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KURT LEWIN - ERIK ERIKSON - ALBERT BANDURA

psicologia


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KURT LEWIN

Kurt Lewin nacque in un villaggio della Prussica da una famiglia ebrea.

Quando per Kurt Lewin fu il momento di iscriversi al ginnasio, la famiglia si trasferì a Berlino.

Completate le scuole superiori, Lewin si iscrisse alla facoltà di medicina. Frattanto i suoi interessi si erano spostati verso la biologia e la filosofia della scienza.

Kurt Lewin si rifà alle teorie dei gestaltisti e quando le sue idee cominciarono ad avere una diffusione internazionale venne chiamato in America per fare delle conferenze, ma quando tornò in Germania si trovò con l'avvento di Hitler e con le leggi razziali e mentre Lewin si stava organizzando per emigrare venne richiamato in America per fare altre conferenze e così lui partì subito e riuscì a salvarsi.

La psicologia di Lewin intende spiegare il comportamento esaminando le interrelazioni attuali tra la persona e l'ambiente, quindi avremo questa funzione C = f(P,A). Cioè il comportamento è funzione della persona e dell'ambiente. 646d33g

In questa espressione abbiamo tre elementi "C, P, A" che sono legati dalla "f", se si modifica anche solo un elemento si modificheranno tutti gli altri.

Per A, Lewin intende un ambiente generale, ma si riferisce a quegli ambienti che esistono perché esiste l'uomo.

Lewin introduce anche il concetto di valenza e dice che può essere positiva o negativa, se è positiva ci sarà una forza di attrazione, mentre se è negativa ci sarà una forza di repulsione.



La valenza però non è una caratteristica né dell'elemento, né della persona, ma è una caratteristica della relazione che ora intercorre tra l'oggetto e la persona.

Esiste però una relazione tra la natura della valenza e i bisogni in quanto tutte le volte che un elemento va a soddisfare i bisogni di un soggetto, quell'elemento assumerà valenza positiva per lui, mentre se quegli elementi non andranno a soddisfare i bisogni del soggetto saranno connotati con valenza negativa.

Quando si parla di valenza positiva o negativa si potrà avere una forza di attrazione o di repulsione di diversa intensità.

La valenza non ha un carattere di permanenza, cioè una valenza che ora è positiva con il passare del tempo potrebbe diventare negativa, e viceversa. La variazione della natura della valenza può avvenire o per stanchezza fisica o per sazietà psichica, cioè qualcosa che aveva valenza positiva ora ha valenza negativa, però attraverso una variazione di metodo quell'elemento potrebbe riavere valenza positiva.

Poiché nel nostro ambiente sono presenti numerosi oggetti o situazioni provvisti per noi di valenze, possiamo trovarci facilmente in situazioni di conflitto.

Per avere un conflitto il soggetto deve trovarsi di fronte ad almeno due elementi che devono avere alcune caratteristiche. Il fatto che ci siano almeno due elementi è una condizione necessaria ma non sufficiente in quanto si potrebbero avere anche due elementi che non creino un conflitto. Inoltre affinché vi sia un conflitto gli elementi devono avere entrambi o una valenza positiva o una valenza negativa. Gli elementi devono avere il carattere della contemporaneità, che comporta contemporaneamente una reciproca esclusione, e devono avere un'uguale intensità, cioè la forza di attrazione verso i due elementi deve essere uguale.

Ci sono diversi tipi di conflitto e cioè:

·        Conflitto attrazione-attrazione: noi lo viviamo tutti i giorni e lo superiamo senza rendercene conto, ma soprattutto non ci reca sofferenza. Questo tipi di confittosi risolverà quando P avrà una forza di attrazione maggiore verso uno dei due poli;

·        Conflitto repulsione-repulsione: questo conflitto viene risolto con la fuga, in quanto si tende a rimandare questo conflitto, perché si pensa che con il tempo il problema si risolverà da solo;

·        Conflitto attrazione-repulsione.

La frustrazione, secondo Lewin, è un'azione che viene compiuta ma che porta ad un risultato invano. Ci sono diversi tipi di frustrazione a seconda di quanto sono importanti i nostri bisogni.

In letteratura si fa una distinzione tra:

·        Frustrazione primaria: si ha quando manca l'oggetto al soddisfacimento del bisogno;

·        Frustrazione secondaria: si ha quando abbiamo l'oggetto per il soddisfacimento del bisogno, ma non lo riusciamo a raggiungere a causa di una barriera.

     

ERIK ERIKSON

La teoria di Erikson consiste in otto stadi di sviluppo. Ogni stadio caratterizzato da differenti conflittualità che debbono venir risolte dall'individuo stesso. Se una persona è incapace di risolvere un conflitto in un particolare stadio di sviluppo, dovrà confrontarsi e lottarvi contro per tutto il corso della vita.

1.     stadio: fase della fiducia-sfiducia, in questa fase si scoprono l'ottimismo e il pessimismo. In questa fase il lattante deve formare una affettuosa, fiduciosa relazione con chi ne ha cura, altrimenti svilupperà una sensazione di diffidenza e demoralizzazione. La fiducia di base si acquista in questa fase e dura per tutta la vita e non finisce quando termina questo stadio.

2.     stadio: fase dell'autonomia, in questa fase le energie del bambino sono rivolte al raggiungimento di abilità motorie, come comunicare. Tutto ciò può accadere solo se si è acquisita una fiducia di base.

3.     stadio: fase dell'iniziativa, in questo stadio il bambino prosegue nel diventare sempre più attivo e capace di nuove iniziative, ma può diventare troppo vivace, il che può colpevolizzarlo.

4.     stadio: fase dell'industriosità, in questo stadio il bambino deve avere a che fare con richieste di imparare nuove prestazioni con il rischio di cadere in sentimenti di inferiorità, di fallimento, di incapacità.

5.     stadio: fase dell'identità, in questo stadio l'adolescente deve raggiungere il senso della propria identità. L'identità è la capacità che il soggetto ha per dire chi è.




6.     stadio: dell'intimità o isolamento, il giovane adulto deve sviluppare  relazioni intime, per non soffrire di sentimenti di isolamento. In questo stadio nell'esempio del rapporto di coppia abbiamo un'identità condivisa, cioè l'uno tenderà a dominare sull'altro.

7.     stadio: fase della generatività o stagnazione, cioè ogni adulto deve trovare ogni via per soddisfare e dare appoggio alle generazioni successive, cioè ogni adulto deve impegnarsi a prendersi cura delle altre generazioni.

  1. stadio: fase della saggezza, in questo stadio l'uomo è capace di offrire fiducia agli altri.

 ALBERT BANDURA

Bandura riteneva che le teorie dell'apprendimento fondate sulla ricerca attuata su animali non fossero sufficienti a spiegare il comportamento umano.

Lui non rinnega la matrice comportamentista ma aggiunge un aggettivo al comportamentismo e cioè determinismo reciproco, cioè come l'ambiente determina l'uomo, così l'uomo determina l'ambiente.

Qui Bandura, si riferisce all'ambiente sociale, cioè un ambiente formato soprattutto da persone.

Bandura è quindi l'iniziatore della "teoria dell'apprendimento sociale".

Questa teoria si riferisce ad un apprendimento dall'ambiente sociale, quindi da stimoli che provengono dall'ambiente.

Secondo Bandura il comportamento è la conseguenza di un'azione, cioè se un soggetto agisce non solo impara qualcosa ma avrà anche una ricompensa. Inoltre alcuni comportamenti il soggetto li apprende osservando quello che fanno gli altri e questo prende il nome di apprendimento osservativi.

L'apprendimento osservativi comporta una serie di fasi, ciascuna delle quali implica processi diversi:

·        processo di attenzione, cioè mettere a fuoco, prestare attenzione, mettere qualcosa al centro del proprio campo percettivo.

·        Processo rappresentativo, cioè una volta registrato il comportamento del modello, il bambino lo interpreta alla luce delle sue conoscenze e ne memorizza gli aspetti salienti, che saranno eventualmente da lui riprodotti.

·        Processo di riproduzione, cioè la riproduzione motoria del comportamento osservato e immagazzinato nelle due fasi precedenti.

·        Processo motivazionale, è attivato dai vantaggi che il bambino si aspetta di avere imitando il modello e che possono consistere in rinforzi esterni, auto-rinforzi o rinforzi vicarianti.

BURHUS SKINNER

Lo studio approfondito del condizionamento operante si deve allo psicologo americano Skinner, il quale ha esaminato come si modificano i comportamenti che un organismo effettua spontaneamente.

Riprendendo le idee di Thorndike sulla legge dell'effetto, Skinner ha messo in evidenza come la frequenza con cui si effettua un comportamento dipenda dalla conseguenza che esso provoca. Ad esempio un ratto affamato che si muove nella gabbia con crescente frequenza, questo movimento se ha come conseguenza l'apertura di una scatoletta contenente del cibo. Al contrario il ratto si terrà lontano dalla leva se toccandola sentirà una scassa elettrica.

Skinner ha chiamato rinforzi quegli eventi che provoano un aumento nella frequenza del comportamento che li precede.

Un rinforzo positivo consiste nel verificarsi di una situazione gradevole, ed è una ricompensa; un rinforzo negativo consiste invece nella cessazione di una situazione spiacevole ed il suo obiettivo è quello di mettere il soggetto attivo i una condizione di cambiare alternativa; invece le punizioni diminuiscono la probabilità che il comportamento si ripeta.

Oltre che mediante punizione, la frequenza di un comportamento può essere diminuita anche mediante estinzione, che ha luogo quando si smette di fornire dei rinforzi.

Inoltre il rinforzo può essere continuo o parziale.

Nel rinforzo continuo il numero delle risposte è uguale al numero dei compensi.

Nel rinforzo parziale il numero delle risposte è maggiore rispetto al numero dei compensi.







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