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FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE

filosofia




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FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE



Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce il 15 ottobre 1844 in un piccolo villaggio della Sassonia prussiana, figlio di un pastore protestante. Il piccolo Friedrich viene cresciuto in un'atmosfera fortemente religiosa-protestante. Frequenta la scuola di Pfo 242b13c rta, dove riceve una rigorosa formazione classica; tra le sue letture giovanili Byron, Holderlin, Emerson, Sterne, Goethe, Feuerbach. Nel 1860 fonda con alcuni amici l'associazione musicale-letteraria "Germania"; negli scritti composti per tale associazione ("Fato e volontà", "Libertà della volontà e fato"), è già indicata la tendenza antimetafisica del pensiero nietzscheano futuro. Divenuto celebre con le prime opere ("La nascita della tragedia dallo spirito della musica" (1872)), in cui si avvertivano gli influssi di Schopenhauer e dell'allora amico Wagner "Considerazioni inattuali" (1873-'76) e "Umano troppo umano" (1878); espresse il suo pensiero maturo in: "Aurora" (1881), "La gaia scienza" (1882), "così parlò Zarathustra" (1883-'85), "Al di là del bene e del male" (1886), etc. Piuttosto che tentare una ricostruzione organica del suo pensiero, già frainteso da colui che lo diffuse in Italia, Gabriele D'Annunzio, ci soffermeremo sul valore innovativo di esso; sul suo carattere cioè, demistificatore e distruttore, considerato persino eversivo. Nietzsche contestò duramente gli ideali positivisti e borghesi, la fiducia nel progresso sicuro della società illuminata dalla scienza, l'ideale del benessere diffuso e ogni forma di verità e di moralità costituita, che concepì come derivanti da fondamentali materiali e sempre strettamente legate a condizionamenti psicologici e sociali: in sostanza, a rapporti di forze, nell'intimo dell'io, o nella società. A questa critica demistificatrice si oppone l'idea nietzschiana del "superuomo", cioè della tensione verso un oltre-uomo che è la volontà di creare un nuovo modo di essere in cui si esprime pienamente la "volontà di potenza", e cioè la creatività dell'io, di là dal convenzionalismo morale e sociale cui è ora sottoposto, codificato in imperativi religioso sociali. Questa liberazione di energie compresse dell'uomo e la critica radicale d'ogni etica e d'ogni rappresentazione del mondo tradizionali ebbero notevole influenza sulla letteratura di fine secolo e oltre. Nietzsche divenne così il filosofo della crisi, il fondatore d'un modo di pensare nuovo. Quanto alla sua idea del superuomo, inteso come il giusto trionfatore di una massa di deboli o schiavi, va senza dubbio corretta. Nietzsche non fu l'estensore d'un vangelo della violenza, ma intese porre le condizioni di sviluppo d'una civiltà e di un'idea dell'uomo radicalmente rinnovate. Muore il 25 agosto 1900.










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