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"EUGENIE GRANDET" DI HONORE DE BALZAC - HONORE DE BALZAC

letteratura




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"EUGENIE GRANDET" DI HONORE DE BALZAC




HONORE DE BALZAC:


Honoré de Blazac nacque a Tours il 20 maggio 1799 da una famiglia borghese abbastanza agiata: il padre, d'origini contadina, aveva raggiunto una posizione di rilievo nell'amministrazione dello stato. Studiò in collegio prima a Tours e poi a Parigi, dove si trasferì con la famiglia 1814.

Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, s'impegnò come scrivano in uno studio notarile e, a vent'anni, scoprì la sua vocazione letteraria. In una mansarda del quartiere della Pastiglia, dal 1821 al 1829 scrisse opere di narrativa popolare, firmandoli come Horace de Sait-Aubin o Lord R'Hoone.




Le sue prime prove artistiche non furono molto apprezzate dalla critica, tanto che Balzac si diede ad altre attività: divenne editore, stampatore e infine compra una fonderia di caratteri da stampa, ma tutte queste imprese si rivelarono fallimentari e lo indebitarono pesantemente.

Nel 1822 aveva conosciuto Laure de Berry, una donna matura che gli resterà accanto effettivamente fino alla morte. La presenza della donna ebbe molta influenza sull'autore che venne da lei incoraggiato a continuare a scrivere: nel 1829 pubblicò il suo primo romanzo con il proprio nome e cominciò a di 232j95c ventare famoso. Egli avrà, però numerose altre esperienze amorose, soprattutto con dame dell'aristocrazia che egli cominciò a frequentare; la più importante di queste avventure fu con Mme Hanska, una contessa polacca conosciuta nel 1833, che ebbe un ruolo importante nella stesura di "Eugénie Grandet" e che egli sposò nel 1850.

A partire dal 1830 l'attività letteraria di B. divenne frenetica: in 16 anni scrisse circa novanta romanzi.

Il lavoro eccessivo lo minò di fisico, ma era indispensabile per coprire le spese della sua vita fastosa (spendeva somme enormi per arredare le sue dimore con mobili antichi) e i suoi innumerevoli fallimenti nelle diverse attività commerciali intraprese via via.

Nel 1842 Balzac decise di organizzare la sua opera monumentale in una specie di gerarchia piramide con il titolo complessivo di "Commedie humaine": alla base di essa c'è il gruppo degli "Studi di costume del XX" diviso in "scene delle vita privata" "scene della vita di provincia", "Scene della vita parigina, della politica, della vita militare, della vita di campagna"; poi c'è il gruppo degli "Studi filosofici" ed infine quello progettato ma non realizzato degli "studi analitici". Si tratta di un grandioso progetto d'analisi della vita sociale e privata nelle Francia delle Restaurazione, l'epoca della monarchia borghese di Luigi Filippo D'Orleans. L'opera completata doveva raccogliere 150 romanzi con circa 2000 personaggi, ma il progetto fu realizzato solo per due terzi.

Accanito frequentatore di salotti, amante appassionato di nobildonne che soddisfacevano il suo snobismo e perseguitato dai debitori per le troppe speculazioni sbagliate, B. riuscì a realizzare, anche se per poco, i sogni di ricchezza e d'ascesa sociale grazie al rapporto con Eve Hanska.

Honoré de Balzac morì nel 1850 in seguito ad un colpo apoplettico.










L'OPERA:


Iniziato nel corso del 1833, il romanzo conobbe una scrittura piuttosto travagliata: il primo capitolo fu pubblicato sul numero del 19 settembre 1833 de "L'Europe littéraire" con il titolo "Physionomies bourgeoises"; il secondo capitolo, "le cousin de Paris", sarebbe dovuto uscire nel numero seguente, ma Balzac ruppe i rapporti con l'editore.

Dopo una breve interruzione, Balzac riprese la stesura e l'opera venne pubblicata a Parigi nel primo volume delle "Scènes de la vie de province" e messa in vendita il 15 dicembre 1833.

In seguito Balzac corresse la prima redazione con aggiunte e varianti, fino ad arrivare all'edizione definitiva che si trova nella "Comédie humaine" pubblicata tra il 1842 e il 1848 dal Furne, casa editrice parigina. A quest'edizione si ispirano quasi tutte le edizione moderne.






TRAMA:


Il romanzo inizia con una descrizione accurata di un paesaggio provinciale: la cittadella di Saumur, situata sulle rive della Loira.

La cittadella è abitata da uomini legati alla terra e con uno sproporzionato desiderio di arricchirsi.

Dopo aver rappresentato il paesaggio è introdotta la figura di Monsieur Grandet , padre della protagonista del romanzo. Egli in paese ha un'ottima reputazione, per come dal nulla è riuscito ad accumulare una grande somma di denaro , di cui tutti , in paese ne parlano , ma nessuno sa  a quanto ammonti realmente , tranne il buon uomo ( aggettivo usato dalla gente del posto per descrivere m. Grandet ) e il notaio.

Egli vive in una gran casa con la moglie, la figlia, e la serva Nanon;la casa all' esterno ha un grosso giardino con una panchina di legno; all'interno ha un aspetto freddo e abbastanza misero e trascurato .E' descritta nei minimi particolari la sala, in cui madame e madamigelle  Grandet trascorrevano molto tempo a cucire. Vi sono altre tre quattro stanze descritte:

quella d'Eugenie, della madre, lo studio del padre e la camera dove alloggerà il cugino.

La famiglia vive la vita quotidiana con molte restrizioni economiche, a causa dell'avarizia del padrone di casa.

La sera del compleanno d'Eugènie, a casa Grandet arrivano tre famiglie, le quali vogliono far maritare ai propri figli la ragazza: Cruchot, Boffons e i des Grassin. Mentre giocavano a tombola , arrivo da Parigi Charles, figlio del fratello di Grandet.

Egli era stato mandato dal padre, a casa dello zio, al quale era stata consegnata dal nipote una lettera, nella quale si spiegava che suo fratello era fallito, e aveva deciso di suicidarsi. Come suo desiderio chiedeva che suo fratello si fosse preso cura del nipote, come se fosse suo figlio e di riferirgli la drammatica notizia.

Il giovane trovò molto deludente la casa dello zio, essendo abituato alla vita di città con qualsiasi privilegio.

Egli ebbe subito tutte le attenzioni da parte d'Eugènie, la quale capendo l'ambiente che era abituato a frequentare, fece abbellire la sua stanza, usando anche oggetti che erano usati solo per speciali situazioni; tutto ciò avvenne con l'aiuto della serva e parzialmente della madre.

Ella continua anche con l'aiuto della madre, di cercare di dare tutte le comodità possibili al cugino, specialmente quando egli cadde in depressione con la comunicazione da parte, dello zio, della morte del padre. Lo zio si occupò di risolvere i problemi del cugino a Parigi, ottenendo così dei soldi; nel frattempo decise che Charles sarebbe dovuto partire per le indie e fare

fortuna. I due ragazzi entrarono molto in confidenza, specialmente dopo che Eugènie ebbe letto le lettere del cugino e gli diede il suo oro in cambio di uno scrigno dato in custodia dal cugino ad ella. I due ragazzi prima della partenza si giurarono eterno amore. La madre venne a sapere dello scambio e, le due donne ammiravano e commentavano quel tesoro. La ragazza sentiva molto la mancanza del giovane e molte volte andava in giardino a piangere sulla panchina di legno. A capodanno il padre, come tutti gli anni, voleva rivedere l'oro della figlia ma in quel anno quando Eugènie gli confessò di non averlo più, e non gli volle dare informazioni su di come lo avesse investito; l' uomo andò in collera e ordinò a sua figlia di rimanere segregata in camera sua. La ragazza andava a trovare la madre quando, il padre non c' era. Il padre la scoprì, la figlia e sua moglie che guardavano lo scrigno del cugino, e intuì in quel momento lo scambio avvenuto tra i due giovani. Egli piombò sul cofanetto e, alla vista di tutto quel l' oro aumento la sua voglia di poterne ricavare una grande quantità di soldi. La ragazza cercò di riprenderlo ma il padre glielo impedì fin quando la madre si senti male ed egli restituì subito l' oggetto alla figlia e la perdonò e baciò .L' uomo diventò con il passare dei giorni sempre più buono con la moglie e faceva venire ogni volta che c'era  bisogno, il medico a visitarla, senza badare alle spese. L' avvocato fece firmare, in concordanza con il padre, l'atto in cui Eugènie la sciava, la parte di eredità che le sarebbe dovuta aspettare, dalla morte della madre, al padre. Dopo la morte della povera donna il rapporto padre figlia migliorò; Eugènie con il passare del tempo venne a sapere a poco a poco l' ammontare del reddito del padre e comincio a lavorare con lui, diventando avara quasi come lui. Ella teneva persino la contabilità dopo la paralisi che colpì l'uomo.



Quando suo padre morì essa rimase sola con la serva che divenne la sua amica.

Anche questa ultima si sposò.

Eugènie venne a sapere del tradimento del cugino attraverso una lettera, il quale dal ritorno dal viaggio dalle indie, ne tornò avido insensibile e arrampicatore sociale, e non esitò a sacrificare il vero amore con la cugina, per un matrimonio di interesse che gli frutterà un titolo di nobiltà e una carica a corte.( esso sposerà la brutta mademoiselle D'Abrion).

Senza pianti e disperazioni, essendo ormai avvezza alle delusioni, si rassegna a sposarsi con l' anziano presidente Cruchot de Bonfons la cui corte aveva sempre rifiutato la donna.

Essa però lo sposo al patto che lei avesse potuto vivere la sua vita e il loro rapporto poteva essere una buona amicizia; in cambio di tutto questo l'uomo avrebbe ereditato tutti i soldi della donna.

Egli morì senza lasciare un erede e così in paese si parlava di chi poteva essere il nuovo marito della ricca vedova.



I PERSONAGGI:


Grandet: E' presentato in tre fasi successive: prima la sua biografia inserita sui fatti della storia di Francia (Rivoluzione, impero e restaurazione), poi la sua descrizione fisica e infine il suo profilo psicologico e le sue abitudini.

Tutti e tre questi momenti però mirano ad un solo scopo e in altre parole a farci capire con chiarezza che il tratto dominante ed ossessivo di quest'uomo è la sua avarizia.

Inoltre, Grandet, da semplice bottegaio nel 1789, diventa uno degli uomini più ricchi della regione utilizzando un buon matrimonio che gli apporta una dote considerevole.

Per quanto riguarda la sua descrizione fisica ci dà una sgradevole impressione di rozzezza e anche di cattiveria e pericolosità. Egli infatti viene descritto tozzo, quadrato, rotule nodose. Anche la descrizione fisica di Papà Grandet tende a mettere in risalto la sua passione devastante per il denaro: i suoi occhi, ad esempio, sembravano gialli ed avari di Saumur pensano che quel colore derivi dal fatto che Grandet passa le sue notti a contemplare il suo oro.


Eugénie: Appare subito tuttavia come una persona di gran bontà e di sentimenti semplici e sinceri, oltre ad essere una giovane virtuosa e riservata.

All'interno del romanzo tuttavia si evidenzia una mutazione nel personaggio della piccola Eugénie Grandet. Infatti, ella dall'arrivo del cugino Charles, inizia a curare molto di più il suo aspetto fisico. Inizia a spazzolare i capelli castani, li avvolge in un grosso ed elegante chignon, si lava più volte le mani con acqua pura e semplice, ma soprattutto la ragazza comincia a guardare con occhi nuovi tutto quello che la circonda. Persino il piccolo e trascurato giardino della casa ora si colora di nuove inaspettate bellezze.


Mm. Grandet: Di Mm. Grandet Balzac ci dà un ritratto che cresce in bellezza e purezza a mano a mano che la vicenda va avanti e che la sofferenza da lei patita la santifica fino a farla diventare quasi martire.

All'inizio ella appare una creatura priva di fascino ed interesse: descritta come una donna rinsecchita e magra, gialla come una cotogna, goffa, lenta. E' paragonata all'insetto che sopporta pazientemente le torture dei bambini, più volte viene chiamata la povera schiava".

Eppure è una donna dolce e piena di sensibilità.

Con il peggiorare della malattia ella diventa un angelo, la bruttezza svanisce, cancellata dalle qualità morali che appartengono alla sua persona.









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