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Giovanni Verga, I Malavoglia, Rusconi Libri, Farigliano, 2004 (ed.originale 1881)

letteratura italiana


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Giovanni Verga, I Malavoglia, Rusconi Libri, Farigliano, 2004 (ed.originale 1881)


La divisione del testo in macrosequenze

Capitoli/paragrafi/porzioni di testo

Titolo, con breve sommario





I-IV capitolo

L'affare dei lupini

Descrizione della famiglia Malavoglia nei suoi vari componenti.

'Ntoni viene chiamato alle armi.

Padron 'Ntoni compera a credito da Zio Crocifisso una grossa partita di lupini, la carica sulla Provvidenza e la affida a Bastianazzo, con il compito di andare a venderla a Riposto.

I Malavoglia vengono a conoscenza dell'annegamento dei lupini e dello stesso Bastianazzo. Ora Padron 'Ntoni deve saldare il debito.


V-IX capitolo

Come fare a restituire il denaro?

La Mena viene a sapere che dovrà sposare Brasi di Padron Cipolla per risollevare la famiglia, nonostante sia interessata ad Alfio, che possiede solo un asino.

Viene trovata la Provvidenza sulla spiaggia. 'Ntoni  torna dal servizio militare e Luca esprime la volontà di andare al posto suo.

Luca parte per il servizio militare.

'Ntoni decide di voler sposare Barbara Zuppidda ed è risoluto a levarsi contro gli altri pretendenti, cioè Vanni Pizzuto e Don Michele.

Padron 'Ntoni e Padron Cipolla fanno incontrare Mena e Brasi, ma lei non si rivela affatto interessata. Dopo ella stessa incontra Alfio, che le rivela il suo amore prima di partire con l'asino.

La casa del nespolo viene venduta.

Arriva la notizia che Luca è morto durante la battaglia di Lissa.

La famiglia si trasferisce ora nella casa di un beccaio, che Padron 'Ntoni ha affittato.


X-XV capitolo

La famiglia divisa

Padron 'Ntoni, Alessi e 'Ntoni escono con la Provvidenza e rischiano la morte a causa del mare in tempesta. Padron 'Ntoni sembra aver perso la vita, ma viene curato e rimesso in sesto.



Maruzza si ammala di colera e muore.

'Ntoni parte in cerca di fortuna e torna più umiliato e più povero di prima.

'Ntoni si dedica alla vita notturna nell'osteria della Santuzza. Don Michele corteggia Lia andando spesso a casa sua, con il pretesto di informarla che 'Ntoni è diventato contrabbandiere.

Quando 'Ntoni viene a conoscenza delle intenzioni di Don Michele con Lia lo ferisce. In seguito, Lia scappa e diventa una prostituta.

Il nonno viene ricoverato.

Alessi e Nunziata riacquistano la casa del nespolo. Il nonno muore. 'Ntoni va a fare visita alla famiglia ma poi torna alla sua vita sregolata.



Il riassunto dell'opera


Ad Aci Trezza vive la famiglia Toscano, che nonostante sia molto operosa viene soprannominata (per antifrasi) Malavoglia. Il padre di famiglia è Padron 'Ntoni, che vive nella casa del nespolo con il figlio Bastianazzo, la nuora Maria, detta Mariuzza la Longa e i cinque nipoti 'Ntoni, Mena, Luca, Lia e Alessi. Sono una famiglia di pescatori, il cui principale mezzo di sostentamento è una barca detta Provvidenza. Per supplire alla mancanza di 'Ntoni, partito per il servizio militare, Padron 'Ntoni acquista dall'usuraio Zio Crocifisso un carico di lupini e li affida a Bastianazzo affinché li vada a vendere a Riposto. La barca fa naufragio e Bastianazzo muore; dunque Padron 'Ntoni non sa come estinguere il debito e deve vendere la casa del nespolo. 'Ntoni torna dalle armi ma non si adatta alla vita faticosa della famiglia e non è di nessun aiuto per migliorare la situazione; al suo posto in guerra va Luca, che però muore durante la Battaglia di Lissa. Questo avvenimento provoca la rottura del fidanzamento tra Mena e Brasi Cipolla, con cui avrebbe dovuto sposarsi per risollevare le sorti della famiglia. Successivamente la Longa si ammala di colera e muore improvvisamente. Nonostante Padron 'Ntoni cerchi in tutti modi di tenere unita la famiglia e riconquistare la casa, 'Ntoni esaperato da quella vita piena di fatiche e sacrifichi si dà all'alcolismo e al contrabbando e finisce in galera per aver ferito Don Michele, poiché viene a sapere che egli ha interessi verso sua sorella Lia. Quest'ultima, colpita dal disonore per questo fatto, fugge di casa e diventa una prostituta. La Mena, disonorata anch'ella per la sorte della sorella, rinuncia al matrimonio con Alfio di cui è innamorata per dedicarsi ai figli di Nunziata e Alessi, il più piccolo dei nipoti che continua a darsi da fare, ricostruendo la famiglia e ricomprando la casa del nespolo. Alessi dà questa notizia al vecchio Padron 'Ntoni donandogli un'ultima gioia. Il nonno è in ospedale e muore proprio il giorno del tanto sospirato ritorno alla sua casa.

Una notte 'Ntoni, uscito di prigione, ritorna a casa, ma capisce di non poter restare, la sua ribellione lo ha ormai reso estraneo alla sua famiglia; così ritorna alla sua vita sregolata.


Il sistema dei personaggi


Padron 'Ntoni : è l'indiscusso protagonista della vicenda. E' un uomo anziano, ormai nonno di cinque nipoti, che porta sulle sue spalle tutto il peso della famiglia. E' il prototipo del lavoratore instancabile, testardo, deciso, è disposto a tentare qualsiasi mezzo pur di risollevare le sorti della famiglia e pagare il debito dei lupini. Padron 'Ntoni non si ribella alla società del suo tempo, anzi la asseconda, senza lamentarsi mai e cercando di guardare al futuro con speranza. Non rinuncia mai a fare il suo dovere e a sostenere la sua famiglia. Per lui quest'ultima è tutto: incarna quei valori nel romanzo simboleggiati dalla casa del nespolo, emblema dei Malavoglia e della loro unione familiare. All'inizio della vicenda il suo animo è notevolmente sereno, ma in seguito alle continue disgrazie che colpiscono la famiglia diventa negli ultimi capitoli un uomo stanco della vita che desidera solo la morte.


Bastianazzo : è il figlio di Padron 'Ntoni. Anch'egli lavoratore instancabile e uomo di buon cuore. Non ha una personalità particolarmente forte, infatti viene detto nel testo che ha sposato La Longa solo perché il nonno glielo ha consigliato. Muore ancora giovane nel tentativo di vendere i lupini a Riposto durante il naufragio della Provvidenza.


Maruzza detta la Longa : è la moglie di Bastianazzo. Si occupa della famiglia e prevalentemente dei suoi cinque figli, ma data la situazione precaria di cui i Malavoglia soffrono è disposta a fare anche dei lavori pur di riuscire a pagare il debito. Nel romanzo la si vede invecchiare poco alla volta, prima con la morte di Bastianazzo, poi con quella di Luca. Muore improvvisamente di colera.


'Ntoni : è il primogenito di Bastianazzo e della Longa. Indubbiamente di buon cuore ma altrettanto svogliato. Parte per il servizio militare e invia lettere alla famiglia in cui si vanta della bellezza e ricchezza di Napoli rispetto ad Aci Trezza, attirandosi la disapprovazione del nonno. Non ha intenzione di faticare, una volta tornato dal servizio militare, lavora per un certo periodo con il nonno e il fratello, ma successivamente si dedica ad una vita sregolata, dominata dall'alcolismo e dalla vita notturna. Tutto ciò lo porta al carcere e all'allontanamento definitivo dalla famiglia.




La Mena : figlia di Bastianazzo e della Longa. E' molto giudiziosa e riservata, sa prendersi cura della famiglia, sui cui mette assoluta priorità. Accetta di sposare Brasi Cipolla nonostante non ne sia innamorata pur di aiutare le sorti della famiglia e rifiuta alla fine del romanzo di sposare Alfio Mosca, di cui invece era innamorata, poiché deve occuparsi dei figli di Alessi e Nunziata e soprattutto perché il suo matrimonio riporterebbe sulla bocca di tutti la sorte della sorella Lia.

E' soprannominata Sant'Agata poiché diversamente dalle sue coetanee che molto spesso trascorrevano la loro giornata alla finestra ad osservare e a farsi osservare dagli uomini, lei stava sempre in casa a tessere e raramente usciva.


Luca : figlio di Bastianazzo e della Longa. Molto giudizioso e di buon cuore, simile al padre e al nonno. Decide di andare in guerra al posto di 'Ntoni poiché non sopporta più di vivere nella casa dove era vissuto con il padre ormai disperso. Muore infatti durante il servizio militare nella battaglia di Lissa.


Alessi : è il nipote probabilmente più simile a Padron 'Ntoni. Infatti lotta fino alla fine per ricostruire la sua famiglia e ricomprare la casa del nespolo. Supera con coraggio la morte dei genitori e del nonno per raggiungere il suo obiettivo. Sposa la Nunziata, anch'ella instancabile lavoratrice e dedita alla famiglia.


Lia : è la figlia più piccola di Bastianazzo e della Longa. Di lei si parla poco durante il romanzo: il suo ruolo emerge prevalentemente verso la fine, quando viene alla luce in paese una sua presunta relazione con Don Michele, che la getta nello scandalo più totale. Dunque decide di fuggire da Aci Trezza poiché disonorata e diventa una prostituta.


Questi sono i personaggi principali, il personaggio secondario è l'intero paese, che parla attraverso le numerose voci dei paesani, come Zio Crocifisso, usuraio del paese, che sposa la Vespa per impossessarsi della sua chiusa e poi finisce per essere danneggiato economicamente poiché ella dilapida tutti i suoi possedimenti. Poi c'è Agostino Piepipapera, che finge di acquistare il credito dei lupini per costringere i Malavoglia ad uscire dalla casa del nespolo, è quindi uno dei principali responsabili della loro rovina economica. C'è ancora Alfio Mosca, onesto lavoratore e brav'uomo, possiede un asino e un mulo, si innamora della Mena ed è ricambiato ma il loro matrimonio non è realizzabile. Parte da Aci Trezza e vi ritorna solo dopo otto anni.


Tempo e spazio


All'interno dei Malavoglia non vi sono indicazioni temporali molto precise, l'unica è quella della battaglia di Lissa, avvenuta nel 1866, che di conseguenza consente di individuare come data di ambientazione un periodo compreso tra il 1865 e il 1875. Gli unici segnali dello scorrere del tempo sono l'altalenarsi delle stagioni e delle feste liturgiche, che scandiscono la vita dei paesi contadini.

La durata della narrazione si estende per circa otto anni: Alfio Mosca infatti dice che il suo viaggio da Aci Trezza era durato così. Il tempo ha un ordine isocronico poiché le azioni della fabula scorrono parallele a quelle dell'intreccio e il tempo della storia corrisponde a quello dell'intreccio.

Il ritmo è frammentario, infatti spesso vi sono balzi temporali, e molto veloce, quasi a voler rappresentare la moltitudine di eventi che si susseguono nella vita del paese di Aci Trezza.

Sono praticamente assenti flashback o anticipazioni.


Per quanto riguarda l'analisi spaziale I Malavoglia è ambientato ad Aci Trezza, il tipico paesino di mare siciliano, a pochi chilometri da Catania.

La casa del nespolo è il rifugio dei Malavoglia, là tutto è buono e protettivo. Padron 'Ntoni morirà per il dolore di averla persa. Alessi con il riscatto della casa affrancherà la famiglia dalla vergogna. Il cortile dove avvengono le chiacchierate fra vicini è uno dei centri di comunicazione sociale più grandi del paese. Il lavatoio è lo spazio dove ognuno dice la sua, dove si danno le "rispostacce" tra comari. Alla bottega dello speziale si chiacchiera di politica, per non parlare dell'osteria della Santuzza, che si aggancia ancora una volta al cronotopo dell'osteria, da un lato occasione di incontro e di discorsi e dall'altra luogo di sotterfugi.

C'è un atteggiamento ambivalente nei confronti del mare, che viene visto come buono in quanto permette ai Malavoglia di risollevare la loro condizione, poiché essendo una famiglia di pescatori, esso è la loro unica fonte di sostentamento; ma anche come cattivo poiché inghiottisce il carico dei lupini ed è causa della morte di Bastianazzo.

La città è sempre vista negativamente; poiché luogo di lusso e di non-fatica, che distoglie l'uomo dai suoi veri scopi: 'Ntoni andato a cercare fortuna in città poi finisce nel contrabbando e nell'alcolismo; Lia invece entra nel giro della prostituzione.


Narratore e analisi stilistica


Il narratore nei Malavoglia non coincide con un personaggio singolo né con l'autore, bensì come un insieme di personaggi che svolgono la medesima funzione, quella di narrare. Si tratta quindi, di un narratore corale con focalizzazione interna, e questa funzione è svolta dagli abitanti di Aci Trezza.

I Malavoglia quindi si può raffigurare come una sorta di romanzo corale, che viene raccontato a turno dalle voci del paese, che si intrecciano in un modo quasi caotico, volendo riprodurre l'insieme confuso degli abitanti di Aci Trezza.

Questo narratore ha un atteggiamento camaleontico, in quanto assume le caratteristiche di coloro che, di volta in volta, entrano in scena, esprime le loro paure e le loro invidie.



Vi è un'alternanza fra il discorso indiretto, diretto e indiretto libero, in cui prevale quest'ultimo, poiché è il mezzo scelto da Verga per fare in modo che la storia venisse raccontata direttamente dai protagonisti, impedendo al lettore di identificare se a parlare è un narratore indipendente o un personaggio.

Per quanto riguarda l'analisi stilistica Verga tenta di costruire una lingua nuova, quella nazionale. Evita di scrivere l'opera completamente in dialetto siciliano poiché vuole essere compreso in tutta Italia; ma ad ogni modo sono presenti chiari dialettismi e influssi di origine popolare e riferimenti alla lingua parlata del popolo.

All'interno dell'opera sono presenti più di centocinquanta proverbi, simbolo di quella saggezza e cultura popolare e delle generazioni passate.

Inoltre Verga usa uno stile assolutamente impersonale poiché vuole che il lettore si trovi «faccia a faccia col fatto nudo e schietto, senza stare a cercarlo fra le linee del libro attraverso la lente dello scrittore», ossia che chi legge possa trovarsi di fronte ai fatti senza dover passare attraverso il "filtro" dello scrittore.


I temi


Il temi principale dei Malavoglia sono: il pessimismo e la "fiumana del progresso".

Nel romanzo vi è una sorta di visione pessimistica della vita da parte dell'autore: Verga osserva con occhio molto attento la serie di disgrazie che colpiscono passivamente i Malavoglia e una dopo l'altra tentano di affondare le sorti di una famiglia intera. Le leggi sono immodificabili, non ci si può ribellare al proprio destino; c'è quasi una sorta di fatalismo; chiunque tenti di modificare in qualsiasi modo la propria condizione la peggiorerà.

Infatti i Malavoglia fanno parte del "Ciclo dei Vinti" (che doveva originariamente essere composto da i Malavoglia, Mastro Don Gesualdo, la Duchessa di Leyra, l'Onorevole Scipioni, l'Uomo di Lusso; ma in realtà furono ultimati solo i primi due) nel quale Verga studia i meccanismi che sono alla base della società dell'uomo, quali culto del denaro, interesse, prevaricazioni da parte dei più forti; tutto ciò per l'autore è stato provocato dal progresso, che è appunto il secondo tema principale dei Malavoglia. Verga mette in evidenza il conflitto tra il mondo antico e quello che segue l'Unità d'Italia, incarnato dal conflitto 'Ntoni-Padron 'Ntoni e dalla cattiveria dei personaggi secondari, che non comprendono la dignità e l'onore della famiglia Malavoglia.

Verga critica ampiamente infatti "la fiumana del progresso" intesa come il processo che trasforma la realtà contemporanea in una società basata sul materialismo. Di conseguenza vengono esclusi gli ideali umani canonici, ritenuti tali fino ad allora, relativi all'amore e alla famiglia e ci si sposta su quelli materiali.


7. Il messaggio dell'autore


Il messaggio che Verga vuole trasmettere attraverso i Malavoglia può essere riassunto nel cosiddetto "ideale dell'ostrica". Questo concetto si basa sul presupposto che coloro che appartengono alle fasce più debole e povere della società devono rimanere attaccati, come l'ostrica sullo scoglio, alla famiglia, al lavoro e alle tradizioni popolari per fare in modo che il mondo, visto come pesce vorace, non li divori. Se infatti contadini, braccianti e pescatori vivono protetti dall'ambiente che li ha visti nascere e crescere, finché credono e rispettano i valori in cui hanno creduto e che hanno rispettato i loro padri, allora sono al sicuro, possono vivere sicuri, in povertà, ma certamente sicuri.
Il problema nasce quando cominciano a provare il desiderio del cambiamento, il desiderio di migliorare, di progredire. Come l'ostrica che vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov'è nata, così l'uomo di Verga vive sicuro finché non comincia ad avere smanie di miglioramento.


La descrizione di un episodio


A mio parere uno degli episodi più importanti e toccanti ne i Malavoglia è il ritorno e la fuga di 'Ntoni. E' ormai la fine del romanzo: il nonno è morto, Alessi ha riacquistato la casa del nespolo, e vive lì con la moglie Nunziata, i bambini e la sorella Mena. Una sera tardi il cane abbaia e Alessi apre la porta: è 'Ntoni, quasi irriconoscibile a causa della polvere e della barba lunga.

Gli viene data una scodella di minestra, egli mangia nel silenzio. Poi si alza e fa per andarsene, ma Alessi lo ferma. Così 'Ntoni comincia a chiedere le sorti dei familiari che non vede in casa, ma davanti ai silenzi del fratello capisce le disgrazie che hanno colpito i Malavoglia dopo la sua partenza. Alessi lo porta a fare un giro per la casa e poi gli chiede di restare, ma 'Ntoni rifiuta dicendo: «... allora non sapevo nulla, e qui non volevo starci, ma ora che so ogni cosa devo andarmene.». Ritengo questo brano fondamentale perché illustra con chiarezza quello scontro di generazioni incarnato dal rapporto 'Ntoni/Padron 'Ntoni (inteso come famiglia): 'Ntoni rifiuta di vivere con i Malavoglia per cercare uno stile di vita più accattivante e attraente, ma successivamente se ne pente.


9. Opinione personale


I Malavoglia è un romanzo che mi è piaciuto molto. Non molto per quanto riguarda i contenuti, poiché da quel punto di vista sono completamente in disaccordo con l'ideale dell'ostrica promosso da Verga e con l'odio verso il progresso; ma soprattutto per la forma e lo stile.

Lo stile assolutamente impersonale e il narratore corale contribuiscono a rendere la lettura di questo libro come la visione di un album di fotografie, che si susseguono l'una dopo l'altra per formare la narrazione; Verga con questo stile fotografa gli attimi e li imprime sulla carta attraverso le parole.

La storia è priva di ogni "filtro": ogni lettore può farsi la propria idea su qualsiasi cosa, senza essere influenzato dall'autore. Per concludere, penso che ancora oggi leggere i Malavoglia possa essere utile per ritrovare un po' di quella fedeltà e amore per il nucleo familiare, che invece si va sempre di più perdendo generazione in generazione.









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