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LA BULIMIA

medicina


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LA BULIMIA

INTRODUZIONE:

Mangiare non è soltanto un atto vitale, ma un atto carico di simboli: " i genitori hanno facilmente la tendenza a dare una risposta di tipo alimentare a tutte le difficoltà che attraversa il bambino. Quando è molto 515c21f piccolo, gli propongono il biberon ogni volta che piange, invece potrebbe sentire freddo, mal di pancia, potrebbe sentirsi solo.".  In questo modo il bambino non imparerà a riconoscere chiaramente l'origine del suo malessere e si abituerà a mangiare "senza fame", insomma farà ricorso al cibo col solo scopo di colmare la sua angoscia e di risolvere così le difficoltà della vita. Il nostro comportamento alimentare affonda quindi le sue radici nelle pieghe profonde della nostra personalità. Malattie relativamente rare fino a 25 anni fa, come bulimia e anoressia, oggi inquietano per la loro frequenza e gravità.



E' durante l'adolescenza che la bulimia si manifesta con maggiore frequenza la prima volta, e in particolare fra quei giovani che, quando erano bambini, non hanno mai imparato a dire no ai desideri dei loro genitori. Non osando mai affermarsi, queste adolescenti, perché la bulimia è una malattia tipicamente femminile, si consolano mangiando. Questo comportamento infantile gli permette di ritrovare simbolicamente il periodo della loro vita in cui, nutriti dai genitori, non dovevano assumersi nessuna responsabilità.




Il termine bulimia indica un forte aumento della fame, con un conseguente aumento della quantità degli alimenti che vengono ingeriti. Si manifesta quindi con un bisogno continuo di cibo che porta il soggetto ad ingerire qualsiasi alimento, in gran quantità e in ogni occasione in cui ciò sia possibile: non esiste momento della giornata in cui non si trovi occasione per mangiare.

Le cause della bulimia possono essere molteplici: le più chiare sono quelle che fanno riferimento a squilibri organici. Disturbi al tubo digerente (ulcera gastrica e duodenale),malattie metaboliche (diabete, obesità) e all'apparato endocrino possono facilmente presentare la bulimia come sintomo. Si hanno inoltre alterazioni delle ghiandole endocrine, come nel caso dell'anoressia, squilibri a carico dell'apparato cardiaco (tachicardia, aritmia) e negli stadi più avanzati si verifica la rottura dell'esofago, dell'esofago e del pancreas.

Più problematica è invece l'identificazione delle cause che producono la bulimia nei disturbi d'origine psicologica: essa provoca uno stato depressivo sempre più grave, che porta spesso all'esaurimento nervoso. A volte i bulimici trovano rifugio nell'alcol e nella droga. Lo stato depressivo conduce a disturbi psichiatrici che possono spingere al suicidio.

Sembra a volte inspiegabile il fatto che persone, perfettamente sane dal punto di vista organico, si sentano continuamente affamate e ricorrono al cibo con vera e propria voracità.  Eppure tali soggetti dichiarano esplicitamente di volersi astenere dal cibo, almeno nella quantità abnorme assunta. Nonostante tali dichiarazioni, i bulimici non riescono a controllare l'irrefrenabile bisogno di mangiare. In questi casi la bulimia si presenta come sintomo di più profondi e complessi disturbi della personalità: tramite il bisogno di mangiare, si coprono altri bisogni e pulsioni che il soggetto non riconosce, di cui non è consapevole e che fondamentalmente non accetta.



Spesso i bulimici sono affetti da crisi che corrispondono a momenti d'angoscia. Queste crisi sono seguite da stati di paura di non potersi più fermare volontariamente, e per evitare d'ingrassare, il 50% dei bulimici dopo una delle loro crisi si provocano il vomito o prendono lassativi e/o diuretici.

Nessuna dieta miracolosa è in grado di arginare la bulimia. L'unico modo per uscirne è di riconciliarsi con se stessi e con il proprio ambiente. Questa riconciliazione passa attraverso una terapia psicologica e una profonda revisione del proprio comportamento alimentare. Una guarigione che non si ottiene dal giorno alla notte.         







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