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IL SISTEMA PORTALE IPOTALAMO-IPOFISARIO

anatomia

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IL SISTEMA PORTALE IPOTALAMO-IPOFISARIO

È un distretto vascolare che permette al sistema nervoso di controllare l'ipofisi anteriore anche senza inviarle assoni e agli RH e IH di non passare nel circolo generale e di arrivare direttamente all'adenoipofisi. L'ipofisi riceve sangue arterioso da due arterie ipofisarie superiori e due arterie ipofisarie inferiori. Le superiore contribuiscono a vascolarizzare l'ipotalamo e mandano rami nel peduncolo ipofisario. Le arterie del peduncolo formano qui un sistema di capillari sui quali terminano gli assoni dei piccoli neuroni neurosecernenti dei nuclei dell'ipotalamo, che vi scaricano i propri RH e IH. Dalle venule del peduncolo il sangue passa a venule dell'adenoipofisi che si risolvono in sinusoidi; da qui il sangue raggiunge le vene di drenaggio che vanno ai seni cavernosi. Poiché i sinuso 525j96f idi adenoipofisari sono a stretto contatto con le cellule endocrine, vi portano rapidamente i messaggeri inibitori o di rilascio.

EPIFISI

Detta anche ghiandola pineale per la sua forma a pigna. È situata nell'encefalo appoggiata ai tubercoli quadrigemelli sup. È una formazione annessa al diencefalo. Le cellule epifisarie, i pinealociti, sintetizzano la melatonina, amina con azione antigonadotropa. La sintesi e il rilascio sono regolati dall'alternarsi dei cicli luce/buio: la produzione è massima di notte e minimo di giorno. Il principale bersaglio della melatonina sembrano essere le gonadi, sulle quali svolge un'attività inibente agendo probabilmente a livello ipotalamico sulla produzione di LHRH o direttamente a livello dell'adenoipofisi sulla sintesi di LH.

L'epifisi sintetizza anche grandi quantità di seretonina da cui deriva la melatonina secondo un ritmo circadiano inverso, cioè con livelli massimi di giorno e minima di notte.

TIROIDE

Si trova nella parte antero-inferiore del collo. Appoggiata sopra le cartilagini tiroidea e cricoidea della laringe. Lat. e post. può prendere rapporto con la trachea.

È formata da 2 grossi lobi uniti da una porzione detta istmo. Pesa tra i 20 e gli 80 gr.

È sensibile alle condizioni fisiologiche dell'individuo, alle abitudini alimentari e soprattutto all'apporto di sodio.

È vascolarizzata dalle arterie tiroidee inferiori, rami delle succlavie, e dalle arterie tiroidee superiori, rami delle carotidi esterne, che formano un ricco plesso peritiroideo.

Le vene di drenaggio sono le tributarie delle vene giugulari interne e le vene brachiocefaliche; lateralmente in rapporto con l'arteria carotide comune, l'ortosimpatico cervicale e il nervo vago.

È rivestita da una sottile capsula che invia sepimenti all'interno suddividendo il parenchima in lobuli irregolari. Ogni lobulo è formato da follicoli che contengono un liquido denso, la colloide, ricco di tireoglobulina che contiene numerose molecole di tirosina. Nella colloide vengono immagazzinati in forma inattiva gli ormoni T3 e T4 .

Le cellule follicolari, o tireociti, assumono forma e volume diversi a seconda dello stato funzionale della ghiandola. Sintetizzano la tireoglobulina e prelevano iodio dal sangue, il quale si lega alle tirosine della tireoglobulina.

Tramite il TSH, l'ipofisi regola tutte le fasi dell'attività dei tireociti:

1.       Captazione dello iodio deal sangue

2.       Sua perossidazione

3.       Biosintesi della tireoglobulina

4.       Accumulo della stessa nel lume follicolare

5.       Iodinazione della tireoglobulina

6.       Riassunzione di goccioline di colloide per pinocitosi

7.       Degradazione della tireoglobulina captata

8.       Immissione in circolo di T3 e T4

Il sistema ortosimpatico regola la secrezione di ormoni tiroidei; questi ultimi, in particolare T3, accelerano il metabolismo energetico, aumentando il consumo di ATP e innalzano la temperatura corporea.

Tra i tireociti delle pareti follicolari sono presenti elementi globosi poco colorabili che producono un terzo ormone tiroideo: la calcitonina, la cui azione favorisce l'accumulo di ioni calcio nel tessuto osseo e al contempo ne aumenta l'eliminazione renale. È regolata da un meccanismo di feed-back positivo, cioè è la stessa concentrazione di calcio nel sangue a regolare l'equilibrio tra paratormone e calcitonina. La sintesi e il rilascio di T3 e T4 sono regolati da  un meccanismo di feed-back negativo, in quanto il tasso ematico di ormoni tiroidei controlla l'intervento dell'ipotalamo (TSH-RH) e dell'ipofisi (TSH).

PARATIROIDI

Sono 4 ghiandole dalle dimensioni di lenticchie, appoggiate alla faccia post. dei lobi della tiroide, al di fuori della capsula, distinte in due superiori e due inferiori. Le cellule paratiroidee sono organizzate in nidi o cordoni tra i quali decorrono ampi sinusoidi fenestrati. Producono il paratormone, la cui azione è antagonista di quella della calcitonina tiroidea, cioè innalza il tasso ematico di ioni calcio attivando gli osteoclasti del tessuto osseo e favorendo la demineralizzazione ossea. Il paratormone stimola la produzione nel rene di un'idrossilasi che trasforma la vitamina D nel suo metabolita attivo (calcitriolo), che è un ormone steroideo. La vitamina D attiva, agisce sull'intestino tenue stimolando l'assorbimento di calcio, sull'osso stimolandone la deposizione e sul rene stimolando il riassorbimento tubulare.

TIMO

La funzione principale è quella di organo linfoide centrale dove i linfociti T maturano e vengono selezionati. Produce una serie di ormoni che hanno come bersaglio i linfociti timici, quali il fattore timico umorale, che induce la differenziazione dei linfociti pretimici, la timosina, che stimola la proliferazione dei linfociti T, la timopoietina, che potenzia le risposte immunitarie cellulo-mediate e l'attività di macrofagi e granulociti.

PANCREAS ENDOCRINO

È costituito da piccole masse di tessuto endocrino sferoidali ospitate all'interno del parenchima esocrino del pancreas.

Tali formazioni endocrine, gli isolotti pancreatici o di Langerhans, sono costituite da cordoni cellulari disposti tra una fitta rete di sinusoidi, isolati dal parenchima circostante da una capsula connettivale. Le cellule degli isolotti sono di tre tipi e producono tre diversi ormoni:

1.       Le cellule A o α : contengono l'ormone glucagone che stimola la glicogenolisi epatica aumentando di conseguenza il tasso ematico di glucosio (glicemia)

2.       Le cellule B o β : producono l'ormone insulina, la quale favorisce l'accumulo di glucosio nel fegato. Ha inoltre azione anabolizzante in quanto stimola la formazione di grassi neutri e l'incorporazione di aminoacidi nelle catene proteiche. La secrezione dei 2 ormoni antagonisti è regolata dalla glicemia.

3.       Le cellule D o δ : producono somatostatina, ormone che inibisce la sintesi di GH (ormone della crescita) ipofisario. Ha azione inibente anche sulle secrezioni pancreatiche sia esocrina sia endocrina e sulla secrezione e sulla motilità gastroenterica.

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