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vita di galileo

letteratura




Di Bertold Brecht


Titolo: vita di Galileo

Autore: Bertold Brecht

Casa editrice: Einaudi

Genere: opera teatrale

Vita dell'autore:

Bertold Brecht, figlio di un direttore d'industria, nacque ad augusta nel 1898, si interessò ben presto di teatro e negli anni venti, prima a monaco poi a Berlino, fu in contatto con gli esponenti della cultura d'avanguardia: registi come Reinhardt e Piscator, musicisti come Hindemith, pittori come grosz. Già autore di opere teatrali (tamburi nella notte, 1919) e di raccolte di liriche (libro di devozioni domestiche, 1927), conquista la fama nel 1928 con "l'opera da tre soldi". Intanto lo studio del marxismo e la militanza nel partito comunista tedesco trovano espressione in opere teatrali marcatamente didattiche, come "la linea di condotta" e "l'eccezione e la regola" (entrambe del 1930). Dopo l'incendio del Reichstag da parte dei nazisti (1933) abbandona la Germania, e soggiorna in svizzera, in Danimarca, in Svezia e, dal 1941 al 1947, in america. Compone intanto liriche (poesie di Svendborg, 1939) e opere teatrali, fra le quali "madre coraggio e i suoi figli" (1939), vita di Galileo (in varie redazioni), "l'anima buona di Sezuan (1938-40), "il cerchio di gesso del Caucaso (1944), "Schweyk nella seconda guerra mondiale" (1941-44).



Tornato in Germania nel 1948, si stabilisce a Berlino est (ma col governo della Germania orientale ha rapporti non facili), dove fonda il "Berliner en 111j93b semble", uno dei più prestigiosi organismi teatrali del dopoguerra, e vi lavora sino alla morte avvenuta nel 1956.   

In vita di Galileo Brecht non intende assolutamente fare una ricostruzione "archeologica" dei tempi e della figura di Galileo, ma porre alcuni problemi politici (o politico-culturali): quali i doveri dello scienziato nei riguardi della società, i fini della ricerca, gli usi illeciti della scienza? In questo scritto appaiono in evidenza sia gli obiettivi e le modalità   drammaturgiche di Brecht (presentare opere che parlino all'intelligenza dello spettatore, che gli pongano alternative, che lo costringano a pensare e a compiere una scelta di campo) sia il suo preciso messaggio etico-politico.

Vita di Galileo (1937-39) è indubbiamente uno dei testi più celebri ma anche dei più tormentati. Brecht stese una prima redazione dell'opera in Danimarca nel '37-'39 e una seconda negli

Stati Uniti nel '45-'46 sotto l'impressione della bomba atomica di Hiroshima. Il dramma del grande scienziato del Seicento diventa emblematico del dramma dell'intellettuale dei nostri giorni posto a confronto con la realtà del potere politico. L'incertezza fondamentale riguarda il personaggio di Galileo, visto in termini abbastanza positivi nella prima stesura e in una prospettiva più critica nella seconda. Nella redazione definitiva continua però in qualche modo ad essere operante la primitiva immagine dello scienziato, e questo determina un esito conclusivo di indeterminatezza.

Nel testo riportato la negatività del protagonista è messa in luce dalla consapevolezza autocritica che l'autore gli attribuisce e che muove da una precisa prospettiva: la scienza messa al servizio delle classi dominanti non significa altro che un aumento di sfruttamento per le classi oppresse.


Personaggi:

Il personaggio principale come è facile intuire è Galileo. I personaggi che oltre a lui spiccano di più nella storia sono i suoi fedeli compagni, Andrea sarti da principio figlio della governante di Galileo (signora sarti) in seguito anche suo discepolo,amico, e compagno di ricerche si trasferì in Olanda dove continuò ad occuparsi di scienza; Federzoni che dopo l'abiura di Galileo tornò a limare lenti in una botteguccia a Milano; e infine frate Fulgenzio che abbandonò anch'esso la ricerca scientifica e rientrò nel grembo della chiesa.

Altri personaggi meno presenti ma non meno importanti sono:

Ludovico Marsili, giovane olandese che si fidanzò con virginia , figlia di Galileo, e poi la lasciò per "incomprensioni" con il padre di lei;

Priuli, procuratore dello studio di Padova , il quale si preoccupava delle ricerche tenute da Galileo;

Sagredo, amico di Galileo;

Cosimo De' medici, granduca di Firenze;

il cardinale inqiuisitore;

il cardinale Barberini, poi papa urbano VIII;

il cardinale Bellarmino;

Filippo Muzio, scienziato.


Alcuni cenni sulla vita di Galileo:

«Finché l'umanità continuerà a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finché sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate». dal dramma di Bertol Brecht, Vita di Galileo



Nasce, il 15 febbrario 1564, a Pisa da nobile famiglia fiorentina, sebbene oramai avviata a decadenza economica. Il padre Vincenzo è un insigne musicista e teorico della musica. Quindi a Firenze, dove la famiglia si trasferisce nel 1574, Galileo riceve una raffinata educazione di stampo prevalentemente artistico e letterario. Poi però il padre stesso, spinto dalla speranza di ridare lustro alla famiglia decaduta, lo avvia all'esercizio di una professione più lucrativa, facendogli intraprendere lo studio della medicina. Così nel 1581 Galileo entra all'università di Pisa, dove segue i corsi dei maestri aristotelici, legge Platone ed Aristotele, e soprattutto approfondisce lo studio della matematica. È di quegli anni la prima scoperta: la legge dell'isocronismo del moto pendolare, compiuta, secondo il tipico processo galileano, osservando oscillare una lampada nel duomo di Pisa. Nell'85 lascia Pisa senza conseguire alcun titolo accademico, e torna a Firenze. Qui, approfondendo  sempre più lo studio della geometria, in particolar modo di Archimede, giunge sia alle fondamentali ricerche sul baricentro dei solidi, esposte nel Theoremata circa centrum gravitatis solidorum (1585), sia all'invenzione della bilancetta idrostatica, descritta nel trattatello in volgare La bilancetta (1586). intanto, come rivelano i suoi scritti letterari, le Due lezioni all'Accademia fiorentina circa la figura, sito e grandezza dell'«Inferno» dantesco, le Postille all'Ariosto, le Considerazioni al Tasso, non viene meno in lui quell'amore per le lettere, che continuerà a coltivare per tutta la vita. Grazie all'appoggio dell'astronomo e matematico Guido Dal Monte, ottiene nel 1589 la cattedra di matematica nello Studio di Pisa. Spinto da una forte insoddisfazione nei confronti della scienza aristotelica, intraprende, «con grande scontento di tutti i filosofi» nemici delle novità, le ricerche sul moto ed inizia a scrivere il De motu, rimasto a lungo inedito. Intanto, in seguito alla morte del padre, che gli lascia la responsabilità della madre, delle due sorelle e del fratello, la sua situazione economica diviene assai difficile. Quindi, desideroso di migliori condizioni economiche e lavorative, nel 1592 riesce a farsi assegnare la cattedra di matematica allo Studio di Padova. Frattanto, dalla convivenza con la veneziana Marina Gamba ha tre figli, due femmine e un maschio.


Breve sintesi del libro:

Galileo è docente di matematiche a Padova anche se le difficoltà economiche lo costringono a impartire lezioni private. Qui, cerca le prove del nuovo sistema cosmico di Copernico. Sul finire del 1609, in base alla sola notizia della sua esistenza (notizia data da Ludovico, il quale voleva solo lezioni di matematica), costruì e perfezionò il cannocchiale che porta il suo nome e lo consegnò , seguito dalla figlia e dall'amico Sagredo, alla repubblica veneta. lo rivolse al cielo e in breve scoprì le miriadi di stelle costituenti la via lattea, le asperità della luna, la natura delle nebulose, i primi quattro satelliti di giove, che in onore dei granduchi di toscana chiamò astri medicei (seguito sempre da Sagredo).

Tali scoperte nel 1610 vennero presentate alla comunità scientifica internazionale nel Sidereus Nuncius. Nominato professore sopraordinario e filosofo del gran duca di toscana senza obbligo di insegnamento, si trasferì a Firenze ,assieme alla signora sarti, ad Andrea e alla figlia virginia, dove scoprì le fastidi venere (in base ai quali stabilì che tale pianeta gira intorno al sole e non intorno alla terra come voleva la dottrina tolemaica), gli anelli di saturno, le macchie solari.

Le scoperte e le nuove idee, che non si fermarono neanche durante la peste, trovarono oppositori tra gli scolastici, ligi alla dottrina tradizionale, e fra i teologi, che le ritennero inconciliabili con l'interpretazione letterale delle Sacre Scritture. Denunciato al Sant'Ufficio, che condannò come eretica e stolta l'ipotesi del moto della Terra, nel 1616 fu ammonito dal Cardinale Bellarmino ad abbandonare l'ipotesi dannata, a non sostenerla né difenderla né insegnarla in alcun modo a voce o per iscritto.



Profondamente amareggiato, tuttavia saldo nelle proprie convinzioni, riprende la polemica, e con Il Saggiatore - edito a cura degli Accademici dei Lincei nel 1623, e dedicato al suo vecchio amico, il nuovo papa Urbano VIII. Sulla scia del grande successo conseguito con Il Saggiatore, suo   capolavoro polemico, e sperando in una maggiore apertura della Chiesa verso la nuova scienza, nel 1624 intraprende la composizione del Dialogo dei Massimi Sistemi. Dopo una stesura protratta per anni e dopo vari negoziati ed aggiustamenti per ottenere il permesso di stampa, nel febbraio del 1632, esce il capolavoro della letteratura scientifica di ogni tempo. Ma la carica rivoluzionaria dell'opera scatena immediatamente la reazione dell'Inquisizione, che sequestra il libro e ordina all'autore di recarsi immediatamente a Roma, dove Galileo, viene processato e condannato all'abiura e al carcere. Grazie al suo prestigio internazionale e al suo atto di sottomissione, Galileo non viene incarcerato, ma relegato, prima a Siena presso l'arcivescovo Ascanio Piccolomini, e poi nella villa di Arcetri, presso Firenze.

Dopo la sua abiura i suoi fedeli compagni Federzoni, Frate Fulgenzio e Andrea delusi dall'aver ceduto alle minacce della Chiesa lo abbandonano. L'unica a rimanere con lui è Virginia ancora fidanzata a Ludovico (anche se per poco, dato che dopo un litigio tra lui e Galileo la lascia).

Vecchio, debilitato e cieco, continua a mantenere rapporti con gli scienziati di tutta Europa; e sotto l'occhio vigile dell'Inquisizione, riprende e porta a termine il capolavoro in cui vengono gettate le basi della dinamica moderna, il trattato Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica ed i movimenti locali. Infatti fu proprio Andrea che tornato da Galileo per informarsi sulla sua salute, gli disse che sarebbe partito per l'Olanda per continuare i suoi studi scientifici. Fu allora che Galileo, di nascosto dal frate dell'Inquisizione che lo sorvegliava, decise di dargli il trattato, pubblicato nel 1638 a Leida.

Vigile e sereno, muore ad Arcetri, nel suo «continuato carcere ed esilio», l'8 gennaio del 1642. Le sue spoglie vengono deposte nella basilica di Santa Croce a Firenze solamente nel 1736.


Commento:

Sicuramente di questi tempi la scienza è di notevole importanza all'interno della società, ci sono comunque sempre critiche e disapprovazioni sui metodi utilizzati per alcune ricerche. Per quanto riguarda l'astronomia, la matematica, l'idraulica sono campi sicuramente meno disturbati da tali critiche. Galileo è considerato ancora oggi uno scienziato straordinario e la Chiesa è apparsa sicuramente in cattiva luce, non solo nel suo caso. I valori della Chiesa non erano più basati sulla fede in Dio, ma sulla "fede" nei soldi e nelle ricchezze. E' anche vero che in quel periodo la Chiesa non era separata in nessun modo dalla politica e che questo influiva sempre, a parer mio, in modo negativo sulla società e sul giudizio della gente. Galileo decise comunque di abiurare non per cedere alla Chiesa ma perché riteneva fosse più importante continuare le sue ricerche, fu proprio grazie a questo che ora oggi noi siamo a conoscenza dei fatti. come si può trovar scritto in qualsiasi libro Galileo fu apprezzato da i più autorevoli uomini di cultura e mi domando: se questi non hanno condannato Galileo, perché poteva farlo la Chiesa?






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