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Il bambino durante il periodo bellico - Bambini sotto stress: l'esperienza della guerra

psicologia


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Il bambino durante il periodo bellico

Bambini sotto stress: l'esperienza della guerra

I disturbi del comportamento erano considerati come le manifestazioni cliniche della tendenza antisociale. La seconda guerra mondiale costituì un ampliamento di tale teoria. Fino a quel momento la teoria psicoanalitica aveva attribuito la delinquenza al complesso edipico mentre dopo questo evento e relativo studio viene individuato come determinante il fattore ambientale. I bambini hanno bisogno di un ambiente sicuro e stabile. A questo fine riportiamo i risultati ottenuti da autorevoli studiosi britannici.

Lettera al British Medical Journal

Lo sfollamento dei bambini tra i 2 e i 5 anni solleva problemi psicologici di notevole importanza. I bambini più grandi reagiscono meglio. Una recensione all'autorevole giornale i 747b19h nglese di medicina enuncia: "L'evacuazione è una storia di tragedie. Bisogna indagare sui disturbi che provoca allo sviluppo emozionale".



Bambini e madri

Più il bambino è piccolo, maggiore è il pericolo nel separarlo dalla madre. Per affermare ciò ci sono due modi: 1) più piccolo è il bambino, minore è la sua capacità di conservare l'idea e il ricordo di una persona viva, 2) la depressione. Bisogna privilegiare l'unità della famiglia.

I bambini nella realtà della guerra

Differenze reattive in rapporto all'età

I bambini piccoli sono solo indirettamente toccati dalla guerra. Le conseguenze peggiori derivano dalla separazione dalla famiglia. Ben presto i bambini cominciano a pensare con immagini prese in prestito dalle realtà della guerra. Tra i 5 e gli 11 anni la violenza reale della guerra può risultare ripugnante. Un bambino in questa fascia di età non afferra l'idea di una lotta per la libertà e ci si può aspettare che veda dei pregi in ciò che può offrire un regime totalitarista, nel quale una persona idealizzata controlla e dirige tutto. Per quanto riguarda i bambini dai 12 anni in su il discorso diventa complesso perché può avere anche un ritardo della pubertà. Mentre è normale che ad un bambino di 9 anni piaccia essere controllato e diretto da un'autorità idealizzata, questo è meno logico per un ragazzino di 14 anni. È importante studiare le differenze tra ragazzi e ragazze.

La madre deprivata

Nello sfollamento i genitori soffrono molto. I bambini cambiano rapidamente. Le madri sanno che la durata del tempo viene recepita molto diversamente a seconda dell'età. I genitori sono inclini a lamentarsi del trattamento riservato ai figli lontano da casa. Ci si aspetta che una madre provi avversione per chiunque trascuri il suo bambino, ma è anche del tutto ragionevole aspettarsi che essa provi avversione per chiunque si prenda cura del bambino meglio di lei. In caso di separazione anche per una madre è difficile riprendere dopo anni il bambino.

Il bambino sfollato

In questa drammatica circostanza i bambini possono avere molteplici reazioni ma la più normale e frequente è l'angoscia per la sua casa e per i suoi genitori.

Il ritorno del bambino sfollato

Quando lo sfollamento ha avuto risultati positivi, non si è trattato di un caso ma di una conquista. Il ritorno del bambino a casa è comunque estremamente difficile. Si possono tendenzialmente verificare due possibilità; da un lato ci sono bambini che desiderano tornare a casa, dall'altro bambini che si erano inseriti ottimamente nella famiglia adottiva per i quali il ritorno rappresenta uno shock.

Di nuovo a casa

Nell'immediato dopo guerra la gente aveva dimenticato che i bambini sono creature chiassose, le scuole si riaprono come pure i parchi. All'ora di pranzo i bambini possono tornare a casa dalle loro madri; queste ritualità apparentemente irrilevanti sono invece estremamente formative per la mente del bambino. Lo sfollamento è una catastrofe, ci sono state in passato persone che hanno magnificato lo sfollamento per i bambini poveri. Alcuni bambini sono stati così traumatizzati dallo sfollamento che prendersi cura di loro è andato al di là delle capacità dei genitori.

Comunità per bambini difficili

Un certo numero di bambini sfollati non riuscì ad adattarsi al soggiorno assegnatogli e, un equipe di psichiatri ha dovuto cercare di risolvere i loro problemi.

Come è nato il problema

I bambini evacuati dalle grandi città trovavano alloggio in case private. Gli insuccessi verificatesi, nella sistemazione dei bambini degenerarono ben presto in casi di comportamento antisociale. I sintomi nei casi di insuccesso erano i più vari. I sintomi più comuni sono gli stati depressivi.

Il ruolo svolto dalle comunità

Problemi 1) necessità di difendere la collettività dal disturbo rappresentato dai bambini che non riescono ad adattarsi al nuovo ambiente; 2) necessità di trovare una soluzione al contrasto sorto nell'opinione pubblica divisa tra i sentimenti di irritazione e di preoccupazione; 3) tentativo di prevenire atti di delinquenza; 4) tentativo di curare questi bambini partendo dal presupposto che si tratta di soggetti bisognosi; 5) aiutare i bimbi curando la loro sofferenza nascosta; 6) tentativo di scoprire le migliori forme di trattamento e di cura di questi casi psichiatrici, prescindendo dalla guerra.

Risultati 1) molti bambini furono presi in comunità; 2) il lavoro di comunità fu anche informazione per gli adulti; 3) in un certo numero di casi la delinquenza fu vinta in modo definitivo; 4) se consideriamo il problema come una specie di malattia, possiamo affermare che un limitato numero di bambini guarì del tutto e che un buon numero di loro raggiunse un buon equilibrio psicologico; 5) il lavoro quotidiano con i bambini è servito a condividere ed in parte a lenire molte sofferenze.

Lo sviluppo del progetto

Il progetto è sorto in tempo di guerra, ma in tempo di pace i problemi dei bambini che fissero queste sofferenze furono sottovalutati.




L'equipe psichiatrica

1) si fece avanti l'idea di assumere coppie di educatori sposati; 2) furono utilizzate all'epoca punizioni corporali per mezzo di memorandum; 3) nacque l'idea di dare la responsabilità ad una persona piuttosto che a molti; 4) inizialmente lo psichiatra aveva la responsabilità della terapia.

Criteri di classificazione per comprendere a chi assegnare il soggiorno

1)     In molti casi non è possibile procedere ad una diagnosi  se non dopo aver osservato per un certo periodo di tempo il bambino in un gruppo.

2)     La presenza o la mancanza di un ambiente familiare abbastanza stabile rappresenta un elemento di primaria importanza.

3)     È importante conoscere gli aspetti anomali.

4)     Se il bambino ha avuto una relazione soddisfacente con la madre durante la prima infanzia.

5)     Perseverare in uno sforzo costruttivo.

6)     Le deficienze intellettuali hanno una grande importanza.

7)     Comportamenti bizzarri o caratteristiche stravaganti contraddistinguono certi bambini

L'idea terapeutica fondamentale

Gli educatori di queste comunità si trovano in una posizione così difficile che hanno una necessità imprescindibile di comprensione e di sostegno individuale. Nell'ambito del progetto in esame era compito dell'equipe psichiatrica di offrire tale sostegno. Talvolta le coppie di assistenti avevano esse stesse dei bambini, il che creava grosse complicazioni, che tuttavia erano compensate dall'arricchimento che veniva alla comunità dalla presenza di una vera famiglia al suo interno.

1)     gli educatori devono essere persone sicure di sé perché devono infondere sicurezza ai bambini.

2)     La comunità può offrire solo un sostituto della famiglia. In genere la reazione di un bambino accolto in una buona comunità si articolano in tre momenti: a) fase in cui è normale (il bambino crede che tutti siano buoni); b) fase di distruzione dell'ideale; c) fase in cui si acquieta e si integra nella vita del gruppo.

Comunità infantili in tempo di guerra e di pace

Per lo sfollamento molte persone hanno acquisito la conoscenza di cose che altrimenti avrebbero continuato ad ignorare. In particolare la gente imparò a riconoscere le manifestazioni del comportamento antisociale. Si è giustamente affermato che il comportamento antisociale costituisce un fattore stabilizzante nella società; esso rappresenta un ritorno del rimosso, un richiamare alla memoria la spontaneità e l'impulsività individuale e il diniego operato dalla società nei confronti dell'inconscio in cui è relegato l'istinto.

I bambini hanno bisogno di stabilità ambientale di un trattamento individuale e di una continuità di cure. LA PSICOTERAPIA.

La prima cosa è trovare a ciascuno di loro una situazione adeguata. L'ASSEGNAZIONE ALLE COMUNITA'.

I medici e i genitori devono poter partecipare alla decisione di assegnare il loro bambino ad una comunità. 

   

 








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