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STATO SOCIALISTA

politica




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STATO SOCIALISTA

Si fondava sulla dottrina Marxista, era basato sul principio di unità del potere statale. In questa particolare forma di stato si affermava che la dottrina di Montesquiet era stata elaborata con un intento garantista, ciò risultava superfluo per lo stato socialista, perché al suo interno non vi erano divisioni di classi, infatti si ha una società omogenea. Il principio di unità statale risultava comodo all’URSS, perché dovendo trascinare un popolo eterogeneo e disperso su un grande territorio, la separazione dei poteri risultava dannosa. Questa teoria rimase tale, in quanto i 444d34e tre poteri anche se in maniera sfumata rimanevano separati.



In quest’ottica nacquero i Soviet, persone elette dai cittadini che rappresentavano. Ognuno di essi eleggeva al suo livello organi Giurisdizionali ed organi esecutivi che rendevano conto direttamente ai Soviet, gli unici a distaccarsi da questa dipendenza erano i Procuratori.




Nel 1897 l’Unione Sovietica era divisa in cinque livelli:

1°il villaggio, piccola borgata, città.

2° distretti

3° regioni

4° repubbliche federate ed autonome

5° unione sovietica.


PRESIDIUM


eleggono




SOVIET SUPREMO CONSIGLIO DEI MINISTRI

eleggono URSS


Soviet Soviet

unione 750 nazionalità



Lo stato socialista poteva avere solo una costituzione-bilancio, perché esso è in viaggio verso il comunismo e quindi la costituzione è solo un passo verso il vero comunismo. Ogni volta che veniva pubblicata essa era già obsoleta a causa di questo continuo movimento, per questo il Presidium varava dei decreti che la violavano apertamente ed entravano in vigore a tutti gli effetti.

Nel 1977 vi fu una costituzione che fece eccezione, fu elaborata da Cruschev quasi due decenni prima, negli anni ’60, in essa erano elaborati i diritti dei cittadini, questa costituzione venne varata da Breschev.


Al di sotto della costituzione vi erano le leggi ordinarie, le norme venivano demandate al Presidium (composto da 39 membri), le norme entravano in vigore il giorno dopo l’emanazione e venivano ratificate quando si riuniva il Soviet supremo.

Questo organo eleggeva anche il consiglio dei Ministri, i ministeri erano a capo di vari settori della vita economica del paese.



Il consiglio dei Ministri aveva al suo interno i ministri federali che avevano il potere in tutta l’unione sovietica.

In quest’ ottica il sistema federale ricalcava quello degli attuali USA ed era sancito nella costituzione, però non esisteva un organoi predisposto a giudicare se una norma fosse o meno costituzionale.


Un altro principio su cui si fondava lo stato socialista era quello della doppia dipendenza: da un lato vi erano le elezioni dirette dal basso verso l’alto di alcuni organi, dall’altro lato tutti gli organismi (i Soviet) erano direttamente responsabili verso gli elettori.

Le decisioni prese dal soviet supremo annullavano quelle dei soviet inferiori, rendendo di fatto l’autonomia inesistente.

I ministri si suddividono in:

-ministri federali,

-ministri federati repubblicani.


Nella costituzione del 1977 all’ ARTICOLO 6 era sancito il ruolo guida del partito comunista, esso era l’unica guida ideologica del paese e quindi era vietata la creazione di altri partiti che divergessero dall’idea del partito.

ARTICOLO 7: i vari apparati o associazioni divengono a far parte dello Stato, elemento assente nella concezione Staliniana.

ARTICOLO 70: enuncia come il federalismo è l’unico modo per giungere al comunismo.

ARTICOLO 71: elenca le 15 Repubbliche

ARTICOLO 73 COMMA 3:in cui si afferma che anche al Soviet Supremo sono affidate le competenze residue.

ARTICOLO 76: elenca le competenze residue da attribuirsi alle regioni ed alle federazioni.

ARTICOLO 107: afferma che il deputato dei Soviet supremo risponde del proprio operato ai suoi elettori.

ARTICOLO 131: tratta delle competenze proprie del Consiglio dei ministri che emana decreti e ordinanze su tutto il territorio.



COMITATO

CENTRALE


POLITBYURO


CONGRESSO                                      SEGRETARIATO



PCUS

(ogni 5 anni)


L’URSS è una federazione con un potere decentrato, pur mantenendo un saldo potere centrale, il decentramento è dovuto alla negazione dell’autonomia che segna un contraccolpo opposto nei confronti del suddetto potere centrale.

Una caratteristica del sistema sovietico è l’esigenza dell’unità,portata da una presenza elettorale sparsa su milioni di chilometri quadrati e d’eterogenea origine.

Le parti III e IV sono inerenti agli organi amministrativi, quest’ultima nel merito tratta i soviet popolari e la loro elezione.

I Soviet sopravvivranno al crollo dell’unione sovietica, instaurandosi anche nella neonata società comunista.

1° CAPITOLO: tratta l’attività dei Soviet, i quali hanno tutte le funzioni pubbliche; durano in carica 5 anni eccezione fatta per quelli popolari che durano 2 anni e 6 mesi.

Per l’elezione dei Soviet, il voto è segreto, per votare il candidato scelto bastava barrare il nome del soggetto cui il voto non doveva giungere, il partito proponeva un solo candidato.

3° CAPITOLO: tratta dello status dei deputati dei Soviet supremi, essi potevano continuare nelle loro attività lavorative anche dopo l’elezione perché il soviet si riuniva saltuariamente.

La parteV tratta degli organi supremi di potere quali:

-Soviet supremo dell’URSS;

-presidium del Soviet supremo dell’URSS;

-consiglio dei ministri.


Il principio dell’unità del potere si basa sul fondamento dello Stato di diritto, dove le classi sociali sono distinte in base ai loro livelli economici.

L’organo centrale del potere statale è il Soviet Supremo che si compone di due camere formate da 250 deputati cadauna, nominati in base proporzionale al territorio.

Le camere sono convocate dal Presidium del Soviet Supremo dell’URSS, le quali emanano leggi di loro competenza esclusiva e si limitano a promulgare le leggi già approvate dal Presidium ed entrate in vigore precedentemente.

Raramente il Soviet supremo dell’Urss raggiunge i 15 giorni di sedute ogni anno, mentre il Presidium si riunisce per il rimanente periodo dell’anno, s’intensificano i lavori delle commissioni permanenti che saranno approvate dal Soviet.

Le riunioni del soviet supremo sono precedute da quelle del partito comunista, il Presidium del soviet supremo è composto di 39 membri più il Presidente, la sua presenza coincide con quella del comitato centrale del partito.



Il consiglio dei ministri è eletto dal Soviet Supremo dell’Urss, egli deve operare secondo il principio della propria dipendenza perché i suoi atti potevano essere abrogati da un organo superiore.La gerarchia aveva forma presidenziale, all’interno del partito vi erano le cellule, che disposte strateggicamente all’interno di ogni cosa (dalle industri ai dopolavoro) fungevano come strumento di controllo da parte del governo centrale.

L’unica eccezione era rappresentata dalla repubblica federativa sovietica, dove gli eletti entravano direttamente a fare parte del congresso e del comitato centrale.


Politbyuro: era l’organo politico del partito. Le sue scelte passavano al segretariato, composto da 21 membri. Il controllo capillare era garantito dalle nomenclature, essa era la lista  delle funzioni più importanti approvate dal partito, secondo cui nessuno poteva essere allontanato senza l’assenso del partito.


Il PCUS era fondato sul principio del centralismo democratico, che era regolamentato da due norme: 1° il principio democratico, ovvero le elezioni erano dal basso verso l’alto, che deve rendere conto agli elettori.

2° il divieto di frazionismo, ovvero l’opposizione non poteva contrastare la maggioranza né tantomeno organizzarsi contro essa.


Dopo il 1985 la classe dirigente è costretta ad abbandonare il potere per raggiunti limiti di età, percui giungono al potere uomini nuovi, tra cui Gorbaciov.

Egli iniziò una radicale riforma del partito, con il 27° Congresso si stesero le linee guida per lo sviluppo dell’ URSS, esse furono principalmente:

Perestroyka: si modificò l’aspetto economico, rendendolo più simile a quello europeo

Glasnost: ovvero completa trasparenza ed apertura verso l’estero del paese.

Da ciò prende campo una maggiore democratizzazione del sistema, nasce un organo intermedio che ricrea il parallelismo tra struttura dello stato e del partito.

Al sistema, prima esplicato, viene aggiunto il congresso dei deputati popolari dell’URSS.

Nacque la figura del capo dello stato monocratico (presidente dell’unione sovietica) che avrebbe dovuto avere elezione popolare. Venne fondato anche un organo di legittimità costituzionale.


Nel 28° congresso, l’ultimo del PCUS, venne sancita l’eliminazione dell’ART.6 dalla costituzione.








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