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Andrè Bazin: Che cos'è il cinema.

psicologia


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Perché Bazin collega l'immagine fotografica alla tecnica dell'imbalsamazione?

Per gli egizi la tecnica dell'imbalsamazione era una difesa contro il tempo, che esprimeva la sua vittoria mediante la morte. La religione egizia faceva dipendere la sopravvivenza dalla perennità materiale del corpo, fissando artificialmente le apparenze carnali attraverso 717d34h l'imbalsamazione lo si strappava al flusso della durata e lo si riconduceva alla vita. L'imbalsamazione soddisfa un bisogno della psicologia umana, ovvero salvare l'essere mediante le apparenze, il bisogno di esorcizzare il tempo. Si può dire che la prima statua egizia sia la mummia, perciò la statuaria egizia ha origine religiose. Con l'evoluzione delle società e dell'arte, queste funzioni magiche legate alle arti plastiche decadono, oggi non si crede più che il modello o il ritratto abbia un identità ontologica, ma esso ci aiuta a ricordare ciò che il modello rappresenta, e dunque a salvarlo da una seconda morte spirituale. Si tratta di una creazione ideale a immagine del reale dotata di un destino temporale proprio. Con l'avvento della fotografia, che rimpiazza la ritrattistica, vi è una soddisfazione del bisogno di sostituire all'oggetto, più che un calco approssimativo, l'oggetto stesso liberato dalle contingenze temporali. Le fotografie sono presenze inquietanti di vite fermate nella loro durata,liberate dal loro destino dalla virtù di un meccanismo impassibile. La fotografia imbalsama il tempo, partecipando all'esistenza dell'oggetto fotografato, diventa un modello che non si sostituisce all'oggetto fotografato, ma si aggiunge ad esso acquistando una vita e una durata propri.



 2. Perché Bazin crede che l'immagine fotografica sia obiettiva?

L'originalità della fotografia in rapporto alla pittura risiede nella sua oggettività essenziale, mentre nell'opera pittorica in qualche modo è avvertibile la soggettività dell'artista, nella fotografia questa peculiarità è assente poiché si tratta di un procedimento meccanico. L'occhio fotografico si chiama appunto obiettivo. Per la prima volta, un'immagine del mondo esterno si genera automaticamente, senza l'intervento creativo dell'uomo. La personalità del fotografo entra in gioco solo per la scelta, e l'orientamento, per quanto questa possa essere visibile non si avverte quanto quella di un opera pittorica.

3. Perché secondo Bazin l'immagine fotografica è credibile?

L'oggettività della fotografia le conferisce un potere di credibilità assente da qualsiasi opera pittorica. Colui che osserva la fotografia non può mettere in dubbio che l'oggetto rappresentato esista, e che si sia trovato, in un tempo, nel luogo dove è stato fotografato. Perciò l'immagine fotografica possiede una credibilità tale da assumere in determinate circostanze valore documentario.




4.  Qual è secondo Bazin la relazione tra pittura e fotografia?

La fotografia ha liberato le arti plastiche dalla ossessione della rassomiglianza, la pittura si sforzava di illudere con la rassomiglianza, mentre invece la fotografia e il cinema riescono a soddisfare l'ossessione del realismo. L'opera pittorica è sempre e comunque intaccata dalla soggettività del pittore, mentre  con l'avvento della  fotografia si è dinnanzi ad un'immagine del mondo esterno che si genera automaticamente, senza l'intervento creativo dell'uomo. La personalità del fotografo entra in gioco solo per la scelta dell'oggetto da fotografare, e l'orientamento, per quanto questa possa essere visibile non si avverte quanto quella di un opera pittorica. Il fenomeno essenziale nel passaggio dalla pittura alla fotografia risiede in un fatto psicologico: la soddisfazione del bisogno umano d'illusione tramite la riproduzione meccanica in cui non vi è traccia  della mano umana,e quindi della soggettività. Si può considerare la fotografia come un calco, a mò di maschera mortuaria, un modo di prendere l'impronta dell'oggetto mediante la luce.








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