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GESTIONE FINANZIARIA - DEBITI DI FINANZIAMENTO

economia aziendale


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L'azienda necessita di un fabbisogno finanziario sia durante la costituzione, sia durante il normale svolgimento e questo dipende da una molteplicità di fattori:

● l'ammontare degli investimenti (lento ciclo di utilizzo)



●il sostenimento dei costi dei fattori a veloce ciclo di utilizzo

●la necessità di avere scorte di magazzino

●l'opportunità di concedere dilazioni di pagamento ai clienti

Gli investimenti possono essere distinti in:

ATTIVO CIRCOLANTE: investimenti che permangono nell'azienda per un breve arco di tempo (tempi non superiori all'anno) per ritornare velocemente in forma monetaria e comprendono anche le disponibilità liquide

ATTIVO IMMOBILIZZATO: investimenti destinati a restare impiegati durevolmente nei processi aziendali che ritornano in forma liquida in tempi medio - lunghi.

Quindi possiamo dire che il fabbisogno finanziario dell'azienda è determinato dall'ammontare complessivo degli investimenti in un dato momento.

(attivo circolante + attivo immobilizzato).

L'azienda soddisfa il fabbisogno di capitale attraverso finanziamenti di capitale proprio o di terzi.

Capitale proprio→ indica l'ammontare dei mezzi propri investiti nell'organismo aziendale, è vincolato per un tempo indeterminato, non comporta l'obbligo di una remunerazione ed è un capitale di pieno rischio perché puo essere intaccato dalle perdite di gestione.

Capitale di terzi→costituito dai finanziamenti provenienti da soggetti esterni all'azienda, comporta l'obbligo di remunerazione tramite interessi, deve essere rimborsato a una scadenza determinata ed è soggetto solo al rischio di impresa.

Queste fonti possono risultare complementari se l'azienda ricorre simultaneamente sia al capitale proprio che a quello di terzi, oppure concorrenti nel caso in cui la direzione aziendale sceglierà una combinazione adatta per l'utilizzo di quest'ultime.

Ovviamente fra questi tipi di finanziamento non si può stabilire il livello ottimale, perché ogni azienda presenta combinazioni diverse.

INDICE DI AUTONOMIA=  CAPITALE PROPRIO/TOT FINANZIAMENTI

(Piu il risultato si avvicina ad 1 piu l'azienda è autonoma da ulteriori finanziamenti) 

INDICE DI DIPENDENZA=  CAPITALE DI TERZI/TOT FINANZIAMENTI  

(Piu il valore si avvicina ad 1 più l'azienda è dipendente dai finanziamenti di terzi)

Un valore dell'indice che oscilla fra 0,55 e 0,66 è sintomo di una struttura adeguata.

Le fonti di capitale proprio possono essere distinte in capitale di apporto o di risparmio.

1)CAPITALE PROPRIO: costituito dai conferimenti in denaro o in natura eseguiti dal proprietario o dai soci, se si effettuano al momento della costituzione vanno a formare il capitale sociale, altrimenti vanno ad aumentare il patrimonio netto.

2)CAPITALE DI RISPARMIO:  rappresentato degli utili conseguiti e non prelevati dal proprietario e non distribuiti ai soci restano così investiti nell'azienda stessa e concorrono ad aumentare alcune parti del  patrimonio netto chiamate riserve di utili e viene detto autofinanziamento proprio.

Un'altra forma di autofinanziamento è quello improprio costituito dai costi non monetari rilevati in sede di scritture di assestamento (quote di ammortamento, tfr, accantonamenti ai fondi rischi e ai fondi spese).

Quando i mezzi propri non sono sufficienti si ricorre ai finanziamenti di terzi che si possono distinguere in debiti di finanziamento e debiti di regolamento.

 

DEBITI DI FINANZIAMENTO

Comportano il pagamento di un interesse esplicito e in relazione alla scadenza si distinguono finanziamenti a breve termine (fino a 12 mesi), medio termine (fra 1 e 5 anni) lungo termine (oltre i 5 anni).

L'azienda puo ottenere tuttavia finanziamenti rivolgendosi:

A) al sistema bancario

B) altri operatori del sistema finanziario

C) direttamente dal mercato finanziario.

A) l'azienda si rivolge alle banca per brevi termini distinguendole in:

OPERAZIONI DI SMOBILIZZO: consistono nel pagamento anticipato di crediti non ancora scaduti (sconto di cambiali, anticipi su fatture e ricevute, accredito s.b.f. di effetti e ricevute)

OPERAZIONI DI PRESTITO: l'azienda ha a disposizione una somma di denaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato e puo avere luogo in un'unica soluzione o in piu riprese

Se l'impresa deve ricorrere a prestiti per un lungo ciclo di utilizzo esso può ricorrere alla richiesta di un mutuo.

B) Queste altre forme di finanziamento possono essere stipulate direttamente con una banca o apposite società che la banca controlla e a cui è collegata.

LEASING: La società locatrice investe una certa somma di denaro per l'acquisto di particolari beni strumentali per cederli in prestito d'uso contro il pagamento di un certo numero di canoni periodici.

FACTORING: Trasferimento di una massa di crediti commerciali dal titolare ad un factor che con la ritenuta di alcune commissioni si assume l'incarico della loro riscossione con la garanzia in ogni caso del s.b.f.

FORFAITING e CONFIRMING: Forme speciali da utilizzare nel caso in cui l'azienda operi con l'estero.

C) Possono finanziarsi a medio - lungo termine direttamente attraverso il mercato finanziario con l'emissione di prestiti obbligazionari che offrono il vantaggio di essere contratti da molti soggetti, essere facilmente negoziabili e perciò smobilizzabili in ogni momento.

 

DEBITI DI REGOLAMENTO

Sorgono in relazione a dilazioni di pagamento che l'azienda ottiene dai proprio fornitori, questi debiti sostituiscono temporaneamente un uscita monetaria immediata con la possibilità di avere questo credito mercantile ancora a disposizione.

Questi debiti comportano il pagamento di un interesse esplicito (concordato) o implicito (deriva dalla differenziazione dei prezzi della fornitura a seconda che il regolamento sia immediato o differito).




Anche i clienti stessi possono concorrere alla partecipazione della copertura del fabbisogno finanziario attraverso gli anticipi sui prodotti o sulle opere in corso di costruzione.

Contabilmente le fonti del capitale di credito sono passività patrimoniali e si distinguono in passività correnti (con scadenza non oltre un anno) e passività consolidate (con esigibilità superiore all'anno).

  

CORRELAZIONE TRAINVESTIMENTI E FONTI DI INVESTIMENTO

La varia combinazione tra capitale proprio e di terzi va a determinare la struttura finanziaria per questo si deve verificare:

che il capitale proprio e le passività consolidate siano superiori all'attivo immobilizzato

che i finanziamenti di terzi a breve termine non siano superiori all'importo dell'attivo circolante.

Gli indicatori che portano a determinare l'equilibrio dell'azienda sono:

MARGINE DI STRUTTURA ASSOLUTO o GLOBALE

Capitale proprio - attivo immobilizzato

MARGINE DI STRUTTURA ASSOLUTO

POSITIVO quando il capitale proprio finanzia tutto l'attivo immobilizzato e in parte il circolante e questo rende possibile un ulteriore espansione degli investimenti e favorisce il rinnovo delle immobilizzazioni.

NEGATIVO quando i mezzi propri non sono sufficienti a coprire gli impieghi fissi

NULLO

MARGINE DI STRUTTURA GLOBALE

POSITIVO quando il capitale copre l'attivo immobilizzato e in parte l'attivo circolante

NEGATIVO quando c'è solo uno squilibrio fra impieghi e fonti

NULLO

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO

Attivo circolante - passività correnti

POSITIVO Le attività a breve superano le passività, quindi in situazione di equilibrio finanziario il capitale finanziario netto coincide con il margine di struttura globale positivo

NEGATIVO I debiti a breve superano l'attivo circolante e finanziano gli investimenti per l'importo corrispondente al margine di struttura globale negativo.

NULLO

MARGINE DI TESORERIA

Liquidità immediata e differita - passività correnti

POSITIVO quando le disponibilità liquide e i crediti a breve superano i debiti (equilibrio)

NEGATIVO quando le liquidità immediate e future non coprono gli impegni finanziari (si può però ricorrere a recuperi dalla vendita del magazzino)

NULLO

In conclusione per far si che si verifichi un perfetto equilibrio, si devono verificare tutte le situazioni positive.

La funzione finanza ha come obbiettivo la gestione del fattore capitale sia nella fase dell'acquisizione sia nei successivi momenti di utilizzo e di rimborso.

I suoi compiti:

concreto reperimento dei mezzi finanziari

gestione delle risorse finanziarie ricercando l'equilibrio monetario e finanziario

gestione dei rapporti con i fornitori, con le banche e con gli altri finanziatori

gestione delle riscossioni dei crediti

investimento dei fondi liquidi eventualmente eccedenti

A seconda della grandezza dell'impresa questa funzione è svolta da organismi diversi.

Se si tratta di una piccola impresa questo ruolo è affidato allo stesso imprenditore, nelle medie imprese è affidato alla funzione amministrativa e per le grandi imprese è una funzione autonoma affiancata alla direzione generale e a capo della quale vi è un direttore finanziario detto chief financial officer (Cfo).







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