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CARATTERISTICHE CHE CONSENTONO DI CAPIRE IL SIGNIFICATO DEI TRATTATI

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CARATTERISTICHE CHE CONSENTONO DI CAPIRE IL SIGNIFICATO DEI TRATTATI:

1_ chi sono i soggetti che hanno concluso il trattato:parti contraenti

2_ contenuto dei trattati (oppure il soggetto,la materia)

3_ L'efficacia del trattato (se gli effetti vincolano solo le parti contraenti oppure riguardano anche i soggetti che non hanno firmato il trattato)

4_ la durata cioè il tempo in cui il trattato è valido 313c29d

Ci sono tante possibilità diverse di fare gli accordi internazionali:

ad esempio i soggetti: l'unione europea è un accordo tra tanti stati (accordo multilaterale) non solo tra due (accordo bilaterale).

L'accordo che istituisce l'unione europea all'inizio era solo tra italia, Inghilterra ecc ora comprende anche altri stati: il numero dei soggetti che vi partecipano si allarga sempre di piu: è un trattato per adesione!



A seconda delle parti contraenti capiamo che ci troviamo di fronte a soggetti diversi.

La varietà dei trattati è tipica di adesso. Una volta c'erano solo due tipi di trattati:

-         trattati militari

-         trattati di tipo commerciale

Efficacia: ci sono dei trattati che possono essere efficaci anche nei confronti dei paesi terzi.

Ad es. il trattato che istituisce l'unione europea. Gli stati membri hanno degli obblighi politici ma anche commerciali. La svizzera non fa parte dell' U.E. però si trova in mezzo quindi se risente dell'effetto del trattato.

Per quanto riguarda il grado di intensità che l'efficacia ha tra le parti contraenti, il trattato può essere forte quando prevediamo delle penali (o sanzioni economiche) nel caso di violazione.

I trattati che non prevedono nessuna sanzione,in caso possono essere violati.

Efficacia verso l'esterno e tra le parti contraenti:

piu efficace - piu osservato

piu violazioni - piu occasioni di creare momenti di crisi - fasi costituenti.

Durata: possono averla oppure essere a tempo indeterminato

Ad. Es il trattato che divise Berlino rimase in vigore fino alla riunificazione tedesca:non aveva data di scadenza. La durata era determinata dalle circostanza politiche.

Il trattato dell' UE non ha scadenza.

Altri tipi di trattati che sono scomparsi:

CAPITOLAZIONI: prima del 1923, una delle due parti è l'impero ottomano

Capitolare significa elencare le condizioni, questioni attraverso le quali si raggiunge un accordo con una altro stato.

E' scomparso perché lo facevano le potenze cristiane con l'impero ottomano,turco.

Ad es. per regolare la navigazione nel mediterraneo venivano stesi in forma di capitoli.

Erano speciali perché una delle due parti era sempre l'impero ottomano che è scomparso dopo la 1 guerra mondiale. Al suo posto nasce la Turchia.

TRATTATI INEGUALI: epoca nella quale non era riconosciuta uguale dignità a tutti gli stati. Erano stipulati dalla potenza coloniale sui territori sottomessi.

Nel 1842 l'Inghilterra riuscì a imporre alla Cina un trattato per il commercio esclusivo di oppio e dato che decideva lei il prezzo,impoveriva la Cina; da qui si crea il collasso economico della Cina. (c'è stato fino a 30 anni fa).

Per il contenuto troviamo il MEMORANDUM: E' un trattato di natura segreta non è reso pubblico per opportunità politica per opinione pubblica.

Per essere efficace,non basta che sia firmato dagli interessati. dopo la firma deve essere ratificato cioè sottoposto all'approvazione del popolo. - rappresentato dal parlamento - cioè è il parlamento che deve approvare.

E viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale che è consultabile da tutti.

Il memorandum non segue questo procedimento:

manca di un elemento: la rattifica. Qual è la sua efficacia? Lo si fa seguire da un trattato internazionale vero e proprio che rende pubblici gli effetti di quell'accordo segreto.

Ricordiamo il memorandum di londra con il quanle l'italia ruppe l'Alleanza

Memorandum di intesa 1954 fra italia e jugoslavia per definire il confine. si stabilì che il Friuli e trieste andava all'italia mentre l'istria alla iugoslavia.

Si differenzia rispetto agli altri trattati per la sua efficacia.

La funzione della Guerra: la guerra è sempre stata considerata il mezzo principale per risolvere le controversie internazionali. Il problema è come gli uomini possono intervenire per controllare questo fenomeno cosi dannoso.

Grozio era partito dall'inizio, cercando di capire quali erano le cause della guerra.

Egli afferma che la causa della guerra è sempre un istinto naturale perché ogni paese cosi come ogni persona ha un istinto naturale a difendersi ogni volta che viene attaccato.

Lui ha in mente un modello di società portato naturalmente alla convivenza, ma sa che nel momento in cui ci si rapporta ad 1 altro individuo o paese, nascono delle situazione di conflitto.

Allora lui dice che gli stati e le persone sono propensi a vivere in relazione fa di loro; se uno viene attaccato ha diritto a  difendersi (ricorso all'uso delle armi) cosi come è una tendenza naturale quella di rapportarsi agli altri, è anche un diritto naturale difendersi.

La conseguenza logica è che per quando possiamo darci da fare sul piano della politica internazionale, non riusciremo mai ad evitare completamente l'ipotesi che si verifichi 1 guerra. Fa parte dell'istinto naturale; se dobbiamo accettare che il ricorso alla guerra è un diritto naturale, dobbiamo anche accettare il principio che non possiamo attraverso le regole che ci diamo togliere questo diritto.

La società e gli stati devono dare delle regole che assecondano la natura e la politica, che la controllano  e non che vadano a giudicare dei diritti e delle libertà che esistono.

Se noi decidiamo che la guerra è sempre vietata, andiamo a eliminare un esercizio naturale alla difesa.

La costituzione dice che l'Italia rifiuta la guerra, ma comunque pur ripudiandola come strumento per la risoluzione di conflitti, esiste sempre il riconoscimento alla difesa.

Se è cosi allora la guerra esiste ed è accettata per difendersi e l'unico momento ne quale la comunità internazionale può intervenire per controllare la guerra è la fase successiva: dare delle regole che consentono poi di decidere di volta in volta se quel conflitto corrisponde al diritto naturale alla difesa oppure no.

Questo è il modo in cui ancora oggi la politica internazionale disciplina l'uso della guerra ed è l'unico sistema che Grozio è riuscito ad inventare e che viene ancora oggi utilizzato per decidere quando una guerra è giusta e quando è ingiusta.

E' una questione molto dibattuta perché i confini tra guerra giusta o no non sono mai chiari.

Grozio cerca di indicare dei criteri per definire una guerra giusta o no. E questi criteri si basano sul principio in base al quale è sempre legittimo uso delle armi quando si esercita un diritto naturale a difendersi.

In questa divisione tra guerra giusta e ingiusta vediamo che è sicuramente giusta ogni guerra di difesa e sicuramente ingiusta oggi guerra di aggressione.

Ci sono anche delle ipotesi che si collocano nel mezzo:



Grozio dice anche che una guerra è giusta quando è giustificata dalla minaccia di un altro paese; non occorre che l'altro paese l'abbia iniziata, ma basta la minaccia preventiva.

E' legittima la guerra quando è causata dalla minaccia (legittima difesa anche in diritto) ma non è giusta quando è causata solo dal timore dell'altro paese.

Qui ci sono problema perché bisogna decidere quando una situazione è minaccia e quando suscita solo paura. (Le armi chimiche di Saddam era una minaccia o era solo timore?).

Grozio inventa questa serie di regole di carattere generale con l'obiettivo di renderle adattabile a tutte le situazioni che sono verificabili.

Quando ci sono situazioni dubbie, allora occorre ricorrere ad un altro strumento che consente di risolvere i dubbi. Questo strumento viene chiamato l'arbitrato internazionale.

ARBITRATO INTERNAZIONALE: quando ci sono due contendenti che hanno delle opinioni opposte e danno luogo ad un conflitto (non necessariamente armato) l'unico sistema per decidere se è giusto o no, è quello di affidare la decisione ad un terzo soggetto indipendente dalle parti e la cui opinione è accettata dagli stati.

Questa regola dell'arbitrato internazionale è utilizzata ancora oggi poiché esiste un organo (corte internazionale di giustizia - sede all'Aia) delle nazioni unite che svolge sia la funzione di giudice (che giudica gli eventi dopo che si sono verificati) sia la funzione di arbitro (quando sta per nascere e serve alcuno che decida).

Se ci sono controversie di carattere economico-commerciale o legate alla minaccia delle armi, la corte internazionale decide preventivamente; se è scoppiata una guerra e si discute se è stata giusta o ingiusta, questo lo dirà la Corte Internazionale.

Se non sei in grado di capire prima, sicuramente puoi intervenire dopo per verificare se quei parametri erano stati o meno rispettati.

Il diritto internazionale e Grozio assieme, distinguono tra un arbitrato vincolante e un arbitrato non vincolante

Cioè la decisone che può rendere questo soggetto terzo può vincolare (cioè dare degli obblighi) oppure non da alcun vincolo ma è soltanto un consiglio. La differenza è che:

-         arbitrato vincolante: di solito la comunità internazionale prevede un meccanismo di sanzioni nei confronti di quel paese che non ha rispettato l'obbligo. Es. un paese accusato di Terrorismo Internazionale è stato sottoposto ad una forma di sanzione chiamato embargo: taglio di linee commerciali ecc.

-         arbitrato non vincolante: non prevede nessuna sanzione e viene chiamato mediazione. Questi sono i cosiddetti mediatori internazionali. Ad es Bahrein svolse prima dell'inizio della guerra dell'iraq, un ruolo di mediazione tra l'Iraq e gli altri paesi che lo accusavano di produrre armi chimiche.

Cercava di mettere d'accordo le due parti ma non ha nessun potere di imporre.

Tutto questo è descritto da Grozio in un opera al tempo famosa "De jure belli a pacis" (sul diritto i tempo di guerra e in tempo di pace) scritta 1622-1624.

Le date sono importanti perché vediamo che si colloca nel mezzo della guerra dei trent'anni (1618 -1648) Oggi vediamo che le regole del diritto internazionali sono nate all'interno di un contesto specifico che la sollecita e la richiede.

Grozio nella sua opera aveva capito che non era sufficiente inventare delle regole del diritto internazionale per risolvere di volta in volta le controversie fra gli stati ma era anche necessario inventare un meccanismo permanente che consentisse di risolvere in continuazione (permanentemente) ogni problema nei rapporti fra gli stati.

Le regole che Grozio aveva stabilito, ci permettono di risolvere di volta in volta i problemi che si presentano ma non rispondono ancora alla condizione che le relazioni internazionali si sono sempre proposte e cioè prevedere il comportamento degli stati.

Per prevedere Grozio immaginava che per prevenire le controversie, bisognava creare un organo composta da tutti i paesi esistenti al momento all'interno del quale risolvere le questioni che potevano presentarsi.

Immaginava quello che noi oggi chiamiamo l'Organizzazione delle Nazioni Unite.

L'ONU è un luogo dove permanentemente ogni paese ha un rappresentante permanente, permanentemente tutti i paesi del mondo sono seduti attorno allo stesso tavolo (in condizione di uguaglianza) e quindi sono in condizione di discutere ogni giorni i problemi che ci sono e quindi prevenire le ipotesi di conflitto.

Grozio sosteneva che per prevenire le situazioni di conflitto, bisognava inventarsi una assemblea di tutti gli stati soggetti della politica internazionale; anche perché quando ogni paese accetta di stare assieme agli altri in un'assemblea, succede che si stipula un accordo internazionale. Perchè quando un paese accetta di stare con gli altri, accetta anche le regole che questa assemblea prevede per il suo svolgimento.

Quindi finchè i paesi del mondo sono all'interno dell'assemblea delle NU, e accettano questo sistema di regole, possiamo anche prevedere quello che succederà. Se non accettano la regola vanno fuori. L'assemblea creata prima dell'ONU (società delle nazioni) era composta solo dai paesi vincitori e non dai vinti (la Germania era fuori) e quindi la G. di Hitler, non facendo parte di questa società, non si sentiva vincolata al rispetto delle regole che questi vincitori si erano date e invade la Cecoslovacchia ecc.

Però non era una questione facile perché l'epoca in cui Grozio lavora, è l'epoca nella quale la tendenza degli stati moderni va in direzione opposta in quanto tende a costruire lo stato territoriale, l'identità legata a dei confini certi, sistema dell'equilibrio per cui tutti si misurano continuamente nel piano della politica di potenza.

Quindi il contesto nel quale Grozio immaginava questo non era il contesto ideale per creare un'assemblea di stati. Perché quando si crea un'assemblea e un paese fa gli accordi con gli altri, significa fare dei compromessi, hanno doveri e diritti, fare delle concessioni.

Ora non sentiamo il bisogno di questi confini ecc ma nel 1600 si.

A partire dall'epoca di Grozio c'è una serie di tentativi per creare un'assemblea degli stati (inizialmente in Europa) ma nessuno di questi va in porto.

Il primo caso in cui si riesce a costruire questa assemblea è dopo la 1GM con la Società delle Nazioni. Ma l'idea che sta alla base dell'ONU dell'UE è un'idea che nasceva 3-4 secoli fa.

La politica internazionale dell'epoca poi aveva un altro problema oltre a quello che la tendenza non era all'unione, ma all'identificazione territoriale.

Aveva il problema di come riuscire eventualmente a creare un'assemblea di stati uguale fra di loro. Perché il principio per poter regolare ogni controversia internazionale è il fatto che tutti sono uguali fra di loro indipendentemente da fattori oggettivi (grandezza territoriale).

Il voto di un paese piccolo vale quanto quello di un paese grande.

Come si poteva fare questo nell'epoca di età moderna dove si ricorreva alla legge del più forte?

Le soluzioni inventate in quest'epoca in poi partono da 2 prospettive differenti:

1 - creare un'assemblea di stati in base al principio dell'equilibrio delle potenze che è il sistema dell'equilibrio: nazioni più forti attorno ad un centro debole.

Significa che la politica è controllata da quelle potenze e gli stati che stanno nel mezzo fanno solo da muro divisorio.

2 - la possibilità di creare un'assemblea di stati fra stati uguali. Perfettamente uguali l'uno all'altro indipendentemente dalla potenza commerciale, grandezza, continente ecc.




Quindi nascono dalla realtà politica del tempo due ipotesi differenti di come creare un' assemblea di stati.

Il finale è che oggi l'organizzazione delle nazioni unite è un ibrido tra questi due sistemi perché l'organizzazione delle NU è divisa in due parti:

-         c'è il consiglio di sicurezza dove ci sono le potenze, i paesi che hanno vinto la 2GM e un certo numero di paesi che entrano a rotazione. Questi però sanno che scadranno e che non conteranno più e se entrano perché sono scelto dagli altri sanno che hanno dei "debiti" di reciprocità nei confronti di chi l'ha fatto entrare.

-         Accanto c'è l'assemblea generale delle Nazioni Unite dove ci sono tutti i paesi ciascuno con un rappresentante e ciascuno con un diritto a un voto. Quindi dove sono tendenzialmente tutti uguali.

Il risultato è che potenzialmente ci potrebbe essere un conflitto perenne tra consiglio di sicurezza e assemblea dell'ONU. La soluzione è che le decisioni le prende solo il consiglio di sicurezza e l'assemblea conta poco, condanna qualche episodio di violazione dei diritti umani.

Questi sono i due percorsi che portano a questo organo che è la politica internazionale ed entrambi questi percorsi hanno dei nomi:

1 - il modello dell'assemblea di stati che si basa sul principio della politica di potenza viene chiamato.

MODELLO PIRAMIDALE

Nella piramide chi sta sopra comanda su chi sta sotto

Modello piramidale =  consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

2 - l'altro modello dove tutti gli stati sono uguali fra di loro perchè hanno tutti lo stesso voto viene chiamato

MODELLO DIFFUSIVO

Modello dove tutti sono uguali fra di loro

Modello diffusivo = assemblea generale delle Nazioni Unite

Entrambi questi modelli nascono dalla riflessione che viene fatta nel corso del 1600 ed entrambi rappresentano due vie alternative per creare un'organizzazione internazionale.

Sono alternative perché proprio la loro condizione è causa di problemi della politica internazionale.

Il modello dell'ONU che è il modello ibrido, trae i suoi problemi di funzionamento proprio da questa condizione che ci sono entrambi. Chi decide nel consiglio di sicurezza in base a considerazioni di potenza, non fa gli interessi dell'assemblea generale.

Nelle relazioni internazionali, ogni situazione nasce dal contesto storico quindi anche questi due modelli di organizzazione internazionale cosi diversi fra loro, nascono dal contesto storico nel quale sono stati elaborati.

Di solito nel momento i cui configgono questi due modelli, quello vincente è sempre il piramidale, della politica di potenza. Nel potenziale conflitto tra assemblea generale e consiglio di sicurezza, prevale sempre il consiglio di s. perchè li che vengono prese le decisioni politiche veramente importanti.

Storicamente il modello piramidale è il più forte perché nella storia moderna (antico regime) il modello di società ed il modello politico più diffuso, era appunto quello piramidale.

Il sistema sociale che ha preceduto la contemporaneità era un sistema politico e sociale dominati o dalle disuguaglianze e dai rapporti di gerarchia.

C'era un sovrano che stava al vertice e chi stava sotto doveva obbedire a lui.

In realtà non è un'invenzione dell'età moderna, perché questa organizzazione della società corrisponde a sua volta ad un modello naturale che è il modello della famiglia cosi come è sopravissuto fino a 100 anni fa. Chi ha potere è l'uomo, il capofamiglia e mano a mano che si scende nei rapporti si arriva giù nella scala fino a dove si hanno sempre meno diritti e sempre meno possibilità di farsi sentire.

Il modello piramidale era il modello tipico della cultura occidentale nell'antico regime, così funzionava lo stato, cosi la società, ecc.

Cosi questo modello piramidale delle relazioni internazionali in cui la politica internazionale è dettata dai più forti, risulta essere il modello più forte e importante che ha mantenuto la sua identità nel tempo. Affonda la sua esistenza in una tradizione culturale molto antica, perché questo modello si riproduceva in tutti i campi: economici, familiari ecc.

Più difficile è capire da dove nasce il modello più egualitario, quello diffusivo.

Se il modello piramidale è percepito come naturale nei rapporti (si asseconda la natura degli uomini)  questo è un modello percepito come artificiale (si devono creare delle regole per forzare questa natura)

Ci rendiamo conto anche perché questo modello di democrazia internazionale ha faticato molto ad imporsi tanto da dover aspettare il XX° secolo.

Inoltre entra più facilmente in crisi: se siamo in un'assemblea di stati dove tutti concordiamo con le regole, i problemi si risolvono. Se uno vuole diventare più potente, questo modello si rompe.

Il modello diffusivo ha un'origine storica ben collocabile nel tempo e nello spazio perché è anch'esso il risultato di un trasferimento su scala internazionale di una realtà che già esisteva ma si trattava di una realtà molto circoscritta dal punto di vista geografico: nasce dall'esperienza politica inglese del 1600.

L'Inghilterra conosce nel corso del 1600 due rivoluzioni attraverso le quali si crea un modello politico di bilanciamento di poteri che realizza una sorta di parità tra i poteri del re e del parlamento e che soprattutto da quel momento attribuisce all'inghilterra il ruolo di arbitro delle vicende della politica internazionale europea.

Questo modello di equilibrio interno, la parità dei rapporti tra re e parlamento viene trasferita nel corso del 1600 a livello internazionale per immaginare un'assemblea di stati dove tutti questi paesi sono in un rapporto di parità fra di loro.

Ovviamente si tratta di un caso limitato (Inghilterra del 1600) si tratta di un'esperienza definibile dal punto di vista storico e quindi vediamo perché è u modello percepito dagli altri paesi europei come un modello "strano".

Ecco perchè c'è difficoltà di realizzare una forma di democrazia nel mondo a confronto con il modello piramidale. Perché questo nasce da un'esperienza politica comune e condivisa dalla maggior parte dei paesi europei, mentre il diffusivo nasce da un'esperienza particolare che è stata un'eccezione nella storia.

I due modelli hanno anche loro dei "padri"

PIRAMIDALE       Emeric Crucé            Francese



DIFFUSIVO          William Penn             Inglese           (è il fondatore della Pennsylvania)

Il contesto storico influenza l'elaborazione di modello politico:

Crucè è un francese che vive nel corso del 600 all'interno di un contesto politico che è quello della società gerarchizzata della monarchia assoluta.

Nel modello diffusivo nasce invece attraverso un autore (Penn) che vive in un contesto geografico completamente differente.

In comune questi due modelli oggi non hanno nulla, mentre originariamente avevano in comune la loro giustificazione cioè la ragione per cui erano stati pensati.

Oggi servono per prevenire i conflitti internazionali, ma la tendenza dell'epoca non era questa. Per questo motivo coloro che inventavano nell'età moderna i vari modelli di assemblee di stati e cercavano di proporli, dovevano trovare una giustificazione che fosse un motivo realmente urgente e importante.

Questo motivo che poteva giustificare l'accordo tra tutti gli stati d'Europa e tutti i sovrani in un'assemblea era una difesa dal pericolo dall'oriente islamico.

Questa era l'unica cosa che in l'Europa del 600 poteva essere un interesse comune di tutti gli stati: la difesa comune europea rispetto ad un minaccia che viva dall'oriente.

Questa minaccia era culturale (contrapposizione antichissima tra occidente e oriente legata alla tradizione di libertà, allontanamento del dispotismo ecc..) ma era anche un problema politico militare (nel 1682 l'impero ottomano raggiunge la sua fase massima di espansione, ponendo sotto assedio la città di Vienna).

La possibilità di costruire un'assemblea di stati poteva essere giustificata agli occhi di chi governava come un'esigenza comune di difesa della fede cristiana che al di la del regime, legava comunque tutti gli stati d'Europa.

Questi due elementi cioè la difesa comune e fede cristiana sono importanti perché la difesa comune europea è stata uno degli strumenti attraverso i quali si è cominciato a costruire un'alleanza militare europea dopo la 1GM.

Venne creato con centro Europa sulle ceneri della 1°GM, un'organizzazione che si chiamava Patto Atlantico che serviva come difesa militare di tutti gli stati.

La minaccia era esterna (dei turchi) ed entrambi i modelli avevano come giustificazione la difesa della cultura cristiana. Ancora una volta veniva fuori il problema religioso; come spauracchio ma trasferito al di fuori da continente europeo, dato dall'impero ottomano.

Entrambi i modelli di assemblee di stato storicamente giustificavano questo tipo di organizzazione come difesa dal punto di vista militare e aggregazione della cultura cristiana.


MODELLO DI CRUCE'

Caratteristiche:

1_ è un' assemblea di stati dove le regole al suo interno vengono fatte dallo stato più forte    (nell'Antico Regime significava lo stato più esteso).

All'interno di questo modello chi decide la politica internazionale è il paese più forte che è quello più esteso da un punto di vista territoriale e quello più fornito da un punto di vista militare.

Si capisce perché la tendenza fino a tutto il 1900 è stata quella di ingrandire i confini dello stato come strumento della politica internazionale.

2_ all'interno di questo modello ogni stato, ogni potenza che vi fa parte, rappresenta un voto. Ma questo non significa che sia un modello di democrazia, perché chi decide sono sempre e solo le potenza. Ci sono solo le potenze in questa assemblea, e sono loro che decidono,gli stati che non contano nulla, non ne fanno parte e quindi subiscono.

3_ chi decideva era sempre il capo dello stato e non il popolo di quel paese.

Questo è un modello che nasce dall'Antico Regime e a quell'epoca non esiste l'idea  della sovranità popolare che c'è oggi. Per cui il re che governava da sovrano assoluto, decideva solo in base ai propri interessi personali e non i base agli interessi della nazione. Ci troviamo di fronte ad una situazione dove non solo le decisioni vengono prese dai più potenti, ma vengono prese da chi governa in base ai propri interessi. Questo spiega perché quando in A.R. si facevano dei trattati internazionali (di amicizia, facendo sposare i figli) era tutto in famiglia, e quando scoppiava una guerra era per problemi famigliari, e non politici.

Da qui vediamo che questo modello (piramidale) è un modello che nasce da una cultura profondamente diversa da quella nella quale oggi ci troviamo.


MODELLO DI PENN

Caratteristiche:

1_ è un modello di democrazia, cioè di uguaglianza fra gli stati. Penn si domandava come era possibile raggiungere un modello di uguaglianza  fra gli stati laddove la realtà politica riportava continuamente a volontà di potenza.

William Penn parte proprio dalla sua esperienza politica dell'inghilterra.

In Inghilterra c'è il re ed il parlamento; il parlamento non rappresenta tutti, ma comunque rappresenta l'alta nobiltà, i lord, i proprietari terrieri,la piccola nobiltà ecc e quindi esiste la possibilità di un modello di rappresentanza politica che il modello piramidale non presuppone.

L'Inghilterra offre un modello di governo in cui chi governa rappresenta anche una parte consistente della società.

2_ Quindi William Penn dice che in questa assemblea devono stare non i sovrani (che perseguono interessi personali) ma i rappresentanti degli stati.

La possibilità di inventarsi questo meccanismo gli offre anche lo spunto per trovare un metodo per rendere tutti gli stati uguali anche se in realtà non lo sono.

L'unico sistema per ridurre le differenze dei paesi è il sistema di compensare queste differenze attraverso il numero dei rappresentanti. Significa che in proporzione un paese molto grande avrà un numero di rappresentanti minore rispetto ad un paese piccolo.

Penn crea un modello di assemblea di stati dove vanno non i sovrani, ma i rappresentanti di ogni paese in proporzione non solo al territorio a alla ricchezza economica, al numero di abitanti ecc. influiscono una serie di fattori tali che alla fine questa assemblea riesce a ridurre le differenze. E' stato creato un sistema di compensazione dove un territorio piccolo (che magari ha più ricchezza), può mandare un numero di rappresentanti che rispetto ad un altro stato più grande ma meno potente, è più elevato. Ad. Es. Olanda e Francia

Questo è il modello su cui funziona oggi l'unione europea. Nel parlamento europeo siedono i rappresenti di ogni stato in numero differente a seconda dei vari paesi.







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