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IL CONCETTO DI NAZIONE

politica




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IL CONCETTO DI NAZIONE


La nazione è una comunità legata dall'aspirazione ad essere nazione e dotata di elementi di coesione che ne rafforazano l'identità come:

q       il senso d'appartenenza dei singoli membri al gruppo nazionale(senza il quale non esiste neppure il gruppo );

q       la cultura nazionale, che comprende costumi e tradizioni comuni, risulta essere più un effetto di una coesione raggiunta piuttosto che una delle sue cause e spesso i tratti culturali distinguono società umane a livello trans-nazionale o sub-nazionale oltre che a quello nazionale;

q       la religione, per i rituali e le pratiche sociali che comporta, anche se una stessa nazione può includere più confessioni  e analogamente una confessione può dilatarsi su più nazioni;




q       la storia condivisa, ovvero vissuta insieme in esclusiva, da non confondersi con la storiografia nazionale che è invece un prodotto ufficiale della nazione stessa a fini di auto-affermazione,uno dei tanti strumenti adottati a posteriori per la legittimazione di una nazione.

q       altri elementi insaurati a posteriori sono carichi di valori rituali e simbolici : bandiere ,stemmi ,colori ,inni, monumenti etc. che rientrano nella cosiddetta "iconografia del potere".


La nazione è un gruppo umano che si individua lungo certi parametri fondamentali e distintivi.

q       Un primo segno distintivo è l'unicità del nome che è per la nazione condizione necessar 929f57j ia, ma non sufficiente.Infatti non si parla di nazione anglo-americana ad esempio ma neppure di Europei o Africani intesi come nazioni.

q       Il termine non viene quasi mai attribuito a gruppi di consistenza inferiore a 10 alla sesta,anche quando questi avessero piena dignità statuale : non si parla infatti di nazione lussemburghese o monegasca.

q       Il gruppo-nazione vive in un territorio che riconosce come proprio, come terra d'origine o patria anche se non è necessariamente uno stato :anzi spesso è un territorio suddiviso tra più stati (ad esempio nazione curda, basca.)Quando ne viene estromessa con la forza, ne fa del ritorno e delle riappropriazione la sua aspirazione massima, il principale motivo della sua coesione ( ad esempio la nazione ebraica).

q       Un quarto segno distintivo è la possibilità di comunicazione all'interno del gruppo nazionale e non si limita all'uso di una lingua comune, ma va esteso a comuni sistemi di scrittura e di calcolo.

Esiste un tasso di coesione della nazione che varia nel tempo e dipende dalla facilità d'intercomunicazione all'interno del gruppo e inversamente dalla facilità di comunicare con l'esterno; dai caratteri (geografici e climatici) del territorio per l' intercomunicazione (ideale è la forma circolare) ; dall' organizzazione o meno del gruppo nazionale in uno stato proprio o la volontà di realizzarlo.



I FATTORI CULTURALI : LINGUE E RELIGIONI


Lingue e religioni come tutti gli elementi che rientrano nella cultura possono essere distintivi di una nazione ma anche comuni a più nazioni (religione) o a società umane più circoscritte (lingua e dialetti).

v      La religione è un elemento coesivo molto forte che si riferisce però a gruppi di nazioni più che a nazioni singole ed è anche forte segno di distinzione verso l' esterno, dunque generatore di conflitti. In tempi recenti la religione non è più vista tanto come fattore di coesione o di conflitto poiché una nazione può includere più confessioni che convivono pacificamente e analogamente dilatarsi su più nazioni.

v      L' uso di una lingua comune da' la possibilità di comunicazione all'interno di un gruppo nazionale e nel caso di un idioma comune inteso dalla maggioranza della nazione, la presenza di più dialetti o linguaggi locali è irrilevante. Spesso tale lingua non è quella d' origine vale ad esempio la nazione americana costituita da immigrati da ogni parte del mondo che comunicano tra loro in inglese.



LO STATO ED I SUOI ELEMENTI COSTITUTIVI


Lo stato è costituito da 3 elementi fondamentali: la sovranità, il territotio e la popolazione.

Lo stato è una forma di organizzazione sociale dotata di sovranità assoluta esercitata nell'ambito di un territorio limitato da confini.La struttura dello stato si autolegittima  cioè trova in se stessa il fondamento giuridico della propria esistenza.Lo stato seppure sorto da evento traumatico come la rivoluzione, può proporsi fini rivoluzionari e di rottura col passato ma poi tenderà ad essere conservatore perché lo strato per definizione è una struttura conservatrice della sua propria esistenza.



L'idea di stato evoca quella di popolazione , di gruppo umano poiché è un' organizzazione tra uomini, e precisamente la popolazione residente in permanenza all'interno del territorio statale.Si intendono pertanto tutti gli individui, inclusi nel territorio statale, ai quali viene applicata la sovranità.

Questi 3 elementi costitutivi di base ne implicano altri pleonastici:il fatto che si tratti di un' organizzazione politica implica che lo stato abbia un governo, un' economia orgaznizzata, un sistema di circolazione ,sia riconosciuto da parte di altri stati ,sia indipendente e abbia  un apparato burocratico.


LA SOVRANITA'


La sovranità è il potere di creare e far applicare diritto ad un popolo nei limiti di un territorio e poggia sul monopolio della forza e su un corpus di codici, leggi e norme giuridiche di vario tipo che solo lo stato può produrre o altrimenti legittimare nel caso siano di produzione di strutture sub-statali.

Il cittadino aderisc inconsapevolmente ab origine e accetta questo status perché l'organizzazione-stato non trae origine da un patto o contratto collettivo.

In forza di tale sovranità lo stato costituisce la struttura portante dell'articolazione politico-territoriale del mondo perché non solo è autoinvestito di sovranità assoluta rispetto agli altri stati entro i limiti del suo territorio, ma anche condiziona l'esistenza di organismi sovrastatali e di autorità e forme di cooperazione interstatale (sovranità di uno stato sul proprio territorio e parità giuridica tra stati nel contesto mondiale).

In passato era generalmente concentrata su pochi individui o gruppi mentre la parte restante della popolazione era suddita.Nell'età contemporanea invece è estesa a tutti i cittadini dello stato che devono però delegare l'esercizio a una serie di istituzioni e in particolare a un apparato burocratico-amministrativo (luogo di trasmissione ed elaborazione dei comandi tra governanti e governati) :con ciò accettano alcune limitazioni alla libertà personale e rinunciano a certi diritti perché soggetti a leggi e istituzioni sulle quali ha capacità di controllo pressochè nulle.

Mentre la sovranità poggia più sulla forza e sul diritto , la regalità poggia sul simbolo e sul fasto.


IL GRADO DI COESIONE DELLO STATO: FORZE CENTRIPETE E FORZE CENTRIFUGHE


Il grado di coesione dello stato dipende dagli equilibri esistenti tra le forze centrifughe e quelle centripete presenti al suo interno.Una ragion d'essere forte e condivisa dalla gran maggioranza dei cittadini determina una coesione elevata.Anche la comunanaza di lingua, di religione, di tratti culturali in generale ,l'omogeneità di sviluppo economico nello spazio sono tutti fattori di norma favorevoli alle forze centripete e alla coesione dello stato.Di norma ma non sempre perché in certi casi sono irrilevanti, in altri determinanti.Altri fattori che tendenzialmente irrobustiscono le forze centripete sono :

q       Il decentramento politico-amministrativo attuabile mediante il federalismo che mira a preservare la specificità delle culture e delle tradizioni locali (regioni a statuto speciale in Italia).

q       L'orientamento delle giovani generazioni verso valori nazionali ,specie nell'uso della lingua madre, mediante l'istruzione pubblica.

q       Il medesimo orientamento della popolazione mediante la comunicazione di massa.

q       Il comune pericolo esterno che esalta la solidarietà nazionale e statale.

I fattori favorevoli alle forze centrifughe possono individuarsi negli stessi detti prima e nello squilibrio economico all'interno dello stato.

Negli stati socialisti la politica di programmazione con lo scopo di appianare gl squilibri regionali, si propone in teoria come rimedio contro il separatismo, ma ciò non si è quasi mai verificato come testimoniano l' Unione Sovietica e la Jugoslavia.

Generalmente si può osservare (anche in Italia) che lae forze centripete tendono a prevalere nelle parti centrali degli stati, mentre le forze centrifugheprevalgono nelle parti periferiche del territorio statale, anche se non sempre si traducono nell'attivazione di movimenti separatisti perché questo dipende in buona parte dalle differenze nel grado di sviluppo tra la periferia e il centro:una periferia a più elevato livello rispetto al centro tende con più probabilità all'autonomia.


STATI NAZIONALI E STATI PLURINAZIONALI


Lo stato nazionale è l'obiettivo tipico di un gruppo umano che si senta nazione e che desideri pertanto ritagliarsi un territorio nell'ambito del quale la nazione possa esercitare piena sovranità attraverso le norme e le istituzioni che si vorrà dare. E' quindi il punto di arrivo di un progetto politico.



E' difficile riconoscere gli stati nazionali perché la stessa definizione di nazione è indeterminata e non esistono criteri oggettivi e precisi per poterla definire. La stessa indeterminatezza riguarda anche altri gruppi , ad esempio quelli tribali, che come quelli nazionali aspirano ad un territorio.

Esistono stati che si avvicinano molto al modello teorico dello stato nazionale: i 4 stati scandinavi, il Portogallo, la Grecia ,il Giappone.

Gli Stati Uniti, l'Australia la Nuova Zelanda sono definiti multietnici anche se c'è un'etnia predominante e la Svizzera ed Israele, anch'essi multietnici e multinazionali, hanno un tasso di coesione maggiore rispetto ad altri stati che si definiscono nazionali. La maggior parte degli stati contengono nei rispettivi territori più gruppi etnici e addirittura più nazioni.


LE MINORANZE NAZIONALI


Sono gruppi di cittadini di uno stato che per lingua, religione o altre ragioni di tipo etnico si distinguono dalla popolazione predominante. Mentre gli individui di questi gruppi hanno la cittadinanza , esistono altri gruppi minoritari che vivono all'interno di uno stato,ma senza alcun riconoscimento politico né giuridico e sono generalmente considerati illegali (ad es. gli immigrati in Italia).

Ad esempio ,in Italia le minoranze nazionali sono almeno 9: sardi, ladini, tedeschi, sloveni, occitani, franco-provenzali, albanesi, greci, catalani e la loro tutela è diretta soprattutto alla salvaguardia della lingua (bilinguismo).

In Sudafrica ci sono white e bantu.Il gruppo dominante dal punto di vista economico e politico è quello dei white, mentre la minoranza dei bantu è in realtà numericamente maggiore: il concetto di minoranza non è numerico ma economico.

La minoranza inoltre può essere maggioranza nel contesto in cui vive (Alto Adige per esempio).

Nei Balcani vi sono decine di differenziazioni linguistiche e religiose (ortodossi e islamici).


DIMENSIONE, POSIZIONE E FORMA DELLO STATO


q       Tra i vari parametri indicatori degli stati del mondo, quello della dimensione è tra i più variabili e tale variabilità è legata ai processi storici di formazione degli stati e alle circostanze geografiche e climatiche.

Nell'area europea , in cui si è verificata per prima la costruzione dello stato nella sua accezione moderna,

gli stati sono di taglia media o medio-piccola ad eccezione di qualche micro stato che si trova in aree di

transizione tra le sfere di influenza e di rivendicazione di stati più forti. Questi piccoli stati dal punto di

vista politico sono nati per la condiscendenza dei più forti stati contigui o per il particolare ruolo a loro

conferito di paradisi turistici o finanziari (ad esempio la repubblica di San Marino, il Liechtenstein ,

Andorra, il principato di Monaco),ma anche stati dell'Africa, dei Caraibi, del Pacifico

L'estensione di altri numerosi stati come Russia, ma anche Canada , Stati Uniti, Brasile, Argentina e

Australia ha come causa primaria la bassa densità del popolamento dovuta a circostanze climatiche e

Geografiche.

q       La posizione si valuta in base alla centralità o marginalità dello stato rispetto a quelle aree dove si concentrano le più forti energie umane in termini di competizione per le risorse, di controllo delle vie commerciali e di conflittualità di ogni tipo (da quello ideologico a quello religioso).Molto importante è ad esempio l'affaccio sul mare che comporta accesso diretto alle risorse che il mare offre e possibilità di uso autonomo dei trasporti marittimi ,più economici di quelli terrestri. Un' altra condizione geografica favorevole agli stati si lega al numero degli stati confinanti in quanto comporta maggiore (o minore)numero di relazioni e la possibilità di controllo di punti e linee nodali di comunicazioni sia marittime  che terrestri ,fattore che tende a variare nel tempo.

q       La forma di uno stato può essere la conseguenza sia di processi storici che di fattori geografici. In linea teorica la forma circolare e quindi compatta è la migliore per poter garantire coesione e stabilità perché è meglio controllabile e difendibile mentre una forma articolata condiziona la tendenza ad espandersi di uno stato per passare ad una forma più raccolta. Ma è solo una teoria perché ad esempio Norvegia, Svezia, Austria e Italia pur essendo allungate e frastagliate, sono stabili al contrario per esempio della Cambogia, nonostante la sua forma compatta.






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