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ISOCRATE - LA VITA, ISOCRATE MAESTRO

letteratura greca



ISOCRATE

LA VITA

Il padre aveva una fabbrica di flauti e gli fornì un'accurata educazione, ma recentemente si pensa che Isocrate sarebbe diventato logografo dopo che il padre aveva perso tutti i suoi averi nella guerra contro Sparta. Altri invece ritengono che non abbia mai scritto orazioni a pagamento e che i suoi discorsi giudiziari potrebbero essere solo serviti come modello per fini scolastici.

Attorno al 390 fondò con successo la sua scuola, paragonata al Cavallo di Troia, da cui uscirono i migliori combattenti achei. Ci sono pervenute 21 orazioni e 9 lettere. Isocrate morì a 98 anni.

I DISCORSI GIUDIZIARI

Valgono le osservazioni fatte per il Corpus di Lisia, ma la differenza più importante è legata all'impegno dello stesso Isocrate nella pub 757j98h blicazione dei suoi scritti e alla cura con cui i discepoli difesero la memoria del maestro.

ISOCRATE MAESTRO

CONTRO I SOFISTI

Si oppone:

Agli Eristici, che promettono di guidare alla felicità, affermando che l'uomo non può prevedere il futuro;



A coloro che pretendono di insegnare discorsi politici attraverso schemi fissi;

Agli autori di tecnai retoriche, che si limitano all'oratoria giudiziaria.

 Il maestro di retorica deve possedere la tecnica senza ridursi alla sua meccanica applicazione,    condizionando la politica della città, avendo come obiettivo la crescita intellettuale dell'allievo in accordo con le sue doti naturali. Per questo spesso fu attaccato da Platone e da Alcidamante, fautore di un insegnamento finalizzato alla capacità di improvvisare. Ma in ogni caso gli allievi di Isocrate occuparono in seguito posizioni di primo piano.

ELENA:

Discorso epidittico in cui definisce le caratteristiche del genere "encomio" , partendo dall'Elena di Gorgia che secondo lui è invece un apologia. Inoltre definisce le caratteristiche del suo insegnamento , che non mira alla conoscenza di cose inutili, ma alla doxa relativa ad argomenti utili. In seguito inserisce degli exempla storico-mitologici che mostrano sia come vadano inseriti gli esempi, sia la loro valenza in politica.

BUSIRIDE:

E' un'orazione in forma di epistola destinata a Policrate, autore di un elogio a Busiride, mitico re di Egitto che usava sacrificare stranieri. Fingendo di dare consigli a Policrate, insegna sì la tecnica dell'encomio ma denigrando un concorrente.


PANEGIRICO:

Fonde il discorso deliberativo con il discorso epidittico, destinato alla lettura, che imitando i discorsi pronunciati nelle grandi feste panelleniche aveva come tema la concordia fra gli stati greci(omonoia) e la guerra contro i barbari(strateia). Dato il tema trattato da altri in passato, Isocrate spiega che non è importante trattare nuovi argomenti quanto esporre nel modo migliore i concetti noti. Fondamentale è l'elogio ad Atene (che richiama il discorso di Pericle di Tucidide) e la conclusione in cui afferma che solo chi è lontano dalla politica può affrontare i grandi problemi.

A EVAGORA

È un encomio in prosa di un contemporaneo, cosa che nessuno aveva mai fatto prima. Egli mette in confronto il poeta, che può servirsi di molti kosmoi (barbarismi, neologismi, metafore), con l'oratore che invece e obbligato ad usare soltanto parole comuni. Nella parte finale esso diventa un protrettico, un esortazione ai discendenti di Evagora al perfezionamento morale ed intellettuale.

ANTIDOSI:

Egli era stato sconfitto in un processo per antidosi (chi doveva sostenere la trierarchia poteva dimostrare che qualcuno era più ricco di lui e quindi lo costringeva o a sostenere in suo luogo la trierarchia o in alternativa scambiare con lui i beni. Prendendo spunto da ciò scrive quest'apologia in cui:

Si difende dall'accusa di scrivere per i tribunali, di danneggiare la città, di corrompere i giovani (un po' come Socrate)

Afferma che i suoi discorsi in prosa sono più simili alla poesia che alle orazioni giudiziarie



Espone il suo programma didattico, delineando un modello di educazione umanistica, che verrà ripreso ed adattato da Cicerone. I requisiti per raggiungere il successo sono la disposizione naturale, l'educazione, l'esercizio.

L'uomo non può raggiungere la conoscenza ma può ottenere risultati grazie alle opinioni

Quindi lui è un filosofo, dato che filosofi sono quelli che insegnano ai loro allievi a muoversi in un mondo di opinioni, e non offrono verità assolute.

PANATENAICO:

Scritto a 94 anni, difende il proprio metodo didattico. Dopo un elogio ad Atene egli afferma che mentre correggeva il discorso, lo sottopose a un suo vecchio discepolo filo spartano, trasformando così l'orazione in dialogo.

EPISTOLARIO:

Vere epistole o modelli didattici?  Nella lettera ad Alessandro, lo invita ad allontanarsi dallo studio della filosofia e avvicinarsi all'arte retorica.

STILE: poco adatto alla recitazione per i periodi complessi e articolati,prevalenza dell'ipotassi,rifiuto di facili effetti.

L'IDEALE UMANISTICO D'EDUCAZIONE

Alla conoscenza sicura di cose inutili opponeva l'opinione ragionevole di cose utili

Rifiutava sia l'educazione tradizionale che quella moderna (geometria, astronomia, dialettica)

Le persone di dotate di perfetta formazione erano quelle che:

Non si lasciano distruggere dal successo

Non cedono all'orgoglio

Sanno sempre dominare le proprie passioni

SI imposero le sue orazioni fittizie ma non come modello da imitare quanto come esercizio che gli allievi dovevano svolgere, e venne, erroneamente, accumunato ad oratori veri come Lisia e Demostene.

A Roma la vocazione pratica e politica di Isocrate troverà ampio terreno (vir bonus dicendi peritus) ma le discipline come la filosofia vennero ad integrarsi con la retorica.

L'educazione occidentale ha ereditato da Isocrate alcuni tratti:

La priorità dell'educazione letteraria rispetto a quella scientifica e filosofica

Il compito dell'educazione di formare  buoni cittadini, rispettosi dei valori tradizionali

L' anacronismo:  essa è rivolta soprattutto alla riproposizione de argomenti tradizionali piuttosto che alla sperimentazione e all'indagine








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