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Al giorno d'oggi

pedagogia




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Al giorno d'oggi, con una percentuale di immigrazione in continua crescita, soprattutto verso i paesi dell'Europa occidentale, spicca in primo piano il tema dell'integrazione. La società contemporanea si è infatti trovata a dover affrontare la "sfida" della multiculturalità: è sempre più evidente la necessità di cercare di risolvere le difficoltà della coesistenza, all'interno della nostra società, dovute alla presenza di molteplici culture, valori e identità. Gli Stati meta dell'immigrazione, fra cui la stessa Italia, oltre ad essere delle affermate democrazie, dove quindi esiste una cultura della tutela delle minoranz 242j95c e, sono paesi industrializzati e si trovano a convivere con popolazioni aventi idee e cultura totalmente diverse dalle proprie. La multiculturalità nelle società moderne è un dato di fatto, è l'attuale compresenza di culture diverse entro una società, mentre l'integrazione fra culture è un processo che porta all'affluire delle diversità ad un unico progetto, volto a impedire l'emarginazione dell'immigrato, grazie anche al riconoscimento di quelli che sono diritti universali. Nel piano dell'interculturalità si avvalora il significato di democrazia, intesa come capacità di creare una convivenza costruttiva in grado di riconoscere le diverse identità culturali. Il piano interculturale necessita sicuramente di un processo bilaterale, ma alla base di tutto  vi deve essere il rispetto delle culture che non ci sono proprie. Sono numerosi i tentativi d'integrazione portati avanti dai diversi stati. Il modello francese ha per molti anni tentato in maniera fallimentare di imporre la cultura dominante alle minoranze, annullandone l'identità; il modello inglese invece apparentemente più flessibile è maggiormente propenso a creare sub culture separate tra loro in quartieri diversi nelle medesime città. In italia il processo d'intregrazione inizia già all'interno della scuola. La scuola sta cercando infatti di ridefinire i suoi compiti e di elaborare idee e strategie capaci di affrontare i grandi mutamenti che caratterizzano la nostra epoca. Il cambiamento investe la vita sociale, nazionale e internazionale, la vita economica e produttiva, le relazioni tra i paesi, il disegno e gli equilibri politici delle regioni del mondo. La cultura, la conoscenza e la ricerca sono sempre più connotate da caratteri di internazionalità e di interdipendenza. Le nuove generazioni maturano e studiano in questo nuovo clima. Il cambiamento, quindi, investe i contenuti da insegnare e i quadri di riferimento con cui interpretarli e trasmetterli. La scuola, importante punto di riferimento e al tempo stesso crocevia di problemi nella società, è chiamata in causa sia come ambiente direttamente investito da questi problemi, sia come fattore strategico capace di affrontarli e di concorrere a risolverli in termini di consapevolezza critica e di formazione delle coscienze. La risposta laboriosa a queste sollecitazioni viene ricercata in un'area di indagine che va sotto il nome di educazione interculturale. Altri paesi e prestigiosi organismi internazionali ci hanno preceduto su questa strada, che si rivela sempre più strategicamente importante. La proposta interculturale, assunta in sede pedagogica per fornire ad ogni persona prospettive di crescita e di autonomia nel contesto attuale, per rafforzare l'attitudine al confronto in una difficile situazione multiculturale, implica un ripensamento sia del momento della trasmissione, sia di quello della elaborazione della cultura. Secondo il punto di vista interculturale, le culture , non debbono essere intese come corazze che impediscono la crescita né venerate come santuari intoccabili, perché esse sono pur sempre prodotto umano. L'educazione interculturale implica quindi il raggiungimento dei seguenti obiettivi generali: la conoscenza e la comprensione dei processi attraverso i quali sono venute costruendo la propria cultura e le altre culture che si incontrano nel corso dell'esperienza; l'elaborazione e il possesso individuale e collettivo di valori su cui fondare i diritti di ciascuno al rispetto della propria storia e alla costruzione di una storia comune; l'interiorizzazione, nel corso degli studi, di conoscenze e di capacità metodologiche che facciano vivere l'intelligenza del confronto e della interazione fra diversi; l'acquisizione di un atteggiamento solidale nei riguardi di ogni persona e specificatamente di chi ha avuto di meno. A questo scopoi laboratori interculturali si avvalgono di materiale didattico idoneo. Primo fra tutti sta l'uso dei nuovi mezzi di comunicazione che consente infatti l'elaborazione di percorsi didattici, materiali e strumenti finalizzati a favorire l'accoglienza e l'inserimento dei ragazzi stranieri, promuovendo l'educazione interculturale. E' così possibile lo sviluppo di percorsi formativi innovativi, mirati alla realizzazione di esperienze di educazione interculturale, al confronto con scuole e realtà europee, con la condivisione di materiali, risultati, ricerche e studi. Queste esperienze e contatti promuovono processi destinati alla ricerca e all'individuazione di strategie per migliorare la qualità della didattica e consolidare o accrescere le competenze necessarie allo sviluppo dell'educazione interculturale, nella molteplicità delle sue dimensioni: comunicativo-relazionale, linguistica, curricolare, metodologica.Lo studente che affronta il percorso multimediale può curvare il proprio impegno in relazione alle caratteristiche personali, alle curiosità, alle reazioni agli stimoli proposti; approfondisce alcuni argomenti mediante l'osservazione diretta o attraverso ricerche in Internet e partecipa alla raccolta di documenti e materiali anche con semplici contributi scritti ipertestuali. L'idea centrale sulla quale si basa il modello didattico è quella di realizzare uno strumento di lavoro flessibile che stimoli la ricerca attiva, la "visita" dei luoghi, l'esperienza, e nello stesso tempo sia integrabile dinamicamente nei contenuti.









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