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LA SPESA PUBBLICA - LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA

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LA SPESA PUBBLICA



LE DIMENSIONI DELLA SPESA PUBBLICA


La spesa pubblica è costituita dall'insieme  di risorse impiegate dalla pubblica amministrazione per il conseguimento dei suoi obiettivi; la spesa pubblica è quindi lo strumento fondamentale per l'attuazione di qualsiasi attività del settore pubblico

L'ammontare complessivo della spesa pubblica permette di valutare le dimensioni del settore pubblico e l'ampiezza dei suoi interventi nel sistema economico nazionale.


Oltre alla spesa pubblica vi sono gli altri elementi che, uniti alla variazione della spesa stessa, ci forniscono un'idea del ruolo dello stato nell'economia nazionale; essi sono:

- il valore della moneta: diminuendo il potere d'acquisto, le spese si esprimono in cifre più elevate anche se, effettivamente, restano immutate

- lo spostamento delle competenze: ovvero lo spostamento tra Stato ed enti; in questo caso vi sarà lo spostamento da un soggetto all'altro.




- il rapporto tra la spesa e il PIL:  questo rapporto indica in quale misura le risorse della nazione vengono sottratte alla disponibilità dei privati e destinate ad impieghi pubblici; consent 121c29b e quindi la valutazione del settore pubblico nell'ambito dell'economia di un paese.


La spesa pubblica, in termini assoluti ed in rapporto al PIL,  tende lentamente ad aumentare; dalla metà del Novecento l'aumento è stato però estremamente accelerato e soltanto negli ultimi anni vi è stata un'inversione di tendenza. Comunque le cause dell'incremento sono riconducibili a:

- processo di industrializzazione, sviluppo economico e tecnologico:

* le funzioni istituzionali dello Stato, ad esempio l'esercito, richiedono mezzi sempre più sofisticati

la crescita dell'economia presuppone elevati investimenti pubblici per adeguare le infrastrutture alle esigenze di una società in rapido sviluppo

il sorgere di nuovi bisogni collettivi (es: parcheggi)

l'esigenza di servizi pubblici efficienti e tecnologicamente più avanzati (es: posta celere)


- politiche di intervento economico e sociale:

- l'intervento dello stato a favore delle categorie economicamente più deboli (erogazione di sussidi o prestazione di     servizi gratuiti)

l'azione dei sindacati e dei partiti di massa

la diffusione delle teorie economiche keynesiane ha comportato l'uso della spesa pubblica come metto per combattere la disoccupazione.


Gli effetti economici dell'incremento della spesa pubblica

L'incremento della spesa pubblica comporta lo spostamento di risorse dal settore privato a quello pubblico; Questo spostamento produce effetti su tutte le variabili del sistema economico e, ciò che veramente conta, è vedere se l'aumento delle dimensioni della spesa pubblica favorisca o rallenti la produzione del reddito.


Secondo la teoria keynesiana  lo Stato può incentivare l'economia dando ad esempio inizio alla costruzione di opere pubbliche; questo comporterà l'aumento del reddito nazionale e, essendoci più denaro in circolazione, aumenterà di conseguenza la domanda globale; secondo questa teoria l'espansione economica è regolata dall'equilibrio tra risparmio e investimenti.


Secondo la teoria classica (no all'intervento dello Stato nell'economia di un Paese) e neoclassica (intervento limitato dello Stato), l'elemento regolatore dell'equilibrio è il tasso d'interesse che, viene ribassato se c'è abbondante disponibilità di risparmio liquido determinando così una contrazione dell'offerta e un aumento della domanda sino alla realizzazione dell'equilibrio; il tasso d'interesse viene invece aumentato nel momento in cui le banche necessitano di disponibilità liquide; aumentando gli investimenti diminuisce la domanda sino all'equilibrio.

la teoria keynesiana ha criticato quella classica e neoclassica dichiarando che, in caso di redditi troppo bassi, questi vengono assorbiti interamente dai consumi e non destinati quindi all'investimento, nonostante i tassi d'interesse elevati.


Il moltiplicatore: quando in un sistema economico alcune risorse sono inutilizzate, l'aumento della spesa pubblica comporta l'aumento del reddito per una serie di reazioni a catena; questo processo è definito effetto moltiplicatore ed è alla base della teoria economica keynesiana. L'effetto moltiplicatore è dato dal rapporto tra la variazione del prodotto interno lordo e la variazione iniziale della spesa che l'ha provocata; la variazione del reddito è funzione diretta della propensione al consumo e propensione inversa al risparmio.


L'acceleratore: con l'aumento del reddito aumenta la richiesta dei beni e le aziende devono produrre più beni così da soddisfare la domanda; chiedono quindi i capitali per rinnovare le scorte, sostituire i beni strumentali ecc.. Tutto questo crea un incremento della produzione che genera a sua volta un ulteriore incremento della produzione di beni strumentali; questo processo, combinato con l'effetto del moltiplicatore, prende il nome di acceleratore perché rende più veloce la crescita del reddito e dell'occupazione.



LA STRUTTURA DELLA SPESA PUBBLICA


Gli effetti della spesa pubblica, oltre a dipendere dalle sue dimensioni, dipendono anche da come la spesa stessa è strutturata; per questo è importante distinguere i vari tipi di spese secondo i seguenti criteri:


A. Destinazione della spesa: in questo caso possiamo distinguere:


* Spese per beni e servizi - o spese reali o di produzione: sono costituite dai compensi pagati dalle Pubbliche Amministrazioni per l'acquisto di beni materiali o di prestazioni da impiegare nel settore pubblico (materie prime, beni strumentali ecc...); questo tipo di spese (definite a volte spese- prezzo)rappresentano la domanda effettiva e vanno ad incrementare il PIL; includono le spese per le opere pubbliche , per lo svolgimento delle funzioni pubbliche istituzionali, per la produzione di servizi di pubblica utilità.




* Spese di trasferimento - o spese - sussidio perché gratuite: sono le somme erogate dalla pubblica amministrazione a favore di determinate categorie di soggetti, senza nessuna controprestazione. Si distinguono in:

trasferimenti alle famiglie: pensioni, indennità, borse di studio ecc...

* trasferimenti alle imprese: contributi finanziamenti, premi

* trasferimenti ad altri enti da parte dello Stato


Queste spese non vanno ad incidere direttamente sul PIL ma costituiscono soltanto uno spostamento di ricchezza tra i cittadini; tuttavia incidono in maniera indiretta sulla domanda in quanto incentivano i consumi delle famiglie e delle imprese.


B. Incidenza economica: in questo caso possiamo distinguere:


* Spese correnti: esauriscono la loro funzione in breve periodo in quanto sono destinate a soddisfare bisogni attuali; rappresentano pertanto, impiego di risorse per consumi; queste assicurano il normale svolgimento delle funzioni pubbliche e dei servizi di pubblica utilità e si identificano con i consumi collettivi. Queste costituiscono immediate disponibilità di reddito che vanno ad incentivare i consumi privati; includono: stipendi del personale, assegni familiari, pensioni e gli interessi sul debito pubblico.


* Spese in conto capitale: svolgono la loro funzione nel periodo medio-lungo perché sono destinate ad incrementare le risorse produttive; si identificano con gli investimenti pubblici e comprendono:

* Le spese per beni e servizi finalizzati alla costituzione di capitali fissi (es: acquisto beni strumentali durevoli)

* I trasferimenti in conto capitale (es: finanziamento a medio - lungo termine come incentivi o sovvenzioni ai privati).




C. Criteri di carattere giuridico - amministrativo:

Spese obbligatorie: la legge ne stabilisce in modo inderogabile sia l'ammontare sia la scadenza (es: stipendi)

Spese discrezionali: la pubblica amministrazione può decidere se, quando e in che misura sia opportuno eseguirle (es: erogazione di sussidi)


Spese d'ordine: sono quelle sostenute per la gestione e la riscossione delle entrate (es: accertamento d'imposta)

Spese di governo: sono tutte le restanti spese pubbliche per tutti i fini di pubblico interesse


Spese ordinarie: ricorrono normalmente nell'esercizio perché corrispondono a finalità di carattere continuativo (es: per il funzionamento degli uffici)

Spese straordinarie: sono dovute a necessità di carattere eccezionale (una guerra, un terremoto ecc...)


Gli effetti economici dei diversi tipi di risorse:


Allocazione delle risorse: in questo caso lo strumento più usato è la spesa per beni e servizi destinata alla produzione di beni di merito puri, di quelli che danno luogo ad esternalità positive o di merito; l'obiettivo viene raggiunto anche mediante il ricorso ai trasferimenti; comunque si tratta quasi sempre di spese correnti destinate al soddisfacimento dei bisogni attuali.


Sviluppo: questo è raggiunto mediante l'espansione della spesa in conto capitale attraverso interventi strutturali e investimenti di lungo periodo; si considera necessaria, inoltre, la contrazione delle spese correnti poiché queste hanno l'effetto di incentivare i consumi e di conseguenza ostacolano la formazione del risparmi, risorsa indispensabile per lo sviluppo.


Stabilizzazione: a questo scopo viene utilizzata la manovra della spesa corrente per cui, in un periodo di recessione di tende ad espandere le spese per beni e servizi e quelle per trasferimento per avviare il meccanismo del moltiplicatore; nei periodi di inflazione si richiede la contrazione della spesa corrente.


Ridistribuzione: a questo scopo viene utilizzata la spesa per trasferimenti che ha appunto come scopo lo spostamento della ricchezza da un gruppo di cittadini all'altro. I trasferimenti a famiglie o a no-profit costituiscono una ripartizione di tipo individuale e sociale mentre quella verso le imprese può essere una mezzo di ridistribuzione settoriale o territoriale; i trasferimenti ad enti locali costituiscono un mezzo di ridistribuzione territoriale.









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