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L'ETÀ CORTESE - Le "canzoni di gesta'

letteratura




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L'ETÀ CORTESE

Le "canzoni di gesta"


Le canzoni di gesta sono dei lunghi poemi epici in lingua d'oïl(la lingua parlata nel nord della Francia), di solito anonimi, che trattano le imprese sugli eroi del passato. Queste canzoni riguardano soprattutto le vicende di Carlo 858e42i Magno e dei suoi "conti palatini"(chiamati in seguito paladini) durante la guerra santa contro gli infedeli.

La base delle narrazioni è dunque di tipo storica ,ma non vi è assolutamente fedeltà alla storia: le vicende del passato sono trasfigurate in modo da trasmettere degli ideali di tipo religioso e patriottico, e anche sulla realtà dell'epoca di Carlo Magno, VIII-IX secolo, vengono proiettate usanze XI-XII secolo(spirito della guerra santa contro gli infedeli).



La trasmissione di questi testi era orale e venivano cantati da cantatori (giullari) dinanzi ad un auditorio, su una semplice melodia, con l'accompagnamento di uno strumento musicale. Erano in versi endecasillabi, raggruppati in strofe di lunghezza diseguale dette lasse. I versi non avevano rime ma assonanze, cioè erano legati dal ricorrere, nelle parole finali dalle stesse vocali.

Nei testi si possono notare continue ripetizioni, indispensabili per incidere nella memoria degli ascoltatori fatti e personaggi


Le canzoni di gesta tendevano a raggrupparsi in cicli intorno ad un lignaggio, cioè ad una famigli o discendenza nobiliare. Si diffusero in Francia e nel nord Italia.


La più famosa di queste canzoni è la Chanson de Roland composta intorno al 1100(scritta in anglo - normanno), che canta della morte di Orlando, insieme con la retroguardia dell'esercito di Carlo, in un agguato teso dai saraceni a Roncisvalle. I temi principali sono quelli tipici, la guerra contro gli infedeli, la fedeltà all'imperatore, la difesa dell'onore guerriero anche a costo della vita.


Il romanzo cortese - cavalleresco


La concezione della cortesia, e in particolare dell'amor cortese, trovò espressione nel Nord della Francia nel romanzo cavalleresco in lingua d'oïl, mentre al Sud in forma liriche in lingua d'oc.

Anche il romanzo cortese, come le canzoni di gesta, ha al centro imprese cavalleresche, ma presenta aspetti diversi:

nel romanzo l'amore ha un ruolo preponderante e ne assume prevalentemente le forme dell'amore

cortese



il romanzo, a differenza della canzone che aveva un base storica, è privo di ogni referente storico

e tratta materie puramente leggendarie

l'avventura serve al cavaliere del romanzo per provare se stesso, il suo valore

il linguaggio e lo stile sono molto diversi dalla canzone, infatti, il romanzo usa l'ottonario a rima

baciata e lo stile è improntato a grazia e a piacevolezza.

Di solito gli autori di questi romanzi sono dei chierici che vivevano nelle corti feudali dei grandi signori.

L'autore più significativo del genere fu Chrètien de Troyes, un chierico vissuto alla corte di Maria di Champagne, che compose una serie di romanzi dedicati ai cavalieri della tavola rotonda. Sono romanzi fitti di avventure e di eventi magico - meravigliosi, in cui parte importante ha l'amore.





La lirica provenzale


L'ideale cortese fu elaborato soprattutto nelle corti del sud della Francia dove si era sviluppata una società aristocratica estremamente elegante e raffinata.

La lirica(si usava la lira) provenzale si esprimeva nella lingua d'oc e il suo tema centrale era l'amore trattato secondo i canoni cortesi. Il poeta, nelle sue opere, esprime tutta la sua adorazione e il suo omaggio alla dama, di cui si proclama umile servitore, senza pretendere nulla in cambio, esprime il suo desiderio, spesso fortemente sensuale, ma anche il tormento di non poter ottenere il suo fine, perché la fedeltà della donna al marito è incrollabile. L'amore proclamato dal trovatore è di tipo adultero e per questo motivo il nome del compositore non viene mai nominato e viene usato un soprannome fittizio.

La forma metrica è la sestina








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