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LA POLITOCA ESTERA DEL FASCISMO

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LA POLITOCA ESTERA DEL FASCISMO

La politica estera, durante gli anni Venti, seguì la linea della prudenza per mostrare il fascismo come fattore di stabilità politica e quindi conquistare la fiducia delle grandi potenze straniere. Mussolini intavol 757c28h ò buoni rapporti con l'Inghilterra, mentre più difficili furono quelli con la Francia, che ostacolava la politica espansionistica italiana sui Balcani. Ottenne una modestia revisione dei trattati di pace con la rettifica dei confini coloniali in Somalia e in Libia, mentre fu raggiunto un nuovo accordo con li Jugoslavia, che portò l'annessione di Fiume.

Negli anni Trenta lo politica estera subì una svolta con il rilancio dell'espansionismo in Africa. La difficile situazione economica sembrava trovare una soluzione nella conquista coloniale, che avrebbe dato slancio all'industria con la commesse militari e ravvivato il nazionalismo. Nel 1934 Mussolini considerò la situazione europea favorevole alla conquista dell'Etiopa, dove il nuovo imperatore Selassiè stava avviando il rafforzamento militare dello Stato, ma l'opposizione inglese ritardava l'impresa. Pertanto nel 1935 Mussolini, per accrescere il consenso interno, scatenò una violenta propaganda britannica e l'esercito italiano iniziò l'invasione dell' Etiopa (ottobre 1935).

La Società delle Nazioni dichiarò l'Italia Stato aggressore e deliberò l'applicazioni di sanzioni economiche. La guerra, presentata come un'impresa civilizzatrice, vide l'impiego dell'aviazione con attacchi indiscriminati sulla popolazione civile e l'uso di gas asfissianti. L'impresa si concluse con l'occupazione di Addis Abeba e la proclamazione dell'Impero dell'Africa Orientale italiana (1936),che comprendeva l'Etiopa, l'Eritrea e la Somalia. In seguito alla conquista coloniale, l'Italia abbandonò la Società della Nazioni e si avvicinò alla Germania nazista. L'alleanza con Hitler (Asse Roma-Berlino 1936) accentuò la spinta imperialistica della politica italiana e causò la rottura dei rapporti con l'Inghilterra. L'intervento in Spagna a favore del generale Franco rafforzò ulteriormente i legami tra i due regimi, che strinsero anche il Patto antikomintern con il Giappone. I legami sempre più stretti con la Germania, in una situazione di isolamento internazionale, portarono all'adozione anche in Italia delle misure più odiose del nazismo, come le leggi razziali (1938), con le quali iniziava la campagna antisemita. Dopo l'occupazione dell'Albania (1936), cui fece seguito il Patto d'acciaio che stabiliva l'alleanza militare tra l'Italia e la Germania.







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