si trova in competizione con le importazioni.

Ogni volta che l'input importato fa ingresso nel paese senza pagare dazi, o che viene imposta su di esso un'aliquota più bassa rispetto a quella applicata al bene finale prodotto con quell'input , il tasso effettivo di protezione eccede l'aliquota nominale del dazio.

Il tasso effettivo di produzione si calcola generalmente con la formula:

t - aiti



g = _________

1 - ai

Dove:

g= tasso effettivo di protezione per i produttori del bene finale

t= aliquota nominale del dazio per i consumatori del bene finale

ai= rapporto tra il costo dell'input importato e il prezzo del bene finale in assenza di dazi

ti= aliquota nominale del dazio sul bene importato.










8.4 analisi di equilibrio generale di un dazio in un paese piccolo

8.4a effetti di equilibrio generale di un dazio in un paese piccolo

Quando un paese molto piccolo, impone un dazio, esso non sarà in grado di influenzare i prezzi sul mercato mondiale. Tuttavia, per i produttori e i consumatori individuali del paese piccolo, il prezzo interno del bene di importazione salirà di un ammontare pari al dazio.

Sebbene nel paese piccolo il prezzo del bene importato salga per i produttori e i consumatori individuali, il suo prezzo rimane costante per il paese piccolo considerato nel suo insieme, poiché è il paese stesso che riscuote il dazio. Per esempio, se il prezzo internazionale del bene importato X è pari a 1 $ dollaro, e il paese impone un dazio ad valorem del 100 per cento sulle importazioni di X, i produttori nazionali possono competere con le importazioni fino al punto in cui essi sono in grado di produrre e vendere il bene X a un prezzo non piu' alto di 2 dollari. I consumatori dovranno pagare 2 dollari per unità del bene X, sia che esso venga importato , sia che venga prodotto dall'industria nazionale. Tuttavia, siccome è il paese stesso a riscuotere il dazio di 1 dollaro su ogni unità importata del bene X , se si considera il paese nel suo complesso il prezzo di X rimane sempre di 1 dollaro.

La differenza tra il prezzo del bene di importazione per i produttori e i consumatori individuali -che esclude il dazio- e il prezzo per il paese preso nel suo insieme ( che include il dazio e rimane identico al prezzo mondiale) è essenziale per l'analisi grafica.

Assumiamo inoltre che il governo del paese piccolo che applica il dazio usi l'ammontare riscosso come sussidio alla spesa pubblica, e o per ridurre le imposte sul reddito. Ciò significa che il governo del paese piccolo avrà bisogno di riscuotere meno tasse all'interno per assicurare i servizi di base, che saranno invece coperti in parte dagli introiti derivanti dal dazio.

8.4b illustrazione degli effetti di un dazio in un paese piccolo

Figura 8.5 pagina 305

 







Dal grafico notiamo che il Paese 2  possiede una elevata abbondanza di capitale, ed è specializzato nella produzione del bene Y ed esporta Y in cambio delle importazioni del bene X.

Dal grafico si nota che il rapporto Px/Py è pari a 1 sul mercato mondiale, il paese 2 è troppo piccolo per influenzare i prezzi a livello internazionale, in regime di libero scambio esso produce nel punto B , scambia 60Y per 60X con il resto del mondo e consuma nel punto E sulla sua curva di indifferenza III. Se il paese impone ora un dazio ad valorem del 100 per cento sulle importazioni del bene X, il prezzo relativo di X sale a Px/Py =2 per i produttori e per i consumatori nazionali, ma rimane a livello Px/Py = 1 sul mercato mondiale e per il paese nel suo complesso.

Al prezzo Px/Py =2 i produttori nazionali produrranno nel punto F, dove la retta del prezzo Pf= 2 è tangente alla frontiera di produzione del paese. Quindi, dopo l'imposizione del dazio, il paese produce una quantità maggiore del bene X importabile e una quantità minore del bene Y esportabile.

La figura mostra anche che per esportare FG, ossia 30 Y, il paese domanda importazioni pari a GH', o 30X, di cui GH, ossia 15X, vanno direttamente a ai consumatori nazionali e HH' sono riscossi dal Governo in forma di dazio del 100 per cento sulle importazioni del bene X.

Da notare è che la curva di indifferenza II' è tangente alla retta tratteggiata parallela a Pf=2 perché i singoli consumatori nel paese si trovano a pagare un prezzo inclusivo di dazio pari a Px/Py = 2. Tuttavia, siccome il governo riscuote e ridistribuisce il dazio in forma di spesa pubblica o riduzione delle imposte, la curva di indifferenza II' deve passare anche per la retta tratteggiata parallela a Pw= 1. Quindi il nuovo punto di consumo H' è definito dall'intersezione delle due rette tratteggiate (si trova quindi su entrambe).

L'angolo tra le due rette è uguale all'aliquota di dazio del 100 per cento. Con la produzione al punto F e il consumo al punto H', il paese esporta 30Y per 30X dopo l'imposizione del dazio (mentre esportava 60Y e importava 60X prima dell'imposizione dello stesso).

Con un dazio del 300 per cento sul bene X, Px/Py = 4 per i produttori e consumatori nazionali, con esso il paese tornerebbe nel punto di autarchia A, sia per la produzione che per il consumo. Un simile dazio all'importazione è chiamato dazio proibitivo.



L'aliquota del 300 per cento sulle importazioni del bene X, è, in questo caso, la minima aliquota ad valorem che renderebbe il dazio proibitivo. Dazi piu' elevati rimarrebbero proibitivi, e il paese continuerebbe a produrre e a consumare nel punto A.















8.4c il teorema di Stopler-Samuelson

Il teorema di stopler-samuelson postula che un aumento del prezzo relativo di un bene (per esempio dovuto ad un dazio) aumenta il rendimento, o la remunerazione, del fattore impiegato in maniera intensiva nella produzione di quel bene.

Perciò il rendimento reale del fattore produttivo, la cui presenza scarsa nel paese aumenterà in seguito all'imposizione del dazio . per esempio, quando il Paese 2 (il paese con abbondanza di capitale), impone un dazio sulle importazioni del bene X (il bene labour- intensive), Px/Py aumenta per i produttori e per i consumatori nazionali, e altrettanto succederà al salario reale del lavoro (fattore scarso nel Paese 2).

La ragione di ciò sta nel fatto che al cresce di Px/Py, in conseguenza del dazio sulle importazioni del bene X, il Paese 2 produrrà una maggiore quantità del Bene X e una minore del bene Y.

La maggiore produzione del bene X richiede L/K in proporzione più elevata rispetto a quanto ne venga liberato riducendo la produzione di Y.

Di conseguenza w/r aumenta e parte del capitale è sostituito dal lavoro, quindi K/L sale nella produzione di entrambi i beni.

Siccome ogni unità di L viene ora combinata con una maggiore quantità di K, la produttività di L cresce , perciò anche w aumenta.

Quindi l'imposizione di un dazio sulle importazioni del bene3 X da parte del Paese 2 aumenta Px/Py nel paese e fa cresce la remunerazione di L (il fattore produttivo scarso nel paese).

Siccome la produttività del lavoro aumenta nella produzione di entrambi i beni, nel Pease 2 aumenta non solo il salario nominale, ma anche quello reale.

Questo significa anche che, con piena occupazione della forza lavoro sia prima che dopo l'imposizione del dazio , la remunerazione del lavoro e la sua quota sul reddito nazionale sono ora maggiori.

Siccome il reddito nazionale viene ridotto a causa del dazio e la quota diretta del lavoro è maggiore, nel Paese 2, il tasso d'interesse e la remunerazione totale del capitale devono diminuire. Quindi mentre il paese nel suo complesso risulta danneggiato dal dazio, il fattore scarso ne trae vantaggio a spese di quello abbondante.

Il teorema di Stopler - Samuelson è sempre valido nel caso di paesi piccoli, ma è in genere vero anche nel caso di paesi grandi.

Tuttavia, per i paesi grandi l'analisi si complica ulteriormente per il fatto che attraverso il loro commercio essi influenzano anche il prezzo mondiale.






8.5 Analisi di equilibrio generale di un dazio in un paese grande

8.5a effetti di equilibrio generale di un dazio in un paese grande

Per analizzare gli effetti di equilibrio generale conseguenti all'applicazione di un dazio in un paese grande , è più conveniente utilizzare le curve di domanda reciproca.

Quando un paese impone un dazio, la sua curva di domanda reciproca ruota verso l'asse che misura il bene di importazione di un ammontare proporzionale al dazio applicato sulle importazioni. Ciò è dovuto al fatto che ora per ogni quantità aggiuntiva del bene di esportazione , gli importatori richiedono una sufficiente    quantità aggiuntiva importazione per coprire (cioè per pagare) il dazio.

Il fatto che il paese sia grande è rappresentato dalla curva di domanda reciproca del partner commerciale che presenta una curvatura anziché essere lineare.

In queste circostanze, l'imposizione di un dazio riduce il volume degli scambi internazionali ma migliora le ragioni di scambio del paese. La riduzione del volume del volume di scambvio con l'estero , di per sé, tende a ridurre il benessere all'interno del paese, mentre il miglioramento nelle ragioni di scambio tende ad aumentarlo. L'aumento o la diminuzione del benessere sarà determinato dall'effetto netto di queste due forze opposte. Questo risultato è in eviudente contrasto con il caso dell'introduzione di un dazio in un paese piccolo ; nel paese piccolo il volume di commercio diminuisce mentre le ragioni di scambio rimangono invariate , sicchè si verifica sempre una riduzione di benessere.

8.6 Effetti di equilibrio generale di un dazio in un paese grande

In condizione di libero scambio, l'intersezione delle curve di domanda reciproca definiva il punto di equilibrio E, in cui Px/Py = Pw = 1 in entrambe le nazioni. Un dazio ad valorem del 100 per cento sulle importazioni del bene X imposto dal Paese 2 fa ruotare la curva di domanda reciproca in 2', definendo il nuovo punto di equilibrio in E'. il volume di commercio è inferiore rispetto alla situazione di libero scambio e Px/Py  = 0,8. Ciò siginfica che le ragioni di scambio del Paese 2 migliorano fio a Px/Py = 1.25. la variazione di benessere nel Paese 2 dipende dall'effetto netto derivante dalle più elevate ragioni di scambio e dal minore volume di scambi. Tuttavia, siccome il governo riscuote metà delle esportazioni del bene X in forma di dazio, Px/Py aumenta per il Paese 2 , da Px/Py = 1 in libero scambio a Px/Py = Pd = 1.6 in presenza del dazio.






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