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Lo schema dello stato patrimoniale

economia


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Lo schema dello stato patrimoniale

- ATTIVO -

Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti



Immobilizzazioni

Immobilizzazioni immateriali

Costi di impianto e di ampliamento

Costi di ricerca, sviluppo, pubblicità

Diritti di brevetto industriale

Concessioni di licenze, marchi, ecc.

Avviamento

Immobilizzazioni di corso e acconti

Altre

Immobilizzazioni materiali

Terreni e fabbricati

Impianti e macchinario

Attrezzature industriali e commerciali

Altri beni

Immobilizzazioni in corso e acconti

Altre

Immobilizzazioni finanziarie

Partecipazioni in:

Imprese controllate

Imprese collegate

Altre imprese

Versamenti in conto partecipazioni

Crediti

Verso imprese controllate

Verso imprese collegate

Verso controllanti

Verso altri

Altri titoli

Azioni proprie

Totale immobilizzazioni

Attivo circolante

Rimanenze

Materie prime sussidiarie e di consumo

Prodotti in lavorazione e semilavorati

Lavori in corso su ordinazione

Prodotti finiti e merci

Prodotti finiti

Merci

Acconti

Crediti

Verso clienti

Verso imprese controllate

Verso imprese controllate

Verso imprese collegate

Verso controllanti

Verso altri

Attività finanziarie (non immobilizzazioni)

Partecipazioni in imprese controllate

Partecipazioni in imprese collegate

Altre partecipazioni

Azioni proprie

Crediti per pronti contro termini

Disponibilità liquide

Depositi bancari e postali

Assegni

Denaro e valori in cassa

Ratei e riscontri

Disaggi di emissioni ed altri oneri similari su prestiti

Ratei attivi

Risconti attivi

 

I contenuti delle principali voci di bilancio

- Stato Patrimoniale / Attivo -

Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti

Sono i crediti che la società vanta nei confronti degli azionisti per il capitale sottoscritto ma non ancora versato. È richiesta inoltre la separata indicazione dei crediti già richiamati.

Immobilizzazioni

Rappresenta la componente dell'attivo investita in modo «stabile» per il raggiungimento dell'ogget­to sociale. L'aggregato è costituito dai seguenti raggruppamenti: immobilizzazioni immateriali, materiali, e finanziarie. Tutti i valori sono esposti al netto dei rispettivi fondi ammortamento e di svalutazione eventualmente evidenziati.

Immobilizzazioni immateriali

L'aggregato è costituito dalle seguenti voci:

Costi di impianto e ampliamento. Sono costituiti dai costi a utilità pluriennale sostenuti sia all'inizio dell'attività (adempimenti e formalità legali e fiscali relativi alla costituzione, ricerca e acquisizione di fonti di finanziamento, e di approvvigionamento, ricerca e addestramento del personale, ricerche di mercato e creazione di una rete commerciale) sia in relazione allo sviluppo della stessa, ad esempio avviamento di nuove produzioni. Rientrano tra i costi d'ampliamento i costi per aumenti di capitale, nonché per trasformazioni, fusioni, scissioni di società.

Costi di ricerca sviluppo e pubblicità. Rappresentano i costi sostenuti per la realizzazio­ne di nuovi prodotti, di nuovi processi produttivi o di commercializzazione: comprendono tipica­mente i costi (interni ed esterni per personale e per materiali) per studi, ricerche e progettazioni. Per quanto riguarda le spese di pubblicità possono essere capitalizzate se riferite a particolari campagne promozionali finalizzate al lancio di nuovi prodotti o all'ingresso in nuovi mercati di ammontare rilevante e carattere non ricorrente.

Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzo delle opere d'ingegno. Il brevetto è disciplinato dagli artt. 2584 - 2594 del Codice civile. I diritti di utilizzazione delle opere di ingegno sono disciplinati dagli artt. 2575 - 2583 del Codice civile e si riferiscono alle opere di ingegno di carattere creativo che appartengono alla scienza, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia. Rientrano in questa voce i diritti di utilizzazione in via esclusiva dei programmi per elaboratori (software acquistato da terzi).

Concessioni, licenze, marchi e diritti simili. Rappresentano i costi ad utilità pluriennale sostenuti per l'acquisizione dei relativi beni immateriali: ad esempio le concessioni rilasciate dall'autorità amministrativa, quali i diritti su beni di proprietà degli Enti concedenti (occupazioni di suolo pubblico) e i diritti di esercizio di attività proprie degli Enti medesimi (trasporti pubblici, autostrade, acquedotti); le licenze per l'esercizio di un diritto già autorizzato, quale ad esempio l'apertura di pubblici esercizi; i marchi di prodotti fabbricati o commercializzati dall'azienda.

Avviamento. È costituito dal maggior valore pagato per l'acquisizione di un'azienda rispetto a quello di patrimonio netto dell'azienda acquisita. L'avviamento può essere iscritto anche nel caso di conferimento di aziende, di permuta e fusioni societarie.

Immobilizzazioni in corso e acconti. Rappresentano i costi già sostenuti per i beni immateriali di produzione interna ed esterna, che alla data di chiusura del bilancio sono in fase di realizzazione, e gli anticipi ai fornitori per l'acquisizione di beni immateriali.

Altre immobilizzazioni immateriali. Includono solo immobilizzazioni immateriali di tipo particolare, quali ammodernamenti e migliorie su immobili di terzi i diritti di usufrutto di azioni, i diritti di superficie, indennità pagate a terzi ai termini di legge sulle perdite di avviamento.

Immobilizzazioni materiali

Le immobilizzazioni materiali includono i beni immobili e mobili di proprietà dell'impresa, i beni dati in leasing e i beni gratuitamente devolvibili, divisi nelle diverse categorie.

Tutti i valori devono essere esposti al netto dei fondi di ammortamento, mentre i beni gratuita­mente devolvibili devono essere rettificati dai fondi di ammortamento finanziari (il fondo spese di ripristino o sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili, o il fiscalmente equivalente fondo di ammortamento industriale, deve essere invece iscritto tra i fondi per rischi e oneri).

L'aggregato è costituito dalle seguenti voci:

Terreni e fabbricati. Sono beni immobili a uso industriale e civile, comprensivi degli impianti fissi necessari per l'utilizzo degli stessi;

Impianti e macchinari. Rappresentano la struttura produttiva permanente per la realizzazio­ne dell'attività dell'impresa (linee di produzione, macchine e sistemi di produzione);

Attrezzature industriali e commerciali. Sono i beni ausiliari alla struttura produttiva permanen­te;

Altri beni. Sono altre immobilizzazioni non precedentemente citate (ad esempio, mobili e arredi d'ufficio, macchine d'ufficio ordinarie, elettromeccaniche ed elettroniche, automezzi e mezzi di trasporto interno, imballaggi recuperabili, dotazione mensa aziendale);

Immobilizzazioni in corso e acconti. Sono costituite dai costi sostenuti per la costruzione di beni materiali interni o esterni non ancora terminati e dagli anticipi ai fornitori per l'acquisizione di beni materiali.

Immobilizzazioni finanziarie

La voce è rappresentata da: partecipazioni in imprese controllate, collegate e altre imprese, crediti verso imprese controllate, collegate, control­lanti e verso terzi, altri titoli e azioni proprie.

1) Partecipazioni. Secondo la disciplina legale per partecipazione si intende ogni titolo, o altro diritto, rappresentativo di quote di proprietà di imprese (tipicamente azioni e quote societarie) mentre, da un punto di vista economico aziendale, si intendono i diritti al capitale di altre imprese, rappresentati o meno da titoli, che pongono in essere un legame duraturo con le imprese stesse. Le partecipazioni vengono ripartite in:  

imprese controllate;

imprese collegate;

altre imprese.

2) Crediti. Sono considerati esclusivamente i crediti aventi natura finanziaria o assimilabile e deve essere data separata indicazione per ciascuna voce degli importi esigibili entro l'esercizio successivo.

Occorre inoltre indicare il dettaglio dei crediti:

verso imprese controllate (controllate dirette e controllate indirette); 111d32b

verso imprese collegate (collegate dirette e collegate indirette);

verso controllanti (controllante diretta e controllanti della propria controllante);

verso altri.

3) Altri titoli. Rappresentano tutti i titoli diversi dalle partecipazioni (titoli di credito, di proprietà atipici quali fondi comuni di investimen­to e i certificati immobiliari) purché destinati a essere detenuti durevolmente in portafoglio.

4) Azioni proprie. Sono date dal valore a fine esercizio delle azioni proprie detenute in modo duraturo e a fronte delle quali deve essere iscritta una specifica riserva tra i componenti del patrimonio netto. Deve essere indicato anche il valore nominale complessivo.

Attivo circolante

La voce comprende quattro classi di valori: I ‑ Rimanenze, II ‑ Crediti, III ‑ Attività finanziarie, IV ‑ Disponibilità liquide.

Rimanenze

L'aggregato è costituito dalle seguenti voci:

Materie prime, sussidiarie e di consumo. Sono costituite dai beni destinati alla trasformazio­ne attraverso il processo produttivo; comprendono inoltre i componenti acquistati e le materie di consumo costituite dai beni che concorrono al processo produttivo pur senza essere incorporate nei prodotti finiti: imballaggi a perdere, materiale pubblicitario, parti di ricambio di basso valore e frequente rinnovo, materiali per la manutenzione, combustibili, eccetera.

Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati. Derivano da cieli di lavorazione in corso.

Lavori in corso su ordinazione. Derivano da lavori su commesse specifiche dei clienti (contratti di appalto o simili). Possono essere valutati sia secondo il criterio del costo sia in base alla percentuale di completamento.

Prodotti finiti e merci. Sono beni che hanno terminato il processo produttivo e sono destinati alla commercializzazione oppure i beni acquistati per la rivendita.

Acconti. Si riferiscono agli anticipi corrisposti per forniture di beni o servizi.

Crediti

La voce accoglie tutti i crediti diversi da quelli verso soci per versamenti ancora dovuti (iscritti nella voce A) e da quelli iscritti nella voce B.III.2. L'aggregato è costituito da tutti i crediti commerciali e diversi, con separata indicazione per ciascuna voce degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo. I crediti sono esposti al netto dei fondi di svalutazione.

Sono distinti in:

Verso clienti. Sono costituiti dai crediti originati da transazioni commerciali per le vendite di beni e servizi a clienti che non siano imprese controllate, collegate e controllanti;

Verso imprese controllate. Si riferiscono alle posizioni creditorie nei confronti delle società controllate;

Verso imprese collegate. Si riferiscono alle posizioni creditorie nei confronti delle società collegate;

Verso controllanti. Si riferiscono alle posizioni creditorie nei confronti delle società controllanti (controllante diretta e controllanti della propria controllante);

Verso altri. Rappresentano crediti diversi come crediti verso l'Erario, depositi cauzionali a breve, anticipi di retribuzione al personale, crediti per sovvenzioni e contributi da Stato e da altri Enti Pubblici in conto esercizio o in conto capitale.

Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

La voce è costituita dalle attività finanziarie finalizzate all'impiego della liquidità destinata al trading.

Partecipazioni in società controllate. Sono costituite dalle quote del capitale di società controllate la cui alienazione è prevista a breve;

Partecipazioni in società collegate. Rappre­sentano quote del capitale di società collegate la cui alienazione è prevista a breve;

Altre partecipazioni. Rappresentano quote di società diverse dalle controllate e collegate e destinate a essere alienate a breve;

Azioni proprie. Sono date dal valore a fine esercizio delle azioni proprie detenute a fini di trading. Deve essere indicato anche il valore nominale complessivo;

Altri titoli. Sono costituiti da tutti i titoli diversi dalle partecipazioni (titoli di credito e titoli atipici) destinati a essere alienati a breve.

Disponibilità liquide

L'aggregato è costituito da tutti i valori comunemente accettati quali mezzi di pagamento:

Depositi bancari e postali. Rappresentano i saldi attivi dei depositi e dei conti correnti dell'azienda;

Assegni. Sono gli assegni bancari e gli assegni circolari presenti in cassa alla chiusura dell'esercizio (esclusi gli eventuali assegni protesta­ti da inserire nei crediti del circolante);

Denaro e altri valori in cassa. Rappresentano i valori presenti in cassa, i valori bollati, i francobolli, le cedole d'interessi su titoli già scadute, eccetera.

Ratei e risconti

L'aggregato è costituito dalla somma di tutti i ratei e risconti attivi. La normativa detta una precisa definizione dei ratei e risconti. I ratei sono proventi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi, mentre i risconti sono costi sostenuti entro la chiusura dell'esercizio, ma di competenza di esercizi successivi. Condizione necessaria per la loro iscrizione in bilancio è che si tratti di quote di proventi e costi, comuni a due o più esercizi, l'entità dei quali varia in funzione del tempo.

Occorre dare separata indicazione dei disaggi su prestiti.

Lo schema dello stato patrimoniale

- PASSIVO -

PATRIMONIO NETTO

Capitale sociale

Riserve da sovrapprezzo azioni

Riserve di rivalutazione

Riserva legale

Riserva per azioni proprie in portafoglio

Riserve statutarie

Altre riserve

Utile (perdite) portate a nuovo

Utile (perdita) d'esercizio

FONDI PER RISCHI ED ONERI

Fondo per trattamento di quiescenza e simili

Fondo per imposte

Altri fondi

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO

DEBITI

Obbligazioni

Obbligazioni convertibili

Debiti verso banche

Debiti verso altri finanziatori

Acconti

Debiti verso fornitori

Debiti rappresentati da titoli di credito

Debiti verso imprese controllate

Debiti verso imprese collegate

Debiti verso controllandi

Debiti tributari

Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza

Altri debiti

RATEI E RISCONTRI

Aggi di emissione su prestiti

Ratei passivi

Risconti passivi

 

I contenuti delle principali voci di bilancio

- Stato Patrimoniale / Passivo -

Patrimonio netto

L'aggregato rappresenta i mezzi propri dell'im­presa, cioè le risorse apportate dai soci, i successivi aumenti di capitale e gli utili dell'impre­sa non distribuiti.

Il patrimonio netto deve essere esposto come primo raggruppamento (A) della sezione del passivo dello stato patrimoniale e suddiviso nelle seguenti voci:

Capitale sociale. Il capitale da riportare nella voce 1 è quello al valore nominale, sottoscritto dai soci, anche se non ancora interamente versato (la parte non versata è iscritta nella voce Crediti verso Soci per versamenti ancora dovuti prima voce dell'attivo dello stato patrimoniale). Non è richiesta la separata indicazione del capitale per categorie di azioni (ordinarie, privilegiate, di risparmio) che deve essere riportata nella nota integrativa.

Riserve da sovrapprezzo azioni. È costituita dalla differenza tra il prezzo di emissione delle azioni e il loro valore nominale.

Riserve di rivalutazione. Sono la contropartita diretta (senza transitare da conto economico) di rivalutazioni delle attività patrimo­niali effettuate in base a leggi speciali (legge 11/02/52 N. 74, legge 2/12/75 N. 576, legge 19/03/83 N. 72, legge 29/12/90 N. 408, legge 30/12/91 N. 413).

Riserva legale. Viene prelevata dall'utile netto annuale, in sede di approvazione, nella misura del 5% e sino al raggiungimento dei 20% del capitale sociale. In caso di copertura di perdite di esercizio può essere utilizzata, ma deve essere sempre reintegrata.

Riserva per azioni proprie in portafoglio. Deve essere costituita a fronte dell'importo delle azioni proprie possedute dalla società e iscritte al costo di acquisto nell'attivo dello stato patrimoniale. Essa è indisponibile sino a quando le azioni proprie rimangono nel portafoglio della società.

Riserve statutarie. Sono formate da prelievi dall'utile netto annuale effettuati in osservanza di norme statutarie in sede di approvazione del bilancio.

Altre riserve. Devono essere elencate distintamente le singole riserve che possono essere riserve facoltative, riserve per versamenti soci in conto capitale, riserve previste da altre norme del Codice civile e riserve di origine fiscale

Le «riserve per versamenti soci in conto capitale» sono costituite dalle diverse forme di versamenti effettuati dai soci senza vincolo di restituzione da parte dell'impresa. Tali riserve possono essere finalizzate a: incrementare i mezzi propri dell'impresa senza modificare la composi­zione del capitale sociale, ripianare perdite e sottoscrivere futuri aumenti di capitale.

Le riserve previste da altre norme del Codice civile possono riguardare le riserve non distribuibi­li per eventuali utili conseguenti all'effettuazione di deroghe alle norme di legge finalizzate all'ottenimento del quadro fedele, riserve in cui debbano essere iscritti i maggiori valori derivanti dalla valutazione delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto, eccetera.

Le riserve di origine fiscale comprendono le poste con natura d'accantonamenti di utili derivanti dall'applicazione di norme agevolative fiscali (ad esempio gli ammortamenti anticipati). Sono ascrivibili in questo aggregato i contributi in conto capitale accantonati ai sensi dell'art. 55 DPR 917/86.



Utili (perdite) portati a nuovo. Rappresentano l'«avanzo utili» che emerge dall'uti­le dell'esercizio precedente dopo il riparto approvato dall'assemblea dei soci, ovvero perdite di esercizi precedenti non ripianate.

Utile (perdita) d'esercizio. Rappresenta il risultato positivo della gestione dell'esercizio, mentre la «perdita d'esercizio» rappresenta il risultato negativo. La voce deve esplicitamente evidenziare la copertura di perdite dell'esercizio effettuata nel corso dell'anno.

Fondi per rischi ed oneri

Il testo della norma che definisce la voce B Fondi per rischi e oneri è il seguente: « ... Gli accantonamenti per rischi e oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell'esercizio sono indeterminati o l'ammontare o la data di sopravvenienza».

La voce pertanto comprende i fondi per fronteggiate determinati rischi e oneri futuri e non costituisce una posta rettificativa o correttiva di valori iscritti all'attivo.

Le passività che danno luogo alla costituzione degli accantonamenti possono essere di due tipi: quelli relativi a passività certe, il cui ammontare o la cui data di sopravvenienza sono indeterminati, e quelli per passività probabili relative a perdite originate da situazioni esistenti alla data di bilancio ma caratterizzate da uno stato di incertezza (ad esempio l'esito di vertenze in corso, un contenzioso con le autorità tributarie).

Fondo per trattamento di quiescenza e obblighi simili. Comprende tutti gli oneri di previdenza e assistenza diversi dal «Trattamento di fine rapporto».

Fondo per imposte. Comprende tutti gli accantonamenti per debiti fiscali probabili, di importo c/o data di sopravvenienza indeterminati, relativi a contenziosi o a imposte differite (a esempio su plusvalenze a tassazione rateizzata).

Altri fondi. Comprende i fondi costituiti a fronte di un onere diverso dai precedenti. Gli esempi più ricorrenti sono: fondi per garanzia prodotti, resi e rettifiche di fatturazione, buoni sconto e operazioni a premio, rischi su cambi, per lavori ciclici di manutenzione e revisione (ad esempio delle navi e degli aeromobili), per spese di ripristino di beni gratuitamente devolvibili, per spese di disattivazione cantieri, eccetera.

Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato

Rappresenta l'ammontare accantonato per il trattamento di fine rapporto effettuato dalla società ai sensi dell'art. 2120 Codice civile.

Debiti

La voce è costituita da tutte le tipologie di debiti non separata indicazione per ciascuna voce degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo.

Le singole voci che devono formare il raggruppamento sono le seguenti:

Obbligazioni. Sono esposte tutte le tipologie di debiti obbligazionari (ordinari, indiciz­zati, zero coupon bonds) emessi dalla società a esclusione dei prestiti obbligazionari convertibili. Il valore da iscrivere è quello nominale, in quanto se le obbligazioni sono emesse sopra o sotto la pari, i relativi aggi o disaggi di emissione devono essere iscritti tra i risconti.

Obbligazioni convertibili. Comprende i debiti obbligazionari convertibili emessi dalla società iscritti al valore nominale.

Debiti verso banche. Rappresenta i debiti verso le banche di credito ordinario e gli istituti di credito speciale (mutui nelle loro varie forme, anticipazioni e scoperti di conto corrente, aperture di credito con garanzia reale, riporti passivi eccetera)

Debiti verso altri finanziatori. Esprime i debiti verso soggetti diversi dagli istituti di credito ad esempio, società finanziarie, altri soggetti eccetera.

Acconti. Comprende tutte le tipologie di anticipi ricevuti da clienti a fronte di forniture di beni e servizi non ancora effettuate, inclusi gli anticipi all'ordine e le fatture di «stato di avanzamento» (purché non si riferiscano a compensi acquisiti a titolo definitivo).

Debiti verso fornitori. Comprende i debiti nei confronti di fornitori per l'acquisto di beni o prestazioni di servizi ricevuti.

Debiti rappresentati da titoli di credito. Sono costituiti essenzialmente dalle cambiali passive o documenti similari rilasciate per rapporti commerciali e dalle cambiali finanziarie (Commercial Paper). Il valore da riportare in bilancio è quello «facciale».

Debiti verso imprese controllate. Compren­de tutti i debiti (di natura commerciale, finanziaria e diversa) nei confronti delle imprese controllate.

Debiti verso imprese collegate. Comprende tutti i debiti (di natura commerciale, finanziaria e diversa) nei confronti delle imprese collegate.

Debiti verso controllanti. Comprende tutti i debiti (di natura commerciale, finanziaria e diversa) nei confronti delle imprese controllanti.

Debiti tributari. Esprime solo le passività per imposte certe e determinate, ad esempio il debito per le imposte sul reddito calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi che sarà presentata, per accertamenti definitivi o contenzio­si conclusi, per Iva, per imposte di fabbricazione, per ritenute operate come sostituto d'imposta. Non devono essere iscritte in questa voce le passività per imposte probabili o incerte nell'am­montare o nella data di sopravvenienza (comprese le imposte differite) che devono essere iscritte nella voce B.2; Fondi per rischi e oneri/imposte.

Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale. Comprende i debiti verso gli istituti di previdenza sociale e assistenziali (Inps e altre forme di assistenza).

Altri debiti. Comprende tutte le tipologie di debiti non esposti; nelle voci precedenti, ad esempio: debiti verso dipendenti (per retribuzioni, ferie maturate e non godute alla data di bilancio) amministratori e sindaci; debiti verso soci per dividendi o altro titolo; versamenti da effettuare su titoli (aumenti di capitale, deliberati e sottoscritti ma non ancora versati).

Ratei e risconti

La voce deve comprendere i ratei e i risconti, con indicazione separata dell'aggio sui prestiti. La normativa detta una precisa definizione dei ratei e risconti. I ratei sono costi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi, mentre i risconti sono proventi percepiti entro la chiusura dell'esercizio, ma di competenza di esercizi successivi. Condizione necessaria per la loro iscrizione in bilancio è che si tratti di quote di proventi e costi, comuni a due o più esercizi, l'entità dei quali varia in funzione del tempo.

Lo schema dello stato patrimoniale

- CONTO ECONOMICO -

Valore della produzione

Ricavi delle vendite e delle prestazioni

Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti

Variazioni dei lavori in corso su ordinazione

Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni

Altri ricavi e proventi

Contributi in conto esercizio

Altri ricavi e proventi

Costi della produzione

Per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

Per servizi

Per godimento di beni di terzi

Per il personale

Salari e stipendi

Oneri sociali

Trattamento di fine rapporto

Trattamento di quiescenza e simili

Altri costi

Ammortamenti e svalutazioni 

Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali 

Ammortamento delle immobilizzazioni materiali 

Altre svalutazioni delle immobilizzazioni 

Svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante

Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

Accantonamento per rischi

Altri accantonamenti

Oneri diversi di gestione

Differenza tra valore e costi della produzione

Proventi e oneri finanziari

Proventi da partecipazioni

Dividendi da imprese controllate

Dividendi da imprese collegate

Dividendi da altre imprese

Altri dividendi da partecipazioni

Altri proventi finanziari:

Da crediti iscritti nelle immobilizzazioni verso:

Imprese controllate

Imprese collegate

Imprese controllanti

Altre imprese

Da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni

Da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

Proventi finanziari diversi da:

Imprese controllate

Imprese collegate

Imprese controllanti

Altre imprese

Interessi ed altri oneri finanziari da:

Imprese controllate

Imprese collegate

Imprese controllanti

Altre imprese

Rettifiche di valore di attività finanziarie

Rivalutazioni:

Di partecipazioni

Di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni

Di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

Svalutazioni:

Di partecipazioni

Di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni

Di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

Proventi e oneri straordinari

Proventi

Plusvalenze da alienazioni i cui ricavi non sono iscritti al n. 5

Sopravvenienze attive

Oneri

Minusvalenze da alienazione i cui effetti contabili non sono iscritti

Imposte relative a esercizi precedenti

Sopravvenienze passive

Risultato prima delle imposte

Imposte sul reddito dell'esercizio

Risultato dell'esercizio

Rettifiche di valore operate esclusivamente in applicazione di norme tributarie

Accantonamenti operati esclusivamente in applicazione di norme tributarie

Utile (perdita) dell'esercizio

 

I contenuti delle principali voci di bilancio

- Stato Patrimoniale / Conto economico -

Valore della produzione

L'aggregato è costituito da tutti i proventi derivanti dalla gestione, dell'impresa che non abbiano natura finanziaria o straordinaria. Le singole voci che devono formare il raggruppamento sono le seguenti:

Ricavi delle vendite e prestazioni di servizi. Sono esposti i ricavi relativi alla gestione caratteristica della società, riportati al netto di resi, sconti, abbuoni, premi e imposte indirette connesse alle vendite e prestazioni di servizi.

Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti. Rappresenta la differenza tra il valore delle rimanenze finali e iniziali degli elementi indicati nella voce (escluse quindi le rimanenze di merci acquistate per la rivendita, le materie prime, sussidiarie e di consumo), al netto delle eventuali svalutazioni apportate. L'aggregato può rappresentare un compo­nente positivo o negativo del valore della produzione, a seconda che esprima, rispettivamen­te, un aumento o una diminuzione netta di valore.

Variazione dei lavori in corso su ordinazione. Rappresenta la differenza tra il valore delle rimanenze finali e iniziali dei lavori in corso realizzati su commessa dei clienti sulla base di specifici contratti (al netto delle relative svalutazioni). Questa voce compare solitamente nelle società di ingegneria e di costruzione, quelle società cioè che lavorano su commessa.

Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni. Sono costituiti dal raggruppamento delle componenti di costo relative all'autoproduzione di beni immobilizzati. Nella voce 4) sono riportate le capitalizzazioni dei costi (lavoro, materie prime, oneri finanziari eccetera) sostenuti per la realizzazio­ne di lavori interni quali capannoni, macchinari a uso interno, studi e ricerche eccetera.

Altri ricavi e proventi. Sono costituiti dai ricavi e proventi diversi da quelli già menzionati purché non abbiano natura finanziaria o straordina­ria. Comprendono i contributi in conto esercizio (che devono essere evidenziati separatamente) e altre componenti quali: provvigioni attive, royalties, proventi immobiliari, rimborso spese di protesto, rimborso dei dazi sulle esportazioni, penalità addebitate a clienti, risarcimenti assicurativi, plusvalenze da alienazioni di immobilizzazioni materiali e immate­riali (a meno che non abbiano natura "straordinaria"), plusvalore da realizzo di crediti del circolante; ripristini di valore sui beni ora menzionati; assorbimento di quote eccedenti di fondi vari.

Costi della produzione

L'aggregato è costituito da tutti i costi sostenuti in correlazione alla produzione, intesa in senso lato, realizzata nell'esercizio. Sono quindi esclusi i costi di natura finanziaria e straordinaria nonché le imposte sul reddito. L'aggregato si compone delle seguenti sottoclassi:

Per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci. Sono i costi relativi all'acquisto di beni destinati all'attività produttiva o commerciale, al netto di resi, sconti, abbuoni e premi.

Per servizi. Rappresentano i corrispettivi pagati per l'acquisizione di servizi produttivi (trasporti, provvigioni, assicurazioni, lavorazioni esterne, consulenze, manutenzioni e riparazioni, pubblicità e propaganda, servizi esterni di varia natura, compensi ad amministratori, utenze energetiche e telefoniche, rimborsi spese eccetera).

Per godimento beni di terzi. Rappresenta i compensi corrisposti a terzi per il godimento di beni materiali e immateriali non di proprietà (canoni di locazione, licenze, brevetti e diritti similari).

Per il personale. L'aggregato è costituito dal raggruppamento delle seguenti voci:

salari e stipendi, retribuzioni a operai, impiegati, quadri, dirigenti, retribuzioni in natura, e altri elementi simili;

oneri sociali, oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'impresa, altri oneri sociali;

trattamento di fine rapporto, competenze maturate nel corso del periodo a favore di impiegati, quadri e dirigenti;

trattamento di quiescenza e simili, competen­ze maturate nel periodo in conformità a disposizioni contrattuali che regolano il rapporto di lavoro;

altri costi: l'aggregato comprende a esempio contributi pagati dall'impresa per mensa, servizi sanitari, circoli ricreativi, nonché sussidi occasionali.

Ammortamenti e svalutazioni. L'aggregato è costituito dalle seguenti voci:  

ammortamenti delle immobilizzazioni immate­riali: la voce include solamente la componente degli ammortamenti rispondente a criteri tecnico-economici, escludendo l'eventuale quota determinata esclusivamente in applicazione di normative fiscali;

ammortamenti delle immobilizzazioni materia­li: la voce include solamente la componente degli ammortamenti rispondente a criteri tecnico-economici, escludendo l'eventuale quota determinata esclusivamente in applicazione di normative fiscali;

altre svalutazioni delle immobilizzazioni: rap­presenta le svalutazioni apportate alle immobilizza­zioni materiali e immateriali in seguito alla perdita duratura di valore;

svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide: registra la perdita di valore dei crediti e delle disponibilità appartenenti al capitale circolante, escluse le svalutazioni operate esclusivamente in applicazione di norme tributarie, da iscriversi in un'apposita voce.

Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci. Rappresenta la differenza tra il valore delle rimanenze finali e iniziali dei beni indicati nella denominazione della voce al netto delle relative svalutazioni. La voce può costituire un elemento incrementativo o diminutivo dei costi della produzione, a seconda che si tratti, rispettivamente, di una diminuzione o di un aumento.

Accantonamenti per rischi. Include tutti gli accantonamenti per passività potenziali operati ai fondi per rischi e oneri (ad esempio, vertenze in corso, rischi di garanzia e penalità) esclusi quindi quelli destinati ai fondi rettificativi dell'attivo e quelli connessi con il costo del personale, con gli oneri finanziari e con le imposte.

Altri accantonamenti. Sono costituiti dagli accantonamenti a fondi per rischi e oneri non aventi natura di passività potenziali: ad esempio accantonamenti per spese di manutenzione ciclica, per manutenzione di beni gratuitamente devolvibili, concorsi a premi, eccetera, purché non siano motivati esclusivamente dall'applicazione di norma­tive fiscali (esclusi quindi quelli destinati ai fondi rettificativi dell'attivo e quelli connessi con il costo del personale, gli oneri finanziari e con le imposte).

Oneri diversi di gestione. L'aggregato riunisce tutti i costi di produzione non ricompresi nelle voci sopra citate. In particolare comprende ogni componente negativo di reddito (compresi quelli estranei alla gestione caratteristica e in particolare quelli relativi alle gestioni accessorie e patrimoniali) che non abbia natura finanziaria, straordinaria o che non riguardi le imposte dirette (ne sono un esempio gli oneri tributari di gestione ‑ Iva non recuperabile, imposta di registro e di bollo, tasse di concessioni governative eccetera). Comprende inoltre le minusvalenze da alienazio­ne di immobilizzazioni materiali e immateriali (a meno che abbiano natura straordinaria) e da realizzo di crediti del circolante.

Differenza tra valore (A) e costi della produzione (B) -- (A-B)

È il risultato della contrapposizione del Valore della produzione e del Totale costi.

Proventi e oneri finanziari

L'aggregato fornisce separata indicazione di tutte quelle componenti di costi e di ricavi collegati alla gestione della liquidità, alla gestione delle partecipa­zioni e al finanziamento dell'attività, costituite dal raggruppamento delle seguenti voci:

Proventi da partecipazioni. Include i dividendi lordi incassati o accertati (esposti al lordo delle ritenute fiscali; il credito d'imposta può essere esposto in questa voce oppure nelle imposte in detrazione del carico fiscale quale minor costo) e gli altri proventi (da esempio le plusvalenze non straordinarie da alienazione di partecipazioni, i ricavi da vendite di diritti d'opzione). Occorre indicare se percepiti da: imprese controllate; imprese collegate; altri.

Altri proventi finanziari. Sono esposti seguenti proventi:

a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni: costituiscono gli interessi attivi maturati sui crediti immobilizzati percepiti nell'esercizio;

da titoli iscritti nelle immobilizzazioni: vi devono essere iscritti gli interessi attivi percepiti sui titoli di credito a lunga scadenza, nonché i proventi rinvenienti da titoli atipici;

da titoli iscritti all'attivo circolante: vi devono essere iscritti gli interessi attivi percepiti sui titoli di credito a breve scadenza (Buoni del Tesoro, obbligazioni), nonché i proventi rinvenienti da titoli atipici (Fondi comuni di investimento, certificati immobiliari eccetera);

d)  proventi diversi dai precedenti: sono rappre­sentati da interessi bancari, interessi postali, interessi su crediti di imposta, utili su cambi, sconti finanziari attivi eccetera.

Per i punti a) e d) occorre indicare separatamente quelli concernenti: imprese controllate; imprese collegate; controllanti; altri.

Interessi e altri oneri finanziari. Compren­de ogni tipologia di oneri finanziari, quali interessi su debiti obbligazionari, su mutui, su debiti verso altri finanziatori, su debiti rappresentati da titoli di credito, su altri debiti, sconti e oneri finanziari, ammortamento del disaggio di emissioni su obbligazioni, altri oneri collegati a operazioni finanziarie e spese d'incasso, commissioni bancarie e oneri di cambio. Occorre indicare separatamente quelli concernenti: imprese controllate; imprese collegate; controllanti; altri.

Rettifiche di valore di attività finanziarie

L'aggregato è costituito dalle rettifiche di valore di attività finanziarie derivanti dai criteri di valutazione dettati dalla normativa.

Rivalutazioni. La voce accoglie esclusiva­mente le riprese di valore su immobilizzazioni precedentemente svalutate. Non sono ammesse le rivalutazioni derivanti da:

rivalutazioni monetarie che devono essere iscritte direttamente a patrimonio netto (riserve di rivalutazione);

incrementi di valore delle partecipazioni valuta­te con il metodo del patrimonio netto, in quanto tali incrementi devono essere iscritti direttamente in una riserva indisponibile del patrimonio netto.

Il dettaglio fornito nello schema evidenzia le rivalutazioni:

di partecipazioni;

di immobilizzazioni finanziarie diverse dalle partecipazioni;

di titoli iscritti all'attivo circolante.

Svalutazioni. L'aggregato accoglie le svaluta­zioni delle immobilizzazioni finanziarie (in caso di perdita duratura di valore) e delle attività finanziarie iscritte nell'attivo circolante (qualora il valore di realizzo sia inferiore al costo). Sono compresi anche le riduzioni di valore delle partecipazioni valutate in base al metodo del patrimonio netto.

Il dettaglio fornito evidenzia le svalutazioni:

di partecipazioni;

di immobilizzazioni finanziarie diverse dalle partecipazioni;

di titoli iscritti all'attivo circolante.

Proventi e oneri straordinari

L'aggregato è costituito dal saldo tra i proventi e gli oneri straordinari, cioè quei componenti che derivano da fonti estranee all'attività ordinaria, ossia a quell'attività usuale e continuativa che l'impresa svolge per il perseguimento dei propri fini.

Sono così dettagliati:

Proventi. La voce può comprendere a esempio:

plusvalenze da alienazioni di beni, da cessione di titoli, sopravvenienze e insussistenze attive;

elementi relativi a esercizi precedenti, in genere gli errori materiali di calcolo o di omissione.

Oneri. La voce può comprendere a esempio:

minusvalenze da alienazioni o svalutazione di beni, da cessione di titoli, sopravvenienze e insussistenze passive;

elementi relativi a esercizi precedenti, quali imposte esercizi precedenti, e in genere gli errori materiali di calcolo o di omissione.

Risultato prima delle imposte

Rappresenta il risultato intermedio, al lordo sia delle imposte sia dei componenti di reddito di natura esclusivamente fiscale non coerenti con i criteri civilistici e privi di giustificazione economica (voci 24 e 25). t dato dalla contrapposizione tra valore e costi della produzione, cui vengono sommati algebricamente i saldi delle componenti finanziarie, delle rettifiche di valore delle attività finanziarie e delle componenti straordinarie.

Imposte sul reddito dell'esercizio. Rappre­senta l'ammontare delle imposte sul reddito di competenza dell'esercizio (correnti e differite), sia accantonate sia pagate.

Risultato d'esercizio. Rappresenta il risulta­to netto di effettiva competenza economica dell'esercizio e non è influenzato dalle interferenze fiscali iscritte alle successive voci 24 rettifiche di valore e 25 accantonamenti di origine tributaria.

Rettifiche di valore operate esclusivamente in applicazione di norme tributarie. L'aggregato è costituito dalle rettifiche di valore originate dalle norme tributarie e contrastanti con le norme civilistiche (fra i casi tipici vanno ricordati gli ammortamenti anticipati - intesi come quelli eccedenti le aliquote economico-tecniche e le svalutazioni di crediti eccedenti il reale fabbisogno aziendale, ad esempio gli interessi di mora).

È opportuno ricordare che sugli ammortamenti anticipati è tuttora in corso un ampio dibattito in merito alla collocazione della "contropartita" fra le voci dello stato patrimoniale. Gli studiosi e gli operatori non hanno ancora trovato un accordo fra le seguenti tre alternative:

portarla in detrazione all'attivo patrimoniale;

iscriverla tout court tra le poste del patrimonio netto nella voce - Altre riserve;

dividerla tra le due componenti: a) patrimonio netto; b) fondo imposte differite.

Ed è per questo motivo che non è stata esplicitata una precisa indicazione di collocazione, lasciando alle singole imprese la scelta dell'opportunità migliore nel rispetto del principio di chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale.

Accantonamenti operati esclusivamente in applicazione di norme tributarie. L'aggregato è costituito dagli accantonamenti per passività originati dalle norme tributarie e contrastanti con le norme civilistiche (ad esempio gli oneri derivanti da operazioni e concorsi a premio accantonati nella misura massima fiscalmente deducibile, ma eccedenti la reale necessità dell'impresa) e dagli storni di componenti positive di reddito contabilizzate in precedenti voci del conto economico, effettuati al fine di poter accantonare tali componenti in apposite voci dello stato patrimoniale come richiesto dalle norme fiscali.

Utile (perdita) di bilancio. Si ottiene dalla somma del risultato dell'esercizio e delle rettifiche e accantonamenti di cui alle voci precedenti. Rappresenta il risultato civilistico da iscriversi in contropartita nello stato patrimoniale.



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