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L'attività economica

economia



L'attività economica

Nel corso dei millenni l'uomo ha sempre sentito l'esigenza di soddisfare i propri bisogni. Tali bisogni possono essere classificati come segue:

bisogni primari

bisogni secondari


I bisogni primari sono quelli la cui soddisfazione è indispensabile per la sopravvivenza dell'uomo tali sono ad esempio il bisogno di mangiare, di dormire, di coprirsi con vestiti.

I bisogni secondari sono invece tutti quelli che nascono da esigenze voluttuarie (p. es. bisogno dell'automobile di lusso).



Per soddisfare i bisogni umani l'uomo si è organizzato in modo tale da svolgere attività di produzione di beni e servizi da consumare successivamente.


I beni sono oggetti di dimensioni più o meno grandi che hanno una consistenza fisica ben definita.

I servizi, invece, sono delle prestazioni immateriali che quindi non hanno una consistenza fisica.


L'attività con la quale l'uomo riesce a produrre beni e servizi e quindi a soddisfare i propri bisogni, viene chiamata "attività economica" e si divide in:

attività di produzione

attività di scambio

attività di consumo


L'attività di produzione è costituita dal complesso di operazioni svolte per ottenere e rendere disponibili i beni e i servizi necessari. Tale attività si può distinguere in:

produzione diretta

produzione indiretta


La produzione diretta consiste nella trasformazione di beni, chiamati materie prime, in altri beni di diversa consistenza fisica chiamati prodotti finiti.


La produzione indiretta consiste nel trasferimento di beni nel tempo e nello spazio. I beni trasportati conservano sempre la stessa consistenza e lo stesso aspetto fisico. Il trasferimento di beni nel tempo consiste nell'immagazinamento degli stessi che verranno successivamente commercializzati. Trasferimento nello spazio viene inteso in senso geografico e consiste nel trasporto di beni, da un luogo all'altro.


L'attività di scambio consiste nel trasferimento reciproco tra due o più soggetti di beni e servizi ed è strumentale alla successiva fase del consumo al fine della soddisfazione di beni umani. Nell'economia primordiale, la fase di scambio consisteva in operazioni di baratto, cioè di trasferimento di beni per l'ottenimento di altri beni. Successivamente con l'introduzione della moneta come mezzo intermediario degli scambi, la fase di scambio viene individuata nelle operazioni di compravendita, dove a fronte del trasferimento di beni e servizi, viene trasferito denaro.


L'attività di consumo consiste nell'utilizzo di beni e servizi al fine del soddisfacimento dei bisogni umani.



L'azienda

L'attività economica viene svolta in maniera organizzata da organismi chiamati "Aziende".


L'azienda è un sistema economico in atto rivolto alla produzione, al consumo, alla produzione e al consumo contemporaneamente, di beni e servizi, al fine del soddisfacimento dei bisogni degli individui che ne fanno parte o che in qualche modo ne vengono a contatto.


"Sistema" significa un complesso di beni e di persone tra loro organizzati, cioè coordinati al fine di raggiungere il medesimo scopo.


"Economico" significa che agisce secondo il principio del tornaconto e cioè con esso si intende raggiungere il massimo risultato con il minimo mezzo.


"In atto" significa che è in continua evoluzione.


Le aziende possono essere classificate in funzione dell'attività svolta in:

aziende di produzione

aziende di erogazione (o consumo)

aziende composte (insieme delle prime due)


Le aziende di produzione sono quelle che attuano in processo produttivo per l'ottenimento di beni economici ed il successivo scambio sul mercato con il fine ultimo del raggiungimento di un lucro. Tali aziende vengono anche chiamate "imprese".


Le aziende di produzione possono subire una sottoclassificazione in funzione del settore in cui operano:

aziende del settore primario

aziende del settore secondario

aziende del settore terziario

aziende del settore terziario avanzato


Le aziende del settore primario producono tutti quei beni che costituiscono materie prime per i successivi settori. Appartengono a tali settori le aziende estrattive, quelle agricole, di allevamento, della caccia e della pesca.


Le aziende del settore secondario esercitano un'attività di produzione diretta impiegando materie prime provenienti dal settore primario, che vengono trasformate fisicamente per l'ottenimento di prodotti finiti. Tipici esempi di tale tipo di aziende sono le aziende siderurgiche, metallurgiche, manifatturiere, alimentari di trasformazione, ecc. Vengono chiamate anche industriali.


Le aziende del settore terziario, sono quelle che esercitano attività di produzione indiretta e vengono chiamate aziende mercantili o commerciali. Rientrano in questo settore anche le aziende di servizi quali quelle bancarie, assicurative, di trasporto, ausiliarie del commercio, ecc.


Le aziende del settore terziario avanzato, sono aziende di servizi che forniscono consulenza agli altri tipi di imprese di livello avanzato. Rientrano in tale settore, le aziende di software, ingegneria, di consulenza legale, amministrativa.


Le aziende di erogazione, svolgono attività di consumo; in altri termini utilizzano le risorse per soddisfare direttamente i bisogni delle persone che ne fanno parte. Tipiche aziende di tale categoria cono i cosiddetti enti "no-profit", cioè enti non commerciali che non hanno scopo di lucro (associazioni, fondazioni, istituti di beneficenza). Appartengono a tale categoria anche le O.N.L.U.S. (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), enti associativi aventi come scopo quello di erogare servizi di utilità sociale a persone bisognose in condizioni di disagio economico - sociale.


Le aziende composte esercitano entrambe le attività di produzione e consumo ottenendo un processo produttivo di beni e servizi che anziché essere scambiati sul mercato, sono utilizzati direttamente per il soddisfacimento dei bisogni. Tipi di aziende composte, sono le famiglie.


In funzione del luogo in cui operano, le aziende si dividono in :

aziende indivise

aziende divise


Le aziende indivise operano interamente in un luogo che viene definito sede dell'azienda.

Le aziende divise operano in più luoghi; in esse quindi si evidenzia una sede principale che è l'unità centrale dell'azienda e tante unità operative decentrate che sono chiamate sedi secondarie oppure filiali, dipendenze, succursali.


In funzione del soggetto cui fanno capo, le aziende possono dividersi in:

pubbliche

private


Le aziende pubbliche, fanno capo a un soggetto pubblico, che può essere lo stato, una regione, una provincia o un comune.

Le aziende private, sono quelle che fanno capo a un soggetto privato che può essere una persona fisica o più persone fisiche o giuridiche.



La persona giuridica è un ente al quale la legge riconosce la capacità di agire e di assumere diritti e obblighi nei confronti di terzi.


Le aziende private si suddividono a loro volta in funzione del numero di soggetti cui fanno capo, in:

aziende individuali

aziende collettive


Le aziende individuali, fanno capo a una sola persona fisica che di norma è chiamata imprenditore.


Le aziende collettive, fanno a capo a due o più persone fisiche o giuridiche tra loro legate da un contratto chiamato "contratto di società". Per tale motivo nell'uso comune tali aziende vengono anche chiamate società.


I soggetti dell'attività aziendale

Nell'ambito dei soggetti cui fa capo l'impresa, si ha una prima classificazione come segue:

soggetto giuridico

soggetto economico


Il soggetto giuridico è la persona o il gruppo di persone che assumono diritti e obblighi davanti alla legge, derivanti dall'attività aziendale.


Il soggetto economico è rappresentato da quella persone o gruppo di persone che sopportano da un punto di vista economico, gli oneri conseguenti l'attività aziendale e ne traggono i benefici, oltre che influenzare le decisioni aziendali.


Il soggetto principale dell'attività aziendale svolta dalle aziende di produzione (cosiddette imprese) è rappresentata dall'imprenditore.


L'imprenditore è colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione di beni e servizi.


I tre elementi fondamentali che contraddistinguono la figura dell'imprenditore sono:

La professionalità: egli esercita la sua attività in maniera prevalente (occupazione principale).

L'organizzazione: è a capo di un insieme di beni e di persone tra loro coordinati per lo stesso obbiettivo.

Il rischio: non è tale se non investe i suoi capitali nell'attività dell'impresa, rischiando in prima persona.




L'imprenditore nella sua opera si avvale di collaboratori che si suddividono in due categorie:

lavoratori dipendenti o subordinati

collaboratori autonomi


I lavoratori dipendenti prestano la propria opera sotto le direttive dell'imprenditore, lavorano per un numero predeterminato di ore e sono remunerati per le ore lavorate. Essi sono responsabili della corretta esecuzione delle istruzioni impartite dall'imprenditore il quale rimane unico responsabile dell'opera unitariamente compiuta, in altri termini del lavoro nel suo insieme.


I collaboratori autonomi sono legati all'imprenditore da un contratto d'opera in base al quale viene loro commissionata l'esecuzione di una certa opera nel suo insieme. Essi non sono legati alla prestazione di un numero predeterminato di ore ed hanno estrema libertà di organizzare il proprio lavoro secondo le proprie esigenze. Rispondono della corretta esecuzione dell'intera opera e sono pagati a conclusione della stessa.



Lo svolgimento dell'attività aziendale

Per lo svolgimento dell'attività aziendale vengono impiegati beni e servizi che vengono chiamati "fattori produttivi".


I fattori produttivi possono essere classificati a seconda della loro consistenza fisica in:

fattori produttivi materiali, che hanno una consistenza fisica delineata e si possono vedere e toccare facilmente (p. es. automezzi, fabbricati, materie prime, ecc.);

fattori produttivi immateriali, che non hanno consistenza fisica (es.: brevetti, know how).


In funzione dell'utilità esauribile o rinnovabile nel tempo, i fattori produttivi si dividono in:

fattori produttivi a fecondità semplice

fattori produttivi a fecondità ripetuta


I fattori a fecondità semplice esauriscono la loro utilità in un unico processo produttivo e rimangono incorporati nel prodotto finito.


I fattori a fecondità ripetuta cedono la loro utilità a piccole dosi e partecipano a numerosi processi produttivi conservando la propria consistenza fisica fatto salvo il processo normale di usura e deterioramento fisico a causa del loro utilizzo.


I fattori produttivi sono combinati tra loro in quella che viene chiamata combinazione produttiva e alla fine attraverso una trasformazione fisica si ha l'ottenimento dei prodotti finiti. Il processo che attraverso l'impiego di fattori produttivi combinati fra loro da luogo all'ottenimento dei prodotti finiti, viene chiamato ciclo produttivo.


Il ciclo produttivo è un processo durante il quale vengono impiegate risorse inserite in una combinazione produttiva e successivamente recuperate in misura maggiorata rispetto a quella impiegata






Il ciclo produttivo può essere esaminato sotto tre diversi aspetti che costituiscono tre angolazioni visive di un'unica entità. I tre aspetti sono:

aspetto economico

aspetto tecnico

aspetto monetario



Sotto l'aspetto economico il ciclo produttivo ha inizio con l'acquisizione dei fattori produttivi e termina con la vendita.


Sotto l'aspetto tecnico il ciclo produttivo ha inizio con l'impiego dei fattori produttivi e termina con l'ottenimento dei prodotti finiti.


Sotto l'aspetto monetario il ciclo produttivo ha inizio con il pagamento dei fattori produttivi e termina con la riscossione del prezzo di vendita dei prodotti finiti.





Il fabbisogno finanziario

Il fabbisogno è costituito dall'insieme dei mezzi monetari necessari per lo svolgimento dell'attività aziendale.

In ogni tipo di impresa è molto importante rilevare qualità e quantità del fabbisogno finanziario. Ciò può avvenire con una adeguata programmazione degli investimenti, cioè con la previsione dei fattori produttivi necessari all'attività produttiva e della loro permanenza in azienda.


Gli elementi fondamentali da prevedere in merito al fabbisogno finanziario, sono i seguenti:

L'entità, cioè la quantità dei mezzi finanziari necessari all'attività aziendale. Viene quantificata guardando il volume degli investimenti.

La durata, cioè il periodo di tempo durante il quale si presenta il suddetto fabbisogno. Viene determinata in funzione del periodo di permanenza dei fattori produttivi nell'azienda.


È importante sottolineare che il fabbisogno finanziario trae origine dallo scarto temporale esistente tra il pagamento dei fattori produttivi e la riscossione del prezzo di vendita dei prodotti finiti. Quindi, nel caso in cui la riscossione fosse antecedente al suddetto pagamento non si presenterebbe alcun fabbisogno.



La copertura del fabbisogno finanziario e le fonti di finanziamento

Dopo aver quantificato l'entità e durate del fabbisogno finanziario l'azienda ricorre alla sua copertura mediante 3 possibili fonti di finanziamento:

Capitale proprio

Capitale di terzi

Autofinanziamento


Il capitale proprio, chiamato anche capitale di rischio, è dato dall'insieme dei mezzi monetari messi a disposizione dell'azienda da parte del proprietario; ed ha le seguenti caratteristiche:

E' privo di scadenza, e rimane quindi legato alle sorti aziendali per un lungo periodo di tempo.

Ha una remunerazione fissa e predeterminata; la sua remunerazione è soltanto variabile ed eventuale essendo legata ai risultati aziendali.

E' soggetto al rischio di impresa, in quanto per effetto dell'attività aziendale potrebbe essere perso tutto o in parte.


Il capitale di terzi, o capitale di credito, è costituito dall'insieme dei mezzi monetari messi a disposizione dell'azienda da parte di soggetti esterni ad essa (p. es. Banche, finanziarie, obbligazionisti, ecc.). Le caratteristiche del capitale di terzi sono:

è soggetto a una scadenza predeterminata.

gode di remunerazione fissa e predeterminata.

è soggetto al rischio d'impresa in misura più attenuata rispetto al capitale proprio.



I mezzi monetari acquisiti dall'impresa a titolo di capitale di terzi, costituiscono per l'impresa dei debiti.

I debiti si classificano in funzione della loro scadenza in:

debiti a breve termine: scadenti entro l'anno

debiti a medio termine: con scadenza da 1 a 5 anni

debiti a lungo termine: scadenti dopo i 5 anni


A seconda delle operazioni da cui traggono origine i debiti, si dividono in:

debiti di finanziamento, che traggono origine da movimenti monetari, sono destinati a investimenti specifici, hanno una remunerazione data da un interesse esplicito.

debiti di funzionamento, che sono mezzi di regolamento degli scambi e nascono in seguito all'acquisto di beni e servizi. Hanno una remunerazione data da un interesse implicito.


L'autofinanziamento consiste nella mancata distribuzione di utili da parte dell'azienda.


Organizzazione dell'azienda

Con il concetto di organizzazione aziendale si intende esprimere le modalità di coordinamento tra i vari beni e le persone all'interno dell'azienda. In particolare tale concetto si riferisce al coordinamento degli organi operanti nel sistema aziendale e rappresenta le modalità di trasmissione dei flussi informativi all'interno dell'azienda.


Gli organi di cui si avvale l'azienda nella sua attività sono in sintesi i seguenti.

organo volitivo

organo direttivo

organo esecutivo

organo di controllo


Ciascun organo può essere rappresentato da una o più persone che cooperano all'interno dell'azienda.


L'organo volitivo determina gli obbiettivi cui mira l'attività aziendale e fissa le strategie per il loro raggiungimento. Tale organo è quello che influenza in maniera diretta l'attività dell'azienda e può essere rappresentato dall'imprenditore o dai soci dell'azienda collettiva.


L'organo direttivo ha il compito di tramutare le strategie fissate dall'organo volitivo in linee comportamentali impartendo precise direttive all'organo esecutivo. Tale organo può essere identificato nel management aziendale,  in altri termini dai vari dirigenti che operano nei diversi settori aziendali (p. es. direttore amministrativo, direttore commerciale, direttore finanziario, ecc.).


L'organo esecutivo è quello più basso di grado nella gerarchia aziendale ed è rappresentato da tutte quelle persone che devono rispettare le direttive dell'organo superiore tramutandole in azioni di contenuto operativo e materiale. Tale organo viene identificato nei vari impiegati e operai dell'azienda.


L'organo di controllo ha la funzione di verificare che le direttive impartite dall'organo direttivo siano aderenti alle strategie aziendali e che le operazioni esecutive dell'organo esecutivo, rispettino il contenuto delle direttive impartite, esercitando un'attività di controllo di cui risponde all'organo volitivo. Un esempio di organi di controllo è rappresentato dai vari ispettori, controllori, sindaci, revisori, ecc.


I vari organi aziendali interagiscono tra loro secondo regole che dipendono dal modello organizzativo adottato.

I modelli organizzativi aziendali sviluppati nella teoria dell'organizzazione aziendale sono molteplici. Tra questi possiamo descrivere in particolare tre modelli organizzativi che rappresentano quanto meno la struttura portante su cui si fondano i vari modelli adottati con opportune varianti nella realtà operativa.

I tre modelli da esaminare sono i seguenti:

Gerarchico

Funzionale

con struttura a Line & Staff





Il modello gerarchico prevede uno scambio di informazioni in senso verticale tra organi superiori ed inferiori. Tale struttura prevede che l'organo superiore impartisca direttive soltanto al suo diretto inferiore il quale a sua volta prende istruzioni esclusivamente dall'organo superiore. Tale struttura è tipica delle organizzazioni militari ed ecclesiastiche. Essa presenta notevoli aspetti positivi dovuti al fatto che viene mantenuto un alto grado di riservatezza relativamente ai flussi informativi che intercorrono tra i vari organi; le istruzioni inoltre vengono eseguite con notevole tempestività. Dall'altro lato invece tale modello presenta inconvenienti dovuti al fatto che un unico organo direttivo impartisce istruzioni su un ventaglio di competenze che potrebbero non appartenere a tale organo.


Il modello funzionale cerca di superare i problemi che vengono ad affiorare con il modello gerarchico. Esso consente il passaggio di flussi informativi da un'area funzionale all'altra. Tale modello consente quindi di impartire istruzioni con un costante ed elevato grado di competenza ma evidenzia problemi di lentezza nei flussi informativi in quanto per ogni istruzione occorre preliminarmente individuare l'organo competente ad impartirla e spesso ciò causa conflitti di competenze.


Il modello line & staff cerca di superare i problemi creati dai precedenti modelli adottando soluzioni ed aggiustamenti che vengono di seguito descritti. Tale modello si colloca su una struttura di tipo gerarchico affiancando agli organi direttivi speciali organi consultivi chiamati organi di staff. Gli organi di staff possono essere rappresentati dall'ufficio legale, tributario, tecnico, ecc. ed hanno il compito di prestare attività di consulenza all'organo direttivo affinché esso possa impartire istruzioni corrette e competenti.






Qualsiasi attività aziendale si svolge attraverso varie funzioni. Dette funzioni, se per aziende di piccole dimensioni sono svolte da un'unica persona fisica, all'aumentare delle dimensioni aziendali devono essere sviluppate successivamente da una pluralità di persone nominate dall'organo volitivo, le quali ricoprono uno stesso livello di organi aziendali (p. es. l'organo direttivo).


Tali personaggi hanno notevoli capacità, attitudini, conoscenze ed esperienze per poter giudicare ed organizzare l'area funzionale loro affidata e vengono chiamati manager; costituendo nell'insieme il cosiddetto management aziendale. In funzione dell'area di competenza essi assumeranno il nome esposto nello schema precedente (i vari manager).


La funzione di produzione riguarda l'aspetto tecnico del ciclo produttivo ed è composta da tutte quelle persone che curano l'approvigionamento dei fattori produttivi finiti- In questa funzione viene svolta l'attività di approvvigionamento, stoccaggio e immagazinamento di fattori produttivi e prodotti finiti nonché la gestione delle scorte di magazzino.


La funzione delle vendite, detta anche funzione commerciale ha il compito di programmare, gestire e controllare le vendite di beni e servizi. In essa si sviluppa la sottofunzione di marketing che ha lo scopo di indagare e saggiare il mercato per individuare i gusti dei consumatori e di indirizzare la politica commerciale dell'azienda.


La funzione di amministrazione, ha il compito di rilevare tutti i fatti amministrativi sia interni che esterni all'azienda attraverso un sistema informativo rappresentato dall'insieme delle persone e gli strumenti che hanno lo scopo di trasformare i dati relativi alle operazioni aziendali in informazioni utili alla direzione aziendale.


La funzione finanziaria ha lo scopo da un lato di quantificare il fabbisogno finanziario dell'azienda e reperire le fonti di finanziamento adeguate a tale fabbisogno, dall'altro di investire le risorse monetarie prodotte dall'azienda in impieghi ad elevata remunerazione.


La funzione del personale ha il compito di ricercare e formare all'interno dell'azienda le risorse umane e di collocarle all'interno dell'organizzazione aziendale secondo la logica che vede "l'uomo giusto al posto giusto".



Le aziende produttrici di servizi

Le aziende che producono servizi, sono inquadrate nella categoria delle aziende di produzione che operano nel settore terziario. Il loro prodotto finito è un risultato produttivo immateriale che viene appunto chiamato servizio.


Nell'ambito di tale categoria di imprese si possono distinguere due specie di imprese, in funzione delle condizioni in cui si trovano ad operare sul mercato:

Imprese operanti in regime di libero mercato

Imprese che producono sevizi pubblici


Il primo tipo di imprese si rivolge all'intera collettività, offrendo un servizio in regime di concorrenza, il quale rappresenta spesso un elemento di soddisfazione di bisogni secondari.

Le aziende del secondo tipo erogano invece un servizio di pubblica utilità, il quale cioè soddisfa i bisogni primari della collettività. Sono aziende che operano spesso in regime di monopolio o di ristretto oligopolio. Le tariffe applicate da tali imprese sono regolamentate dall'autorità pubblica in virtù dell'importanza strategica del servizio.



Da un punto di vista generale le aziende di servizi hanno le seguenti comuni caratteristiche:

Massiccia presenza nel loro patrimonio di immobilizzazioni materiali, dovuta al fatto che tali immobilizzazioni costituiscono lo strumento diretto con cui viene erogato il servizio (prodotto finito).

Impossibilità di immagazzinare il prodotto finito date le caratteristiche dello stesso.

Dimensionamento degli impianti ad un livello prossimo al massimo della domanda


I servizi di pubblica utilità sono di norma affidati in esclusiva allo Stato, alle Regioni, alle Province e ai Comuni, i quali spesso scelgono se gestirli direttamente o affidarli ad aziende di servizi pubbliche o private.

Nel caso d'affidamento del servizio ad aziende, queste si trovano a svolgere servizi di pubblica utilità e sono definite "aziende di pubblici servizi".


Le modalità con cui lo Stato o gli enti locali affidano tali servizi possono essere le seguenti:

Rilascio di autorizzazione amministrativa

Affidamento in concessione


In caso di autorizzazione l'ente pubblico concede a un'impresa di esercitare un certo diritto (es.: esercizio di trasporto pubblico di persone esercitato dai Taxi).

Mediante la concessione l'ente pubblico permette ad un'impresa di produrre servizi di pubblica utilità per un determinato periodo di tempo e a determinate condizioni.


La concessione è un atto amministrativo mediante un ente pubblico (Concedente) accorda ad un'impresa privata (Concessionaria) la facoltà di svolgere, in regime di monopolio su un determinato territorio, un particolare servizio che istituzionalmente è di competenza dell'ente stesso.


Le condizioni concernenti le modalità di esercizio della concessione sono descritte in un documento che viene definito "capitolato di concessione". Le principali disposizioni di tale capitolato riguardano:

L'oggetto della concessione

La durata della concessione

Le modalità di esercizio del servizio

Il rinnovo della concessione

Il riscatto dei beni in concessione

La revoca della concessione


L'oggetto della concessione può riguardare:

Il solo esercizio di un particolare servizio

La costruzione delle infrastrutture necessarie e l'esercizio del servizio


La concessione d'esercizio consiste nell'assegnazione ad un'impresa privata dell'esercizio di un certo servizio di pubblica utilità, senza l'obbligo da parte dell'impresa di creare infrastrutture.


Con la concessione di costruzione e d'esercizio vengono invece affidati ad un'impresa privata la costruzione delle infrastrutture ed il successivo esercizio di un'attività di produzione di servizi di pubblica utilità.



La durata della concessione è in genere di lungo periodo e aumenta per quelle attività che richiedono all'impresa concessionaria la costruzione delle infrastrutture.


Alla scadenza della concessione, l'ente concedente può avocare a se l'esercizio del servizio, oppure può concedere una proroga della concessione. In tal caso si parla di rinnovo della concessione a condizioni che possono essere uguali o diverse da quelle originarie.


Si parla di revoca della concessione quando il concessionario è inadempiente relativamente a una o più condizioni di esercizio del servizio ovvero alla costruzione delle infrastrutture.


Con il riscatto l'ente concedente esercita il diritto di rientrare nell'esercizio diretto del servizio, versando all'impresa concessionaria un adeguato indennizzo.


Relativamente alle modalità con cui l'impresa deve esercitare l'attività di produzione del pubblico servizio, vengono stabilite nel capitolato di concessione due condizioni particolari:

Le tariffe applicabili al servizio

Lo standard di qualità per l'erogazione del servizio


Le tariffe costituiscono i prezzi applicabili dall'impresa per l'erogazione del servizio. Tali prezzi non sono stabiliti dall'impresa ma dall'ente concedente e, di norma, non riescono a coprire neanche il costo dell'erogazione del servizio. A tale proposito l'ente concedente corrisponde, durante la concessione, un contributo all'impresa, che ha lo scopo di integrare i ricavi conseguenti all'applicazione delle tariffe pattuite, consentendo a questa di coprire il costo di produzione del servizio, e di conseguire una determinata percentuale di profitto. Tale contributo viene chiamato "contributo in conto esercizio".


L'ente concedente inoltre, nel capitolato di concessione stabilisce lo standard di qualità cui si deve attenere l'impresa concessionaria nell'erogazione del servizio.


In seguito a tali caratteristiche della concessione ne consegue una gestione molto rigida dovuta alla mole di investimenti in beni strumentali ed al tipo di domanda del servizio oggetto della concessione.

Di contro vi sono anche aspetti positivi dovuti al fatto che il concessionario è in grado di conoscere con largo anticipo la quantità e i tempi delle vendite. Esso inoltre opera in regime di monopolio, con conseguenti risparmi in termini di costi commerciali. L'impresa concessionaria inoltre riesce facilmente a pianificare il flusso di cassa derivante dalla gestione riuscendo a programmare in tempo utile il suo fabbisogno finanziario e l'accesso a fonti di finanziamento adeguate.


Nel caso di concessione che comporti, oltre all'esercizio del servizio, anche la costruzione di infrastrutture, l'impresa concessionari deve investire, prima dell'inizio della sua attività, una mole ingente di mezzi finanziari per la costruzione e l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e immobili che le consentano, una volta entrati in funzione, di erogare il servizio.

Tali investimenti iniziali vengono destinati a beni


Proprietà in concessione

Proprietà industriale


La proprietà in concessione si compone di tutte le vere e proprie infrastrutture che necessitano all'impresa concessionaria per l'erogazione del servizio pubblico. Comporta la maggior parte degli investimenti fissi  e determina un fabbisogno finanziario di lunga durata da coprire con mezzi finanziari a lungo termine. E' costituita da tutti gli impianti, immobili, apparecchiature e attrezzature che hanno la caratteristica di essere infissi nel terreno e difficilmente espiantabili (es.: per un'azienda ferroviaria la proprietà in concessione è costituita dalle rotaie, massicciate, gallerie, caselli, etc.)

La caratteristica della proprietà in concessione è che, sebbene sia costruita dall'impresa concessionaria, alla fine della concessione deve essere devoluta gratuitamente all'ente concedente, affinché questo possa continuare ad esercitare il servizio direttamente senza soluzione di continuità. Per tale motivo l'ente concedente di norma eroga al concessionario un contributo finalizzato all costruzione della proprietà in concessione; tale contributo assume il nome di "contributo in conto capitale".


La proprietà industriale è invece costituita da tutti gli impianti, autovetture, automezzi, macchinari, etc. che non sono infissi nel terreno, che hanno la caratteristica della mobilità. Tale proprietà viene acquistata con mezzi finanziari di esclusiva competenza dell'impresa concessionaria e viene, alla fine della concessione,  venduta all'ente concedente dietro corrispettivo rappresentato dal valore corrente dei beni al termine della concessione.






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