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WUNDT, PAVLOV, THORNDIKE

psicologia


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WUNDT, PAVLOV, THORNDIKE



Per alcuni studiosi lo sviluppo dipende dalla natura (o EREDITARIETA') per altri dipende dalla cultura (o AMBIENTE). Nel 1913 con Watson si ha la nascita del COMPORTAMENTISMO, ma prima di lui ci furono grandi studiosi come Pavlov e Thorndike.


Secondo WUNDT un sapere si può definire scientifico se risponde a due requisiti fondamentali: 1. Chiarezza degli OGGETTI di studio; 2. chiarezza del METODO di studio. Prima di Wundt, infatti, non esisteva un preciso metodo di studio, la psicologia si basava soltanto sul semplice eleme 656h77g nto discorsivo. Per lui, l'oggetto di studio della psicologia era la COSCIENZA e la MENTE, mentre il metodo di studio era il METODO INTROSPETTIVO, ovvero il soggetto guarda dentro di se e riferisce ciò che prova, permettendo in tal maniera lo studio della sua coscienza.

Alla fine dell'800 ci fu un evento fondamentale per la teoria di Wundt: fu scritta la prima TAVOLA DEGLI ELEMENTI. Egli si ispirò molto a questa tavola, la quale si chiedeva quali fossero gli elementi fondamentali che costituiscono la natura. In egual maniera Wundt si chiese quali fossero gli elementi costituitivi della mente, assumendo cosi una posizione elementarista (basata per l'appunto su elementi elementari) e cercando di capire attraverso il succitato metodo introspettivo, da cosa è formata la nostra mente.





PAVLOV, invece, è un esponente del '900 e la sua tesi caratteristica è quella del RIFLESSO CONDIZIONATO. Egli era un fisico, non uno psicologo, e stava conducendo degli studi sul corpo. In particolare egli voleva sapere quali fossero gli elementi costitutivi del succo gastrico. Utilizzò come cavia un cane; inserì nella cavità nasale dell'animale un sondino che gli permetteva di prelevare quanto usciva dallo stomaco. Si trovò di fronte ad un problema: se il cane era digiuno, dal sondino non usciva nulla, se il cane aveva mangiato, dal sondino usciva del succo gastrico, ma accompagnato dal cibo. Ebbe allora, l'idea di incidere il ventre dell'animale e legare l'ultimo tratto dello stomaco con uno spago. Qui inserì il sondino e notò che nel momento in cui si avvicinava all'animale per farlo mangiare, usciva del succo gastrico, ma notò anche che l'animale iniziava a salivare. Abbandonò allora lo studio del succo gastrico per dedicarsi alla salivazione. Incise la ghiandola salivare del cane, infilò il sondino e notò che non appena si avvicinava per dargli il cibo, la saliva iniziava a fuoriuscire. Giunse alla conclusione che ad uno stimolo naturale (il cibo) corrisponde una risposta naturale (la salivazione). Tale affermazione è riassumibile nella formula "Sn→Rn". Pavlov, però, notò anche un'altra cosa: se l'animale veniva messo in una camera insonorizzata, non appena udiva i passi del padrone che gli portava il cibo, non si girava (come avrebbe dovuto normalmente fare, stando alla formula Sn→Rn) bensì, iniziava a salivare. Giunse dunque alla conclusione che a uno stimolo naturale poteva scaturire una risposta condizionata. Riassumibile questa affermazione nella formula Sn→Rn1. Ovvero si otteneva una risposta condizionata ad uno stimolo condizionante.

Successivamente, non appena il cane udiva i passi del padrone, Pavlov iniziò a non dargli più il cibo, ottenendo come conseguenza che l'animale, non appena uditi i passi non dava più risposte. Fece cosi scaturire nell'animale il FENOMENO D'ESTINZIONE, diverso dal precedente e succitato FENOMENO DI ASSOCIAZIONE.



Tutto ciò prende il nome di CONDIZIONAMENTO CLASSICO o PAVLONIANO.



Anche THORNDIKE fu un esponente dei primi del '900 e si pose un interrogativo: "gli animali sono intelligenti?" Per rispondere a questo quesito fece degli esperimenti su un gatto. Utilizzò una gabbia con al centro un paletto, che se mosso, faceva aprire la porticina dalla quale si vedeva del cibo. L'animale inizialmente provò a raggiungere il cibo con la zampina, ma dopo vari ed inutili tentativi, per la disperazione iniziò a correre e dimenarsi all'interno della gabbia, finchè, accidentalmente, non toccò il paletto. Dopo questo esperimento Thorndike giunse alla conclusione che gli animali non sono intelligenti, in quanto risolvono i problemi a caso. Formulò inoltre due leggi: 1. LA LEGGE DELL'ESERCIZIO: maggiore è il numero dei tentativi per risolvere un esercizio, minore è il tempo che si impiega (dunque, il numero degli esercizi è inversamente proporzionale al tempo impiegato per risolverli) 2. LA LEGGE DELL'EFFETTO: se l'azione si conclude con effetto negativo, il soggetto posto nelle stesse condizioni non ripeterà l'azione; se invece, l'azione si conclude positivamente, il soggetto posto nelle stesse condizioni, ripeterà l'azione.

Thorndike, in breve, affermò che gli animali non sono intelligenti in quanto apprendono per tentativi ed errori, sulla base di queste due leggi.








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