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Elementi di Psicologia - LE MOTIVAZIONI, LIBERO ARBITRIO

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Elementi di Psicologia

 

 

LE MOTIVAZIONI

Non è esagerato sostenere che la domanda fondamentale della psicologia sia

"perché la gente fa quel che fa?"

Durante le lezioni precedenti è stato chiaro che buona parte del comportamento umano è guidata da scopi, vale a dire che è diretta a raggiungere uno scopo o un risultato.



Esempio: mangiate perché avete fame; oppure,  venite al corso per O.S.S. perché volete ottenere una qualifica superiore). 

Le ragioni o gli scopi che dirigono il vostro comp 343g65d ortamento, sono i motivi,  e il risultato che volete raggiungere è l'obiettivo.

 Questo concetto di motivazione, per quanto possa apparire semplice, si è dimostrato molto difficile da dimostrare attraverso gli esperimenti. Parte del problema è che le stesse azioni e gli stessi comportamenti possono associarsi a motivi molto diversi tra loro.

Esempio: Un venditore può ridere alla vostra barzelletta perché lo avete fatto ridere oppure perché vuole vendervi qualcosa.

Un altro problema nel capire i motivi è che la gente può non essere del tutto consapevole delle ragioni che si nascondono sotto le proprie azioni. E' possibile che creder di stare facendo qualcosa per una ragione quando, invece, il motivo è un altro.

Esempio: una donna potrebbe credere consciamente di aspirare alla presidenza di un'azienda perché è un lavoro ben pagato, mentre il suo motivo reale è quello di dimostrare al marito che è in grado di eguagliarlo in fatto di guadagni.

Prima di procedere sarà utile soffermarsi su alcuni concetti nel tentativo di definire le motivazioni umane.

  1. LIBERO ARBITRIO

Per libero arbitrio, si intende la capacità di poter scegliere cosa fare in base a quelle che noi riteniamo  siano le nostre esigenze. Contro questa affermazione c'è chi sostiene invece che in natura tutti gli eventi sono la conseguenza inflessibile del rapporto tra causa ed effetto . 

  1. GLI ISTINTI

Un concetto molto importante è quello di istinto. Per C. Darwin, un istinto è una specie di comportamento riflesso, uno schema di comportamento innato che viene eseguito in risposta ad uno stimolo (quindi su base genetica).

Per altri, invece, quella di istinto costituisce la motivazione principale del comportamento umano. Per Freud, ad esempio, gli istinti inconsci, come il desiderio sessuale represso, svolge un ruolo fondamentale.

Alcuni psicologi americani hanno stilato una lista degli istinti principali, come ad esempio, la curiosità, la violenza, l'istinto di aggregazione, ecc. per cui, un uomo che si lava le mani, soddisfa l'istinto di pulizia.

Dire che un comportamento è motivato da un istinto, non contribuisce però a spiegare il comportamento. Dare un nome ad un comportamento non equivale a spiegarlo.

  1. PULSIONI

Quando si è capito che gli istinti non potevano spiegare il comportamento umano, gli psicologi hanno rivolto la loro attenzione alla natura delle pulsioni, o meglio alla teoria della riduzione delle pulsioni.

In questo caso un bisogno produce una pulsione diretta verso un comportamento per ridurre il bisogno, e con esso la pulsione.

Esempio: se uno non mangia per un po' di tempo, avrà bisogno di cibo; tale bisogno produce la pulsione della fame, che motiva il comportamento alimentare, che riduce il bisogno e quindi la fame.

Perché gli psicologi fanno la distinzione tra bisogno e pulsione?

La risposta è che è possibile avere una pulsione senza avere un bisogno.

Esempio:  gli obesi riferiscono di avere fame anche quando non hanno alcun bisogno biologico di cibo. 

Per quanto riguarda l'ambiente medico, i fisiologi chiamano omeostasi uno stato di equilibrio interno e hanno definito molti dei meccanismi che servono a mantenerlo.

 

Squilibrio omeostatico

Meccanismi omeostatici

Omeostasi

Temperatura troppo alta

Dilatazione dei capillari della pelle per favorire la dispersione di calore

Temperatura normale




Temperatura troppo bassa

Restrizione dei capillari per ridurre la perdita di calore

Temperatura normale

 

  1. LE MOTIVAZIONI PRIMARIE E QUELLE SECONDARIE

I bisogni  che sembrano essere innati (mangiare, bere, dormire) connessi direttamente ai bisogni fisiologici sono chiamati spesso motivi primari.

Mentre i motivi che sono connessi solo indirettamente ai bisogni biologici, sono detti motivi secondari.

In ogni caso, i motivi sono chiaramente appresi. Nessuno è nato con il desiderio di essere ammesso in una università prestigiosa, o di avere una casa a New York.

LA FAME (bisogno biologico o comportamento sociale?)

Che cosa fa sì che si cominci a mangiare e che poi si smetta? Vi è qui chiaramente una mescolanza di fattori sia biologici che sociali. Infatti, se vi è capitato, sapete bene cosa significhi avere fame dopo un paio di giorni di digiuno (bisogno biologico). Mentre al contrario ci si può sedere a tavola semplicemente per ragioni sociali, come una cena tra amici, senza per questo avere fame (bisogno sociale). 

I meccanismi fisiologici della fame fanno riferimento alla chimica del sangue. Alla base della fame vi è sicuramente un abbassamento del livello di glucosio nel sangue, tuttavia la fame non è regolata solo dal livello di glucosio, del resto, i diabetici, pur avendo un livello di glucosio molto lato, tendono a mangiare di più e non di meno delle altre persone. Uno dei motivi è che essendo i diabetici carenti di insulina, che è necessaria al passaggio del glucosio nelle cellule, devono assumere quantità maggiori di cibo per consentire tale passaggio.

Un altro fattore che determina il bisogno di mangiare risiede nell'ipotalamo (cervello) che è una parte dell'encefalo particolarmente sensibile al mangiare e al bere.

I meccanismi esterni della fame fanno invece riferimento a quei meccanismi che i pubblicitari conoscono molto bene. Questi sono costantemente alla ricerca di stimoli visivi che facciano venire l'acquolina in bocca. Basta sentire lo sfrigolio o l'odore di una bistecca per averne il desiderio.      

In effetti una delle spiegazioni dell'obesità, oltre a fattori fisiologici, sembra essere l'alto numero di stimolazioni esterne (TV) che incitano a mangiare, e questo si riscontra soprattutto nei bambini continuamente stimolati da messaggi pubblicitari su prodotti alimentari altamente calorici e pieni di grassi.

LA SESSUALITA' (motivazione primaria)

Se si rimane senza mangiare a lungo, si muore. Se si rimane abbastanza a lungo senza gratificazione sessuale, è possibile sentirsi nervosi o depressi, ma non si muore. Benché la sessualità abbia una componete chiaramente biologica, è difficile collegarla ad un bisogno biologico.

Sigmund Freud considerò ogni comportamento umano come motivato sessualmente, anche se affermava che questi motivi erano inconsci.

L'AFFILIAZIONE: il bisogno degli altri (motivazione secondaria)

Un carattere generale dell'esistenza umana è che la gente trascorre molto tempo con gli altri. Naturalmente dalla nascita dipendiamo completamente dagli altri per la sopravvivenza stessa. Ma anche quando diventiamo auto-sufficienti, cerchiamo di stabilire coltivare legami con molte altre persone. Lo facciamo per diversi motivi.

1)      La cooperazione: molte delle nostre relazioni sono cooperative. L'organizzazione del nostro sistema sociale e sanitario in particolare, ha permesso agli esseri umani di  organizzare la propria difesa, di ripartire compiti differenti e di realizzare ciò che una singola persona non potrebbe mai fare.

2)      La compagnia: la ricerca della compagnia può assumere molte forme, che va dall'attaccamento nei confronti dei propri genitori, dei fratelli, degli amici e di persone con le quali si condividono esperienze per tutta la vita.

3)      L'amore: l'amore va distinto dall'amicizia e, a seconda degli individui, può variare per grado di intimità, passione e impegno. È ancora valida l'dea che in amore ognuno ha il suo stile. Può essere appassionato e intenso spesso di breve durata che tende a perdere la sua carica col tempo. L'amore di compartecipazione è quel tipo di amore tipico delle persone anziane.

 







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