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LA VIA DELLA SENSIBILITÀ TATTILE E PROPRIOCETTIVA STRUTTURA DEL TRONCO ENCEFALICO

anatomia




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La Via della sensibilità TATTILE e PROPRIOCETTIVA

Struttura del Tronco Encefalico



la via della sensibilità tattile e propriocettiva (sensibilità che parte da muscoli, tendini e del loro stato di contrazione, dandoci il cosiddetto "senso di noi nello spazio").


Si tratta di sensibilità somatiche generali:




hanno come punto di partenze la superficie del nostro corpo o i muscoli e tendini

Invece, le sensibilità  viscerali generali:

hanno come punto di partenza i visceri

Ci sono poi sensibilità speciali quali:

sensibilità visiva, acustica, olfattiva, gustativa, vestibolare (ci dà informazioni relative alla posizione e agli spostamenti della nostra testa, come vedremo andando ad esaminare il nucleo vestibolare, formazione del tronco encefalico, punto di arrivo di questa sensibilità speciale e anche di partenza di vie motorie stimolate da questa sensibilità afferente)

Quindi si possono avere sensibilità speciali e generali; queste ultime si suddividono in viscerali e somatiche; la via della sensibilità tattile e propriocettiva è una somatica generale.


Il criterio generale che vale per tutte le sensibilità somatiche è la presenza di recettori, i quali possono essere:

terminazioni nervose libere a livello cutaneo

strutture corpuscolate (come i corpuscoli di Merkel, di Meissner, già visti in Istologia)

Le terminazioni libere sono prolungamenti di cellule disposte di norma nei gangli sensitivi. Infatti, nell'ambito dell'organizzazione dei nervi spinali nel punto d'incontro tra radice motoria anteriore e sensitiva posteriore si individua un rigonfiamento, sede dei corpi cellulari delle cellule a T (pseudounipolari), responsabili della prima tappa di questa sensibilità, dette infatti neuroni sensitivi di primo ordine.

Così come nelle vie motorie abbiamo un secondo motoneurone (inferiore) che innerva direttamente il muscolo e sopra di esso un primo motoneurone (superiore) che lo regola, ugualmente abbiamo una catena di due neuroni che costituiscono la regola generale di queste sensibilità somatiche. Essi sono:

Neurone sensitivo di primo ordine (cellula a T del ganglio sensitivo) = primo neurone coinvolto nella via sensitiva

Anche i nervi cranici che hanno funzione di sensibilità (fornita alla nostra testa, cfr nervo trigemino che è il nervo principe, ma non tutti i nervi hanno tale funzione), proprio come accade a livello dei nervi spinali, posseggono un ganglio sensitivo, sede di tale neurone sensitivo di primo ordine [del restotale assunzione vale anche per le vie motorie: il motoneurone inferiore delle corna anteriori del midollo spinale equivale ai neuroni dei nuclei motori dei nervi cranici].

Quindi, il neurone sensitivo di primo ordine è localizzato:

nei nervi spinali nel punto in cui la radice anteriore e posteriore si riuniscono simmetricamente

nei nervi cranici viene meno questa simmetria, a causa dell'organizzazione più complessa della nostra testa, ma ugualmente avremo un ganglio sensitivo con cellule T (=neurone sensitivo di primo ordine,  coinvolto per primo nelle vie sensitive generali)

Neurone sensitivo di secondo ordine

Lo ritroviamo a vari livelli del nevrasse; il neurone per la via della sensibilità tattile e propriocettiva è situato in un livello diverso dal neurone per la sensibilità dolorifica e termica.

Esso invia sempre lungo il nevrasse delle fibre che, prima di raggiungere la loro destinazione successiva (sono dirette alla fine alla corteccia cerebrale), si incrociano: l'assone di un neurone sensitivo di secondo ordine che parte dalla DESTRA del corpo arriva alla parte SINISTRA della corteccia cerebrale. Dunque il neurone sensitivo di secondo ordine è il punto di incrocio delle sensibilità somatiche generali (che sono appunto crociate).

Neurone sensitivo di primo ordine nel ganglio sensitivo di nervi cranici e spinali

Neurone sensitivo di secondo ordine nel nevrasse, a vari livelli a seconda del tipo di sensibilità

Decorso delle fibre della sensibilità tattile e propriocettiva


Partono dalla superficie del nostro corpo o da gruppi muscolari

Raggiungono il ganglio e il  neurone sensitivo di primo ordine (che è il loro corpo cellulare)

Entrano nella radice posteriore del midollo spinale medialmente ( lateralmente entrano quelle della sensibilità dolorifica e termica ); inoltre, esse inviano dei propri rami collaterali che interferiscono con la sensibilità dolorifica, come ieri abbiamo parlato in relazione al ruolo degli interneuroni (cellule cancello)

Pur inviando questi rami collaterali, con il loro ramo principale essenziale entrano nel cordone posteriore senza contrarre sinapsi: dentro al midollo spinale l'assone del neurone sensitivo di primo ordine continua fino a raggiungere più in alto il neurone sensitivo di secondo ordine e contrarre con esso sinapsi. Sono disposte lungo il cordone posteriore, a ragione del fatto che entrano medialmente a livello della radice posteriore sensitiva (sappiamo ormai che il cordone posteriore è la regione compresa fra solco mediano posteriore e i due laterali posteriori di destra e sinistra).


Le fibre che entrano nel midollo spinale si dispongono ordinatamente, cosicché:

quelle provenienti dai segmenti più caudali si addossano al setto mediano posteriore, disposte medialmente

quelle provenienti dai livelli via via più craniali si dispongono lateralmente l'una all'altra

Possiamo anche in questo caso ottenere una somatotopia riguardante però i fasci di fibre (non più le cellule), che ci dice dove sono collocate le fibre della sensibilità tattile e propriocettiva dei segmenti più caudali e dove quelle dei segmenti più craniali: pertanto, se è vero che queste fibre sensitive si addossano prima medialmente al setto mediano posteriore e poi via via più lateralmente, avremo che le fibre sacrali saranno disposte medialmente, quelle cervicali lateralmente.


Sappiamo che a partire il tratto da T5 in su è l'unico  in cui troviamo il solco intermedio posteriore (tra mediano posteriore a laterale posteriore, si continua internamente per una certa profondità in un setto); esso divide in due diverse componenti i fasci di fibre provenienti dai diversi livelli del midollo spinale:

nella porzione posta medialmente al solco intermedio posteriore fibre provenienti dai livelli inferiori a T5-T6 e che  nel loro complesso formano il FASCICOLO GRACILE

nella porzione posta lateralmente al solco intermedio posteriore fibre provenienti dai livelli superiori a T5-T6 e che  nel loro complesso formano il FASCICOLO CUNEATO


Quindi, questo sistema sensitivo per la sensibilità tattile e propriocettiva (badate bene che stiamo ancora parlando delle lunghe  fibre, assoni dei primi neuroni sensitivi, cioè dei gangli sensitivi) è collocato nei cordoni posteriori; infatti, dire "sistema della sensibilità tattile e propriocettiva" (definizione funzionale) equivale a dire "sistema dei cordoni posteriori" (definizione anatomica). Avremo una suddivisione di tale sistema in: fascicolo GRACILE disposto medialmente [porta le fibre della sensibilità provenienti dai livelli caudali del nostro organismo] e fascicolo CUNEATO disposto lateralmente [porta le fibre della sensibilità provenienti dai livelli superiori del nostro organismo].


Consideriamo anche la presenza di fascicoli di rami collaterali: il ramo principale della fibra che sale su emette rami più piccoli, così da  informare i vari segmenti vicini del loro stato di attivazione. Tali rami collaterali scendono giù per due o tre segmenti e rientrano poi nel midollo spinale per informare le sue cellule di ciò che avviene superiormente; scendono separatamente per fascicolo gracile e per fascicolo cuneato, cosicché avremo:

  • fascicolo settomarginale in posizione mediana, al centro = insieme dei piccoli rami discendenti emessi dal ramo principale (ascendente) del fascicolo gracile; essi discendono per qualche segmento
  • fascicolo interfascicolare disposto lateralmente = insieme dei piccoli rami discendenti emessi dal ramo principale del fascicolo cuneato; anche esse discendono per un po' giù

[N.B.: i due fascicoli cuneati destro e sinistro non sono a contatto tra loro, ma disposti lateralmente, pertanto avremo due distinti fascicoli interfascicolari]

Notate che l'immagine [cfr pag 131 del Burt ] è puramente didattica, non del tutto corretta: essendo costituiti da piccoli rami che decorrono in basso per un breve tratto, tali fascicoli sono presenti solo laddove entrano le fibre principali nel cordone posteriore. Perciò, a livello caudale abbiamo solo fascicolo settomarginale (poiché non si ha per niente la presenza di fascicolo cuneato); a livello craniale abbiamo solo fascicolo interfascicolare (e non più quello settomarginale).


Quindi queste fibre entrano posteriormente nel sistema dei cordoni posteriori, ma costituiscono due fascicoli distinti: fascicolo GRACILE (fibre dai segmenti caudali) e CUNEATO (fibre dai segmenti craniali). Le fibre decorrono verso l'alto per un breve (se provengono dai segmenti sacrali) o lungo percorso (se provengono dai segmenti cervicali) e raggiungono il tronco encefalico.

Oltrepassando il grande canale occipitale vanno dal midollo spinale al tronco encefalico: si tratta pur sempre degli assoni emanati dai gangli sensitivi.

Ci troviamo quindi a livello del bulbo. Prima di analizzare il destino di queste fibre nel tronco encefalico, analizziamo la struttura del tronco encefalico nel suo complesso, prima dal punto di vista dell'anatomia macroscopica (che potrete apprezzare nel corso dell'esercitazione pratica) e poi della sua organizzazione generale.


Struttura del Tronco Encefalico - veduta posteriore

[proietta tav. 109 Netter - veduta posteriore del quarto ventricolo + cervelletto]

Il midollo spinale termina a livello del grande foro occipitale; nell'immagine è stato tagliato il cervelletto, collegato alle tre diverse componenti del tronco encefalico (bulbo - ponte - mesencefalo, andando dal basso verso l'altro) attraverso tre peduncoli cerebellari (tre fasci di fibre qui sezionati):

  • peduncolo cerebellare INFERIORE: tra cervelletto e bulbo

[è anche detto "corpo restiforme", anzi per l'esattezza è formato da "corpo restiforme" + "corpo iuxtarestiforme" (sua porzione più mediale in cui decorrono le fibre che collegano il cervelletto con il complesso nucleare vestibolare di cui accennavo prima)]

  • peduncolo cerebellare MEDIO: tra cervelletto e ponte
  • peduncolo cerebellare SUPERIORE: tra cervelletto e mesencefalo

Essendo stato tagliato il cervelletto, nell'immagine possiamo apprezzare il pavimento del Quarto Ventricolo. Il quarto ventricolo è una cavità del rombencefalo o encefalo posteriore, a sua volta costituito da  cervelletto + ponte + bulbo (ponte+ cervelletto = metencefalo). Tolto il cervelletto, che costituisce una sorta di tetto del quarto ventricolo, apprezziamo dunque il pavimento. Quest'ultimo ha una forma romboidale ( fossa romboidale), scomponibile in due triangoli che si affrontano per la base:



triangolo bulbare del pavimento del quarto ventricolo: inferiore, di pertinenza del bulbo

triangolo pontino del pavimento del quarto ventricolo: superiore, di pertinenza del ponte

Il triangolo bulbare inferiore termina in un punto detto OBEX = vertice inferiore del triangolo bulbare, disposto all'estremità superiore del solco mediano posteriore; infatti il bulbo mantiene la continuazione dei solchi già apprezzati lungo tutto il midollo spinale.

Troveremo il solco mediano posteriore che termina nell'obex, poi il solco intermedio posteriore e il solco laterale posteriore.


Regione del bulbo

Qui avremo il fascicolo gracile (tra il solco mediano posteriore e il solco intermedio posteriore) e il fascicolo cuneato (tra il solco intermedio posteriore e il solco laterale posteriore). Questi due fascicoli, che riusciamo a vedere macroscopicamente (sappiamo che qui ci sono ancora gli assoni di neuroni disposti nei gangli spinali sensitivi), terminano a livello del bulbo in due strutture piuttosto rigonfie: il tubercolo gracile o clava, al termine del fascicolo gracile, e il tubercolo cuneato al termine del fascicolo cuneato. ( questi due tubercoli sono la manifestazione macroscopica dei nuclei neuronali dove sono presenti i neuroni sensitivi di II ordine nella via della sensibilità tattile e propiocettiva: qui terminano il loro percorso gli assoni che partono dai gangli sensitivi.)[1] Affianco al tubercolo cuneato si osserva un ulteriore tubercolo chiamato tubercolo cinereo o tubercolo trigeminale corrisponde alla presenza superficiale di un nucleo del nervo trigemino

Lungo tutto il pavimento del quarto ventricolo troviamo la continuazione del solco mediano posteriore che anche qui sarà chiamato solco mediano posteriore o dorsale. Subito lateralmente troviamo una serie di tubercoli e ancora lateralmente vediamo un altro solco che prende il nome di solco limitante

Aspetto caratteristico del pavimento del quarto ventricolo è questa striatura, che è una via sensitiva macroscopicamente osservabile,  formata da varie cordicelle, le strie midollari che partono dal solco mediano posteriore e si orientano lateralmente, segnando il confine tra triangolo pontino e triangolo bulbare ( esse sono la manifestazione macroscopica di fibre che partono da un nucleo bulbare posto anteriormente ed entrano nel cervelletto, in particolare nei peduncoli cerebellari inferiori


Regione del triangolo bulbare

Tra i tubercoli presenti sul pavimento del quarto ventricolo ( corrispondono alla presenza di neuroni appartenenti a diversi nervi cranici), vediamo in basso un rilievo di forma triangolare che prende il nome di ala cinerea, presente ai due lati del solco mediano posteriore, anche chiamata trigono del nervo vago corrisponde alla presenza di un raggruppamento neuronale di pertinenza del nervo vago). Subito al di sopra vediamo un altro rigonfiamento che prende il nome di ala bianca interna anche detta trigono del nervo ipoglosso in corrispondenza dell'ala bianca interna è presente un nucleo di neuroni di pertinenza del nervo ipoglosso). Lateralmente all'ala bianca interna c'è l'ala bianca esterna rappresenta la presenza del complesso nucleare vestibolare a cui accennavo prima, molto importante perché da un lato è punto d'arrivo di una particolare sensibilità, quella vestibolare, che ci dà informazioni sulla posizione e movimenti della nostra testa, e dall'altro è il punto di partenza di una via motoria.



Regione del triangolo pontino

Dopo aver superato la stria midollare, troviamo subito, lateralmente al solco mediano posteriore il collicolo faciale così chiamato perché si riteneva che nascesse dalla presenza di corpi cellulari presenti nel nervo faciale, mentre si è scoperto che si tratta di un raggruppamento di pertinenza del nervo abducente che da origine al gonfiore ). Lateralmente a questo troviamo il tubercolo acustico formato dal nucleo del nervo acustico, di pertinenza appunto del nervo acustico), e in alto e lateralmente al triangolo pontino troviamo una regione di colore celestino che prende il nome di locus ceruleus (una delle sedi di massima concentrazione di tutte le cellule noradrenergiche che troviamo in tutto il nevrasse).

Quindi la descrizione morfologica macroscopica del pavimento del quarto ventricolo nella transizione tra bulbo e ponte nasce proprio dalla presenza di questi tubercoli a ognuno dei quali corrisponde la presenza di nuclei dei nervi cranici.


Midollo spinale vs Tronco encefalico

Dobbiamo sempre ricordarci che il tronco encefalico è la continuazione del midollo spinale. Avevamo già detto che i nervi cranici fondamentalmente svolgono la stessa funzione dei nervi spinali, ma con una modificazione che nasce da una morfologia più complessa del tronco encefalico rispetto a quella del midollo spinale.

In quest'immagine [non disponibile, ma cfr SLIDE n. 60 di "nervoso medicina 1" nds] possiamo vedere uno degli aspetti che rendono particolarmente complessa questa morfologia, cioè come il canale centrale del midollo si apre andando a costituire il pavimento del quarto ventricolo, e nell'aprirsi è come se spaccasse l'H grigia in modo che le regioni che nel midollo spinale erano disposte anteriormente le corna anteriori=nuclei MOTORI], nel quarto ventricolo rimangono disposte medialmente, e le regioni che erano disposte posteriormente le corna posteriori=nuclei SENSITIVI] rimangono disposte lateralmente. Una sorta di confine è dato dal solco limitante, anche se questo confine non è molto preciso, perché è chiaro che nel tronco encefalico non possiamo ritrovare la stessa simmetria del midollo spinale. Tuttavia lo schema dei nuclei dei nervi cranici ripercorre lo schema generale dei nuclei dei nervi spinali                                                              

MIDOLLO SPINALE TRONCO ENCEFALICO


NUCLEI MOTORI anteriormente medialmente (al solco limitante)

NUCLEI SENSITIVI posteriormente lateralmente (al solco limitante)

In quest'immagine [proietta TAV. 110 NETTER: nuclei dei nervi encefalici nel tronco cerebrale] vengono schematizzati a sinistra in blu i nuclei sensitivi dei nervi cranici e a destra in rosso i nuclei motori dei nervi cranici, i quali nuclei sono presenti tutti nel tronco encefalico con l'eccezione di due nervi, l'olfattivo e l'ottico, che hanno delle caratteristiche molto particolari [5]. Non si tratta solo di masserelle distinte: per esempio, qui in blu vedete un'unica colonna sensitiva, la cui parte principale è data dal nervo trigemino a cui però arrivano delle fibre che non solo provengono dal nervo trigemino e quindi dal ganglio sensitivo del trigemino (ganglio semilunare di Gasser), ma provengono anche da altri nervi cranici, come il glosso-faringeo o il vago. Lo stesso accade per la colonna motoria: ancora una volta il glosso-faringeo e il vago mandano le loro fibre motorie che partono con diverse radici ma giungono ad unica colonna motoria. Quindi si riesce ad intravedere un'organizzazione colonnare sensitiva e motoria anche nel tronco encefalico, sebbene sia meno precise del midollo spinale.




[si riferisce nuovamente alla TAV . 109 del NETTER: "Quarto ventricolo e cervelletto - veduta posteriore"]

Andando più in alto nell'esame della parte posteriore del tronco encefalico, troviamo i peduncoli cerebellari superiori (che mettono in comunicazione il cervelletto con il mesencefalo), e subito dopo c'è l'origine apparente di un nervo cranico [ORIGINE APPARENTE punto in cui le fibre di un nervo escono dal nevrasse, quella che noi vediamo, mentre la vera origine sarà il nucleo all'interno], che è il nervo trocleare che innerva la muscolatura estrinseca dell'occhio), l'unico che ha un'origine apparente posteriore, mentre tutti gli altri hanno un'origine anteriore.


Regione del mesencefalo

Andando ancora sopra siamo nel mesencefalo, la cui morfologia posteriore è caratterizzata da quattro tubercoli piuttosto marcati che prendono il nome di tubercoli quadrigemini o collicoli, e nel caso specifico abbiamo: 2 tubercoli quadrigemini superiori o collicoli superiori e 2 tubercoli quadrigemini inferiori o collicoli inferiori, divisi da un solco che prende il nome di solco crociato [6]

[Proietta  TAV. 108: "Tronco cerebrale - veduta posterolaterale"]

Girando attorno al tronco encefalico, vedete che dai collicoli superiori e inferiori partono verso il davanti dei fasci nervosi visibili macroscopicamente, chiamati bracci quadrigemini o bracci congiuntivi, che raggiungono altre due strutture piuttosto gonfie che prendono il nome di: corpo genicolato mediale (raggiunto dal collicolo inferiore e quindi dal braccio quadrigemino inferiore) e corpo genicolato laterale (raggiunto dal braccio quadrigemino superiore e quindi dal collicolo superiore). Questi due corpi genicolati saranno due strutture molto importanti interposti nella sensibilità visiva ( quello laterale) e acustica ( quello mediale).


Struttura del tronco encefalico - veduta anteriore

[proietta TAV. 108: "tronco cerebbrale-veduta anteriore"]

Completiamo il giro attorno al tronco encefalico vedendo il modo in cui si presenta anteriormente.


Regione del bulbo

Venendo dal midollo troviamo la fessura mediana anteriore, la fessura laterale anteriore e la fessura laterale posteriore [il prof ha detto proprio così, ma credo si riferisca ai solchi laterali anteriori e posteriori, più che a fessure.nds] Vediamo anche, lungo il solco laterale anteriore [infatti..come non detto! nds], le radicole di origine della radice anteriore del primo e del secondo nervo spinale, C1 e C2. Vedete poi che le origini apparenti di vari nervi cranici (come il vago, il glosso-faringeo, l'ipoglosso e così via.) sono disposte lungo i solchi laterali anteriore e posteriore, secondo la loro funzione principale proprio a seguire l'organizzazione generale dei nervi spinali, almeno quelli disposti più in basso (non necessariamente rispettando l'ordine radice anteriore - solco anteriore e radice posteriore - solco posteriore, ma comunque lungo queste radici), finchè non si arriva a al cosiddetto solco bulbo-pontino (posto tra bulbo e ponte), dove abbiamo una serie di origini apparenti di nervi cranici.

Tra la fessura mediana anteriore e il solco laterale anteriore abbiamo quello che è il cordone anteriore del midollo spinale che si continua nel bulbo con due strutture piuttosto allargate che prendono il nome di piramidi Nel punto in cui si passa dal midollo spinale al bulbo, nel punto di passaggio tra i cordoni anteriori del midollo e le piramidi, la fessura mediana anteriore sparisce ed è riempita di materiale: questa regione prende il nome di decussazione delle piramidi, e rappresenta il punto in cui le fibre dei primi motoneuroni o motoneuroni superiori di un fascio chiamato fascio piramidale (che decorrono lungo le piramidi) si incrociano e vanno così a riempire la fessura mediana superiore. [DECUSSAZIONE=INCROCIAMENTO]

Lateralmente, tra il solco laterale anteriore e il solco laterale posteriore c'è una regione piuttosto gonfia che assume approssimativamente la forma di un'oliva e viene appunto detta oliva bulbare corrisponde ad un nucleo molto importante nei rapporti con il cervelletto, poiché dall'oliva bulbare partiranno fibre che attraverseranno il peduncolo cerebellare inferiore per raggiungere il cervelletto, andando a costituire la via di afferenza più importante che raggiunge il cervelletto, importantissimo centro del controllo motorio).


Regione del metencefalo

Salendo incontriamo il ponte, e potete rendervi conto di come effettivamente ponte e cervelletto possono essere unito in un'unica struttura che è il metencefalo: il ponte si continua nel peduncolo cerebellare medio tanto che è difficile distinguere l'inizio di uno e la fine dell'altro. Convenzionalmente, si considera come confine una linea che rappresenta un piano che passi subito lateralmente alla voluminosa origine apparente del nervo trigemino. Tale origine apparente consiste dell'unione di due fascicoli, la radice maior  (deputata alla sensibilità della testa) e la radice minor (contiene fibre motorie che vanno ai muscoli masticatori).

Nel ponte distinguiamo una piccolissima depressione mediana che segue la fessura mediana anteriore e prende il nome di solco basilare (da cui passa un'arteria). Ai lati della depressione trovate due piccoli gonfiori, detti prominenze piramidali (cos' chiamate perchè sotto al ponte passano le fibre che vengono dalla corteccia cerebrale e nel bulbo si riuniranno a costituire il fascio piramidale, la più importante tra le via motorie)


Regione del mesencefalo

Il mesencefalo si presenta anteriormente sotto la forma di peduncoli cerebrali (mentre posteriormente si presentava come i 4 collicoli superiori e inferiori), dove passano fibre che connettono i diversi livelli del nevrasse, tra cui anche quelle che vanno a formare il fascio piramidale. Tra i peduncoli cerebrali troviamo la fossa interpeduncolare o sostanza perforata posteriore (perché ha un aspetto a puntini dovuti al fatto che qui si addentrano i rami arteriosi nel SN).


Passando alle regioni sovrastanti del tronco encefalico, troviamo il nervo ottico, i corpi mammillari (l'unica cosa che si vede della struttura di encefalica che è l'ipotalamo) e vedete poi il peduncolo ipofisario

Con questo abbiamo completato l'esame macroscopico del tronco encefalico.






Vi anticipo sin da ora che quello che ora noi vedremo macroscopicamente in buona parte consisterà nella manifestazione macroscopica di piccoli gonfiori che corrispondono alla presenza o di una via nervosa oppure di un nucleo nervoso, cioè raggruppamenti neuronali. Ad esempio.

Tutte queste denominazioni di strutture macroscopiche sono di tipo descrittivo, perché si tratta di strutture identificate secoli fa quando non si aveva per niente idea della loro funzione e non si sapeva nemmeno che il SNC era fatto di neuroni.

Se si ledeva a quel livello si avevano dei sintomi di pertinenza del nervo faciale. In realtà si è visto che il rigonfiamento è determinato da cellule di pertinenza del nervo abducente, foderate da fibre del nervo faciale: per tale motivo l'eventuale lesione interessa il nervo faciale,  ma non i corpi cellulari, le fibre.

Anche in questo caso vediamo come la denominazione sia sostanzialmente una denominazione di tipo descrittivo.

Il nervo ottico non è un vero e proprio nervo ma è un'estroflessione del nevrasse, infatti è circondato dalle meningi

Vedremo che i collicoli inferiori sono delle strutture interposte nelle vie acustiche, mentre i collicoli superiori sono delle strutture che regolano i riflessi motori soprattutto della testa in risposta a stimolazioni di varia natura, soprattutto visive.






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