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I Test di Personalità

psicologia




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I Test di Personalità



Capitolo 1: “Lineamenti di metodologia”


Che significato attribuire alle misure di personalità?:


La natura delle misure di xsonalità è inferenziale; non si può conoscere direttamente una dimensione psicologica ma si può specificarla tramite una serie di indicatori osservabili connessi tra di loro grazie ad una teoria.

Una volta che viene scelt 111e48b a una teoria il passaggio successivo è quello di scegliere gli indici osservabili. La scelta degli indici osservabili è un passaggio critico che costituisce la maggiore difficoltà tecnica.


La validità di costrutto:




Costruire una teoria riguardante una dimensione psicologica, sviluppare una misura di questa dimensione e verificare il significato della misura in accordo alle previsioni che scaturiscono dalla teoria è proprio ciò che concerne la validità di costrutto.

Solo una serie di evidenze legate a una teoria posso spiegare l’effettivo significato della misura di un questionario: uno dei motivi x cui si preferiscono degli strumenti che misurano dimensioni specifiche di xsonalità sta nel fatto che è molto più facile lavorare con modelli teorici dalla portata limitata piuttosto che con teorie complesse dalla difficile verificabilità.

A fini pratici ci sono alcune osservazioni da fare sulla validità di costrutto di un questionario:

1.     il contenuto degli item deve rappresentare in maniera esaustiva e rilevante il costrutto d’interesse

2.     si deve considerare le relazioni tra il questionario o una scala di cui è composto e delle altre misure

3.     si deve confrontare gli esiti del test con delle osservazioni comportamentali

4.     si devono cercare delle relazioni inaspettate tra i punteggi del questionario a altri comportamenti

5.     misure diverse dello stesso costrutto devono essere più simili tra loro che misure uguali di costrutti diversi

6.     è la teoria che suggerisce come valutare le proprietà del questionario

La validità di costrutto non può essere espresse semplicemente con un numero o una relazione; essa è il risultato delle inferenze e dei relativi riscontri empirici che si possono ricavare da una rete concettuale più o meno complessa e in continua evoluzione.


Natura delle risposte del soggetto:


I questionari di xsonalità sono denominati self-reports, cioè autodescrizioni, xchè si segue l’idea piuttosto ingenua che le risposte dei soggetti indicano semplicemente come la xsona è. Questa idea non è da considerarsi del tutto sbagliata ma la natura delle risposte va vista in maniera più approfondita. Quando si somministra un questionario ad una persona si fanno implicitamente tre assunzioni:

1.     la xsona è consapevole del proprio stato e delle proprie emozioni

2.     il significato delle parole è lo stesso sia x gli autori del test che x chi lo compila

3.     la xsona vuole collaborare

Tali assunzioni non vengono sempre soddisfatte x vari motivi:

la presenza di uno stato confusionale può precludere la possibilità di utilizzare i test

non tutti interpretano allo stesso modo gli item dei questionari

possono esistere motivi più o meno evidenti che possono portare ad una scarsa collaborazione nella compilazione del test

Un’altra questione importante è la desiderabilità sociale : naturale tendenza delle xsone a rilevare principalmente le caratteristiche positive di sé. Questo concetto può essere distinto in due aspetti:

Deliberata volontà di mentire. Può essere considerata sotto tre diverse forme:

a)     strategica: strumentale al raggiungimento di qualche fine

b)     automotivata: ricerca dell’approvazione altrui

c)     abilità sociale: abilità nel cambiare immagine a seconda delle circostanze

Autoinganno inconsapevole: considerato in vario modo:

a)     meccansismo di autoinganno volto ad allontanare le xcezioni spiacevoli

b)     normale atteggiamento di autoillusione positiva

c)     conseguenza di uno stato di benessere psicologico: xsone che stanno bene tendono a riportare una visione ottimistica di sé

Ciò che interessa veramente è come il soggetto vede la realtà indipendentemente dalla situazione reale.

Nei test di xsonalità di considera che le risposte date da un soggetto siano influenzate da vari fattori ma tali risposte sono considerate importanti ai fini della comprensione delle modalità con le quali le xsone si pongono di fronte alla realtà.


Consistenza interna:


Per ogni questionario viene sempre riportato l’indice di consistenza interna; esistono diversi indici di consistenza interna ma quello più utilizzato è l’ indice alfa di Cronbach. Questo indice può assumere valori che vanno da 0 a 1 e fornisce indicazioni sul grado di intercorrelazione tra gli item del questionario. Se gli item di un questionario sono altamente correlati tra di loro sarà possibile concludere che ciascun item da un reale contributo alla misura del costrutto in esame e che nel insieme tutti gli item si riferiscono allo stesso costrutto.

In questo modo il punteggio ottenuto da un soggetto rappresenta con una certa sicurezza una misura del costrutto in esame.

Si deve ricordare che il grado di consistenza interna di una scala deve essere valutato anche rispetto alla teoria  cui il costrutto fa riferimento.


Stabilità nel tempo:


Per stabilità della misura si intende il fatto se la xsona ottiene pressappoco gli stessi punteggi compilando il questionario in due diverse occasioni distanziate tra loro nel tempo. In linea generale se una misura tende a variare troppo nel tempo significa che è scarsamente affidabile nel tempo.

L’indice di stabilità nel tempo è rappresentato dal coefficiente “prodotto-momento” di Pearson (r) che può assumere valori da –1 a +1. Tanto più il coefficiente si avvicina ad 1 tanto più i punteggi ottenuti sono nei due diversi momenti sono correlati positivamente tra di loro e tanto più il test può essere considerato stabile nel tempo.

Esistono alcune variabili critiche nella valutazione dell’indice r:

se l’intervallo è troppo breve si possono ottenere alti valori di r xchè le xsone si ricordano le risposte che hanno dato nella somministrazione precedente

se l’intervallo è troppo lungo si possono ottenere valori bassi di r xchè sono intervenuti dei reali cambiamenti nella vita delle xsone

r può assumere valori bassi o alti non xchè la misura è buona o meno buona ma xchè il costrutto è più o meno stabile.

Inoltre si deve anche considerare che se uno degli scopi del questionario è quello di misurare il cambiamento allora un valore troppo alto di r non è auspicabile.


Intercorrelazioni tra scale:


Molto spesso un questionario è formato da più scale x cui è necessario valutare la correlazione tra le diverse scale del questionario ; tale correlazione è espressa generalmente dall’indice r. In linea di massima non è auspicabile che le scale siano altamente correlate tra loro xchè un’alta correlazione ci segnala che esse misurano sostanzialmente la stessa cosa.

Più l’intercorrelazione delle scale è tendente a 0 più le due misure fanno riferimento ad aspetti indipendenti tra di loro.

Non è difficile incontrare questionari divisi in subscale con alti indici di intercorrelazione. Questo succede xchè una dimensione, pur avendo un significato abbastanza univoco, può essere scomposta in elementi più piccoli generalmente correlati tra di loro.


Analisi fattoriale:


X valutare in modo più preciso il numero e il tipo di costrutti che viene misuratola una scala o un questionario ci si serve dell’analisi fattoriale, una famiglia di procedure statistiche multivariate (che prendono in considerazione più variabili) che xmette di valutare quali e quanti costrutti vengono misurati da una serie di item.

Questo procedimento statistico non fa altro che raggruppare tra loro gli item sulla base della loro somiglianza creando così una serie di fattori x cui la correlazione tra item appartenenti ad uno stesso fattore è maggiore di quella che coinvolge item appartenenti a fattori diversi.

Esiste anche l’ analisi fattoriale confermativa che ha lo scopo di verificare se il tipo di struttura ipotizzato a priori dal ricercatore sia effettivamente presente negli item.


Indici di validità:


Oltre all’analisi fattoriale, una seconda strategia finalizzata allo studio della validità è la validità convergente che consiste nel mettere in relazione le misure oggetto di interesse con altre misure di cui si presume di conoscere molto bene il significato.

Esiste anche la validità divergente che ha lo scopo di chiarire che cosa il test non misura.

Il tipo di misura che viene correlata al questionario viene chiamata criterio; nel caso dei test di xsonalità si utilizzano come criteri altri test dalle caratteristiche note, valutazioni fatte da esperti, giudizi di terzi che hanno conoscenze approfondite delle xsone valutate e misure psicofisiogiche.

Esistono diversi coefficienti di correlazione ma generalmente tutti variano da –1 a 1: più la correlazione si avvicina allo 0 più il questionario e il criterio misurano aspetti indipendenti, più le correlazioni sono negative più il questionario e il criterio misurano aspetti opposti di costrutti in qualche modo collegati tra loro.

Per interpretare le correlazioni si deve conoscere bene i criteri poiché non ci si può basare solo sul nome della scala x risalire al suo significato.

Le correlazioni e l’analisi fattoriale sono indicatori precisi ma complessi, x facilitare il compito i manuali dei test riportano spesso anche:

Indicazioni cliniche: vengono descritte le caratteristiche generali di una xsona con un basso o un alto punteggio al test; possono applicarsi a molti casi ma peccano di genericità.

Casi clinici: illustrazione di vere e proprie relazioni di carattere clinico complete di cenni anamnestici ed esiti del colloquio; la loro utilità è proporzionale allo loro accuratezza e alle conoscenze dell’utilizzatore. Data la loro specificità rischiano di non contribuire alla formazione di una visione d’insieme del significato della misura.


Norme statistiche:


Le norme statistiche di un test sono dei valori numerici rispetto ai quali confrontare il punteggio ottenuto da un singolo soggetto al questionario stesso. Tali norme vengono ricavate somministrando il questionario a un gruppo di xsone che si suppone siano rappresentative della popolazione normale.

Grazie alle norme statistiche è possibile convertire il punteggio ottenuto da un soggetto in un valore numerico che indica se e in quale misura il soggetto stesso differisce dalle xsone normali.

Nei test di xsonalità vengono utilizzati tre tipi di conversioni:

punti Z: indicano in quale misura il punteggio che stiamo esaminando si discosta dalla media dei punteggi ottenuti dal gruppo normativo. Si utilizzano quando la distribuzione dei soggetti al gruppo normativo si approssima alla distribuzione normale

punti T: detti anche punti normalizzanti, sono punti Z che hanno subito due trasformazioni successive:

1.     modificazione matematica x essere interpretati in accordo alla distribuzione normale

2.     espressi in unità di misura diversa dai punti Z

percentili: indicano la % dei soggetti appartenenti al gruppo normativo che hanno ottenuto un certo punteggio grezzo. X capire la rilevanza di un certo punteggio basterà vedere a quale xcentile corrisponde.

In alcuni manuali vengono riportati anche dei punteggi di soglia o cut off: suggeriscono oltre quale punteggio grezzo occorre considerare come altamente probabile la presenza di un costrutto o del problema in questione.

Le difficoltà di interpretazione di un punteggio derivano anche dal tipo di gruppo che è stato scelto x rappresentare la popolazione normale la quale dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

numerosità sopra il migliaio

suddivisione equa tra maschi e femmine

molte fasce di età rappresentate

diverse classi sociali rappresentate

diversi livelli di scolarità rappresentati

diverse occupazioni lavorative rappresentate

diverse etnie che compongono la popolazione rappresentate

Se non si devono confrontare tra loro i punteggi, i xcentili e i valori cut off costituiscono metodi pratici e chiari x valutare la significatività rispetto alla normalità.


La somministrazione:


Non tutte le xsone sono in grado di completare in maniera proficua dei questionari, x alcuni possono risultare troppo complicati mentre altri hanno una serie di pregiudizi sull’utilità di questi strumenti.

E’ fondamentale spiegare in maniera esauriente:

xchè si somministra un questionario

xchè si somministra quello specifico questionario

quali elementi o caratteristiche di un questionario possono suscitare difficoltà o avversione in chi ha il compito di compilarli

la relazione tra i test e le diagnosi dei disturbi mentali

come viene tutelata la riservatezza dei dati acquisiti


Perché si somministra un questionario:


Un questionario è uno strumento altamente sofisticato che si basa su procedimenti statistici e approfondite ricerche e tramite tale misura è possibile approfondire certi elementi che sfuggirebbero al colloquio o all’osservazione.

Si deve tenere sempre presente xò che la valutazione di una xsona non è riconducibile ai risultati ottenuti su un questionario ma quest’ultimo costituisce un valido aiuto all’interno di una strategia comprendente diverse fonti di interpretazioni.




Capitolo 2: Il “Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2” (Mmpi2)


Costrutti teorici:


Il questionario originale è stato creato da Hathaway e McKinley nel 1840 ed è formato da 566 item che vanno a comporre 3 scale di controllo e 10 scale cliniche.

I punteggi ottenuti alle diverse scale vengono riportati su appositi moduli che consentono dei profili grafici la cui forma consente di dare un’interpretazione più raffinata ai risultati.

Le 3 scale di controllo sono:

scala L (lie): misura il grado in cui una persona tenta di mostrare una buona immagine di se. Gli item della scale si riferiscono infatti a piccoli difetti e scorrettezze tipici di ogni xsona

scala F (frequency): misura una serie di esperienze e pensiero poco comuni nella popolazione normale; più i punteggi sono elevati e più la xsona considera gravi i propri problemi. Punteggi estremi a tale scale suggeriscono di invalidare il test

scala K (correction): misura meccanismi difensivi nei confronti del test. Punteggi troppo bassi indicano che il soggetto e vulnerabile e considera in modo negativo la propria condizione esistenziale. Punteggi elevati indicano che la xsona tende a negare i propri problemi.

Le 10 scale cliniche sono:

Scala di Ipocondria (Hs): contiene item relativi a problemi fisici. Elevati punteggi possono indicare indifferentemente xsone con gravi problemi a livello somatico, persone eccessivamente preoccupate dei propri sintomi fisici e xsone che usano i propri sintomi fisici a scopo manipolativo.

Scala di Depressione (D): riguarda la bassa autostima, pessimismo, disperazione e tristezza. Elevati punteggi posso indicare depressione, lentezza psicomotoria, lamento somatico, rimuginazione mentale. Nei pazienti di interesse psichiatrico è la scala a più alto punteggio.

Scala di Isteria (Hy): contiene due tipi di item: item che segnalano problemi fisici e item dal contenuto fortemente ottimista che tende a negare qualsiasi problema. Elevati punteggi indicano negazione di problemi, tendenza a dipendere dagli altri, paura di essere rifiutati, seduttività. Nei maschi non è una scala frequentemente elevata.

Scala di Deviazione psicopatica (Pd): la scala misura una serie di caratteristiche sociali che vanno da una semplice insofferenza alle regole fino a veri e propri atti violenti. I giovani ottengono normalmente punteggi più alti degli anziani.

Scala di Mascolinità-Femminilità (Mf): item che riguardano interessi estetici, scelte di vita e presenza di passività; misura l’adesione rigida o flessibile allo stereotipo sessuale.

Scala di Paranoia (Pa): riguarda il grado di sensibilità verso le opinioni degli altri; elevati punteggi possono indicare la tendenza a non vedere i propri difetti e a considerarsi sempre dalla parte della ragione.

Scala di Psicoastenia (Pt): misura aspetti durevoli dell’ansia; elevati punteggi si possono associare a rimuginazioni mentali e compulsioni. Si accompagna ad un aumento delle scale D e Sc.

Scala di Schizofrenia (Sc): misura il grado di confusione mentale e può indicare, in caso di punteggi molto elevati, disorientamento e deterioramento dei processi logici. È fortemente correlata alla scala Pt.

Scala di Ipomania (Ma): riguarda il grado di energia della xsona; più alto è il valore di questa scala maggiore l’energia dell’individuo. Tale energia espresso a livello ideativo, motorio ed emotivo.

Scala di Introversione sociale (Si): misura l’inclinazione delle xsone a isolarsi o a stare con gli altri; più elevati sono i punteggi, più la xsona preferisce stare da sola.


Descrizione:


L’ Mmpi originale fu sviluppato x aiutare gli psicologi e gli psichiatri a formulare con maggiore precisione una diagnosi di disturbo mentale ma, nonostante l’accurato lavoro di ricerca fatto dagli autori, non si è mai rivelato adatto x questi scopi. IL test si è rilevato il primo vero strumento relativamente agevole x la distinzione tra normalità e patologia e anche un discreto indicatore di patologie specifiche.


Mmpi: la versione italiana:


La prima traduzione non ufficiale fu fatta nel 1948 e quella ufficiale è comparsa nel 1957. La versione italiana è formata da 550 item e prevede le 10 scale cliniche e le 3 scale di controllo.

Nel 1958 è stata messa a punto anche una forma ridotta portata a 357 item dove l’unica scala modificata è quella di introversione sociale accorciata di circa la metà.

Nel 1962, solo x la versione italiana, è stata messa a punto la forma abbreviata composta di solo 174 item x consentire l’applicazione del test a soggetti di basso livello culturale. In questa forma sono stati eliminati gli item di maggiore complessità linguistica e ne sono stati modificati altri x una maggiore comprensibilità.


Il Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2:


IL questionario prevede 3 nuove scale di controllo:

Scala F-back: valuta la tendenza a fornire risposte inusuali nella seconda metà del test.

Scala Trin: valuta la tendenza a rispondere vero o sempre falso.

Scala Vrin: valuta la tendenza di rispondere a caso.

Sono state anche aggiunte sei scale cliniche supplementari:

Scala Mac-R: valuta l’alcolismo e le tossicodipendenze.

Scala Ostilità ipercontrollata.

Scala di Disturbo da stress post traumatico.

Scala di Disagio coniugale.

Scala di Tossicodipendenza potenziale.

Scala di Ammissione di tossicodipendenza.

Infine, sono previste anche quindici nuove scale che sono state create unendo tra loro gli item sulla base del contenuto:

1.     ansia

2.     paure

3.     ossessività

4.     depressione

5.     preoccupazioni x la salute

6.     ideazione bizzarra

7.     rabbia

8.     cinismo

9.     comportamenti antisociali

10.  tipo A

11.  bassa autostima

12.  disagio sociale

13.  problemi familiari

14.  difficoltà sul lavoro

15.  indicatori di difficoltà di trattamento

In tutto, l’ Mmpi-2 è formato da 567 frasi che si riferiscono a un vasto campo di argomenti che riguardano il soggetto esaminato. Il sistema di risposta è dicotomico vero/falso.




Somministrazione:


La modalità di somministrazione prevista è l’autosomministrazione su base individuale o collettiva. Il tempo necessario x completare il test vari da 45 min. alle 2 h. A causa della lunghezza del test, i pazienti con un grado di psicopatologia medio/grave possono trovare delle difficoltà nel completare il questionario; è necessari motivare il soggetto alla compilazione.

Altre difficoltà sono costituite dal sistema di risposta dicotomico che non offre alternative intermedie e dal contenuto di alcuni item che possono apparire molto lontani dalla quotidianità della persone.


Scoring:


Le risposte vengono conteggiate in modo da ottenere dei punteggi grezzi x 6 scale di validità, 10 scale cliniche, 6 scale supplementari e 15 scale di contenuto.

I punteggi grezzi vengono riportati su tre schede diverse, separatamente x maschi e femmine, dove si vengono a formare dei profili grafici individualizzati con la relativa corrispondenza in punti T.

IL manuale italiano del test riporta anche le modalità x ricavare altre 8 scale e più di 30 subscale e le relative norme in forma di medie e deviazioni standard.


Interpretazione:


Le dieci scale cliniche di base si interpretano allo stesso modo nelle due versioni del test:

1.     interpretazione x punte: si interpretano tutte le scale il cui punteggio corrisponde ad almeno 65 punti T o a valori superiori

2.     interpretazione x codice: si considerano le due o tre scale coi punteggi più alti

Indipendentemente dai singoli punteggi, l’utente esperto cerca di interpretare la forma grafica del profilo collegandola a profili “tipici” che richiamano particolari categorie diagnostiche o classificazioni psicopatologiche.

Interessante è l’ interpretazione x assi secondo lo schema di Diamond che consiste nel contrapporre i punti T di coppie di scale che misurano aspetti concettualmente opposti x rilevare verso quale polo si colloca la persona esaminata.

Le tre scale di controllo tradizionali (L,F,K) vengono considerate x prime sia separatamente che nella configurazione globale a 3; altre due scale (Trin, Vrin) vengono valutate x confermare o disconfermare le ipotesi nate dall’interpretazione delle tre scale precedenti. La rimanente scala (F-back) completa il quadro.

Per le altre 8 scale e le numerose subscale x cui non esistono conversioni in punteggi standardizzati si considera i punteggi che si discostano di almeno 1,5-2 deviazioni standard dalla media normativa.


Problemi di utilizzo:


L’Mmpi-2 traccia profili di xsonalità ed il suo utilizzo si configura soprattutto in sede di assessment iniziale o ai fini di screaning diagnostico.

I problemi più grossi vengono dall’interpretazione. La mancanza di validità di costrutto del questionario rende l’interpretazione complessa e spesso molto diversa a seconda del grado di esperienza e di conoscenze dell’ utilizzatore.

A complicare le cose c’è anche il fatto che le scale cambiano di significato in relazione alla elevazione delle altre.

Le indicazioni offerte dal questionario hanno un carattere piuttosto generico, non sono facilmente comunicabili ai pazienti e sono difficilmente utilizzabili x un intervento. Può esistere anche la tentazione di formulare delle diagnosi sulla base dei risultati del test: ciò può causare clamorosi errori.

L’Mmpi-2 non si presta ad essere uno strumento di base x l’assessment ma un utile complemento in situazioni particolari; l’uso proficuo di questo test dipende dal grado di competenza dell’utilizzatore e, x questo motivo, richiede un training preliminare.


Capitolo 3: l’ “Eysenck Personality Questionnaire” (EPQ):


L’ EPQ è il risultato di un’elaborazione di test elaborati da Eysenck:

il Maudsley Medical Questionnaire: esplorava una prima dimensione di xsonalità indicata come N (Neuroticism). La scala N descrive una dimensione di instabilità e labilità emotiva

il Maudsley Personality Inventory: oltre alla dimensione N analizzava anche una dimensione indicata con E (Extraversion). La scala E descrive un continuum bipolare con estremi il polo dell’ introversione e dell’estroversione

l’ Eysenck Personality Inventory: alle precedenti dimensioni venne aggiunta una scala di controllo denominata L (Lie) x identificare il tentativo di mentire al questionario. La scala L misura la desiderabilità sociale.

Dall’ultima elaborazione è nato l’EPQ dove venne aggiunta una terza dimensione di xsonalità indicata con P (Psychoticism) la quale descrive una dimensione di anticonformismo, asocialità, disadattamento sociale e può includere aspetti di ostilità e antisocialità.


Descrizione:


L’EPQ nella forma originale è composto da 90 item che vengono alternati regolarmente sulla base delle 4 scale. IL sistema di risposta è dicotomico (si/no).


Somministrazione:


E’ prevista solo l’autosomministrazione che può essere individuale e collettiva della durata di 10-15 min..

Nella somministrazione possono nascere delle difficoltà a causa del sistema dicotomico di risposto poiché il soggetto in esame può affermare che la risposta che vorrebbe dare non è si/no ma qualcosa di intermedio.


Scoring:


Con l’uso di apposite griglie si ricavano 4 punteggi, uno x ciascuna scala. E’ opportuno fare la conversione in punti Z ed è possibile una visualizzazione attraverso una rappresentazione grafica in uno spazio tridimensionale.


Interpretazione:


Scala E: un punteggio basso indica la prevalenza di caratteristiche di introversione mentre un punteggio alto indica la prevalenza di caratteristiche di estroversione.

Scala N: un punteggio alto indica un’alta vulnerabilità a fronte di situazioni emozionali anche moderatamente negative o stressanti: segnala un fattore di rischio.

Scala P: un punteggio elevato indica la vulnerabilità a fronte delle pressioni sociali che può condurre ad atteggiamenti e comportamenti o anticonformisti o di disadattamento e marginalità sociale.

Scala L: un punteggio elevato indica che il soggetto tende ad offrire un’immagine  positiva di sé e a rispondere in conformità con stereotipi perbenisti; è conveniente, in questi casi, non dare credito alle risposte.


La forma ridotta (EPQ-R):


La forma ridotta dell’EPQ è composta da 48 item: 12 x ciascuna scala, scelti tra quelli con le migliori caratteristiche psicometriche.





Capitolo 4: il “Cognitive Behavioural Assessment” (Cba 2.0):


Negli anni ’80 un gruppo di psicologici clinici italiani hanno riadattato i questionari esistenti x l’indagine e l’assessment dando origine alla batteria Cba 2.0: una serie di test e schede finalizzate ad individuare eventuali aree problematiche in popolazioni cliniche.

La batteria Cba 2.0 non fornisce diagnosi o profili psicodiagnostici ma una descrizione di eventuali problematiche del soggetto e il legame di quest’ultime con la situazione ambientale, unita ad alcuni tratti psicologici che caratterizzano la xsona in modo più globale.


Descrizione:


La batteria Cba 2.0 è una batteria di assessment a largo spettro finalizzata a indagare le principali problematiche che un soggetto può presentare. È costituita da 10 “schede” molte delle quali, ma non tutte, contengono delle scale di misura, cioè questionari o inventari nella classica forma che prevede una risposta dicotomica o multipla.

Scheda 1: Dati generali: cartella finalizzata a raccogliere i dati anagrafici del paziente.

Scheda 2: “State Trait Anxiety Inventory” forma X1: traduzione ed adattamento del questionario di Spielberg x misurare l’ansia di stato: ansia che il paziente riporta di provare nel momento di compilazione del questionario.

Scheda 3: “State Trait Anxiety Inventory” forma X2: traduzione ed adattamento del questionario di Spielberg x misurare l’ansia di tratto: stato di ansia durevole che può costituire un vero e proprio tratto di xsonalità.

Scheda 4: Cartella autobiografica/anamnesi psicologica: contiene una serie d’informazioni di carattere clinico e anamnestico che consentono di ottenere un quadro abbastanza completo di eventuali problematiche del soggetto. Questa scheda viene utilizzata x approfondire tutti quegli aspetti che vengono segnalati dal soggetto e che possono essere espressione di disagio psicologico e/o esistenziale.

Scheda 5: “Eysenck Personality Questionnaire” forma ridotta (EPQ-R): traduzione ed adattamento dell’EPQ-R: consente di individuare delle caratteristiche stabili del soggetto che possono fungere da variabili moderatrici dello sviluppo di determinati disturbi o in alternativa posso costituire degli elementi di protezione rispetto a una possibile insorgenza di problemi psicologici.

Scheda 6: “Questionario psicofisiologico” forma ridotta (QPF-R): il QPF-R elenca reazioni e disturbi psicofisiologici che un individuo può esperire; è composto da 30 item che chiedono al soggetto di valutare la frequenza di svariate reazioni psicofisiologiche. IL punteggio totale riflette il giudizio della xsona sul proprio livello di attivazione generale e sulle proprie reazioni psicofisiologiche: è indice di quello che viene chiamato “lamento somatico”.

Scheda 7: “Inventario delle paure” (IP-R): 58 item che elencano una serie di situazioni-stimolo che possono generare paura alle quali il soggetto da una valutazione su una scala a 5 punti. L’IP-R fornisce:

1.     indici complessivi: forniscono un’indicazione sintetica sul numero delle paure (IP-F) e sulla loro intensità (IP-H)

2.     indici specifici:informano se l’individuo manifesta problemi fobici in aree relativamente circoscritte.

Scheda 8: Questionario D: ha lo scopo di misurare le manifestazioni depressive; alti punteggi a questa scheda indicano l’esistenza di una condizione depressiva.

Scheda 9: “Maudsley Obsessional-Compulsive Questionnaire” forma ridotta (MOCQ-R): il MOCQ-R indaga comportamenti e problemi di tipo ossessivo-compulsivo e fornisce:

1.     indice complessivo: indicazione sintetica sulla presenza di disturbi ossessivo compulsavi

2.     indici specifici: si riferiscono a comportamenti e preoccupazioni relativi a controlli ripetuti e superflui.

Scheda 10: “State Trait Anxiety Inventory” forma X1 forma ridotta: gia presente nella scheda 2, ma ora proposto in forma ridotta, serve a misurare il livello di ansia esperito dal soggetto alla fine della prova e a confrontare l’ansia del soggetto all’inizio e alla fine della prova.


Somministrazione:


La batteria può essere somministrata individualmente o in gruppo e richiede almeno 30-45 minuti x la compilazione in un ambiente possibilmente tranquillo e riservato.


Scoring:


Per lo scoring si utilizzano dei fogli di notazione e delle griglie di correzione che danno dei punteggi grezzi che possono essere trasformati in punti Z e in percentili tramite apposite tabelle.


Interpretazione:


Una volta prese tutte le informazioni è possibile stendere il referto su un modello predisposto a tale scopo. Le informazioni si possono dividere in tre categorie:

1.     informazioni circa la validità del protocollo: riguardano l’accuratezza delle risposte, valutazione circa l’interferenza dello stato di ansia, valutazione della tendenza alla simulazione e al conformismo da parte del paziente e l’analisi della motivazione.

2.     interpretazione delle scale primarie: informazioni relative a ciascuna scala che possono confermare o disconfermare i risultati delle varie scale

3.     approfondimeneti consigliati: prendono in considerazione i problemi che richiedono di essere approfonditi e quegli aspetti che a causa di ambiguità o mancanza d’informazioni vanno esplorati.


Problemi di utilizzo:


La batteria è stata concepita principalmente x la fase iniziale dell’esame psicodiagnostico e si è rivelata molto utile anche x seguire l’evoluzione dei pazienti nel tempo.

Questo strumento non fornisce profili psicodiagnostici ma cerca di descrivere le problematiche concrete lamentate dal xsona. X questo motivo, la natura, la qualità e l’articolazione delle informazioni fornite possono inizialmente disorientare lo psicologo abituato a ragionare in termini di presenza/assenza di psicopatologia.

La batteria non è spesso adatta x le indagini con pazienti psicotici e spesso non è attendibile se compilata da soggetti con gravi disturbi di xsonalità.




Capitolo 5: il “16 Personality Factor Test” (16PF-C):


Costrutti teorici:


Il 16PF misura 16 dimensioni di personalità presentate come dimensioni bipolari e individuate tramite le lettere:

1.     distacco-orientato agli altri (A)

2.     alta intelligenza-bassa intelligenza (B)

3.     emotività-forza dell’io (C)

4.     sottomissione-dominanza (E)

5.     riservatezza estroversione (F)

6.     incostante-scrupoloso (G)

7.     prudenza-audacia (H)

8.     cinico-sensibile (I)

9.     fiducioso-sospettoso (L)

10.  conformista-egocentrico (M)

11.  semplice-sofisticato (N)

12.  sicurezza-insicurezza (O)

13.  conservatore-radicale (Q1)

14.  dipendenza-autonomia (Q2)

15.  basso autocontrollo-alto autocontrollo (Q3)

16.  rilassato-irritabile (Q4)

L’inventario, nella forma originale messa a punto da Cattel, era composto da 187 item e fu creato in due forme (A e B) adatte x la somministrazione individuale e x quella collettiva.


Il 16 PF-forma C:


Il 16PF-C è la forma aggiornata delle due versioni precedenti. E’ composto da 105 item e le 16 dimensioni di xsonalità sono misurate da altrettante scale composte da sei item ciascuna ad eccezione della scala di intelligenza formata da 8 item. Esiste anche una scala di controllo (MD) di 7 item x individuare eventuali tentativi di falsificazione delle risposte da parte dei soggetti. L’inventario contiene una serie di affermazioni spesso non direttamente connesse al tratto a cui si riferiscono.

Le istruzioni chiedono di segnare una delle alternative di risposta e viene specificato, inoltre, di non pensare troppo a lungo nel dare le risposte.



Somministrazione:


La modalità prevista è l’autosomministrazione individuale o collettiva. I soggetti leggono le frasi e indicano la loro risposta ponendo un segno su un fogli di risposta separato.

IL questionario necessita un certo impegno da parte di chi lo compila poiché la formulazione di molte domande spinge il soggetto anche a prolungate riflessioni e richieste di chiarimento, inoltre, la non omogeneità nel sistema di risposta richiede un ulteriore sforzo di comprensione. IL tempo necessario x la compilazione varia dai 30 ai 45 min..


Scoring:


Le risposte vengono conteggiate in modo da ottenere dei punteggi grezzi x le sedici modalità di xsonalità e x l’eventuale scala di controllo.

I punteggi grezzi possono essere trasformati in due tipi diversi di punti:

punti stanine: punteggi standard normalizzati espressi su una scala di misura che va da 1 a 9 con una media di 5 e una deviazione standard di 2

punti sten: molto simili agli stanine con la differenza che sono espressi su una scala di misura da 1 a 10, con una media di 5,5 e una deviazione standard di 2.


Interpretazione:


X ogni xsona si ottiene un profilo a forma di linea continua che illustra la posizione del soggetto rispetto ai 16 fattori di xsonalità.

In generale, i punteggi bassi e alti saranno oggetto di particolare attenzione poiché potrebbero indicare caratteristiche di particolare spicco della xsonalità.

Non esistono caratteristiche personologiche in assoluto positive o negative, gli esiti del test andranno di volta in volta valutati a seconda delle finalità x le quali la persona si sottopone alla prova.

La strategia interpretativa consigliata è quella di consigliare la forma del profilo; nel manuale italiano sono riportati diversi esempi di profili di xsonalità.


Problemi di utilizzo:


I primi fattori hanno un significato abbastanza chiaro mentre dal fattore I in poi diventano meno interpretabili e hanno diversi elementi di sovrapposizione

A causa della mancata verifica della validità delle dimensioni l’interpretazione, a volte, può risultare fuorviante; x usare propriamente l’inventario è bene conoscere i principali studi empirici su questo strumento e  non limitarsi al significato dei diversi fattori così come descritto nel manuale.

L’inventario è facilmente falsificabile, il che pone non pochi interrogativi sul suo utilizzo.

I punti di forza dell’inventario sono:

i fattori sono poco correlati tra di loro e quindi offrono delle informazioni diverse

le informazioni ricavate dal questionario sono tra le più complete nell’ambito della misurazione della xsonalità.




Capitolo 6: il “Big Five Questionnaire” (BFQ):


Il Big five questionnaire è un questionario italiano che misura i 5 tratti considerati fondamentali nella descrizione della xsonalità.


Costrutti teorici:


Le 5 dimensioni che costituiscono il BFQ sono costituite da un continuum bipolare:

  1. Estroversione: si riferisce a una modalità di comportamento dinamica, attiva e dominante dove la ricerca della compagnia e l’impulsività sono caratteristiche. La scarsa estroversione, invece, è caratterizzata dalla riservatezza, la scarsa loquacità e l’attività solitaria.
  2. Stabilità emotiva: bassa ansia, bassa vulnerabilità e controllo delle proprie reazioni comportamentali ed emotive. La scarsa stabilità si caratterizza x umore labile, irrequietezza, nervosismo e scarso controllo delle reazioni emotive.
  3. Gradevolezza: caratteristiche sono un atteggiamento amichevole, cordiale e altruista. Descrizioni opposte caratterizzano le xsone con scarsa gradevolezza.
  4. Coscienziosità: riflessività, scrupolosità e accuratezza. La scarsa coscienziosità è data da poco attenzione e superficialità nell’eseguire i compiti e gli impegni.
  5. Apertura mentale: curiosità verso il mondo, la cultura, interessi diverse e apertura a nuove esperienze. La scarsa apertura mentale è data limitati interessi e poca propensione alla novità e alla scoperta.

I 5 fattori posseggono una notevole affidabilità e validità, inoltre sono relativamente stabili nell’età adulta e sono invarianti rispetto al sesso.


Descrizione:


Il questionario misura le 5 dimensioni base della xsonalità e ogni dimensione è divisa a sua volta in 2 sottodimensioni. Accanto a queste misure è prevista anche una scala di controllo, denominata “Lie”, x verificare la tendenza a rispondere in modo socialmente desiderabile.

Il BFQ è formato da 132 item che si riferiscono a diversi aspetti della xsonalità; al soggetto viene detto di leggere attentamente ciascun item e di valutare quanto quella frase si applica alla sua xsonalità mediante una scala a 5 punti che va da “assolutamente falso x me” a “assolutamente vero x me” passando da valutazioni intermedie.


Somministrazione:


Autosomministrazione sia individuale che collettiva; i soggetti leggono le frasi e indicano la loro risposta segnandola su un foglio risposta separato. Il tempo necessario va dai 15 ai 40 min..

Scoring:


I punteggi grezzi vengono trasformati in punti T e vengono riportati su un apposito foglio di profilo. Sono previste tabelle di conversione separate x maschi e femmine; x ogni xsona se ottiene un profilo a istogramma formato dalle 5 dimensioni base, la scala di controllo e le dieci sottodimensioni.



Interpretazione:


L’interpretazione segue i seguenti passi:



  1. verifica della scala di controllo x valutare gli effetti della desiderabilità sociale
  2. interpretazione singola delle 5 dimensioni base
  3. rifinitura dell’interpretazione prendendo in esame le 10 sottodimensioni
  4. valutazione del profilo complessivo risultante da tutte le dimensioni

Si definiscono punteggi bassi o alti a questo test tutti quelli che differiscono di almeno una deviazione standard dalla media. E’ importante sottolineare che non esistono profili di xsonalità assolutamente desiderabili e assolutamente indesiderabili.

Il manuale riporta alcuni esempi di profili che possono essere prototipici di particolari costellazioni di xsonalità.


Problemi di utilizzo:


Il BFQ è un inventario che si basa su una tassonomia di xsonalità molto vicina a quella utilizzata dalle xsone comuni ed ha una solida validità di costrutto; questi due aspetti fanno si l’interpretazione dei risultati e lo loro comunicazione sia facilitata.

Il BFQ può essere utilizzato come strumento di complemento dell’assessment x evidenziare risorse e deficit di xsonalità.

Qualche problema di utilizzo nasce quando si interpreta il profilo complessivo del soggetto; questa operazione non è molto semplice ma può essere appresa sia facendo riferimento agli esempi riportati nel manuale sia con un adeguata pratica.




Capitolo 7: L’ “Adjective check list” (ACL):


L’Adjective check list è costituito da una serie di aggettivi riferiti alla xsonalità che il soggetto può liberamente contrassegnare; non esiste l’obbligo di rispondere a tutti gli item del test.

La costruzione del test non è ispirata ne a un metodo empirico ne a una precisa teoria, le diverse scale del test sono frutto di diverse modifiche e rimaneggiamenti che hanno coperto l’arco di 20 anni.


Costrutti teorici:


L’ACL è formato da 300 aggettivi di uso comune che fanno riferimento a diverse caratteristiche xsonologiche e che vanno a formare 37 scale.

Le 37 scale sono state divise in 5 gruppi: il primo gruppo non misura dimensioni precise ma aspetti generali del processo valutativo di sé:

numero degli aggettivi contrassegnati

numero degli aggettivi favorevoli

numero di aggettivi sfavorevoli

risposte comuni

Inoltre, la prima scala funge anche da scala di controllo il cui punteggio viene anche utilizzato x correggere i punti ottenuti dalle altre scale.

Le successive 15 scale misurano alcuni bisogni fondamentali degli individui, altre 9 scale misurano aspetti vari, altre 5 i ruoli identificati dall’analisi transizionale e le ultime 4 le dimensioni legate alla combinazione di alta e bassa originalità e intelligenza.


Descrizione:


La lista degli aggettivi dell’ACL è stata messa a punto facendo riferimento a teorie e strumenti  diversi. In particolare sono stati stilati diversi elenchi da studi fatti sull’MMPI e dai tratti individuati da Cattell.

La necessità di paragonare diversi individui o gruppi sulla base degli aggettivi contrassegnati portò al raggruppamento degli aggettivi che facevano parte ad una dimensione comune.

La principale debolezza è data dal fatto che le dimensioni che l’ACL si propone di misurare sono a volte ambigue, di difficile interpretazione e con molti problemi di validità.

Un punto di forza è costituito dal fatto che ogni singola scala è correlata con una serie di valutazioni fornite da osservatori esterni e le correlazioni negative  e positive col valore più alto riportate in modo dettagliato nel manuale: in questo modo l’utilizzatore può comprendere meglio la natura della ipotizzata dimensione che sta alla base della scala stessa.


Somministrazione:


L’ACL è utilizzato x l’autodescrizione su base individuale o collettiva; è disponibile sotto forma di protocollo cartaceo ed il sistema di risposta è a scelta libera.

Le istruzioni chiedono di leggere di volta in volta ogni singolo aggettivo e di segnare quegli aggettivi che sono giudicati più adatti x la descrizione di sé nel momento attuale.

IL  tempo necessario x completare il test varia dai 10 ai 20 min..


Scoring:


Le risposte vengono conteggiate in modo da ottenere dei punteggi grezzi x le 37 dimensioni misurate nell’inventario. I punteggi grezzi vengono trasformati in punti chiamati “standard” mediante apposite tabelle che sono suddivise x sesso e x i 5 sottogruppi individuati. I punti T così ottenuti sono riportati su un modulo separato dove si vengono a formare dei profili grafici individualizzati.


Interpretazione:


In primo luogo si valuta la validità del protocollo, se questo è valido si fa attenzione a quei punteggi distanti almeno una deviazione standard e mezzo dalla media. Le 5 scale   che identificano i ruoli secondo l’analisi transizionale devono essere esaminate separatamente dalle 4 dimensioni legate alla combinazione di alta e bassa originalità e intelligenza.

Un utilizzatore con molta esperienza potrebbe provare a ipotizzare quadri xsonologici in funzione delle caratteristiche grafiche dei profili.


Problemi di utilizzo:


Il pregio di questo strumento consiste nella relativa brevità, nella formulazione degli item, nel sistema di risposta  e nella capacità di cogliere i cambiamenti nel tempo.

Tuttavia ci sono alcuni difetti che ne rendono problematico l’utilizzo:

le dimensioni prese in considerazione non esauriscono tutti gli aspetti della xsonalità

le scale fanno riferimento a dimensioni che spesso si sovrappongono tra loro

i contenuti di ogni scala sono eterogenei e raramente riconducibili a dimensioni più semplici

i nomi delle scale possono essere fuorvianti

L’inventario è carente di  validità di costrutto a causa del metodo empirico con cui sono state ricavate le varie scale; i risultati ottenuti con l’ACL devono essere confermati con strumenti più affidabili o indagini più approfondite.



Capitolo 8: Il “Millon Clinical Multiaxial Inventory-3” (MCMI-3):


Nel 1969 Millon ha creato questo test partendo dall’idea che la psicopatologia deve essere studiata mediante un approccio biosociale che tenga conto dello sviluppo filogenetico, ontogenetico e neurobiologico dell’uomo.

Secondo questa prospettiva , tutti gli esseri umani possono essere classificati in base a 4 categorie bipolari:

1.     piacere-dolore: richiama gli aspetti legati all’esistenza

2.     adattamento-cambiamento: aspetti legati alla sopravvivenza

3.     Sé-altro: aspetti legati alla riproduzione

4.     sensazione-astrazione: capacità di pianificazione e problem solving

La combinazione delle prime 3 polarità è utilizzata x costruire una tassonomia dei disturbi di xsonalità.


Descrizione:


I principali costrutti esaminati si riferiscono a 14 configurazioni di xsonalità, a 10 scale di misura di sindromi cliniche e a 4 scale di controllo.

Il MCMI-3 è formato da 75 item che si riferiscono ad aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali del soggetto esaminato. IL sistema di risposta è dicotomico (vero/falso).

Le istruzioni chiedono di leggere una frase x volta e di indicare se è vera o falsa.


Somministrazione:


La modalità prevista è l’autosomministrazione su base individuale o collettiva; il tempo necessario x completare il test varia dai 30 minuti fino ad un’ora.


Scoring:


Le risposte vengono conteggiate in modo da ottenere dei punteggi grezzi che vengono convertiti in punti standard chiamati Base Rates che si basano sui punteggi xcentili. Una volta trasformati i punteggi Millon prevede una serie di correzioni dei valori delle 14 scale sulla base dei valori ottenuti dal soggetto nelle scale di controllo e in quelle che misurano le sindromi cliniche.


Interpretazione:


L’interpretazione del MCMI-3 è piuttosto complessa e viene condotta nel modo seguente:

i tre tipi di scale vengono considerati separatamente e, x ciascuna tipologia, vengono prese in considerazione le scale il cui punteggio corrisponde ad almeno 60 punti BR.

Interpretazioni x codice: si considerano le due o tre scale coi punteggi più alti. Poiché ognuna delle scale è indicata con una lettera o con un numero, la combinazione corrispondente darà origine al codice ( es.: 1-2-8, 8-a-2 ecc.). Le interpretazioni di questi codici sono riportati sui manuali dell’inventario e in altri volumi.

Considerazione di particolari item.


Problemi di utilizzo:


Il MCMi-3 mostra le sue migliori potenzialità x la valutazione dei disturbi di xsonalità in popolazioni di interesse clinico.

Si è rivelato molto utile nel discriminare diversi quadri di xsonalità patologici tra i tossicodipendenti e in xsone con disturbi alimentari.

Uno dei problemi principali è dato dal fatto che le diverse forme dell’MCMI-3 non correlano con le più comuni interviste x i disturbi di xsonalità.




Capitolo 20: L’Ansia:


Per ansia si intende l’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri, accompagnata, da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione. Gli elementi esposti al rischio possono appartenere sia al mondo interno che a quello esterno.

L’ansia è stata definita anche in modo bipolare con l’introduzione dei concetti di ansia di tratto, variabile di xsonalità differente tra individui diversi, e l’ansia di stato, stato emotivo di una xsona in un dato momento e in una data situazione.


“Stait-Trait Anxiety Inventory”:


Costrutti teorici:

Spielberg ha dato le denominazioni tecniche dei due poli tuttora in uso:

Ansia di stato: stato transitorio emozionale caratterizzata da sentimenti soggettivi xcepiti a livello cosciente di tensione e apprensione.

Ansia di tratto: differenze individuali relativamente stabili nella disposizione verso l’ansia; differenze a rispondere con elevazioni dell’intensità dell’ansia di stato a situazioni xcepite come minacciose.


La forma X (STAI-X):

Inventario composto da due scale distinte, entrambe di 20 item, chiamate X-1, quella x l’ansia di stato, e X-2, quella x l’ansia di tratto: solo 3 item sono identici nelle due scale, 2 item sono estremamente simili contenendo le medesime parole chiave, gli altri 15 sono chiaramente diversi.

Le istruzioni della scala X-1 chiedono di fare riferimento a come la xsona si sente in quel preciso momento e di scegliere la risposta che meglio descrive i suoi stati d’animo.

Le istruzioni della scala X-2 chiedono di fare riferimento a come la xsona si sente abitualmente e di scegliere la risposta che meglio descrive questo suo stato.


Somministrazione:

La somministrazione non ha limiti di tempo, il tempo necessario varia dai 10 ai 15 min..

La risomministrazione frequente, anche a breve tempo, del test non presenta inconvenienti; la ripresentazione della scala X-1 è pratica comune quando si vuole monitorare con attenzione l’evoluzione nel tempo dell’ansia di stato in una particolare condizione.


Scoring:

Il punteggio assegnato a ciascun item varia da 1 a 4 e x l’assegnazione del punteggio è necessario l’uso delle apposite griglie. Si ricavano due punteggi: uno relativo alla scala X-1 e uno relativo alla scala X-2; i punteggi grezzi possono essere trasformati in punti z e in xcentili.


Interpretazione:

Il punteggio della scala X-1 si riferisce all’ansia di stato ed indica che in quel momento la xsona si xcepisce in ansia. Si tratta di un'autovalutazione soggettiva che potrebbe concordare o non con quanto potrebbe rilevare un osservatore esterno o un ipotetica registrazione picofisiologica. Si tratta di una variabile individuale che ha senso solo quando messa in relazione ad uno specifico contesto.

Un punteggio molto elevato nella scala X-2 non deve essere automaticamente considerato come indicativo di un disturbo di ansia.


La forma Y (STAI-Y):

La revisione della forma X è iniziata nel 1979 e fu motivata sia dal desiderio di ottenere una migliore differenziazione del costrutto dell’ansia da quello di depressione e sia dalla ricerca di un miglior bilanciamento fra gli item che indicavano la presenza di ansia con quelli che indicavano l’assenza di ansia.

Nella forma Y sono stati modificati 6 item x l’ansia di stato e 6 x quella di tratto. Le modalità di somministrazione sono le stesse della forma X così come le modalità di scoring e di interpretazione.


La forma ridotta (STAI-X1/R):

E’ stata suggerita la possibilità di ridurre a 10 gli item della scala X-1 in tutti quei casi in cui si deve ripresentare l’inventario in condizioni di ristrettezza temporale x monitorare l’evoluzione dell’ansia nel tempo. In questi casi non si è interessati al punteggio in sé della scala ma alle sue variazioni nel tempo.

La forma ridotta va presentata con le stesse istruzioni della forma completa.


“Test Anxiety Inventory”:


Spielberg costruì anche un test di valutazione dell’ansia in situazioni specifiche: il Test anxiety inventory. Il costrutto iniziale del test era monodimensionale ma presto sono state distinte due diverse componenti:

Manifestazioni cognitive: preoccupazione, aspettative negative ecc..

Sensazioni di attivazione del sistema nervoso autonomo.


Descrizione:

Il test è stato sviluppato nel 1980 x misurare le differenze individuali nelle manifestazioni d’ansia in una situazione d’ansia specifica.

L’inventario è composto da 20 item ed è una misura di ansia di tratto, non di stato, poiché si chiede al soggetto di fare riferimento a come si sente generalmente.

Il test si suddivide in due subscale:

Preoccupazione: attivazioni di pensieri inferenti col compito e rimuginazione delle conseguenze di un eventuale insuccesso.

Emotività: classiche manifestazioni neurovegetative dell’ansia.


Somministrazione:

Autosomministrazione sia individuale che collettiva; il tempo richiesto è inferiore ai 10 min.. Nel somministrare il test si deve evitare il termine ansia ma si deve usare il termine “questionario di atteggiamenti”.


Scoring:

Ogni risposta viene valutata da 1 a 4 punti e dalla somma dei punteggi si ricava il punteggio totale (T), dopo di che vengono calcolati i punteggi relativi alle due subscale.

Lo scoring presuppone l’impiego di apposite griglie; i punteggi vengono poi trasformati in punti z e in ranghi xcentili.


“Endler Multidimensional Anxiety Scales” (EMAS):


Costrutti e presupposti teorici:

Le EMAS si collocano in una prospettiva interazionista della xsonalità, una mediazione tra i due approcci tradizionalmente contrapposti:

Teorie classiche: spiegazione del comportamento del singolo individuo in tratti di xsonalità

Teorie situazionali: spiegazione del comportamento nelle variabili inerenti alla situazione.

Secondo la prospettiva interazionista, la miglior previsione del livello di ansia di un individuo in una data situazione è funzione non di un tratto di xsonalità o delle variabili intrinseche delle situazione ma di un interazione tratti/situazione.

Da qui deriva la cosiddetta “ipotesi differenziale”: l’ansia di stato è la risultante dell’interazione tra soggetto e situazione stressante e si viene a creare un area congruente con una subscala specifica indicativa di una sottoarticolazione dell’ansia di tratto.

L’ansia di tratto non viene più considerata come un costrutto unitario ma viene scomposta in 4 articolazioni situazione-specifiche:

1.     minaccia di danno o pericolo fisico

2.     minaccia data da situazioni ambigue

3.     minaccia in situazioni innocue o di normale routine quotidiana

4.     valutazione sociale.

Endler costruì il suo test in modo che da una parte ci fosse un elenco di stimoli ansiogeni, situazioni-stimolo potenzialmente ansiogene, e dall’altra parte un elenco di risposte di ansia, possibili risposte del soggetto.

Si tratta di un questionario incrociato: investiga sia il versante situazionali, sia il versante sonale e in più esplora l’interazione tra i due.

Questo tipo di lavoro si scontò con difficoltà di gestione perché, pur limitando a 14 gli item delle situazioni-stimoli e a 11 gli item delle risposte dei soggetti, i soggetti si trovavano di fronte ben 154 domande dalle quali venivano prodotti 25 punteggi.

Le situazioni stimoli vennero ridotte a 4 (quelle sopra descritte) e il formato definitivo è di 4 x 15, dove 15 sono gli item descriventi le risposte dei soggetti.


L’elenco delle risposte tiene conto della distinzione stato/tratto; le risposte alle quattro situazioni sono x definizione variabili di tratto.


Descrizione:

L’EMAS è costituito da tre parti:

1.     Scala di stato: chiede al soggetto come si sente in quel particolare momento e consiste di 20 item: 10 x la dimensione chiamata “Emozionale-autonomica” e 10 x la dimensione chiamata “Preoccupazione cognitiva”.

2.     Scala di tratto: costituita da 4 scale di tratto che chiede di far riferimento a come il soggetto si sente nelle 4 diverse situazioni sopra descritte.

3.     Scala di xcezzione della situazione: consiste di 8 item che chiedono una valutazione attuale in raffronto alle 4 situazioni tipo oggetto delle 4 scale del precedente.

Le risposte hanno sempre lo stesso formato: una scala a 5 punti che ha x estremi “1= x niente” e “5= molto”.


Somministrazione:

Il test prevede l’autosomministrazione; la scala di stato è riportata su un foglio a se x permettere di utilizzarla senza la necessità di somministrare tutte le altre.


Scoring:

X ciascun item si assegnano da 1 a 5 punti a seconda della risposta; apposite tabelle consentono la trasformazione dei punteggi in ranghi xcentile e in punti t in rapporto a sesso ed età. E’ disponibile un “foglio di profilo” x la trasformazione dei punteggi grezzi in punti T e la visualizzazione grafica dei vari punteggi.


Interpretazione:

In ciascuna scala più alto è il punteggio più la variabile è accentuata nella direzione dell’ansia. Anche i punteggi estremamente bassi devono porre dei dubbi, di fatti possono essere frutto di falsificazione intenzionale, ma anche il risultato di uno stato di eccitazione e negazione del pericolo.


“Inventario delle paure”:


Il termine paura è utilizzato x indicare una situazione che può indurre paura e gli inventari delle paure sono difatti elenchi di questo tipo di situazioni.

Il fatto di provocare paura non è una proprietà insita nell’oggetto o nella situazione, ma esiste solo nell’interazione di uno stimolo dato con un individuo dato; è un costrutto di tratto e descrive caratteristiche stabili della xsona: l’Inventario delle paure misura questo costrutto.


“Fear  Survey Schedale” (FSS):

L’FSS deriva dal lungo lavoro clinico di Joseph Wolpe nel trattamento delle fobie; l’inventario presenta una sottoclassificazione degli item in sei categorie:

1.     paure degli animali

2.     paure sociali i interpersonali

3.     paure di danni fisici e malattie

4.     paure relative a rumori

5.     fobie classiche

6.     paure varie

L’inventario comprende 92 item e x ognuno di essi il soggetto è invitato a valutare la propria paura in base a una scala a 5 punti da 0 a 4, accanto a queste ci sono anche 3 domande aperte di carattere integrativo.


Somministrazione:

L’inventario è predisposto x l’autosomministrazione, la compilazione richiede dai 15 ai 20 min. ed è opportuna una breve inchiesta successiva x approfondire le paure più significative.



Il soggetto in esame può far presente di non avere esperienza da alcuni stimoli. Si deve fare attenzione al fatto che alcuni soggetti possono fraintendano le istruzioni e focalizzino l’attenzione non sull’intensità della paura ma sulla frequenza con cui si danno preoccupazione circa quella paura; ciò è facilmente riconoscibile dalle molte risposte con punteggio basso a stimoli a cui la maggioranza attribuisce della paura.


Scoring ed interpretazione:

Ad ogni item viene attribuito un punteggio da 0 a 4. Nello scoring si calcolano 7 punteggi ed è opportuna la trasformazione dei punteggi in punti Z.

Il punteggio F (fear) è il punteggio totale ottenuto calcolando la somma dei punteggi di tutti gli item; è una misura della disponibilità della xsona in esame a descriversi come una xsona che ha paura di tutto ed è x tanto una misura d’ansia di carattere molto generale. Allo stesso tempo è una misura della disponibilità a presentarsi sotto tale luce: l’indice xciò sente molto le distorsioni indotte dalla desiderabilità sociale; è opportuno somministrare una scala Lie.

Il punteggio PH (phobia) è la numerosità degli item che hanno conseguito il punteggio massimo 4.



Capitolo 10: Assertività:


Il termine assertività è stato introdotto da Joseph Wolpe che intendeva l’appropriata espressione verso gli altri di ogni emozione: può essere considerata come il punto medio ideale tra due polarità opposte, da un lato la realizzazione degli scopi della xsona e dall’altro il mantenimento di rapporti sociali soddisfacenti: il comportamento aggressivo e il comportamento passivo.

La misura dell’assertività è atipica e non può essere riportata ne al piano di un tratto di xsonalità ne al piano di categorie psicopatologiche; è la misura di più competenze di ordine sovraordinato che si concretizzano in atteggiamenti aggressivi o passivi.


“Rathus Assertiveness Schedule” (RAS):

Il RAS è un test composto da 30 item, con risposta tipo Likert da –3 a +3, che descrivono situazioni e aspetti dei rapporti interpersonali che possono risultare difficoltosi. Il test presenta alcuni limiti strutturali in quanto non risultano adeguatamente considerate le tematiche dell’espressione di sentimenti ed emozioni positivi e xchè il test non consente una giusta discriminazione tra comportamento assertivo ed aggressivo.

Il RAS è concepito x l’autocompilazione e può essere fatto sia in un setting individuale che collettivo. La somministrazione richiede circa 10 minuti.


Scoring:

Il punteggio si calcola attribuendo alla risposta a ogni singolo item un punteggio da 0 a 4; è necessario l’impiego di una griglia di correzione data la formulazione di alcuni item. Sommando il punteggio dei 30 item si ottiene il punteggio totale che va confrontato con le norme di riferimento tenendo conto sia del sesso e sia dell’età del soggetto in esame.


Interpretazione:

Il test è basato su un continuum tra una polarità positiva, il comportamento assertivo, e una negativa di tipo passivo. Il punteggio cresce al venir meno delle abilità assertive e al crescere dell’ansia sociale. Un punteggio superiore alla media di 2 deviazioni standard richiede attenzione e approfondimento.

L’utilizzo del sistema di risposta a 5 punti consente di evidenziare gli item con punteggio 4: essi sono di x se indicativi di specifiche difficoltà che possono meritare attenzione nell’inchiesta successiva.


“Assertion Inventory”:


L’Assertion Inventory è stato sviluppato da Gambrill e Richey; gli item del test sono tutti estremamente descrittivi e indicano comportamenti in situazioni relativamente specifiche. Essi riguardano gli ambiti seguenti:

1.     respingere delle richieste

2.     ammettere limiti sonali e la propria incompetenza in date aree

3.     dare inizio a contatti sociali

4.     esprimere sentimenti positivi

5.     fronteggiare delle critiche

6.     differenziarsi dagli altri

7.     fronteggiare delle situazioni di tipo commerciale

8.     dare un feedback negativo all’interlocutore

Il sistema di risposta richiede una doppia valutazione: oltre al grado di disagio che la xsona prova in detta situazione, una stima della probabilità più o meno elevata di essere effettivamente in grado di emettere il comportamento in oggetto. In questo modo viene tenuta presente una differenza importante: due diverse xsone possono mostrare un grado elevato di ansia di fronte ad una certa situazione, ma uno può saper dominare il proprio disagio e riuscire a superarla mentre l’atro può tentare senza riuscirvi o non tentare neppure.


Descrizione:

E’ un questionario di circa 40 item, ciascuno dei quali indica una possibile situazione connessa ad abilità assertive.

X ciascun item vengono richieste al soggetto due valutazioni diverse:

1.     una valutazione del grado di ansia o disagio che l’esaminato prova nella situazione descritta dallo specifico item lungo una scala a 5 punti che ha x estremi 1= nulla e 5=moltissimo.

2.     una valutazione della probabilità di emettere effettivamente quel comportamento al verificarsi della situazione lungo una scala a 5 punti che ha x estremi 1=sempe e 5=mai


Somministrazione:

Le istruzioni chiedono di compilare prima la scala di disagio x tutto il test e solo in un secondo momento la scala di probabilità.

Necessaria è una breve inchiesta successiva che xmetterà di chiarire gli ambiti più problematici nelle relazioni interpersonali dell’esaminato.


Scoring:

Dalle risposte del soggetto si ricavano due punteggi, uno x ogni scale. E’ sufficiente sommare i punteggi corrispondenti alle risposte del soggetto in esame senza necessità di griglie. Qualora sia possibile fare riferimento a gruppi normativi, è opportuno esprimere i punteggi in punti z.

Interpretazione:

IL punteggio principale è quello della scala di ansia/disagio: un punteggio elevato indica che il soggetto in esame esperisce elevato disagio in molteplici situazioni di tipo interpersonale.

Il punteggio della seconda scala indica la probabilità di espressione del comportamento desiderato. I due punteggi assieme consentono di collocare il soggetto in esame all’interno di 4 possibili profili-tipo:

ansia alta-probabilità bassa: il soggetto esperisce elevata ansia ed è raramente in grado di comportarsi secondo i propri desideri

ansia alta-probabilità alta: il soggetto è in grado di comportarsi secondo i propri desideri ma x farlo deve fronteggiare un elevato livello di ansia

ansia bassa-probabilità bassa: il soggetto afferma di provare un basso grado di probabilità ma nonostante ciò si comporta raramente nel modo desiderato

ansia bassa-probabilità alta: il soggetto si comporta sempre nel modo desiderato senza dover combattere con un elevato livello di ansia.


“Scale for Interpersonal Behaviour” (SIB):


La Scale for Interpersonal Behaviour riprende in pieno il doppio sistema di risposta dell’Assertion inventory e anche gli item scelti sono di tipo situazione-specifici.

La scala è formata da 50 item che possono essere classificati in 4 categorie:

Asserzione negativa (15 item): item riguardante l’espressione di sentimenti negativi.

Espressione e gestione di limiti personali (14 item): ammettere la propria ignoranza.

Assertività sociale (9 item): comportamenti come interrompere una conversazione, esprimere opinioni personali ecc..

Asserzione positiva (12 item): abilità nel ricevere e nel manifestare approvazione. 

Esiste una forma ridotta di 28 item.


Descrizione:

La scala è costituita da 50 item e ogni item viene valutato un a prima volta in rapporto al disagio/tensione che può provocare al soggetto in esame e una seconda volta in rapporto alla frequenza con cui si comporta nel modo descritto.


Somministrazione, scoring e interpretazione:

Per la somministrazione è prevista l’autocompilazione che richiede circa 15 minuti.

Nello scoring si ricavano 10 punteggi, 5 relativi alla scala di disagio e 5 relativi alla scala di probabilità. Per ciascuna scala si ricava il punteggio totale e 4 punteggi relativi alle 4 subscale.

I punteggi del soggetto in esame vengono interpretati sulla base della doppia valutazione lungo la scala di disagio e lungo quella di probabilità.

Capitolo 20: Ossessioni e compulsioni:


Col termine ossessioni si intendono delle attività mentali che si ripresentano con una particolare ripetitività e esistenza, creando all’interessato ansia o disagio marcato. Sono vissute come intrusive e inappropriate e il soggetto lotta attivamente x allontanarle dalla mente.

Per compulsioni si definiscono comportamenti manifesti con carattere ripetitivo e caratteristiche di particolare rigidità e stereotipia, che l’individuo si sente obbligato a mettere in atto a suo dispetto x prevenire l’ansia o il disagio, pur riconoscendone il carattere assurdo o eccessivo.

Ossessioni e compulsioni fanno parte normalmente della vita della maggior parte delle xsone, esse paiono fluttuare nel tempo x intensità, x frequenza e x contenuto; possono essere considerate degli indicatori di benessere o di disagio psicologico generale di un individuo.

Raramente ossessioni e compulsioni interferiscono con la vita quotidiana della xsona, solo se lo fanno hanno un rilievo clinico.


“Maudsley Obsessional Compulsive Inventory” (MOCQ):


Il test è composto da 30 item; metà sono formulati in forma affermativa e metà in forma negativa allo scopo di controbilanciare le risposte e al soggetto viene chiesto di rispondere dicotomicamente (vero/falso).

E’ sottoarticolato in 4 subscale:

1.     preoccupazioni e comportamenti di pulizia e decontaminazione

2.     preoccupazioni e comportamenti di controllo e ricontrollo

3.     comportamenti ripetitivi e “lungaggine ossessiva”

4.     dubbi e scrupoli ossessivi


Somministrazione, Scoring e Interpretazione:

Il test prevede l’autosomministrazione. La compilazione richiede circa 5 minuti; le istruzioni invitano a rispondere velocemente senza soffermarsi troppo.

Per lo scoring è necessario il ricorso ad apposite griglie di correlazione dalle quali si ricava il punteggio totale e 4 punteggi relativi alle 4 subscale.

Un punteggio elevato nella scala 1 indica paure connesse a potenziali contaminazioni.

Un punteggio elevato nella scala 2 indica che la xsona passa molto tempo a controllare senza necessità le cose.

Un punteggio elevato alla scala 3 indica che la xsona in esame ha seri dubbi sul fatto di fare o aver fatto bene le cose.

Il quarto punteggio si riferisce esclusivamente a caratteristiche di ripetitività e lungaggine ossessiva.


La revisione italiana: il “ MOCQ-R”:


La forma MOCQ-R deriva dai risultati della ricerca fatta da psicologi italiani che hanno visto come la presenza di numerosi item in forma negativa portava alla presenza di numerose risposte fasulle. E’ stata intrapresa una revisione sostanziale che ha portato alle seguenti modifiche:

eliminazione di 4 item che presentavano le più basse correlazioni con il punteggio totale del test

eliminazione di 5 item che presentavano un significato ambiguo

traduzione degli item rimanenti

trasformati in forma affermativa 6 item contenenti negazione

è stata eliminata la quarta scala


Descrizione:

Il MOCQ-R consiste di 21 item invece che di 30; ciascun item è dato da una affermazione in prima xsona ed il soggetto deve rispondere vero o falso a seconda che si riconosca o meno nell’affermazione.


Somministrazione, Scoring e Interpretazione:

La compilazione richiede circa 3 minuti e non comporta particolari difficoltà

Per lo scoring è necessario il ricorso alle apposite griglie di correzione; ad ogni item vengono assegnati punti 0 o 1 a seconda della risposta del soggetto e poi si calcolano 4 punteggi: il punteggio totale e un punteggio x ogni scala.

Il cut off di attenzione clinica è 14 e corrisponde al 96° xcentile x entrambi i sessi. Un punteggio totale superiore a tale cut off deve suggerire degli adeguati approfondimenti clinici.


Padua Inventory:


Il Padua Inventory è stato ideato a somiglianza dell’Inventario delle paure di Wolpe e consiste in un elenco di ossessioni e di compulsioni di frequente riscontro nella pratica clinica.

L’inventario si compone di 60 item che descrivono pensieri, impulsi o comportamenti riferibili a ossessioni e compulsioni di frequente riscontro clinico.

Il soggetto è invito a valutare ciascun item lungo una scala a 5 punti che ha x estremi “x nulla-mai” e “moltissimo-sempre”.


Somministrazione, Scoring e Interpretazione:

L’inventario prevede l’autosomministrazione; lo psicologo consegna il protocollo, legge con l’esaminando le istruzioni e lascia che questi compili il test autonomamente. Il tempo necessario è di circa 15 minuti.

I punteggi che si ricavano dall’inventario sono 6: 2 di carattere generale e 4 relativi ad altrettante subscale. Il punteggio totale si ottiene sommando il valore corrispondente alla risposta scelta dal soggetto x ciascun item, il secondo punteggio è dato dal numero di item che vengono valutati dall’esaminato col punteggio più alto.

I punteggi delle subscale vengono calcolati sommando il valore corrispondente alle risposte degli item costitutivi di ciascuna subscala:

Fattore 1: Inadeguato controllo della propria attività mentale: indica la presenza di ossessioni, pensieri e immagini intrusive e l’incapacità di allontanarle dalla mente.

Fattore 2: Contaminarsi: presenza di compulsioni di pulizia, esitamento attivo e passivo di oggetti considerati contaminanti.

Fattore 3: Comportamenti di controllo: operazioni ripetute, stereotipate ed eccessive di controllo e ricontrollo; tradizionali compulsioni di controllo e ricontrollo.

Fattore 4: Impulsi e preoccupazioni di perdita di controllo sul proprio comportamento motorio: timore di soggiacere a impulsi pericolosi o socialmente sconvenienti; si tratta di ossessioni senza compulsioni, ma il soggetto teme di poter cedere a una compulsione.




Capitolo 12: Depressione:


Il manuale di Aaron Beck, “Depression: Causes and treatment”, rappresentò una svolta nel modo di intendere la depressione x più motivi:

Consentiva di ritrovare una linea di continuità al di sotto delle diverse manifestazioni depressive normali come patologiche.

Superava la contrapposizione tra una depressione nevrotica e una psicotica.

Superava le concettualizzazioni psicodinamiche e arrivava ad un equilibrio tra aspetti psicologici e aspetti biologici

Avviò l’allargamento al ricorso alla psicoterapia nella cura della depressione

Considerava le secondarie modificazione del tono dell’umore nel corso della depressione e primarie le distorsioni del sistema cognitivo del soggetto nell’analisi degli eventi e dell’interpretazione della realtà.


Beck Depression Inventory (BDI):



Lo scopo del BDI è la misura dell’intensità della depressione; gli item sono scelti sulla del rapporto con le manifestazioni più frequentemente osservate nella depressione e comunemente riconosciute dagli specialisti.

L’inventario è costituito da 21 item ciascuno dei quali propone 4 possibili risposte secondo gradi di intensità crescenti. E’ consentito dare più di una risposta e le istruzioni chiedono di fare riferimento a come l’individuo si è sentito nell’ultima settimana.


Somministrazione:

Sono previste due modalità di somministrazione:

L’autosomministrazione, la principale, richiede 10 minuti di tempo circa x la sua esecuzione.

La somministrazione a voce: si consegna una copia all’esaminano, si leggono le istruzioni, poi il primo item, si chiede di indicare a voce la risposta e si contrassegna sulla propria copia. La somministrazione richiede circa 15 minuti.


Scoring:

Il punteggio totale si ottiene sommando il valore corrispondente alla risposta scelta dal soggetto x ciascun item, valore che può variare da zero a tre.

Poiché è consentito dare più di una risposta, nello scoring viene conteggiato solo quella con punteggio maggiore. Il punteggio totale è l’effettivo punteggio a cui si fa riferimento principalmente; è però possibile calcolare tre ulteriori indici:

1.     subscala cognitivo-affettiva: costituita dai primi 13 item

2.     subscala sintomi somatici e prestazionali: costituita dagli item 14-21

3.     numero di item che hanno avuto risposta 0.



Interpretazione:

Il punteggio 16 è considerato il cut off di allarme clinico: al di sopra di esso è opportuno un esame psicodiagnostico e la valutazione di un sospetto disturbo dello spettro depressivo.

Riscontrare la presenza di uno stato depressivo o disforia anche grave non significa che il soggetto debba essere diagnosticato all’interno dei disturbi depressivi. Naturalmente la definizione diagnostica di un paziente non può basarsi su un test ma su un assessment psicodiagnostico multidimensionale.


Center for Epidemiological Studies-Depression (CES-D):


Il CES-D è un questionario particolarmente adatto alla valutazioni epidemiologiche e di screening della depressione; non è un test di ausilio diagnostico ne una misura della gravità della sintomatologia: è particolarmente idoneo x impieghi di ricerca e screening nella popolazione generale anziana, su popolazioni istituzionalizzate o con malattia o disabilità.

Il test è composto da 20 item: 16 si riferiscono a sintomi, 4 a sentimenti positivi. Gli item sono tratti dai diversi questionari di depressione esistenti negli anni ’70 e si riferiscono alle seguenti aree:

umore depresso

sentimenti di colpa e inutilità

senso di disperazione

senso di impotenza

Le istruzioni chiedono di fare riferimento all’ultima settimana, il sistema di risposta è rappresentato da una scala di frequenza da 0 a 3.

Il test prevede l’autocompilazione e richiede 5/10 minuti.


Scoring e Interpretazione:

Il punteggio è dato dalla somma dei valori attribuiti alle risposte indicate dal soggetto; il cut off standard è definito in 16 punti, punteggio eccessivamente basso di fatti è meglio adottare un cut off di 24 punti quale punteggio di allarme clinico.


Hamilton Rating Scales (HRS):


L’HRS è un’intervista x valutare in termini quantitativi la gravità della depressione in pazienti sofferenti di depressione e già diagnosticati tali.

Consiste di 17 item relativi a sintomi depressivi e 4 item aggiuntivi che non vengono considerati nel computo del punteggio. Otto item fanno riferimento a lamentele somatiche, cinque a sintomi comportamentali, due a sintomi cognitivi, uno all’ansia e uno all’umore.

Le istruzioni fanno riferimento allo stato del paziente nell’ultima settimana, l’intensità dei sintomi è valutata lungo una scala a 5 punti, altre volte lungo una scala a 3 punti.


Somministrazione, Scoring e Interpretazione:

L’HRS è compilata dall’esaminatore sulla base di un’intervista clinica.

I punteggi di 17 dei 21 item vengono sommati x produrre una misura globale di gravità della depressione. La procedura richiede due valutazioni indipendenti l’uno dall’altro: il punteggio totale assegnato al paziente in esame è la somma dei punteggi attribuiti dai due valutatori indipendenti.

Scopo dell’HRS è valutare eventuali variazioni nel corso di successive ripetizioni del test a distanza di tempo x tanto non sono riportati ne cut off ne punteggi medi.











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