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Le esternalità

economia politica


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Le esternalità (cap. VIII°)


Si definisce esternalità l'effetto che il comportamento di un agente esercita direttamente sul risultato di un altro agente.

Le esternalità possono essere:

Positive, che danno luogo a economie esterne;

Negative, che danno luogo a diseconomie esterne.

E possono aver luogo in:

Attività di consumo [esempio: fumo della sigaretta "A" che arreca fastidio a "B" (negativa); "A" cura il suo prato procurando piacere visivo a chi passa (positivo)].




Attività di produzione [esempio: l'inquinamento (negativo); l'occupazione (positivo)].

Il problema che la presenza di esternalità comporta è che i singoli consumatori e produttori non agiscono mirando all'ottimo sociale, ma solamente all'ottimo individuale: comportandosi in questo modo i soggetti non saranno in grado di tenere nella giusta considerazione le esternalità, cioè non sapranno valutare i danni o i benefici che ciascuno esercita sugli altri, e quindi raggiungeranno un punto di equilibrio (ottimo individuale) che non coincide con l'ottimo sociale. Pertanto esiste un conflitto tra ottimo individuale e ottimo sociale; quindi, la presenza di esternalità è una causa di fallimento del mercato che richiede un intervento di politica economica.

L'esternalità determina l'inefficienza sociale delle scelte individualmente ottimali.

Ipotizziamo una società formata da due agenti (individuo "A" e individuo "B"):

o     Individuo "A" - Utilità netta: wA(xA)=bA(xA)-cA(xA);

Massimizzazione: wIA,xA = ∂wA(xA) / ∂xA = 0;

Punto di ottimo: wIA,xA(.)=0 => bIA,xA(.)-cIA,xA(.)=0 (beneficio marginale=costo marginale);

o     Individuo "B": se l'attività di "A" esercita un'esternalità negativa su "B":

Utilità netta: wB(xB) = bB(xB) - cB(xBxA);

Massimizzazione: MAXxBwB(.) => wIB,xB(.)=0 => bIB,xB(.)-cIB,xB(.)=0.

o     Benessere sociale: consideriamo ora il problema dal punto di vista sociale:

Utilità netta: SW = wA(.) + wB(.) = bA(xA) - cA(xA) + bB(xB) - cB(xB,xA).

Massimizzazione: MAXxA,xBSW(.) => ∂SW(.) / ∂xA = 0   (→I°)

∂SW(.) / ∂xB = 0    (→II°)

Condizione di ottimo bIA,xA - cIA,xA - cIB,xA = 0     (→I°)

bIB,xB - cIB,xB = 0                 (→II°)



Si può notare che la II° condizione di ottimo sociale corrisponde alla condizione di ottimo individuale dell'individuo "B". La quantità xA ottimale per la società può essere interpretata (I° condizione):

bIA,xA - cIA,xA = cIB,xA ( l'ottimo sociale richiede di eguagliare il beneficio netto marginale di "A" al costo marginale che xA esercita su "B");

bIA,xA = cIA,xA + cIB,xA (all'ottimo sociale si richiede di rispettare l'eguaglianza tra beneficio marginale sociale ed il costo marginale sociale).

Vi sono tre vie di uscita dell'inefficienza comportata dal mercato in caso di esternalità:

imposizione dei vincoli sulle quantità;

istituzione di tasse o di sussidi;

creazione dei mercati.

Correzione dell'effetto esterno tramite l'imposizione di vincoli sulle quantità.

Regolamentazione della quantità: l'Autorità di politica economica fissa vincoli di quantità limitando la libertà di scelta del singolo agente (esempio: il divieto di fumare, che considera come ottimo sociale l'eliminazione del fumo in certi ambienti).




Correzione dell'esternalità tramite tasse o sussidi.

Nel 1920 A. Pigou, osservò come gli effetti esterni conducessero a situazioni socialmente inefficienti e propose di correggere comportamenti individuali, in presenza di esternalità, introducendo appropriate tasse o sussidi.

o      Tasse: Ipotizziamo che venga introdotta una tassa t su ogni unità di xA prodotta (o consumata). Il problema di ottimo individuale che "A" si trova ad affrontare è: MAX: bA(xA) - c(xA) - txA dove l'ammontare txA è l'ammontare del prelievo operato a seguito della tassa introdotta. L'individuo massimizzerà il suo risultato quando: bIA,xA - cIA,xA - t = 0 e da questa condizione ricaverà pertanto l'ammontare di xA per lui ottimale.

Ovviamente, quest'ultima condizione, coincide con l'ottimo sociale se t=cIB,xA: bIA,xA = cIA,xA-t (ottimo individuale). Abbiamo così dimostrato quanto ci eravamo prefissati: un'imposta di entità pari al danno marginale arrecato agli altri conduce l'individuo che esercita l'esternalità negativa a operare una scelta individualmente ottimale che coincide con l'ottimo sociale: bIA,xA = cIA,xA + cIB,xA (ottimo sociale).

o      Sussidi: alternativa alla tassa è il sussidio per astenersi dalla produzione dell'esternalità negativa, questo strumento è ritenuto "poco felice" perché: a) il sussidio per astenersi dalla produzione di esternalità negative richiede un costo finanziario al policy-maker (e non un'entrata come l'imposta); b) sembra più discutibile sotto il profilo dell'equità (è giusto dare sussidi a chi produce esternalità negative?); c) potrebbe spingere le imprese a falsare i dati per ottenere più sussidi; d) potrebbe spingere sul mercato di un bene un numero di imprese in esubero rispetto alla situazione di efficienza.

La creazione di mercati per lo scambio di effetti esterni: il Teorema di Coase.

Un'ulteriore soluzione alla questione delle esternalità è stata proposta nel 1960 da Coase, che si basa sull'idea di creare un mercato in cui gli effetti delle esternalità possano essere scambiati; un esempio di questo concetto è l'idea di creare un mercato in cui possa essere scambiato il diritto a fumare; in origine, potrebbe essere garantito ai non-fumatori il diritto all'aria pulita, diritto a cui questi possono essere portati a rinunciare in cambio di un beneficio che superi il costo (ovvero il danno) che essi subiscono quando sono investiti dal fumo passivo. Se, invece, l'attribuzione originaria dei diritti è al contrario, saranno i fumatori ad avere il diritto di emettere fumo, e i non-fumatori potranno acquistare da loro il diritto all'aria pulita.

Il Teorema di Coase



a)   Se si è in presenza di esternalità;

b)   Se le parti coinvolte sono in grado di contrattare liberamente (ossia se i costi di transazione sono nulli);

c)    Se la configurazione socialmente efficiente esiste ed è unica;

allora la creazione di un mercato per lo scambio dei diritti a generare gli effetti esterni conduce gli individui a produrre (o a consumare) il bene che genera l'esternalità in quantità esattamente uguale a quella che massimizza il benessere sociale; inoltre, in questo caso, l'ammontare di effetto esterno scambiato sul mercato, pari a quello socialmente ottimale, è indipendente dalla misura in cui si sono attribuiti inizialmente i diritti di proprietà.

Se valgono le condizioni (a) e (b) ma, in luogo della (c) vale che:

d)   L'allocazione che massimizza il benessere sociale non è unica;

allora l'attribuzione iniziale dei diritti di proprietà è rilevante sull'esito finale raggiunto dalle contrattazioni degli agenti.

Dimostrazione:

ipotizziamo che l'individuo B subisce l'esternalità negativa da parte di A, che riceva come iniziale diritto di proprietà il diritto a non subire l'effetto negativo. L'agente B avrà una fonte aggiuntiva di reddito che deriva dalla vendita del diritto e l'individuo A deve pagare il diritto, si avrà così:

o     L'individuo "A": MaxxA : bA(xA)-cA(xA)-pxA ;

o     L'individuo "B": MaxxB,xA=bB(xB)-cB(xB,xA)+pxA ;

la quantità di xA che B trova ottimale vendere ad A deriva dal processo di ottimizzazione, ponendo uguale a zero la derivata prima della funzione obiettivo di B rispetto a xA, si ottiene:

-c'B,xA+p=0. E quindi B venderà ad A quella quantità tale da eguagliare il prezzo al costo marginale arrecato dall'esternalità. D'altro lato la quantità di xA che l'individuo A trova ottimale esercitare è tale che: b'A,xA - c'A,xA = c'B,xA .

Le critiche:

la creazione di mercati ad hoc per lo scambio dei diritti a generare esternalità è stata soggetta a numerose critiche non tanto sulla coerenza, quanto piuttosto sulla realizzabilità concreta: 1) la creazione di un mercato è tutt'altro che non-costosa; 2) l'attribuzione iniziale dei diritti di proprietà è un'attività assolutamente discrezionale e che comporta effetti distributivi notevoli, dato che pone alcuni soggetti in posizione di monopolio; 3) non è detto che effettivamente gli individui siano poi disposti a scambiare questi diritti.

Recentemente è stata suggerita un'altra soluzione, che consiste nella vendita all'asta dei diritti negoziabili, idea che è stata creata partendo dall'esternalità negativa dell'inquinamento: il meccanismo si basa su un'asta diretta dall'Autorità di politica economica, alla quale possono partecipare sia le imprese che producono inquinamento, sia i consumatori che vogliono un ambiente sano; se l'asta risulta competitiva, il prezzo speso per ottenere il diritto sarà pari al danno marginale comportato dalle esternalità; e l'Autorità otterrebbe un introito che potrebbe usare per finalità sociali.

Le pseudo-esternalità.

Può accadere che la condotta di mercato di un soggetto sia influenzata dalle scelte di un altro, secondo meccanismi che però rientrano nel sistema dei prezzi: ad esempio il taglio della produzione di petrolio, che induce i consumatori, ed in particolare gli automobilisti, a modificare il proprio comportamento sul mercato. Le esternalità di questo tipo si definiscono pecuniarie, o anche pseudo-esternalità, in quanto non vi è uno scarto tra valutazione individuale e sociale dei costi e dei benefici relativi ad un certo bene. Pertanto le pseudo-esternalità non conducono a fallimenti del mercato, ma rappresentano dei momenti di questo.











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