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Il pessimismo di Shopenhauer

filosofia




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ARTHUR SCHOPENHAUERNato a Danzica nel 1788. Contemporaneo di Hegel, questo è 18 anni + giovane e ne è l'esatto opposto:è pessimista e irrazionale.

Il suo capolavoro è "Il mondo come volontà e rappresentazione".

La sua filosofia è stata influenzata da Platone, da Kant e dal pensiero indiano.

E' un filosofo tipicamente romantico; quella del suo pensiero è una vena irrazionale. Perchè romantico? Perchè:

Tratta il tema dell'infinito e quello del dolore

Dà importanza a musica ed arte



Perchè non del tutto romantico? Per la sua visione pessimistica.

Shopenhauer fa una critica viscerale contro Hegel.

Sua madre era una scrittrice ed ed è proprio grazie a lei che  conobbe Mayer e di conseguenza si avvicinò al pensiero orientale.

Fenomeno e noumeno per Kant erano rispettivamente ciò che possiamo e ciò che non possiamo conoscere,x Shopenhauer invece il fenomeno è apparenza, illusione, inganno, è il "velo di Maya", una barriera che l' uomo deve squarciare per arrivare all'essenza della vita, alla vera realtà, il noumeno.

Un'altra differenza tra S e Kant sta nella rappresentazione che io ho dell'oggetto: essa in Kant è un qualcosa che esiste fuori dalla c 424b12e oscienza, in S invece esiste soltanto dentro la coscienza.

S inizia così il suo capolavoro: "Il mondo è una rappresentazione.." cioè, esiste un oggetto che si rappresenta, i fenomeni, e un oggetto che viene rappresentato.

S è contrario all'idealismo perchè esalta il soggetto ma è anche contrario al materialismo per il motivo opposto. Per lui oggetto  e soggetto stanno sullo stesso piano di valore, servono entrambi per la rappresentazione.

S riprende molte cose da Kant e come lui pensa che all'interno dell'uomo ci siano le forme a priori, con le quali noi possiamo conoscere. Ma le forme a priori che accetta da Kant sono spazio tempo e (delle 12 categorie sell'intelletto)teoria della causalità. Queste forme a priori ci fanno vedere la realtà come un sogno, un illusione, ci fanno vivere in uno stato onirico.

Ricordiamo i precedenti a cui S si è ispirato:

Platone (il quale sosteneva che la vita è un sogno)

Veda, i filosofi indiani (che vedevano la vita come un illusione ottica)

William Shakespeare (x il quale la vita è un sogno e dura lo spazio di un sonno)

Calderon De La Barca.




L'uomo secondo Shopenhauer:

è un animale metafisico

deve arrivare alla realtà che c'è aldilà di tutto

deve capire qual è la vera essenza della vita

più è intelligente più si pone domande,domande che poi sono le vie d'accesso al noumeno.



Dice Shopenhauer "nessun essere eccetto l'uomo si stupisce per la propria esistenza". Per Kant il noumeno non è conoscibile,S invece ce lo spiega: secondo lui noi ci vediamo anche interiormente, e grazie a questa capacità di ripiegarci su noi stessi, possiamo arrivare a conoscere il noumeno. Possiamo così scoprire "la volontà di vivere", un impulso irresistibile e irrefrenabile che ci spinge ad esistere.

Esempio: l'apparato digerente non è che la manifestazione corporea e fenomenica della volontà di nutrirsi, quindi la volontà è superiore al corpo.

La volontà di vivere è anche l'essenza più profonda di tutte le cose dell' universo. Tutto vuole vivere e tutto vuole continuare a vivere.

L'uomo è dato a se stesso in 2 modi:

come rappresentazione e fenomeno superficiale (attraverso il velo di Maya)

come noumeno ed essenza profonda ( la volontà di vivere).

Il corpo per Shopenhauer è l'oggettivazione della volontà, mentre la volontà è il noumeno dell'uomo e dell'universo.

Caratteristiche della volontà di vivere

La volontà di vivere sta aldilà delle 3 forme a priori di spazio tempo e causalità. La volontà per S è:

inconscia

unica

eterna

priva di fine o scopo (non sappiamo perchè vogliamo)

Il mondo è pieno di dolori e Dio è un illusione fatta per consolarci. Questa volontà di vivere è presente in modo gerarchico: al gradino più alto c'è l'uomo; seguono gli animali, concludono i vegetali.

Nell'uomo la ragione prevale sull'istinto, per cui l'uomo viene definito un "animale malaticcio". Nella sopravvivenza spesso la ragione è meno efficace come guida.




Il pessimismo di Shopenhauer

E'la parte più propriamente ideologica del pensiero shopenhaueriano.

Siamo sempre immersi in uno stato di tensione, desiderio, perchè siamo esseri che vogliono sempre qualcosa che non hanno. La nostra essenza più profonda è appunto quella di volere sempre. Il desiderio è un vuoto, un'assenza,quindi uno stato di dolore. Poichè nell'uomo la volontà è più cosciente rispetto agli altri esseri, l'uomo è il più bisognoso, destinato a non trovare mai un appagamento definitivo. 

Secondo S per ogni desiderio appagato ce ne sono 10 insoddisfatti. Il piacere deriva soltanto dalla cessazione di un dolore: perchè ci sia piacere è necessario che ci sia stato un dolore.

Ed è proprio questa sua teoria che lo collega al pensiero del Leopardi. S conosceva il pensiero del Leopardi ma non viceversa. Il dolore non si può ridurre a cessazione del piacere mentre può accadere il contrario.

Dice Shopenhauer: "non c'è rosa senza spine ma esistono spine prive di fiore".

Carattere"negativo"della felicità umana

Per S nella vita di un uomo prevalgono i momenti di dolore,poi ci sono rari momenti di piacere e alcuni di noia. Per lui la vita è "un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia". Per S "nessuno si è mai sentito felice in  vita sua a meno che non fosse ubriaco.



La sofferenza universale

Il dolore investe tutto ciò che c'è nell'universo (uomini,animali e vegetali) ma colui che soffre di + è il genio. Secondo S esiste anche nell'universo una lotta crudele tra tutti gli esseri x cui dietro le celebrate meraviglie del creato c'è un'arena di esseri tormentati e angosciati che vivono solo a patto di divorarsi gli uni con gli altri. Ad esempio: la formica australiana che,se la si divide in 2 parti,fa combattere la coda col resto del corpo.

L'illusione dell'amore

Secondo S l'unico fine della natura è la sopravvivenza della specie, quindi anche l'amore è un illusione perchè noi non ci accoppiamo per amore ma solo con lo scopo di procreare.

La critica dell'ottimismo cosmico

S ha criticato le varie menzogne o ideologie con le quali l'uomo tenta di nascondere a se stesso la cruda realtà del mondo. S ha fatto della tecnica dello smascheramento uno degli aspetti principali del filosofare ed è considerato uno tra i maestri del sospetto. Shopenhauer aveva polemizzato contro la filosofia accademica di stato di Hegel definendolo un servo del potere nella convinzione che qualcuno che viene pagato per pensare deve scrivere secondo i pregiudizi di chi lo paga. Polemizzò contro i filosofi inseriti nell'ambito del potere, contro le loro ambizioni di denaro,potere e gloria. In particolare si oppone all'ottimismo cosmico del filosofi idealistici cioè polemizza contro quell'interpretazione del mondo che lo vede come un organismo perfetto governato provvidenzialmente da un Dio o da una ragione superiore.

Questa visione dell'ottimismo cosmico sarebbe consolatoria ma Shopenhauer la rifiuta perchè secondo lui nella vita tutto è irrazionale. Il mondo è teatro di illogicità e sopraffazione:pensa che nell'universo valga la legge della giungla.

S contestò tutte le religioni, definite metafisiche per il popolo.

Secondo lui non è possibile che Dio esista perchè il mondo è pieno di dolori: se esistesse un Dio impedirebbe che ci fossero.

S polemizza contro la pretesa bontà e socievolezza dell'uomo: secondo lui la regola dei rapporti umani è sostanzialmente il conflitto e la sopraffazione reciproca.

Il rifiuto dell'ottimismo storico

Shopenhauer ridimensiona la portata conoscitiva della storia la quale ci insegna che in ogni tempo avviene qualcosa di nuovo mentre per lui la vita umana rimane immutata. Egli non ha fiducia nel progresso illimitato dell'uomo tipico dell'illuminismo e neanche nella visione globalmente ottimistica della storia, che per lui è solo il ripetersi dello stesso dramma.

Condanna del suicidio

Shopenhauer non pensa che per far terminare la sofferenza sia utile uccidersi,privarsi della propria vita,per due motivi:

Il suicidio non è una negazione della volontà di vivere ma è l'estrema e ultima affermazione della volontà di vivere.

Il suicidio sopprime un individuo quindi la volontà di vivere rimane negli altri individui. Bisogna trovare una via che liberi tutti dal volere e dal dolore,solo tramite essa possiamo vivere senza soffrire. Le vie di liberazione dal dolore possibili sono 3:

o      1.L'arte ha un carattere contemplativo per cui nel momento in cui contempliamo, per un attimo siamo sottratti ai bisogni, ai desideri quotidiani.L'arte è catartica,x cui l'uomo+ che vivere, si limita a contemplare la vita, e così si eleva aldilà del dolore. L'arte privilegiata è la musica. Ma l'arte ha un difetto: la contemplazione artistica è breve. L'arte dura come un breve incantesimo. Mentre l'arte è una fuga dalla realtà, un estraniarsi dal mondo.

o      2.La morale implica un impegno dell'uomo nel mondo a favore del prossimo. La morale è un tentativo di superare l'ingiustizia che è una della principali forme di dolore. La morale nasce dalla pietà:quando ci rendiamo conto che tutti gli uomini soffrono come noi sorge nel nostro animo il sentimento della pietà e della compassione (=soffrire con, condividere il dolore). La morale si può realizzare in 2 modi:

La giustizia ha un carattere negativo, con essa ci limitiamo a non fare del male.

La carità si identifica con la volontà positiva di fare del bene al prossimo. La carità è l'unico vero amore, + forte di quello inteso come Eros, perchè quest'ultimo ha un fine: la procreazione. La carità invece è disinteressata.

Questo secondo momento della morale rimane comunque parzialmente

legato alla vita, dalla quale è possibile staccarsi per mezzo dell'

o      3.L'ascesi, un momento difficilissimo da raggiungere al quale si può pervenire solo se si ha orrore del mondo, del dolore che lo pervade e della volontà di vivere. Il primo passo per arrivare all'ascesi è la castità perfetta, la rinuncia ai piaceri della vita, ai beni materiali. Riusciamo così ad arrivare ad uno stato di grazia paragonabile al nulla, al Nirvana dei Buddisti. Nel cristianesimo si conclude con l'estasi che è uno stato di unione con Dio. Questo nulla non è il niente ma è un nulla riferito al mondo. Coincide col non aver bisogno di niente. E'una negazione del mondo. Se arriviamo all'ascesi allora abbiamo raggiunto la serenità.






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