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FIGURE RETORICHE - LIVELLO FONICO TIMBRICO, DELL'ORDINE O DELLA SINTASSI

letteratura


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FIGURE RETORICHE:

DEL SIGNIFICATO: l'autore modifica l'ordine normale della frase

DEL SIGNIFICANTE: la parola o il gruppo di parole assumono un significato traslato.

Variano in base allo stile dell'autore. Sono sia scelte che si rifanno alla tradizione poetica precedente, sia scelte di disinteresse e lotta alla tradizione precedente.

. DEL SIGNIFICATO.

ANTIFRASI: Eufemismo ironico per dire il contrario.

Bella figura che hai fatto!

ANTITESI: Accostamento di due parole o concetti che si contrappongono.



Gli orrori della guerra e le gioie della pace.

ANTONOMASIA: sostituzione di un nome proprio con un nome comune o una perifrasi o viceversa.

Cicerone - mecenate - giuda - perpetua - la voce - il poverello - il campionissimo.

APOSTROFE: Discorso rivolto con una certa enfasi a persone o cose personificate.

O patria mia. 

EUFEMISMO: Si indica una cosa o un fatto spiacevole con termini meno espliciti, meno sconvolgenti.

Audiolesi - non vedenti - non udenti - meno abbienti - è mancato - è in dolce attesa.

IPERBOLE: Si esprime un concetto in maniera inverosimile ed esagerata.

Morire dal ridere - per tutto l'oro del mondo - ti strozzerei - una valanga di voti - dire miliardi di volte.

LITOTE: Si afferma un concetto negandone il suo contrario.

Non è un tipo molto sveglio.

METAFORA: E' una similitudine abbreviata: due parole, appartenenti a due diverso campi di significato, vengono associate in base ad un elemento di significato comune.

Quella donna è una perla - una salute di ferro - i fiore degli anni

Spesso animalesca: sei un verme - è una volpe.

METONIMIA: Sostituzione di un termine con un altro che abbia col primo rapporti di contiguità logica o materiale.

La causa per l'effetto: vive del suo lavoro

L'effetto per la causa: partire alle prime nevi

L'astratto per il concreto: quanta gioventù

La materia per l'oggetto: un bronzo di Bernini

Il contenente per il contenuto: bere un bicchiere

L'autore per l'opera: ho comprato un Picasso

Lo strumento per la persona che lo usa: il primo violino

Il luogo per la persona: una decisione della panchina

OSSIMORO: Accostamento, nella stessa espressione, di termini o concetti che dovrebbero escludersi a vicenda.

Grido silenzioso - amara dolcezza - oscura luce.

PRETERIZIONE: Si dà l'impressione di voler tacere ciò che in realtà si dice o si fa capire.

Per non parlare poi di quella volta in cui.

Non ti dico che sorpresa mi hai fatto

PROSOPOPEA: Si attribuiscono vita ed aspetto umano a cose astratte o inanimate.

L'Italia piange i suoi caduti

RETICENZA: Si interrompe un pensiero iniziato, di cui tuttavia si lascia intendere il seguito.

Guarda che se ti prendo.

SIMILITUDINE: Si paragonano tra loro due personaggi, oggetti, situazioni in modo che il primo termine del paragone risulti più chiaro ed efficace attraverso il confronto col secondo.

Lungo come la Quaresima - buono come il pane - dorme come un sasso.

SINEDDOCHE: Come la metonimia, ma il rapporto è di quantità.

La parte invece del tutto: tornare al tetto natio

Il genere invece della specie: o animal grazioso

Il singolare invece del plurale: l'italiano è generoso

Il plurale invece del singolare

SINESTESIA: Si associano tra loro termini appartenenti a sfere sensoriali diverse.

Colore caldo - voce chiara - urlo nero


LIVELLO FONICO TIMBRICO

. DEL SUONO .      

ALLITTERAZIONE: ripetizione di un suono o di una serie di suoni uguali (vocali, consonanti, sillabe) sia all'inizio, sia all'interno di due o più parole in posizione ravvicinata.

ONOMATOPEA: una parola o una sequenza di parole create per imitare o suggerire il suono prodotto fa un determinato oggetto, fenomeno naturale o animale.

ASSONANZA: si ha un'assonanza tra due o più parole quando, a partire dalla vocale accentata, sono uguali le vocali, ma differenti le consonanti.

CONSONANZA: si ha una consonanza tra due o più parole quando, a partire dalla vocale accentata, sono uguali le consonanti, ma differenti le vocali.

PARONOMASIA: consiste nell'avvicinare parole di suono uguale o assai simile, ma di significato diverso, creando quasi un gioco di parole.

Chiudi la porta e porta da bere

FIGURA ETIMOLOGICA: la somiglianza dei suoni è dovuta alla stessa radice lessicale

Vivere una vita felice.




. DELL'ORDINE O DELLA SINTASSI .

ANACOLUTO: costruzione irregolare del periodo, che si avvicina ai modi del parlato: consiste nell'iniziare il periodo in un modo e terminandolo in un altro per la variazione del soggetto.



Lei sa che noi altre monache, ci piace sentir le storie per minuto

ANADIPOSI: ripresa, all'inizio di un verso, di una parola o gruppo del verso precedente.

Questa voce sentiva

Gemere in una capra solitaria.

Una capra dal viso semita.

ANAFORA O ITERAZIONE: ripetizione di una o più parole all'inizio di frasi o versi successivi.

Chi ti ha chiamato? Chi ti ha chiesto di intervenire? Chi ti cerca?.

ANASTROFE: inversione dell'ordine usuale delle parole,. Per conferire risalto particolare al termine cui tocca il primo posto nel nuovo ordine sintattico.

Dei miei sogni l'orme

INVERSIONE: inversione dell'ordine normale di due elementi all'interno di una frase. Ritarda la comparsa del soggetto collocandolo alla fine della frase.

IPERBATO: separazione di due elementi che costituiscono un unico sintagma.

Quella bella d'erbe famiglia e d'animali.

CHIASMO: disposizione incrociata di termini tra loro corrispondenti, idealmente collocati sui quattro bracci di una C greca.

CLIMAX O GRADAZIONE: successione di parole o concetti in ordine di intensità o attenuazione progressiva (ANTICLIMAX)

Ecco che il terreno cede, la casa s'abbassa, sprofonda, scompare.

ELLISSI: eliminazione di alcuni elementi della frase (per es il verbo) facilmente deducibili dal contesto.

La destra - è per te - Rossi al telefono!

ENALLAGE: sostituzione di una forma grammaticale con un'altra.

Torno presto - stringimi forte

ENDIADI: si esprime un solo concetto mediante due termini fra di loro coordinati (en dia duoin)

Ricordo la felicità e l'infanzia

L'armi e il fragore

ENUMERAZIONE: unione di una serie di parole mediante congiunzioni (polisindeto) o senza (asindeto).

Ho comprato il vino, le patate, il pane e le sigarette.

IPALLAGE: concordanza di un aggettivo con un termine diverso da quello a cui dovrebbe riferirsi.

Il nemico estrasse la crudele spada


PARALLELISMO: uguale disposizione delle parole all'interno di versi successivi

Splende un lume là nella sala

nasce l'erba sopra le fosse.

PLEONASMO: termine o espressione non strettamente necessaria alla comprensione del testo, ridondante.

A volte errore: a me mi piace

A volte non proprio superfluo: lo vedi Mario oggi?

A volte espressivo: l'ho visto coi miei occhi.

ZEUGMA: si riferisce un solo verbo impropriamente ad elementi diversi.

Parlare e lacrimar vedrai insieme.



LIVELLO RETORICO STILISTICO

Ullman ha cercato di schematizzare quali possono essere i motivi che determinano la scelta di un termine al posto di un altro.


Uno è più GENERALE di un altro rifiutare - rigettare

Uno è più INTENSO di un altro                     ripudiare - rifiutare

Uno è più EMOTIVO di un altro                     rigettare - declinare

Uno può implicare un'approvazione

o una cesura morale, mente l'altro è neutro    avaro - economo

Uno è più PROFESSIONALE di un altro decesso - morte

Uno è più LETTERARIO di un altro                 trapasso - morte

Uno è più COLLOQUIALE di un altro respingere - rifiutare

Uno è più DIALETTALE di un altro pizzicagnolo - salumiere

Uno appartiene al linguaggio infantile            papà - padre




CARATTERISTICHE DEL REGISTRO FORMALE:

Uso di parole non comuni (rammentare, rimembrarsi)

Preferenza per parole di significato specifico

Uso di una struttura elaborata della frase e del testo

Uso del "lei"

Uso del condizionale e del congiuntivo

Formule di cortesia

Saluti

Ricordo ad attenuazioni nei giudizi


CARATTERISTICHE DEL REGISTRO INFORMALE:

Uso di "che" con varie funzioni

Uso di espressioni tipiche

Uso di rafforzativi (forte, tutto)

Uso di parole con significato generico

Uso di parole semplici e colloquiali (cosa, fifa, sberla)

Uso di frasi brevi accostate una all'altra

Uso di ripetizioni inutili (pleonasmo)

Uso del "tu"

Uso dell'indicativo e dell'imperfetto anche nei periodi ipotetici

Richieste e ordini diretti

Accentuazione di giudizi ed espressioni per mezzo di esagerazioni (iperbole)



RIMA

Perfetta identità di suono finale di due o più parole a partire dalla vocale accentata.

Tipi di rime:

BACIATA:         AA BB

ALTERNATA:     ABAB CDCD

INCROCIATA:   ABBA CDDC

INCATENATA:   ABA BCB CDC

INTERNA:         si ha quando una parola all'interno di un verso fa rima con la parola finale del verso stesso o di quello precedente; se coincide con la cesura del verso, costituisce RIMA AL MEZZO.

IPERMETRA:     si ha quando una parola piana rima con una sdrucciola e la sillaba eccedente viene elisa o computata nel verso seguente.


VERSO

E' l'unità costitutiva della poesia: ciascuna delle righe che la forma è un verso.

Ha due unità di misura:

Il numero delle sillabe che lo compongono

Il ritmo.

Il verso consiste in una serie di sillabe e viene scandito, cioè suddiviso da accenti ritmici che si trovano in posizioni codificate..

I versi italiani prendono il nome dal numero delle sillabe che li compongono:

TRISILLABO               3

QUATERNARIO           4

QUINARIO                  5

SENARIO                   6

SETTENARIO              7



OTTONARIO               8

NOVENARIO               9

DECASILLABO            10

ENDECASILLABO:       è il verso che ha l'ultimo accento tonico sulla decima sillaba; quindi può avere 10, 11, 12, 13 sillabe, a seconda che l'ultima parola sia tronca, piana, sdrucciola o bisdrucciola.

DODECASILLABO:      SENARIO + SENARIO

DOPPIO SETTENARIO

Per riconoscere i versi occorre innanzi tutto contare le sillabe.

Bisogna anche tenere però presente un altro elemento: l'ACCENTO RITMICO o ICTUS, cioè quell'accento che, all'interno del verso, marca determinate sillabe anziché altre. Esso cade sempre sulla penultima sillaba, ma dato che in italiano esistono anche parole tronche, sdrucciole e bisdrucciole, e tutte possono trovarsi alla fine di un verso, per l'endecasillabo rimarrà in d10° posizione, per il decasillabo in 9°, e così via.

Avremo quindi l'accento ritmico:

In penultima posizione se la parola è piana

In terzultima posizione se la parola è sdrucciola

In ultima posizione se la parola è tronca.






I versi possono a loro volta essere raggruppati in

STROFE

DISTICO:           rima baciata: AA

TERZINA:                    rima incatenata: ABA BCB

QUARTINA:                  rima baciata: AABB

rima alternata: ABAB

rima incrociata: ABBA

SESTINA:           4 versi a rima alternata: ABAB

2 versi a rima baciata: CC

OTTAVA:                     6 versi a rima alternata: ABABAB

2 versi a rima baciata: CC

Possiamo avere la successione di strofe simili o raggruppamenti di strofe diverse: il SONETTO è la successione di 2 quartine e 2 terzine.

Strofe invece più complesse, composte da versi di varia lunghezza, danno origine alla CANZONE.


CESURA

è una pausa che si colloca dopo un accento tonico particolarmente marcato. Ha la funzione di interrompere il verso dando maggior intensità a ciò che precedere e un tono meno sonoro a ciò che segue.


ENJAMBEMENT

spezzatura di un enunciato o di un gruppo sintattico tra due versi differenti.


SCARTO DALLA NORMA

SIGNIFICATO CHE DA' IL POETA     - SIGNIFICATO PIU' COMUNE

(meno)

Una parola viene caricata di significati nuovi, diversi. Perde l'accezione comune, quotidiana.


RITMO

è la cadenza musicale che si crea dentro i versi e dentro le strofe dal succedersi ordinato di suoni, pause, impulsi e accenti ritmici.


SINALEFE

unione in un'unica sillaba di 2 sillabe che hanno in comune una lettera.

Mi / ri/tro/vai in / u/na

DIALEFE

divisione in due sillabe differenti seppure con una lettera in comune.

Ri/tro/vai / in /


SINERESI

due vocali che di norma formerebbero IATO, per esigenze metriche vengono computate come dittongo.

DIERESI

due vocali che di norma formerebbero DITTONGO, per esigenze metriche, vengono computate come iato.

Quïete


CAMPO VISIVO:

Possono essere:

Calligrammi

Spazio bianco: parte di riga non scritto, spazio tra una strofa e quella successiva. Invito indiretto dell'autore a fermarsi.


DENOTAZIONE

è il primo significato, quello letterale


CONNOTAZIONE: tutti gli altri significati che un termine può assumere.


PSICOLINGUISTICA: studio delle sensazioni che ogni lettera dà.






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