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PSICOLOGIA - IL QUADRO DI RIFERIMENTO BIOLOGICO, LA PERCEZIONE

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PSICOLOGIA - IL QUADRO DI RIFERIMENTO BIOLOGICO, LA PERCEZIONE

PSICOLOGIA

CAPITOLO 1: IL QUADRO DI RIFERIMENTO BIOLOGICO

1.I NERVI

I nervi sono fasci di cellule molto piccole, nel 1875 Golgi riuscì a evidenziare le singole cellule nervose.

I neuroni sono cellule che trasmettono informazioni nel sistema nervoso. Esso è formato da: corpo cellulare (contiene nucleo), i dendriti( piccole strutture ramificate) e l'assone( lunga e sottile estensione). Le informazioni sono ricevute in corrispondenza dei dendriti e del corpo cellulare e trasmesse agli altri neuroni tramite l'assone.

Cajal, contemporaneo di Golgi, identificò tre tipi di neuroni: sensoriali( trasmettono informazioni al midollo spinale o encefalo), motori(trasmettono informazioni provenienti dal midollo spinale o encefalo e creano connessioni con cellule muscolari), interneuroni(ricevono segnali e li trasmettono ad altri neuroni o interneuroni).

I neuroni trasmettono informazioni sotto forma di impulsi nervosi. Questo passaggio di impulsi può essere misurato inserendo un microelettrodo all'interno del neurone.

Le sinapsi sono i punti di interazione tra l'assone di un neurone e il dendride o il corpo cellulare di un altro neurone. Gli assoni di molti neuroni possono creare legami simpatetici con un singolo neurone. Il bottone sinaptico è il punto dove la terminazione di un assone entra in contatto con un neurone e costituisce una singola sinapsi. Tra il bottone e l'altro neurone c'è uno spazio chiamato fessura simpatetica. Il bottone rilascia neurotrasmettitori nella fessura, sostanze chimiche che possono aumentare o diminuire la probabilità che abbia luogo un potenziale di azione. I neurotrasmettitori immagazzinati nei bottoni si trovano nelle vescicole e vengono assorbiti in corrispondenza di siti di recezione  dell'altro neurone favorendo o inibendo il verificarsi di un potenziale di azione.



La trasmissione sinaptica è l'insieme del processo di trasferimento dell'azione.

2 IL SISTEMA NERVOSO

Parte dei neuroni sono presenti dalla nascita ma 3 aspetti fondamentali del sistema nervoso avvengono dopo:

  • Formazione e modifica di molte sinapsi
  • Morte di molti neuroni originari
  • Durante lo sviluppo precoce la stimolazione sensoriale ricevuta dall'encefalo determina quali neuroni sopravvivranno e quali formeranno legami sinaptici.

Dopo nove mesi dal concepimento i neuroni del sistema nervoso umano non possono più dividersi e quelli che muoiono non possono essere rimpiazzati.

Ma il peso dell'encefalo quadruplica per diversi motivi:

  • Aumento dimensioni singole cellule
  • Sugli assoni si forma la mielina, una guaina isolante
  • Si formano nuove cellule celebrali, le cellule gliali che continuano a dividersi fino a  superare il numero dei neuroni. Quando un neurone muore essa cresce per riempire il vuoto e sono responsabili della mielinizzazione degli assoni.

Il sistema nervoso si divide in sistema nervoso centrale e periferico. Il primo è formato da encefalo e midollo spinale. All'esterno di essi i neuroni sono raggruppati in nervi cranici e spinali.

Il sistema nervoso periferico si divide in sistema somatico che controlla il sistema scheletrico e sistema autonomo.  Quest'ultimo influenza il cuore, i vasi sanguigni e gli intestini, e si  può dividere in sistema parasimpatico (aiuta la conservazione di energia) e simpatico (pone l'organismo in condizione di consumo di energia).

3 IL MIDOLLO SPINALE

2 centimetri di diametro, scende dall'encefalo e arriva al coccige. È formato da area di sostanza grigia( cellule nervose) e un'area bianca( da fasci di fibre mielinizzate).

Il midollo spinale trasmette le informazioni tra il corpo e l'encefalo e fornisce anche 444h78e le connessioni tra i neuroni sensoriali e motori attraverso i riflessi spinali. I riflessi possono essere semplici come quello patellare dove dall'organo recettore parte un'informazione che giunge al midollo spinale dove l'informazione viene trasmessa a neuroni motori che la trasportano fino all'organo effettore.

Alcuni riflessi invece necessitano di un interneurone.

4 L'ENCEFALO

Esso riceve un quinto del sangue del corpo, un quinto del glucosio del corpo e un quinto dell'ossigeno. All'interno c'è un sistema circolatorio supplementare: una serie di cavità interconnesse(ventricoli) che contengono il liquido cefalo-radichiano. Esso circonda anche il SNC.

Le tre parti principali dell'encefalo sono:

  1. romboencefalo: esso è formato da midollo allungato(controlla alcune funzioni involontarie complesse), dal ponte (stazione di transito delle vie nervose) e dal cervelletto(serve per il mantenimento del tono muscolare e della fluidità dei movimenti).
  2. mesencefalo: controlla i movimenti oculari e da esso partono tre paia di nervi cranici che controllano i muscoli oculari.
  3. proencefalo: occupa la parte superiore dell'encefalo ed è formato da:
    • talamo: stazione di transito per raccogliere e integrare informazioni
    • ipotalamo: mantiene i livelli ottimali di funzionamento dell'organismo (fame, sete, sazietà..). sotto di esso c'è la ipofisi che appartiene al sistema endocrino che invia messaggi chimici attraverso il flusso sanguigno e tramite le ghiandole.
    • cervello: formato da due emisferi celebrali uniti da il corpo calloso che è un insieme di neuroni. È ricoperto da una corteccia celebrale sotto la quale sono presenti i gangli basali che servono per la regolazione del movimento e il sistema libico formato a sua volta da ippocampo e amigdala, che risultano importanti per la regolazione delle emozioni e dei ricordi.

5LA CORTECCIA CELEBRALE.

È lo strato più esterno del cervello la cui parte interna di colore bianco è composto per lo più da assoni, mentre la più esterna grigia da cellule nervose. La corteccia contiene non meno del 70%dei neuroni presenti. Essa può essere divisa in 4 regioni o lobi separati da linee di confine come la scissura laterale e centrale.

  • La corteccia motoria: una lieve stimolazione elettrica di un punto di questa parte della corteccia provoca il movimento di una specifica parte del corpo. Se si stimola punto emisf. Destro risponderà una parte del corpo del lato sinistro.
  • La corteccia somatosensoriale: tutte le informazioni sensoriali( caldo, freddo, dolore) provengono da neuroni somatosensoriali  del midollo spinale e dei nervi cranici e arrivano fino alla corteccia.

Oltre alle aree motorie e sensoriali abbiamo le aree associative che non ricevono imput dal mondo esterno ne produco output diretti motori.

Le aree del linguaggio: Chiamata anche area di Broca( scoperta nel 1861 dal neurologo francese Broca) controlla movimenti delle mandibole e della bocca.

Afasia: è un danno celebrale che interessa solo emisfero sinistro e può essere:

  • Afasia di Broca: il soggetto comprende il linguaggio ma non riesce a parlare
  • Afasia di Wernicke: parla fluentemente ma dice cose bizzarre e prive di senso.

L'emisfero sinistro viene considerato quello dominante in quanto controlla la mano dominante e l'elaborazione del linguaggio. Ma anche la parte destra ha funzioni specializzate come la percezione della melodia, delle configurazioni non verbali e delle relazioni spaziali. Tuttavia le due parti lavorano insieme e non vi è differenza di ruoli.

L'emisfero destro e sinistro hanno ruoli differenti anche se lavorano sempre insieme e le informazioni passano liberamente da una parte all'altra. Quest'ultimo è considerato l'emisfero dominante  che controllo la mano dominante e l'elaborazione del linguaggio. La parte destra invece si dice controlli la percezione della melodia, delle configurazioni non verbali e delle relazioni non spaziali.

6IL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

Esso innerva due tipi di muscoli: quelli lisci delle ghiandole e degli organi interni e i muscoli del cuore. Entrambi non sono assoggettati a nessun controllo volontario.

Il sistema autonomo si divide in:

  • Sistema simpatico: associato all'attivazione e consumo energia, entra in azione in momenti di stress e di emergenza.
  • Sistema parasimpatico: tende alla conservazione energia, favorisce i processi di risparmio nella funzionalità degli organi.

7IL SISTEMA ENDOCRINO

Anch'esso trasmette come quello nervoso informazioni ma i suoi messaggi sono sostanze chimiche secrete da ghiandole (esse interagiscono tra loro e con il sistema nervoso autonomo per regolare funzioni metaboliche e fisiologiche vitali). Le ghiandole endocrine immettono i loro ormoni direttamente nel flusso sanguigno.

Ogni ormone ha effetto su un organo bersaglio (anche le stesse ghiandole endocrine sono organi bersaglio).  Gli ormoni tropici controllano la secrezione di altri ormoni. L'ipofisi è la ghiandola che secerne questi ormoni, ed è situata alla base dell'encefalo e connessa all'ipotalamo.

8EREDITà E COMPORTAMENTO

I geni contengono le informazioni per la costruzione del corpo umano. Essi sono la combinazione dei geni dei genitori, non che patrimonio ereditario. Contenuti nel nucleo di ogni cellula essi sono formati dal DNA (complessa molecola a forma spiarale, formata da 4 basi organiche: adenina, guanina, citosina e timida). L'informazione di ogni gene è codificata nella struttura di DNA in base all'ordinamento delle sue basi organiche.

Il cromosoma è un gran numero di geni raggruppati in un ordine specifico. In tutte le cellule tranne in quelle riproduttive i cromosomi si trovano a coppie nel nucleo di tutte le cellule del corpo.  Nell'uomo ci sono 46 cromosomi, 23 paia, ereditati uno dal padre e uno dalla madre.

Le cellule riproduttive quando si formano ricevono un solo cromosoma preso a caso da ogni paio. Esse conterranno quindi solo 23 cromosomi ciascuno.

Il sesso genetico viene determinato dai cromosomi sessuali, la 23esima coppia. Vi sono due tipi: il cromosoma X e Y.  Ogni uovo fertilizzato contiene un cromosoma X proveniente dalla madre e può ricevere dal padre un cromosoma X o Y.  Due X  formeranno una femmina, la combinazione ne X e Y formerà un maschio. Nel caso i cromosomi si appaiano in modo non appropriato si verificano errori genetici causa di gravi malattie come la sindrome di Down.

CAPITOLO 4: LA PERCEZIONE

La percezione è un'organizzazione immediata, dinamica e significativa dei dati della realtà.

  • Per la psicologia del senso comune le immagine percettive corrispondono alla realtà fisica.
  • Per la psicologia scientifica il mondo percettivo è il risultato di una serie di mediazioni e attività svolte dall'organismo.

1PRINCIPALI TEORIE

  • La teoria empiristica di Helmholtz: 1867, le esperienze con la realtà fisica e l'apprendimento che ne deriva forniscono un contributo alla percezione degli oggetti. Le sensazioni vengono integrate con altre informazioni e aiutano nella percezione dell'oggetto grazie a dei meccanismi di associazione sulla base dell'esperienza passata. L'uomo in base all'esperienza passata compie un ragionamento inconsapevole grazie al quale corregge e integra le sensazioni elementari.
  • La scuola di Gestalt:  la percezione non è preceduta da sensazioni, essa è un fatto immediato. Essa nasce dalla dinamica delle forze interne che si vengono a creare fra le componenti di uno stimolo.  Il campo percettivo si autorganizza attraverso la distribuzione delle forze percettive, e questo processo è regolato dai principi di unificazione. L'esperienza passata non influisce direttamente sui processi di organizzazione.
  • Il movimento di New Look:  l'organizzazione del mondo percettivo dipende anche da fattori come i bisogni, gli stati emotivi, le aspettative, le motivazioni del soggetto. Bruner nel 1957 dimostrò questa teoria in una prospettiva funzionalistica. Il soggetto quando percepisce uno stimolo compie un'azione di categorizzazione, classificando lo stimolo medesimo. La percezione si basa quindi su un sistema di categorie che servono per codificare la realtà.
  • La teoria ecologica di Gibson: secondo lui le informazioni percettive sono già contenute nella stimolazione così come essa si presenta al soggetto. Essa non è caotica ma offre un ordine intrinseco. Egli chiama affordances le disponibilità già presenti nella stimolazione e il soggetto deve solo riuscire a cogliere queste informazioni percettive già esistenti nell'ambiente.

2L'ORGANIZZAZIONE PERCETTIVA

La ridondanza percettiva: la ridondanza è prodotta dalla ripetizione delle informazioni sensoriali ed è molto importante nella percezione. Già il bambino impara che diversi aspetti dell'esperienza provocano una sensazione che diventa un segnale affidabile, un indizio.

L'uomo non è in grado di dare la stessa attenzione a tutti gli aspetti percepibili dell'ambiente e quindi tende a selezionare le informazioni in arrivo. Noi tendiamo a dare più o meno attenzione a un certo aspetto dell'ambiente che ci circonda.

Broadbent studiò sperimentalmente il "problema del cocktail party" dove mentre si ha una conversazione ci si rende conto che si sta ponendo attenzione a una conversazione alle proprie spalle. Entrambe le voci raggiungono il nostro organo uditivo ma percepiamo selettivamente solo un messaggio. Secondo Broadbent il miglioramento della comprensione di una voce comporta il peggioramento della comprensione dell'altra.

Secondo Treisman(1964) esiste una teoria del filtro per cui è possibile ascoltare selettivamente una fonte ma destinare in ogni caso una piccola attenzione all'altra (se egli pronuncia il mio nome me ne accorgo).

Secondo Norman la selezione avviene elaborando l'informazione attivata nella memoria dell'informazione sensoriale in arrivo. Gli stimoli famigliari e ripetuti sono percepiti automaticamente ed è impossibile ignorarli. (effetto stroop).

Numerosi processi di organizzazione percettiva sono universali, naturali e innati.

1.      I principi gestaldici di organizzazione percettiva:  varie tendenze organizzative innate influenzano la visione.

2.      I principi gestaldici di raggruppamento: l'uomo ha la tendenza a organizzare e raggruppare insieme di stimoli sulla base dei fattori della: vicinanza( si unificano gli elementi vicini, a parità di altre condizioni), somiglianza(si unificano gli elementi simili), continuità(vengono privilegiati determinati orientamenti spaziali delle linee rispetto ad altri), chiusura( gli elementi che si chiudono fra loro vengono percepiti come totalità), pregnanza(vengono privilegiati gli insiemi di stimoli dotati di semplicità, ordine, simmetria, regolarità e stabilità).

3.      L'articolazione figura-sfondo: ogni stimolo che funge da figura emerge sempre in relazione a uno sfondo. La figura ha forma, lo sfondo è amorfo, la figura ha contorno, lo sfondo continua in modo indeterminato. Non sempre le figure hanno margini fisicamente esistenti(triangolo di Kanizsa).

4.      Figure reversibili: stimoli instabili quando si ha un'inversione di figura-sfondo. È impossibile percepire entrambe contemporaneamente.



3LE COSTANZE PERCETTIVE

Processi in base ai quali gli individui percepiscono gli stimoli dell'ambiente come dotati di invarianza e di stabilità, pur al continuo variare delle immagini retiniche.

  • Costanza di grandezza: la grandezza retinica di un oggetto è tanto più piccola quanto più l'oggetto è lontano, quindi varia in funzione della sua grandezza e distanza. La relazione tra oggetto e ambiente è immutata e stabile.
  • Costanza di forma: tendenza ad attribuire ad oggetti di forme differenti la stessa forma.
  • Costanza cromatica: noi percepiamo un oggetto come dotato delle stesse proprietà cromatiche anche se la luce riflessa da esso varia a seconda del tipo di illuminazione dell'ambiente.

4LA PERCEZIONE DELLA PROFONDITà

Anche se le informazioni retiniche sono bidimensionali noi percepiamo il mondo come tridimensionale grazie agli indizi di profondità:

  • Indizi monoculari: basati sulle informazioni provenienti da un solo occhio. Sono per esempio la messa a fuoco, la sovrapposizione, il chiaroscuro, la prospettiva lineare.
  • Indizi binoculari: a causa della distanza tra i due occhi quel che vede un occhio non coincide con quel che vede l'altro. Quando gli occhi convergono su un oggetto essi ne vedranno solo uno, si ha una corrispondenza fra le immagini (punti corrispondenti). Ma quando le immagine retiniche non corrispondono si hanno dei punti disparati nelle retine. Questa disperazione binoculare se è grande dà luogo a diplopia, se è piccola da luogo ha una visone chiara e nitida(fusione binoculare).

5LA PERCEZIONE DELLE IMMAGINI

La percezione di un'immagine non avviene in maniera immediata ma si costruisce su una base di una serie di sguardi. Il saccade è un singolo movimento dell'occhio, la fissazione è la sosta dell'occhio. Quest'ultime non sono casuali ma si concentrano su punti precisi e informativi dell'immagine e non su parti ridondanti. Una dimostrazione di questa teoria è quella delle"figure impossibili", dove le varie aree sembrano avere un senso solo finchè non si cerca di comporle.

Gli indizi bidimensionali per la percezione dello spazio tridimensionale produce rilevanti effetti illusori. Per esempio quando si percepisce l'immagine come la rappresentazione di uno spazio tridimensionale, la figura di destra apparirà più lontana e quindi di più grande di quella a sinistra, se pur sono uguali.

6LA PERCEZIONE DEL MOVIMENTO

Esso è un processo complesso regolato da precisi meccanismi fisiologici e non esiste sempre una corrispondenza fra movimento fisico e movimento percepito.

7LA LETTURA

Essa è una delle abilità di elaborazione dell'informazione più esercitate. Le prime ipotesi sulla lettura furono fatte da Buswell nel 1922, che studiò il movimento oculare durante la lettura: rapido movimento seguito da un momento di immobilità.

Grazie all'uso di un tachistoscopio che proietta caratteri su uno schermo per periodi di tempo brevi  si notò che ai soggetti bastava una sola presentazione per intendere l'intera frase. La lettura continua anche dopo la presentazione.

8IL RICONOSCIMENTO COMPUTERIZZATO DI CONFIGURAZIONI E LA PERCEZIONE UMANA

L'intelligenza artificiale ha l'obbiettivo di creare macchine in grado di simulare comportamenti intelligenti e nel riconoscimento computerizzato di configurazioni sta avendo notevoli progressi.

CAPITOLO 5: LA COSCIENZA

La consapevolezza di stimoli esterni e di eventi mentali interni, selettiva e connessa all'attenzione. È un flusso continuo che varia in continuazione per qualità e intensità. Esistono i processi normali di coscienza, quando si è desti ma non troppo eccitati, e i processi alterati di coscienza, come l'ubriachezza e lo stato di ipnosi.

1ASPETTI DISTINTIVI DEI PROCESSI DI COSCIENZA

Un uomo cosciente è in grado di rispondere agli stimoli. Lo stato opposto è l'incoscienza ma ci sono tuttavia stati intermedi in quanto la reattività a uno stimolo può dipendere dall'oggetto su cui è concentrata l'attenzione. Esiste una differenza tra reattività fisica e consapevolezza mentale.

L'uomo ha un'ampia gamma di capacità cognitive di base , tra queste l'autoconsapevolezza, cioè la capacità di descrivere i propri processi di pensiero.

2IL SONNO E I SOGNI

Un terzo della nostra vita lo passiamo dormendo. Secondo la teoria dell'adattamento di Cohen, gli antenati dormivano per nascondersi e mantenere le energie per il giorno successivo. Secondo la teoria della conservazione dell'energia il sonno ci permette di conservare energia e chi ha difficoltà a far fronte ai bisogni energetici dorme di più. L'insonnia è l'incapacità cronica di dormire.

Sono stati classificati 4 stadi principali nel sonno: la veglia attiva, la veglia rilassata e poi lo stadio 1, 2, 3,4.

Nel 1953 due studiosi  distinsero il sonno REM e il sonno NREM. Durante il sonno REM vennero rilevati movimenti oculari e un totale rilassamento dei muscoli quasi fino alla paralisi. Questa inattività muscolare è stata interpretata come un meccanismo di salvaguardia per impedire che le azioni fatte nei sogni si traducano in movimenti reali.  Il sonno REM è molto importante e chi ne viene privato cerca nei sonni successivi di recuperarlo aumentando i periodi REM.

I sogni avvengono durante questo stadio e le ragioni del sognare sono state interpretate in diversi modi.

  • Secondo Freud  durante i sogni mentre la mente è in larga parte inattiva affiorano quelle cose cui cerchiamo di non pensare da svegli.
  • Secondo McCarley i sogni sono un prodotto di attivazione e non di mascheramento
  • Secondo altre teorie successive i sogni sono un modo di elaborare i ricordi dell'esperienza quotidiana e servono a ordinare gli eventi e risolvere alcuni problemi sorti durante il giorno.

Spesso il contenuto è fatto di materiale famigliare e sono spessi influenzati anche dagli stimoli esterni che si presentano durante il sonno.

Circa l'80-85% dei sogni nel sonno REM sono ricordati  quando ci si sveglia.

3L'IPNOSI

Dalla fine del 1800 all'ipnosi venne data legittimazione scientifica. Essa è un acondizione psichica in cui un soggetto risponde alle suggestioni dell'ipnotista con distorsioni della percezione, della memoria e delle azioni volontarie.  Viene a meno la coscienza normale come quando dormi ma le onde celebrali risultano diverse.

Non tutte le persone hanno la stessa sensibilità all'ipnosi. Essa cresce nell'infanzia fino all'adolescenza e poi inizia a diminuire. Le persone facilmente ipnotizzabili sono abili nel controllare il sonno, imparano facilmente le tecniche di meditazione e hanno molta immaginazione.

L'ipnosi viene usata per la riduzione del dolore ed è stato scientificamente provato che questa pratica ha un effetto anestetico. Questo è possibile grazie alla dissociazione della coscienza, in quando i soggetti ipnotizzati sembrano manifestare forme di coscienza separate ma compresenti, essi da una parte sono consapevoli del dolore ma dall'altra no.

4LA MEDITAZIONE TRASCENDENTALE

Un metodo di rilassamento dove la persona si concentra su un unico stimolo creando un senso di armonia  con l'ambiente circostante e una sensazione di espansione della coscienza. Tutti i tipi di meditazione cercano di distogliere l'attenzione dai normali stimoli esterni per focalizzarsi su pensieri e esperienze interne.Tradizionalmente la meditazione è legata ai riti religiosi.

5L'ASSUNZIONE DI DROGHE

Tutte le sostanze che alterano le funzioni fisiche e mentali sono droghe o meglio sostanze.  Queste se assunte in eccesso, se si abusa di esse, provocano effetti negativi come intossicazioni, distorsioni percettive e disturbi fisici. La dipendenza fisica arriva quando il desiderio della sostanza è irresistibile e quando si ha un aumento della tolleranza ad esso. Le droghe che influenzano il sistema nervoso centrale sono dette sostanze psicoattive e sono:

  • Gli stimolanti : eccitano sistema nervoso centrale, come caffeina, nicotina ma anche anfetamina e cocaina. In piccole dosi aumentano la vigilanza e riducono la fatica, in dosi eccessive provocano ansia e irritabilità.
  • I depressivi: riducono attività sistema nervoso centrale. Inizialmente diminuiscono l'inibizione. Tra questi alcool, oppiacei e sostanze sedativo-ipnotiche.
  • Gli allucinogeni: interessano la percezione, distorcendola e alterandola in parecchi modi, tra cui le allucinazioni. Essi furono scoperti dal chimico Hoffman nel 1938.
  • La marijuana e altre forme di canapa indiana: essa produce stati di benessere iniziale, o di rilassamento o aumento della loquacità seguiti da un forte appetito e un sonno profondo.

6CONDIZIONAMENTO E APPRENDIMENTO

Gli uomini essendo dotati di intelligenza sono in grado di modificare pensieri e comportamenti in funzione di quel che è accaduto loro in passato.  Negli anni 40-50 i comportamentisti hanno iniziato a focalizzare l'attenzione su i processi di apprendimento degli animali convinti che fossero uguali a quelli umani.

1IL CONDIZIONAMENTO CLASSICO

Pavlov, fisiologo russo studiò le contingenze di stimoli: voleva capire come gli animali potessero associare stimoli diversi tra loro e chiamò questo apprendimento condizionamento classico.

Skinner, psicologo americano studiò le contingenze di stimolo-risposta: era interessato al modo in cui gli animali apprendono che certe risposte sono seguite da certi stimoli e lo chiamò condizionamento operante.

Secondo Pavlov il riflesso fosse la causa iniziale della relazione tra stimolo-risposta. Eseguì esperimenti con i cani per spiegare il riflesso condizionato.

-porre del cibo in bocca del cane  faceva aumentare il flusso di saliva: il cibo era lo stimolo                                            incondizionato SI e la risposta di saliva era  la risposta incondizionata RI

-far suonare una campanella di tanto in tanto nella stanza, stimolo neutro, non faceva variare il flusso di saliva

-far associare il suono della campanella all'arrivo del cibo faceva aumentare il flusso di saliva, il suono era diventato lo stimolo condizionato SC e l'aumento di salivazione al suono era una risposta condizionate RC

·        Processo di acquisizione: è dato dall'aumento graduale di saliva mediante ripetute associazioni tra campana e cibo

·        Processo di estinzione: scomparsa graduale di aumento della salivazione quando veniva a meno la presenza continua di cibo

·        Recupero spontaneo: parziale ristabilimento dell'apprendimento dopo un periodo di riposo

La velocità di apprendimento dipende da varietà di fattori tra cui la relazione temporale tra SC e SI. Si ha un condizionamento di massima efficacia quando SC precede SI (condizionamento in avanti). Se si ha un condizionamento simultaneo o all'indietro si peggiora l'efficacia.

2IL CONDIZIONAMENTO OPERANTE

Studiato da Skinner seguendo la linea di Thoorndike ma in maniera comportamentista. Egli distinse due tipi di comportamenti:

1.      Rispondenti: derivano da riflessi innati o sono appresi tramite condizionamento classico

2.      Operanti: emessi spontaneamente dall'organismo. Essi aumentano o diminuiscono in funzione del rinforzo che l'organismo riceva in corrispondenza della loro emissione. Essi possono essere positivi(presentazione di stimoli che soddisfano il bisogno) e negativi(eliminazione o cessazione di uno stimolo avversivo).

Skinner ha osservato il condizionamento operante dei ratti  rinchiusi nella gabbia di Skinner dove aveva l'opportunità di controllare l'ambiente e gli effetti che ha sul ratto.

Con la tecnica di modellaggio osservò aumentavano le possibilità per cui il ratto capisse che abbassando la leva avrebbe ottenuto cibo. Inizialmente faceva avere una pallottola di cibo ogni volta che si avvicinava alla leva, poi ogni volta che la sfiorava..e così via. Questa è chiamata tecnica di modellaggio per approssimazioni successive.




Skinner scoprì anche che la risposta del ratto è ancor più rapida quando l'abbassamento della leva è seguito dall'offerta di cibo solo di tanto in tanto. Questo è chiamato rinforzo intermittente e Skinner produsse 4 schemi in funzione del tempo e delle prestazioni:

o      A intervallo fisso

o      A intervallo variabile

o      A rapporto fisso

o      A rapporto variabile

La punizione è la presentazione di uno stimolo aversivo .

Il rinforzo negativo è generato dalla cessazione dello stimolo negativo.

3L'APPROCIO COGNITIVO ALLO STUDIO DELL'APPRENDIMENTO ANIMALE

Tre aree di studio degli aspetti cognitivi dell'apprendimento:

1.      L'insight: Kohler(1925), nelle Canarie studiò gli scimpanzé mentre risolvevano dei problemi. Egli dimostrò che essi apprendevano facendo ricorso all'insight(l'intuinzione). Propose due problemi(vedi libro pag. 154), e concluse che l'insight è la capacità di strutturare in modo radicalmente nuovo e diverso gli elementi dell'ambiente a propria disposizione, dando a essi un significato preciso per risolvere il problema. Esso non è il risultato di un processo cieco per tentativi e errori.

2.      La disposizione ad apprendere:  Harlow(1949), dimostrò quanto siano importanti gli apprendimenti precedenti per orientare gli apprendimenti successivi. Egli addestrò delle scimmie a eseguire la discriminazione tra due stimoli. Inizialmente solo con una coppia di stimoli poi quando impararono a discriminare tra decine di differenti coppie di stimoli, gli animali svilupparono una disposizione ad apprendere.

3.      L'apprendimento latente: Tolman dimostra l'importanza dei fattori cognitivi  nell'apprendimento animale. Inserì dei ratti affamati all'interno di un labirinto con un box di partenza e uno di arrivo e ricco di vicoli ciechi. Dopo una serie di errori il ratto dimostrò di apprendere. Secondo Tolman il ratto elaborò una mappa cognitiva del labirinto, una rappresentazione mentale globale del percorso.  Egli dimostrò la differenza tra apprendimento(può avvenire anche in assenza di rinforzo e inizia fin da subito) e prestazioni(possono non cambiare molto da una prova a un'altra ma ciò non significa che non l'animale non stia apprendendo).  Il comportamento animale è regolato da intenzioni: l'animale agisce per raggiungere uno scopo, non è guidato da stimoli esterni e prevede le conseguenze del suo comportamento.  Introduce così il concetto di variabile interveniente,  che si trova tra stimolo e risposta.

Il valore predittivo dello stimolo condizionato: Rescola(1972) avanzò l'ipotesi che il condizionamento è in funzione dell'informazione trasmessa dallo stimolo. Egli studiò il valore predittivo di informazione di uno SC in funzione dell'associazione con uno SI.

Più avanti Seligman provò a dimostrare che se una punizione è segnalata da uno stimolo premonitore il soggetto prova paura solo quando lo stimolo è presente. Una serie di punizioni imprevedibili provoca un'ansia cronica.

Gli animali si aspettano che a uno stimolo segua un altro stimolo, questo secondo il condizionamento classico. Secondo l'interpretazione del condizionamento operante, gli animali si aspettano che le loro risposte abbiano conseguenze.


CAPITOLO 7: LA MEMORIA

1I SISTEMI DI MEMORIA

È una struttura in grado di conservare informazioni nel tempo e può essere interna o esterna all'uomo.

Codifica: il modo in cui l'informazione viene immagazzinata in un sistema.

Ritenzione: il modo in cui l'informazione viene conservata in un sistema nel tempo.

Recupero: il modo in cui un'informazione viene astratta da un sistema.

Codice: l'informazione viene immagazzinata e conservata facendo ricorso a determinati meccanismi di registrazione regolati da un proprio codice.

2LA MISURAZIONE DELLA MEMORIA UMANA

I primi esperimenti furono fatti nel 1876 da Ebbinghaus.

Tramite la rievocazione è possibile valutare la memoria umana. Si può richiedere al soggetto di effettuare una rievocazione libera(nell'ordine che vuole)  o seriale(deve ripetere l'ordine si presentazione del materiale) o guidata(vengono forniti al soggetto indizi per recuperare il materiale).

La rievocazione è influenzata da alcuni fattori:

·        Con una presentazione seriale di elementi si ha un effetto di priorità(le parole che occupano le prime posizioni sono + facilmente rievocate) e un effetto di recenza(allo stesso modo ultime parole sono facilmente rievocate).

·        La distribuzione dell'esercizio ha un effetto su la rievocazione: è più utile un esercizio distribuito rispetto a quello massivo e concentrato.

·        Stimoli appena prima o contemporanei alla rievocazione la influenzano: si parla di facilitatori(stimoli del contesto nel momento in cui si apprende del materiale) e indizi di rievocazione.

·        Apprendimento dipendente dalla situazione: ciò che viene appreso in un particolare ambiente i in una particolare condizione fisiologica tende ad essere ricordato meglio nello stesso ambiente o nella stessa condizione.

I primi esperimenti furono fatti da Ebbimghaus usando dei logotomi, sillabe senza senso. Egli mostrava delle coppie di sillabe contemporaneamente e poi mostrando solo il primo membro (l'indizio) il soggetto doveva rievocare il secondo membro della coppia. Egli misurò la graduale formazione delle associazioni, la loro forza e durata nel tempo.

Berlett, 1932, ritenne che bisognava usare materiali dotati di significato e non logotomi. Chiese a dei soggetti di leggere una storia a loro sconosciuta, breve ma bizzarra. A distanza di tempo chiese loro di dirgli tutto quello che ricordavano. Egli notò che essi ricostruivano e rielaboravano la storia seguendo schemi mentali, distorcendo la storia e rendendola meno bizzarra.

È più facile riconoscere un item piuttosto che rievocarlo. Nel riconoscimento il soggetto deve identificare degli elementi distinguendoli da altri detti distrattori. Questo fu dimostrato da Tulving e Watkins anche se in alcuni casi è vero anche il contrario: questo accade quando il riconoscimento dell'item è isoalto e il contesto deve essere recuperato.

Quando un soggetto dimentica qualcosa la riapprenderà in minor tempo rispetto a quello che aveva impiegato per apprenderlo originariamente. Ebbimghaus dimostrò che il riapprendi mento è in funzione sia del numero di volte in cui si legge il materiale(metodo del sovrapprendimento: tanto più lo si ripete tanto più sarà facile ricordarlo), sia della distribuzione nel tempo delle unità di apprendimento(metodo dell'apprendimento ripetuto).

3L'OBLIO:LA PERDITA DI INFORMAZIONI NELLA MEMORIA UMANA.

Senza di esso la memoria umana diventerebbe un magazzino saturo. Esso dipende da diversi fattori:

1.      Il passare del tempo: l'oblio è più rapido all'inizio e poi va rallentando stabilizzandosi nel corso dei giorni. Più lungo è l'intervallo tra apprendimento e rievocazione più sarà difficile ricordare.

2.      Accuratezza in cui l'informazione è stata appresa originariamente, le esperienze dell'individuo durante il periodo di ritenzione e le condizioni in cui viene operato il recupero.

3.      La distrazione: sia quella al momento della codifica dell'informazione(come se non venisse registrata) si quella nella fase di recupero del materiale immagazzinato. Questo fu dimostrato dopo in esperimento di Peterson e Peterson. Essi provarono che i soggetti che si distraevano rievocavano più difficilmente.

4.      Interferenza di altri ricordi: tanto più sono simili gli item da ricordare tanto più sarà facile far confusione e maggiore sarà l'oblio. Essi possono provocare un'interferenza proattiva( il materiale appreso dopo va a danneggiare quello appreso prima) o interferenza retroattiva( il materiale appreso per primo danneggia quello appreso successivamente). Entrambi i casi aumentano in caso di maggior somiglianza dei diversi materiali da apprendere e ricordare.

5.      I fattori emozionali: tanto più un evento è fortemente emotivo quando accade,unico e determinante una svolta nella propria esistenza tanto più sarà esente da oblio. Gli eventi piacevoli sono maggiormente ricordati. Per quanto riguarda gli eventi traumatici secondo alcuni (Peters) essi vengono rimossi secondo altri(Bass e Davis) essi possono essere recuperati.

Le cause dell'oblio possono essere anche organiche causati da danni celebrali.

Nel morbo di Alzheimer a causa di una riduzione dell'ossigenazione del cervello si ha una riduzione delle funzioni cognitive tra cui la memoria.

Amnesia anterograda: si dimenticano solo i fatti successi al danno celebrale.

Amnesia retrograda: si dimenticano i fatti precedenti al danno celebrale. Questi due tipi di amnesia posso coesistere.

La psicosi di KorsaKoff: malattia associata all'alcolismo con danni celebrali permanenti e causa amnesia anterograda.

4LE PRIME IPOTESI SULLA MEMORIA.

Le prime idee connesse all'apprendimento. Il primo fu Platone che paragonò la memoria umana a una morbida cera dove le esperienze lasciano tracce, l'oblio a luogo man mano che nuove tracce cancellano quelle già esistenti. Aristotele introdusse il concetto di associazione sostenendo che grazie a una rete organizzata di associazioni non possiamo recuperare dei ricordi.

Per Ebbinghaus le associazioni più forti sono fra gli item contigui di una lista, quelle più deboli sono fra gli item separati, e in quelli distanti le associazioni possono non esistere.

Per alcuni queste associazioni sono come delle vie nervose. Queste vie secondo la teoria del decadimento si disintegrano e si cancellano se non sono esercitate.  Secondo la teoria del consolidamento le vie nervose restano attive per qualche tempo dopo essersi formate ma senza un'attività esse non si consolideranno e non diventeranno permanenti.

5LA TEORIA MULTIPROCESSO.

Dopo i primi studi si è arrivata alla conclusione che la memoria non si può spiegare in base a un unico processo ma in base a una concezione multiprocesso. Secondo Atkinson e Shiffrin  l'informazione:

1.     inizialmente viene conservata in un sistema di memoria sensoriale per un breve periodo. Questa memoria ha caratteristiche determinate secondo la modalità di ingresso dell'informazione che può essere per mezzo di stimoli visivi(memoria iconica), o acustici(memoria econica). Qui l'informazione può essere perduta per decadimento o interferenza.

2.     viene ricodificata nella memoria a breve termine MBT dove può essere conservata con il processo della reiterazione. Capacità per un periodo di circa 30s. secondo Baddeley la MBT è un complesso sistema da lui definito memoria di lavoro ML che si articola in due sottosistemi: uno per la elaborazione e mantenimento dell'informazione verbalee acustica(circuito fonologico) e l'altro per l'elaborazione visivo-spaziale(taccuino visivo-spaziale). Entrambi sono regolati dal sistema esecutivo centrale che coordina e integra le informazioni. Nel MBT la velocità di recupero dipende dagli item contenuti.

3.     l'informazione rilevante viene trasferita nella memoria a lungo termine MLT. Essa ha capienza estesa per tempi molto lunghi. Questa memoria da meno importanza ad aspetti fonetici e visivi per dar rilievo al significato e ai suoi aspetti semantici. Ryle e Anderson hanno distinto due tipi di conoscenza: proposizionale e procedurale. La prima corrisponde alla conoscenza fattuale e ogni asserzione è una proposizione che stabilisce una relazione tra due o più concetti. La seconda è la conoscenza su come fare qualcosa e viene acquisita con l'esercizio.

Tulving afferma invece che ci sono due forme di conoscenza proposizionale: quella episodica che consiste in proposizioni che riguardano eventi singolo e specifici della propria esperienza, e quella semantica che riguarda le conoscenze possedute  ed è basata sul significato culturale delle informazioni.

La conoscenza procedurale: interessa la memoria e l'oblio dei modi con cui si eseguono molte attività.  Essa può essere rappresentata sotto forma di script, che sono schemi che descrivono come fare qualcosa e come è possibile adattare l'azione alle circostanze particolari.  Chi soffre di amnesia anterograda non è più in grado si immagazzinare conoscenze proposizionali ma quelle procedurali riesce.

6LA PROFONDITà DI ELABORAZIONE COME ALTERNATIVA ALLA TEORIA MULTIPROCESSO.



La memoria in quanto un sistema complesso è composto da diversi processi che interagiscono tra loro. Tanto più l'informazione viene mantenuta nella MBT tanto più è possibile che avvenga il trasferimento nel MLT. Secondo Craik e Lockhart, la maggior parte delle informazioni rese disponibile dalla memoria sensoriale non vengono neanche considerate. Solo quelle che raggiungono una determinata profondità di elaborazione vengono immagazziante e poi ricordate.

7ATTENZIONE E MEMORIA

Se dopo lo stimolo veniamo distratti la capacità di elaborare e ricordare quello stimolo viene danneggiata. La teoria multi processo attribuisce questo fenomeno alla cancellazione del materiale della MBT prima che possa essere codificato nella MLT. La teoria della profondità dell'elaborazione sostiene che non vi è stato tempo sufficiente a elaborare il materiale.

Nella fase di codifica e di rievocazione il soggetto deve avere le risorse attentive. Il loro impiego può essere automatico o intenzionale. Il processamento automatico dell'informazione è rapido e involontario. Il processamento controllato è lento e intenzionale e richiede risorse attentive e avviene sotto controllo diretto del soggetto.

8IL MIGLIORAMENTO DELLA MEMORIA

Le mnemotecniche sono i metodi per migliorare la propria memoria.

Tanto più si riflette su una cosa tanto più sarà facile ricordarla. È vero però che vengono chiamate in causa anche l'elaborazione e la riorganizzazione con l'utilizzo di indizi. Per questo le principali mnemotecniche utilizzano indizi per da rievocare per recuperare l'informazione.

L'indizio deve poter essere rievocato e deve essere presente nel momento in cui l'informazione è stata codificata e immagazzinata.


CAPITOLO 11:LA MOTIVAZIONE

La maggior parte delle azioni umane sono guidate da scopi. Le ragioni che dirigono le azioni sono i motivi e i risultati che il comportamento sembra voler raggiungere son gli obbiettivi.

1GLI ISTINTI

Secondo Darwin l'istinto è uno schema innato di comportamento che viene eseguito in risposta a uno stimolo. Secondo questa definizione l'istinto era quindi la motivazione principale delle azioni umane. Vennero contati da Bernard nel 1924 oltre 14.000 istinti.

Più avanti l'etologia ha ripreso in considerazione questo concetto studiando il comportamento degli animali nel loro contesto naturale.(Tinbergen 1951, Lorenz 1963). Secondo la teoria etologica l'istinto è un processo complesso biologicamente determinato ma che lascia spazio per l'apprendimento e consente delle variazioni per il raggiungimento di scopi.

La pulsione è la dimensione psicologica di un bisogno fisiologico e spesso crea uno stato di disagio e tensione che il soggetto tende a eliminare o ridurre con appropriati comportamenti. Un bisogno innesca una pulsione verso comportamenti che riducono il bisogno, quindi la pulsione. Si può avere un bisogno senza pulsione, ma anche avvertire una pulsione senza alcun bisogno apparente.

Hull definì i bisogni come deviazioni da uno stato di equilibrio interno che producono pulsioni che portano a dei comportamenti per il ripristino dell'equilibrio. Egli denominò questi processi omeostatici che danno conto in parte alla motivazione ma anche agli stimoli esterni, detti incentivi. Quest'ultimi sembrano amplificare le pulsioni fondamentali o anche evocarne altre che non provengono da un bisogno evidente.

I motivi primari sono connessi ai bisogni biologici fondamentali mentre i bisogni secondari sono prodotto di processi di apprendimento e di influenzamento culturale, vengono appresi in linea con i propri interessi e scopi. Quando qualcosa può essere associato a una estesa gamma di scopi differenti, il suo possesso diventa un motivo funzionalmente autonomo.

2LA FAME

Alla base della fame si trova un cambiamento nel livello di glucosio nel sangue. Secondo Mayer un meccanismo corporeo registra un ritmo con cui il glucosio viene consumato dalle cellule dell'organismo: un ritmo lento produce fame, quello veloce sazietà.

Oltre al glucosio la colecistichina, un ormone prodotto dall'intestino tenue dopo un pasto produce il senso di sazietà.

Alcuni studi hanno dimostrato che il nucleo laterale dell'ipotalamo risulta essere sede per l'attivazione degli stimoli della fame e della sete. Alcuni esperimenti sui ratti hanno dimostrato che:

·        una lesione al nucleo ventro-mediale dell'ipotalamo porta a una iperfagia(sovralimentazione dell'animale). Mentre un'attivazione elettrica fa smettere di mangiare anche gli animali affamati.

·        una lesione al nucleo laterale porta a una afagia(smettono di mangiare) mentre un'attivazione fa iniziare a mangiare anche gli animali sazi.

Solo gli uomini sono obesi. Per essere definiti tale il peso deve essere circa il 15% in più del peso ideale in base all'altezza e costituzione fisica. Inoltre la quantità di tessuto adiposo raggiunge circa il 30% di massa corporea.

Schachter notò analogie di comportamento alimentare tra le persone obese e i ratti con lesioni al nucleo ventro-mediale:

·        maggiore sensibilità al gusto

·        meno attivi nel procurarsi cibo

·        sono indotti a mangiare dalla presenza di indizi dovuto a una diverso livello di reattività agli stimoli esterni.

Nisbett il peso di un uomo dipende dal numero di cellule lipidiche che è tre volte superiore in quello delle persone obese e già fissato all'età di due anni, determinato dall'informazione genetica e in parte alle abitudine alimentari precoci. Queste cellule tendono a ingrossarsi o rimpicciolirsi in base alla dieta.

3LA SESSUALITà

Necessaria per la continuità della sopravvivenza umana, essa è una pulsione profonda. Secondo Freud ogni comportamento umano va interpretato in funzione delle pulsioni sessuali.

Con Kinsey divenne per la prima volta oggetto scientifico, dando una descrizione delle pratiche sessuali più obbiettiva e accurata.

Più avanti Masters e Johnson hanno condotto studi presso la Washington University per esaminare le modificazioni fisiologiche che hanno luogo durante l'attivazione sessuale e l'orgasmo. Essi identificarono quattro fasi successive della risposta sessuale maschile e femminile:

1.      fase di eccitamento: erezione del pene e lubrificazione vaginale

2.      fase di plateau: aumenta ritmo respiratorio e frequenza cardiaca

3.      fase di orgasmo: eiaculazione nel maschio e contrazioni vaginali femminili, e forti tensioni dei muscoli pelvici.

4.      fase di risoluzione: il corpo ritorna nella sua condizione di non attivazione che nel maschio porta all'inizio di un periodo refrattario in cui non è possibile avere altri orgasmi.

Una femmina è XX un maschio XY. Tuttavia ci sono uomini con una configurazione XXY  con genitali non particolarmente sviluppati ma maschili e sterili. Altri casi di uomini con configurazione XYY più alti della media con i genitali che presentano a volte anomalie.

Tutti gli embrioni umani all'inizio sono eguali, tutti possedenti una coppia di ghiandole sessuali primitive, le gonadi che possono diventare ovaie o testicoli.  Ogni gonadi produce un tipo di ormone, le ovaie producono estrogeni e i testicoli androgeni. Gli ormoni secreti dalle gonadi dell'embrione determinano i suoi caratteri  sessuali primari  e secondari che compaiono nella pubertà. L'ipofisi produce ormoni detti gonadotropine che stimolano le gonadi a produrre estrogeni e androgeni.

Durante i primi anni di vita gli stereotipi sessuali suggeriscono qual è la condotta sessuale che un uomo o una donna devono adottare.

A seconda dei modelli culturali la frequenza dei rapporti sessuali varia, così come l'accettazione o no di omosessualità.

4LE MOTIVAZIONI PSICOLOGICHE

Oltre ai bisogni fisiologici esistono anche bisogni psicologici, motivazioni in sintonia con il proprio sistema di credenze, valori e desideri.

Secondo McClelland la dinamica motivazionale dipende dalla necessità di un rapporto ottimale fra l'organismo e l'ambiente. Le motivazioni vengono apprese e sono capaci di attivare l'organismo per raggiungere una certa meta o evitare una condizione spiacevole. Secondo lui è possibile individuare costellazioni di motivazioni che si possono raggruppare intorno a tre aree motivazionali:

1.      il bisogno di affiliazione: la ricerca della presenza degli altri per la gratificazione che arriva grazie alla loro compagnia e dalla sensazione di fare parte del gruppo. Questo bisogno nasce da bambino con la madre. Come conseguenza di un valido processo di attaccamento si ha la sicurezza, l'autonomia, la capacità di stabilire e mantenere relazioni e legami con gli altri per sentirsi per ottenere senso di appartenenza al gruppo.

2.      Il bisogno di successo: la motivazione a fare le cose al meglio per un intrinseco bisogno di affermazione, di perfezione ed eccellenza. Nei bambini questo bisogno è legato alla quantità e alla qualità delle aspettative che i genitori nutrono nei confronti dei propri figli.  Shein ha selezionato tre principali costellazioni motivazionali sottese al lavoro: razionale-economica (per soddisfare i bisogni primari), sociale(soddisfacimento dei bisogni sociali del lavoratore attraverso gruppi di lavoro), autorealizzazione( soddisfacimento dei bisogni di curiosità, apprendimento e successo dei lavoratori).

3.      Il bisogno di potere: bisogno di esercitare sempre la propria influenza e il proprio controllo sulle altre persone. Esso nasce da uno stato di disagio e di insicurezza interiore che si placa dominando gli altri. Esso è una relazione assi metrica dove A presuppone di avere delle risorse tali in grado di indirizzare la condotta di B verso la realizzazione dei propri obbiettivi. La relazione di potere è luogo di polemica, è frutto di processo di percezione sociale ed è bidirezionale in quando A influenza B e viceversa.

La leadership è un'attività di comando che secondo la psicologia può essere di stile autoritario, democratico o permissivo. Il leader può essere funzionale, quando è attivo e dinamico e mira al raggiungimento degli obbiettivi, oppure socio emotivo quando si impegna a mantenere la coesione del gruppo.

Bisogni e motivazioni sono intrecciati nella vita e a volte in competizione.

Maslow ha proposto una gerarchia dei bisogni secondo cui alcuni vanno soddisfatti prima di altri.

1.      Alla base ci sono i bisogni fisiologici, connessi alla sopravvivenza.

2.      Bisogni di sicurezza, come quello di protezione

3.      Bisogno di appartenenza

4.      Bisogni di stima

5.      Bisogni di autorealizzazione

Quelli alla base sono di carenza e scompaiono con il loro soddisfacimento, mentre quelli al vertice sono bisogni di crescita, che si sviluppano man mano che vengono soddisfatti.

5MOTIVAZIONI, SCOPI E COMPETENZA

Secondo McClelland le motivazioni vanno intese come sistesi tra incentivi, pulsioni e abitudini, dove la motivazione è una meta. Seguendo questa idea Miller, Galanter e Pribran introdussero il concetto di comportamento guidato da scopi attraverso l'unità TOTE, test, operate, test, exit. Ogni azione è diretta verso uno scopo e ogni volta che un individuo vuole compiere un'azione deve formulare un piano di comportamento per ottenere lo scopo.

Le motivazioni sono quindi sistemi gerarchici di scopi e sistemi di sorveglianza e di controllo sul raggiungimento di essi. I processi cognitivi sono importanti per individuare lo scopo, valutare i mezzi, i percorsi per raggiungerlo e verificare le probabilità di successo.

Lo stile attribuzionale è la tendenza ad attribuire la casualità degli eventi a fattori esterni o interni. Se le abilità del soggetto sono la causa di raggiungimento dello scopo egli si sentirà valido, se egli porterà all'insuccesso egli entrerà in uno stato di depressione. Successo e insuccesso del passato ipotecano i piani del futuro.

La competenza in un certo ambito è un'attività di gratificazione e diventa una motivazione per il futuro. La motivazione può essere:

·        Intrinseca: si fa un'attività perché gratificante per se stessi

·        Estrinseca: compiere un'azione per ottenere qualcos'altro.

L'autoefficacia consiste nella valutazione delle probabilità di portare a compimento con successo un certo compito.







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