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INFANZIA E GIOVINEZZA DI G. DELEDDA - STUDIO SU COSIMA

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INFANZIA E GIOVINEZZA DI G. DELEDDA

STUDIO SU COSIMA

Biografia della scrittrice

      Grazia Deledda nasce a Nuoro nel 1871 e trascorre lì la sua infanzia e la sua giovinezza. Di famiglia benestante, frequenta la scuola elementare come le sue sorelle e i suoi fratelli. Sin da piccola (è lei stessa che lo racconta nel romanzo autobiografico "Cosima") ha una vivissima passione per la lettura e per la scrittura.

In contrasto con le abitudini del tempo e dell'ambiente nuorese, prende contatti con riviste che si pubblicano nel continente ed invia i suoi primi scritti. Tutto ciò avviene all'insaputa dei suoi familiari.

La morte del padre segna un momento di grande tristezza per la scrittrice e per tutta la famiglia. Ancor di più si dedica alla stesura di un romanzo che viene pubblicato in continente nel 1895. In campo nazionale il libro ha una discreta risonanza e critiche favorevoli.



Altra data importantissima nella vita di Grazia Deledda è il suo primo viaggio a Cagliari nel 1899. Viene accolta nell'appartamento di Maria Manca (via Sonnino angolo via San Lucifero), una continentale che dirigeva a Cagliari la rivista "La Donna Sarda", a cui più volte la scrittrice nuorese aveva mandato i suoi scritti in versi e in prosa. Qui conosce Palmiro Madesani con il quale,  dopo un breve fidanzamento, si sposa; con lui si trasferisce a Roma dopo una breve tappa a Cagliari.

      La sua attività di scrittrice dinventa ora intensissima; in pochi anni scrive i suoi romanzi più celebri: Elias Portolu (1903), Cenere (1904), CANNE AL VENTO (1913), MARIANNA SIRCA (1915), LA MADRE (1920), e, postumo, pubblicato dal marito  nel 1937, COSIMA, di grande interesse perché autobiografico. Nel 1926 le viene assegnato il "Premio Nobel" per la letteratura. I suoi romanzi sono tradotti in moltissime lingue ed hanno tuttora una larga

diffusione.  Inoltre alcuni di questi sono stati

riportati sul grande schermo.

Grazia Deledda muore a Roma nel 1936.

Riassunto di Cosima

La casa è articolata in due piani, è "semplice ma comoda". La

cucina è l'ambiente più abitato e lì si svolgono tutte le attività del-

la famiglia; qualche oggetto appeso alla parete fa notare che è una

casa paesana. Un po' come tutte le case di questo tipo ha anche un

orto ed un cortile.

A Cosima, bambina di quattro o cinque anni circa, una mattina

di maggio porta un'emozione nuova: è nata una sorellina.

La famiglia si adatta al nuovo arrivo con qualche spostamento. In questi giorni è presente anche la nonna per la quale tutti i nipoti nu 535j94f trono un grande affetto, la considerano quasi una piccola fata ("Domus de Janas").

Cosima è spinta dalla curiosità di vedere la nuova bambina e di nascosto sale al piano superiore dove c'è una sua grande ammirazione: la dispensa piena di ogni ben di Dio ma proibita ai bambini. Cosima dà uno sguardo a tutto questo, combina un piccolo guaio facendo cadere dei grappoli d'uva appesi e riesce poi a vedere la sorellina. Arriva qualche visita e la più importante è quella dello zio Don Sebastiano, fratello della mamma.

L'inverno successivo, più rigido del solito, raduna per molte ore grandi e bambini intorno al focolare e con grande piacere si ascoltano le storie del servo Proto. Cosima è la più attenta. Purtroppo l'inverno porta serie malattie e porta via anche la più bella delle cinque sorelle: Giovanna. L'umore della mamma è stravolto dal grande dolore.

Cosima a sette anni comincia ad andare a scuola: è la più brava. La maestra la accoglie bene, lei invece è piuttosto diffidente. Sarà questa maestra continentale a darle la prima grande delusione quando in una letterina comunica al padre la sua promozione ed insieme chiede denari in prestito. In quarta ha il primo premio, un libro del Tommaseo ben rilegato. Ha dieci anni ma ne dimostra di più e fa amicizia con ragazze continentali più grandi lei che le svelano i misteri della donna e dell'uomo. E' già una lettrice, legge tutto quello che le capita tra le mani.

Un'altra nota triste in famiglia: Andrea porta via dei denari del padre e viene scoperto. Lo confessa, viene perdonato, ma il segno rimane nella tristezza della madre e nel cuore di Cosima. Santus, l'altro fratello, studia a Cagliari e quando rientra porta libri e regali, è serio, studia persino d'estate. Il suo compagno di studi è Antonino, anche lui di una famiglia borghese-paesana. Viene spesso a trovare Santus ed è il primo ragazzo a far sussultare il cuore di Cosima.

L'estate è la stagione più felice per tutti i ragazzi. Una di queste però viene turbata da persone poco oneste che, minacciando subdolamente, chiedono al padre l'affitto di un pascolo, ben sapendo che è già affittato per tre anni.

Oltre ad Antonino frequenta la casa Giammario, compagno di Andrea, e ben presto tutti si accorgono che viene sempre più spesso per vedere Enza. Nasce il loro amore.

Antonino va a studiare a Roma e forse la sua lontananza è dannosa per Santus che comincia a frequentare compagnie non buone e a domandare sempre più soldi; dopo poco tempo tutti sanno che beve. Un altro grave dispiacere per la famiglia: il padre diventa pensieroso, la mamma sempre più taciturna e malinconica. I genitori hanno fatto di tutto ma - dice Cosima - "la vita, l'ambiente, il destino erano così". Anche in quella casa si era introdotto il male. Il padre si rattrista profondamente sino a morire. Andrea è ora l'amministratore del patrimonio mentre Santus sta sempre peggio tanto che Antonino diminuisce le sue visite. Finalmente con grande sollievo per la famiglia Santus parte con la promessa di tornare a studiare. Questo benessere però dura molto poco perché sei giorni dopo Santus ritorna in mezzo alla notte stravolto dall'ubriachezza. Questo nuovo dispiacere è reso ancora più aspro dalle maldicenze del paese, in prima fila quelle delle zie.

Si decidono le nozze di Enza e Giammario che vanno ad abitare in una vecchia casa di proprietà un po' fuori mano con una modesta rendita di famiglia. Non sembrano proprio felici. Cosima va spesso a trovare la sorella ed un tristissimo giorno la trova a letto quasi totalmente dissanguata. Il medico arriva ma è tropo tardi : Enza è morta d'aborto. Con un coraggio superiore alla sua età e con la sofferenza che le procura questa morte compone la salma della sorella.Altra tristezza avvolge la famiglia chiusa nel suo lutto, ma la forza della vita e delle passioni sostengono la ragazza e le due più piccole Pina e Coletta. Anche queste leggono tutto ciò che capita loro in mano.

Cosima scrive versi e novelle. Di questo corre voce nel paese e la ragazzina, così ribelle e trasgressiva, è oggetto di beffe da parte dei compaesani. Andrea cerca di difenderla e per incoraggiarla la manda a prendere lezioni di italiano. Inoltre l'aiuta a conoscere tipi di persone che la mettono a contatto con le vicende della vita reale portandola in giro nei paesi vicini ed alle feste campestri. Una di queste è stata memorabile. In mezzo all'allegria dei mancati studenti, Andrea, Salvatore e diversi altri ragazzi, Cosima è oggetto d'attenzione da parte di tutti; Andrea le prepara una comoda poltrona e tutti le offrono i bocconi migliori, ma essere troppo al centro dell'attenzione infastidisce Cosima, che pure è molto felice di aver visto il mare. Attraversare quel mare rimarrà sempre un suo sogno.

A Cosima, sempre aggiornata di riviste e giornali, non si sa come, viene l'idea di mandare una novellina alla rivista Ultima Moda che la pubblica con una breve presentazione della piccola scrittrice. Questo fatto scatena le malelingue della città, delle due vecchie zie zitelle ed infastidisce lo stesso Andrea che le consiglia di non scrivere più storie d'amore. La ragazza teme e desidera alla stesso tempo che Antonino venga a sapere la novità; ma quando lo rivede durante l'estate capisce, non solo che non sa nulla, ma anche di essergli abbastanza indifferente.

S'incontrano di nuovo a S.M. del Monte durante la novena. In un ambiente primitivo, dopo un viaggio che dura circa due ore, le ragazze si sistemano alla meglio in piccole stanzette addossate alla chiesa, ma non importa perché il grande divertimento di conoscere fontane e boschi compensa le scomodità; la libertà e gli spazi sono a portata di tutti e le riempiono l'anima.

Finiti questi giorni felici si torna nella casa malinconica e Cosima perfeziona il suo romanzo Rosa di Macchia dopo aver chiesto all'editore se è disposto a pubblicarlo. Per realizzare tutto ciò occorrono soldi ed allora vende di nascosto l'olio ed il vino della famiglia. Se ne pente e si confessa e per penitenza digiuna il venerdì ed il sabato. Poco tempo dopo l'editore le manda le bozze, ma lei non capisce cosa siano, né che cosa debba farne; solo dopo essere stata sollecitata, le corregge con l'aiuto di un vecchio vocabolario paterno. Deve anche procurarsi una foto da inviare all'editore insieme alle bozze corrette. Con un altro furto simile al primo, si procura il danaro necessario.

Il libro ha successo specialmente nel pubblico femminile. L'editore manda a Cosima cento copie che piombano in casa come una bomba. La madre ne è sconvolta e la guarda come un animale raro; le maldicenze in paese aumentano ed Andrea è scontento perché ha paura che la sorella non trovi marito.

Cosima né è umiliata ma per sua fortuna subito dopo arrivano le prime lettere di ammiratrici ed anche di ammiratori. Uno di questi è un poeta sfortunato malgrado il suo nome Fortunio: è figlio illegittimo della serva del cancelliere ma è amato dalla figlie legittime di quest' ultimo. Dall' amicizia si passa all'amore: scambio di lettere intense; serenate (di Fortunio), gioia. In mezzo a questa gioia arriva per Cosima una mortificazione pesantissima. Un critico letterario le scrive, stroncando ogni suo lavoro e consigliandole velenosamente di tornare a fare la calza, di coltivare l'orto e di aspettare un buon marito.



Cosima piange di umiliazione e di rabbia e per un po' lascia la scrittura, si dedica ai lavori di casa ed a qualche gita con le sorelle. In una di queste ritrova Fortunio, lei si intenerisce ed in un momento in cui rimangono soli l'abbraccia. Gli incontri continuano la notte mentre tutti dormono. Cosima però non è molto convinta di questa passione anche perché sentiva in cuor suo che non avrebbe mai sposato Fortunio. La vicenda viene scoperta, fa nascere una nuova ondata di scandalo, Andrea si arrabbia nuovamente. Si rende conto che deve aggiustarsi da sola senza molti sogni e si chiude in un cerchio di silenzio.

Intanto conosce un'altra terribile pagina del libro della vita: una crisi di delirio del fratello Santus. Questo fatto porta al trasferimento di Andrea e Santus in una casupola con orto, proprietà della famiglia. Nella casa torna una relativa pace anche se la madre è sempre più malinconica ed ha sempre il pensiero dei figli lontani.

      Qualche volta all'orto arrivano anche le ragazze e la mamma. Cosima ha già vent'anni e sempre di più diventa osservatrice dei comportamenti di ogni persona che incontra: le osserva e le studia mentre raccontano i loro drammi. Qualche volta, mentre aggiorna il registro del frantoio, qualcuno la prega di scrivergli una lettera. Da qui prende lo spunto per scrivere un altro romanzo "Rami Caduti". Trova subito l'editore, abbastanza noto, ed il romanzo esce con la prefazione di uno scrittore illustre. Diventa celebre di colpo e comincia a guadagnare dei soldi, non tanti ma abbastanza per avere un bel vestito e qualche altra cosa che non aveva mai avuto.

      Da questo momento le sembra di vivere in una fiaba: i giornali parlano di lei, viene addirittura intervistata da un giornalista che arriva appositamente a Nuoro. Nel giornale egli scrive che la scrittrice è pallida, piccola e nervosa.

      Riceve molte lettere; risponde soltanto ad una che la incuriosisce più delle altre: è di un giovane di ventidue anni in partenza per l'America del Sud che le chiede il permesso di dare "il nome" alla regione che egli avrebbe attraversato per primo.

Cosima si abbandona alle fantasie e vive giornate ancora più belle di quelle passate sul monte. Persino il postino, che le porta lettere di gloria e d'amore, diventa un personaggio meraviglioso. Non le importa più di nessuno, neppure di Antonino, solo delle sue scritture.

Comincia una nuova fase della sua vita. Una piccola casa di pietra fatta costruire da Andrea nella vigna accoglie per un po' di tempo la madre e le figlie. Il custode, Elia, è un ex coato continentale rimasto lì anche dopo il periodo di pena. Il padre Antonio lo aveva accolto e per lui aveva piantato la vigna ed un grande orto. Era un oasi nella desolazione della pianura. La famiglia si trasferisce e si adatta alla meglio nelle piccole stanze. Cosima sorridendo la chiama "la villa". La ragazza gode di tutte le bellezze della natura: la vita le sembra bella anche in mezzo alle cose più semplici. Dice di non aspettare più lettere,neanche quelle dell'esploratore.

Una sera accade una cosa straordinaria: i due taciturni, la madre ed Elia, parlano e dalla porta semiaperta Cosima ascolta. Si parla proprio di lei e la madre esprime la sua scontentezza per la fama poco buona che si è procurata la figlia e che può danneggiare anche le sorelle. E anche i figli le danno pensiero. Elia, che ha un attaccamento fortissimo per Andrea lo difende, dice che è buono e che bada alla famiglia. La madre replica dicendo che Andrea dà troppo poco in casa e il resto lo tiene per se. Quella che le dà più pensiero però è Cosima. Il discorso continua sempre sui figli; Elia dice che Cosima darà consolazione e soddisfazione e la madre continua a confidare i suoi pensieri. Cosima comunque capisce che ci sono pregiudizi nei suoi riguardi ed in quel momento decide di andarsene.

E' turbata ma continua a scrivere ed intanto la vita della vigna viene sconvolta da un fatto eccezionale: un bambino cade in una vasca ed è salvato da Elia che vi si getta d'impeto. Questo gesto gli costa caro: infatti la sera si sente male ed ha qualche brivido di febbre. L'indomani rincomincia a lavorare ma la sera il suo malessere diventa serio tanto che Cosima vorrebbe chiamare un medico anche contro la volontà dell'ammalato. Madre e figlia lo assistono con amore e questo consola molto il servo che ha paura di essere mandato via dalla sua casa. In un momento in cui Cosima ed Elia sono soli viene svelato un grande segreto: lui rimuove il mattone centrale del camino con una chiavetta che ha appesa al collo, apre uno sportellino metallico e tira fuori un pugno di monete facendole vedere alla ragazza. Sono monete d'oro e Cosima ne è turbata perché sospetta che possano essere il frutto di una rapina. Elia se ne accorge, velocemente rimette tutto a posto e le dice che questo le appartiene. Anche se turbata, la ragazza decide di mantenere la promessa e di non parlarne con nessuno.

La notte sogna la sua nonnina. La vede vestita da sposa mentre le parla del nonno Andrea, da Cosima mai conosciuto. Era venuto da terre lontane, da un paese di mare che non amava e aveva deciso di dedicarsi al lavoro dei campi.

In un rigidissimo inverno alla sorella di Cosima, Beppa, più corteggiata di lei, capita di ricevere una dichiarazione d'amore e richiesta di matrimonio da parte del direttore della scuola Normale, Francesco, che comincia a frequentare la loro casa. Tutti si mobilitano per il matrimonio: tessono e ricamano, ma a ottobre il futuro sposo dice di essere stato trasferito per lavoro e che tornerà per le nozze. Intanto manda un avvocato dalla sua futura suocera per chiedere quale fosse la dote di Beppa. La famiglia ne è sconvolta soprattutto perché il fidanzato Francesco non si accontenta della prima proposta, ma esige il doppio della somma. Allora Cosima pensa di svelare il segreto del tesoro e di utilizzarlo. Ma ciò non avverrà: la stessa notte la nonnina in sogno le porta i saluti  di Francesco. Poco dopo si sa che il futuro sposo è morto di polmonite.

Qualcosa di positivo accade alla giovane scrittrice: le viene offerta una discreta somma in cambio della possibilità di tradurre Rami Caduti.  Il denaro arriva e suscita come al solito la diffidenza della madre. Questa volta però la ragazza reagisce dicendo che vuole godere e spendere i suoi guadagni.

      L'occasione le viene data dall'invito della direttrice di una rivista letteraria che gradisce averla ospite a casa sua. Cosima parte con la disapprovazione di Andrea e della madre. Viene accolta con grande calore dalla direttrice (Maria Manca) tanto che se ne vergogna un po' ma è contenta di trovarsi in un' altra città.

      A lei è riservata la stanza più bella, con il balcone da cui si vede il mare. Poco dopo riceve anche uno stupendo mazzo di rose rosse. Cosima è felice.

Sequenze  e  microsequenze

LA CASA E LA FAMIGLIA

1)     la casa

2)     Cosima e il suo nuovo fratello

3)     Nonna, padre, fratelli e sorelle

4)     Cosima esplora la casa e conosce le sorelline

5)     Studio del padre (Antonino) e visita dello zio prete

6)     Inverno rigido: il servo Proto e le sue storie

GRANDI DOLORI

7)     La morte della sorella Giovanna e il cambiamento della mamma

8)     Cosima a scuola: la sua prima lezione di vita

9)     Cosima legge i primi romanzi

10) I fratelli e Antonino

11) Il primo amore di Cosima - [muore la nonna]




12) I banditi e l'affitto del bosco

13) Il padre e i suoi interessi letterari

14) Gionmario e l'amore per la sorella Enza

15) Dispiaceri in famiglia: Andrea e Santus sulla cattiva strada

16) Morte del padre - Santus ancora alcolista

17) Nozze (dei due innamorati) - Morte di Enza

LA SCRITTRICE

18) Cosima incomincia a scrivere

19) Il mare e il sogno di superarlo

20) Inviare una novella: la cosa giusta?

21) Tormenti d'amore per Cosima

22) Giorni felici - Novena a S. M. del Monte

23) Cosima ruba per pubblicare il libro Rosa di Macchia

24) Le bozze, la foto, il libro

25) Ammiratori e innamorati: Fortunio

26) La scoperta di Fortunio e Cosima e il cambiamento si questa: seconda lezione di vita

27) Lo spavento per Santus: terza lezione di vita

28) Andrea e Santus si trasferiscono in campagna

SUCCESSO E PRIMO IMPORTANTE VIAGGIO

29)Il secondo libro:Rami caduti

30) Il successo e i primi guadagni

31) La prima intervista - i giorni più felici

32) Vita in vigna - il servo Elia

33) I nuovi progetti

34) La paura per Elia - il tesoro

35) La nonna racconta in sogno

36) Beppa e il suo amore ingannevole

37) La grande avventura: Cagliari

L'incipit

L'incipit del romanzo "Cosima" può essere definito 'classico'. Si apre con una descrizione , ricca di particolari, dei luoghi in cui si svolge la vicenda: le stanze della casa con i vari mobili e oggetti destinati ai diversi usi domestici, l'orto, il pozzo, il giardino, le finestre. Puntuale è anche la descrizione dei tempi: la protagonista vive la sua prima infanzia ed ha contatti con persone per lei importantissime: padre, madre, sorellina appena nata.

La conclusione

      Le ultime pagine del romanzo rovesciano la situazione: una ragazza che ha sempre sognato sin dall'adolescenza di poter parlare a sé e agli altri attraverso la narrazione scritta, realizza imprevedibilmente il suo desiderio che si accompagna alla voglia  di evadere da un mondo piuttosto soffocante per lei. Il viaggio fuori dalla sua piccola patria verso una città più grande e più evoluta è il segno di una "liberazione" che segna in positivo l'animo di Cosima.

Al lettore viene poi lasciata la libertà di pensare quale potrà essere l'avvenire di questa giovane donna, già affermata scrittrice; tecnicamente si può parlare di una conclusione 'aperta'.

Lo spazio

      La vicenda si svolge in ambienti sia esterni che interni e gli uni e gli altri sono tratteggiati con grande abbondanza di particolari.

Tutto (o quasi) ciò che Cosima osserva assume per lei un significato profondo che solo la sua sensibilità può cogliere. I paesaggi e le piccole cose quotidiane sono del tutto realistiche e suggeriscono sempre a Cosima riflessioni profonde e spunti narrativi. La narratrice si sofferma nel descrivere i particolare della casa dell'infanzia ben impressi nella memoria. Sono evidenti nelle sue parole l'amore e la nostalgia per tutto ciò che ha fatto parte della sua vita di bambina, di adolescente, di giovane donna.

      Esemplare è la descrizione della cucina che è insieme luogo di ritrovo, dispensa, rifugio notturno per qualche servo pastore.



      Anche quando descrive le case di altre persone (casa del canonico, di Antonino, di Fortunio, di Santus e Andrea, stanze intorno alla chiesetta di S. M. del Monte) ha molta cura dei particolari.

      Suggestiva è la descrizione del momento in cui Elia apre lo sportello di ferro che nasconde il tesoro.

      Gli ambienti esterni sono amati dalla scrittrice non meno di quelli interni; si potrebbe dire che ne sono parte integrante.

      Le descrizioni esterne sono moltissime: la campagna nuorese è presentata nelle diverse stagioni e non mancano i colori, i profumi, le presenze delle voci degli animali, il rumore delle sorgenti.

      Tutto questo si ritrova con abbondanza di particolari nella descrizione del viaggio verso il monte e della gita nelle tancas di famiglia.

      Il romanzo si chiude con il viaggio a Cagliari attraverso la pianura del Campidano che offre un paesaggio tutto diverso da quello delle rocce e dei monti nuoresi e con la descrizione del panorama ammirato da quel "bel balcone" che comprende anche il mare, quel mare che le si era presentato come un miracolo durante la gita alle tancas.

      Forse riuscirà a raggiungere quel mondo che vedeva attraverso la finestra murata; lei stessa dice che "s'incantava ogni volta a guardarla, l'apriva con la sua fantasia, e mai in vita sua vide un orizzonte più ampio e favoloso di quello che si immaginava nello sfondo di quel segno polveroso e pieno di ragnatele."

Il tempo

      L'autrice Grazia Deledda interviene sull'uso del tempo e sceglie di disporre la narrazione in ordine cronologico: la bambina di cinque anni, Cosima, è seguita in tutto lo sviluppo della sua persona dentro gli spazi che le sono propri: la casa, gli affetti dentro la casa, la scuola, la passione per lo scrivere, gli amori, i sogni.

E' pregnante nel romanzo la "sospensione", soprattutto descrittiva: gli ambienti  la campagna nuorese, gli amici, le emozioni, interrompono il racconto rendendolo più interessante e dandogli anima.

Essa dunque, altera la durata del tempo reale della storia che è la vita di una donna, dall'infanzia alla matura giovinezza.

Il personaggio: Cosima

Grazia Deledda non ha mai rivisto le pagine in cui ha raccontato, a 50 anni, la sua vita di bambina e di ragazza. La vicenda è narrata in terza persona. La presentazione quindi è diretta.

Quando non ha ancora l'età per andare a scuola è una bambina bruna, piccola di statura, di aspetto più paesano che borghese.

A 14 anni è gracile, di aspetto poco armonico: la testa è piuttosto grossa e i lineamenti del viso molto marcati. In contrasto ha bellissimi capelli neri, la carnagione bianca, uno sguardo intelligente e affascinante.

A 20 anni ha sempre gli stessi lineamenti: il viso bianco, un'espressione non sorridente, "gli occhi che sembravano selvaggi". Cosima tratteggia in questa descrizione anche qualche lato del suo temperamento.

Il personaggio, descritto nell'arco di tempo di circa 20 anni, è a tutto tondo.

L'autrice parla dei suoi sentimenti in maniera dettagliata e altrettanto fa dell'ambiente socioculturale in cui cresce. Ancora più attenta è l'autrice ne descrivere la sua attitudine alla lettura e alla scrittura. Sin da giovanissima ama scrivere e desidera intensamente vedere pubblicata qualche sua pagina

Si adatta come può ai cambiamenti e alle circostanze della sua vita tenendo sempre in primo piano la scrittura: la considera la sua salvezza tanto da compiere qualche raggiro pur di avere i denari per poter comunicare con il Continente, con gli editori, e per poter comprare riviste e giornali.

E' un personaggio di romanzo il cui profilo è molto chiaro: Cosima è una ragazza molto decisa, determinata, desiderosa di emanciparsi dai pregiudizi ed anche di raggiungere una certa notorietà in campo nazionale che non tarda a presentarsi.

Sembra avere un concetto fatalistico della vita, però non è disposta ad accettare tutto. Quando le si presenta l'occasione che le pare irripetibile, fa un taglio netto con il suo ambiente, parte per Cagliari e questo gesto cambia radicalmente il corso della sua vita.

Il narratore e il punto di vista

      Cosima è un'autobiografia narrata in terza persona. In tre punti del romanzo l'autrice, immedesimata nel racconto, dice "la nostra casa". Ciò è dovuto probabilmente al fatto che Grazia Deledda non ha dato l'ultima mano alle sue pagine; infatti questo romanzo è stato pubblicato postumo dai suoi familiari.

      Parti isolate della storia non ne esistono: tutto ciò che è narrato è legato profondamente alla vicenda umana di Cosima. Cosima è Grazia Deledda che racconta la sua infanzia e giovinezza in età avanzata.

      La storia è presentata dal punto di vista del personaggio principale (Cosima) che sente, si emoziona, osserva, fa le sue riflessioni, si impegna, soffre.Si può parlare quindi di "focalizzazione interna".

Il significato

      I temi della storia sono le emozioni, gli affetti, le passioni. Nessuna fatica è lasciata al lettore per ricavare tutto ciò dagli avvenimenti narrati .

      "Storia di un animo giovane" potrebbe essere il titolo dell'opera, oppure "Vivere e scrivere", oppure "Una ragazza"...

La  valutazione

Cosima è un romanzo molto gradevole.

Il racconto si snoda in modo lineare intrecciando, senza appesantire, sentimenti del personaggio e vicende della sua vita.

I paesaggi descritti e gli ambienti interni sono una cornice naturale allo svolgersi della vicenda e l'uso delle parole è sobrio e mai esagerato anche quando ci sono presentate le vicende più scabrose, dolorose e sgradevoli.

È un bel romanzo Cosima, consigliabile anche a chi muove i primi passi nella lettura dei libri di grandi scrittori come la Deledda.

Ci è piaciuto per tutti questi motivi che sono stati rafforzati in noi dall'aver visto con i nostri occhi quegli spazi, quegli oggetti, quell'aria e quei profumi che vedevano snodarsi la vita della ragazza Cosima.

Un altro motivo è questo: la narrazione non è complicata da un eccesso di personaggi, né di avvenimenti che si sovrappongono alla semplice e lucida vicenda.

Sono molto belle anche le parole scritte nell'introduzione di Mario Ciusa Romagna in uno dei nostri libri (Cosima - biblioteca dell'identità - ediz. de L'Unione Sarda - Ca - 2003): "Cosima è tutta la Deledda con i timori e gli sgomenti, con le passioni e le antipatie, con tutte le speranze e le amarezze della vita".







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