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Selettività emotiva nella percezione e nella reazione (Bruner e Postman)

psicologia


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Selettività emotiva nella percezione e nella reazione

(Bruner e Postman)

La scoperta di Bell e Magendie della separazione anatomica tra fibre nervose di senso e di moto ha avuto grande influenza sulle successive ricerche psicologiche: si è data grande importanza alle differenze funzionali tra settore motorio e sensoriale, tra la sensazione e la reazione.

Ma secondo noi, tanto il comp 929e49j ortamento reattivo che quello percettivo, possono servire a scopi equivalenti. Ciò che l'individuo percepisce e il modo in cui manovra l'ambiente  sono determinati da fattori  centrali come bisogni, atteggiamenti e sistemi individuali di abitudini.

Ipotizziamo che ,in presenza di stimoli emotivi , la reazione e la percezione siano governate da uno stesso insieme di principi. E quindi nel nostro esperimento vogliamo verificare se le parole-stimolo che si differenziano  per il tempo di reazione associativa si differenziano anche in termini di velocità di riconoscimento.

L'esperimento si divise in 2 fasi, prima la determinazione dei tempi di reazione e poi la misura delle soglie di riconoscimento. Prima vennero presentate a ogni soggetto 19 parole di 4-5 lettere  e gli si chiede di rispondere con la prima paroa che gli veniva in mente. Un dispositivo calcolava il tempo di risposta, partiva quando lo sperimentatore iniziava a parlare  e si fermava con la risposta. ( le parole erano potenzialmente emotive, mela, ballo, spogliarsi, campane, imbroglio, terra , potere, angelo, morte, felice, sporco, amante, delitto, capezzoli, dollaro, fucile.).



Per ogni soggetto si scelsero 3 gruppi di parole, le 6 con i tempi di reazione associativa + lunga, + breve e medie.

De settimane dopo il soggetto tornava e gli venivano presentate al techitoscopio le 18 parole selezionate, in ordine casuale e gli veniva dato l'ordine di riferire, dopo ogni esposizione quello che aveva visto. Ogni parola-stimolo , scritta in lettere maiuscole, veniva presentata con esposizioni sempre più lunghe fincè il soggetto non la riconosceva( prima  0,01 sec, poi 0,02 sec..etc..)

Risultati per ogni soggetto si sono ottenuti 2 gruppi di punteggi:

1)      i tempi della sua reazione di associazione

2)     i tempi di riconoscimento delle 18 parole prescelte

L'analisi dei dati aveva lo scopo di valutare la relazione tre le 2 misure, per ogni individuo e per il gruppo. La correlazione tra tempo di reazione associativa e tempo di riconoscimento  non creava une relazione rettilinea, ma una curvilinea. Come misura di questa relazione venne impiegato il rapporto di correlazione, eta.

17/19 valori eta sono statisticamente significativi, questo significa che IL TEMPO DI REAZIONE ASSOCIATIVA E IL TEMPO DI RICONOSCIMENTO PER UNA DATA PAROLA HANNO UNA RELAZIONE SIGNIFICATIVA.

Nonostante le variazioni da soggetto a soggetto abbiamo individuato 2 andamenti generali:

1)      il tempo di riconoscimento può essere essenzialmente una funzione crescente  del tempo di reazione associativa( > è il tempo di reazione associativa e > è anche il tempo di esposizione richiesto x il suo riconoscimento).

2)     Un secondo andamento generale ha l'aspetto di una curva a forma di U capovolta,  (cioè il tempo di riconoscimento prima aumenta in funzione della reazione associativa, poi passa attraverso un massimo e poi diminuisce).

Per analizzare i dati di gruppo , ogni misura individuale è stata convertita in punteggi z , e si fece un nuovo diagramma per tutto il gruppo. Si ottenne un nuovo coefficiente eta di 0, 124 con errore standard di 0,054.Non sembra tantissimo , ma invece è 3 volte il suo errore e è logico che nel riunire insieme tanti dati  alcuni ne cancellano altri.




Discussione. Quali sono i 2 processi responsabili dei 2 andamenti?

Il processo difensivo: L'aumento del tempo di associazione è accompagnato da > difficoltà di riconoscimento perché c'è un processo di blocco , una sorta di difesa verso gli stimoli che suscitano ansia. Un processo analogo esiste per la percezione ( con l'aumento della potenzialità emotiva dello stimolo , il riconoscimento può provocare ansia e viene evitato fin quando è possibile..in alcuni soggetti ). Uno dei modi che evidenzia questa difesa percettiva è rivelato da un'analisi delle "ipotesi di riconoscimento", risposte date prima che il soggetto identifichi correttamente la parola-stimolo: vedevano parole e sillabe senza senso  al posto delle reali parole-stimolo che provocavano ansia.

Non riteniamo che la difesa percettiva sia il solo fattore responsabile della diminuzione del riconoscimento associata all'aumento del tempo di reazione, entra in gioco anche la familiarità.

Uno stimolo  familiare  suscita una risposta rapida ed è anche riconosciuto + velocemente.

Anche la familiarità non spiega completamente la correlazione : molte parole con tempi di riconoscimento  e reazione brevi  non sono familiarissime e viceversa. Attribuiamo queste discrepanze  all'effetto differenziale della difesa percettiva di fronte a stimoli emotivamente carichi.

Il processo di sensibilizzazione: Alcuni soggetti hanno riconosciuto parole per cui avevano avuto tempi di reazione estremamente lunghi con esposizioni veloci rispetto alla loro media di riconoscimento. Questo è per noi spiegabile come processo di sensibilizzazione percettiva: è il contrario della difesa, abbassa la soglia per gli oggetto stimolo di grande importanza personale. Infatti si evidenzia  con gli oggetti stimolo -pericolosi, con i tabù ( per es negli uomini erano le parole " pene, delitto, puttana, ira"  e per uomini e donne le parole "morte e lotta").Alcuni soggetti presentano un grado critico di emotività , al di là del quale la difesa non agisce +, una volta superato questo grado critico di emotività , lo stimolo pericoloso viene  affrontato con massima vigilanza e rapidità.( vigilanza selettiva).

In ogni situazione l'organismo sceglie glia spetti + rilevanti dell'ambiente , quando l'adattamento alla situazione non è troppo minaccioso nè troppo impegnativo evitare il significato è la risposta emotivamente + economica.

Quindi in presenza di materiale di stimolo-emotivo possono entrare in azione entrambi i processi ( difesa e sensibilizzazione).

Alcuni soggetti sono cmq + inclini a rispondere con al vigilanza, altri con al difesa.

 La funzione media del gruppo è al risultante elle 2 funzioni componenti.







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