I MALAVOGLIA
"Intanto la
Provvidenza era scivolata in mare come un'anitra, col becco in aria, e ci
sguazzava dentro, si godeva il fresco, dondolandosi mollemente nell'acqua
verde, che le colpettava attorno ai fianchi, e il sole le ballava sulla
vernice. Padron 'Ntoni, se la godeva anche lui, colle mani dietro la schiena e
le gambe aperte, aggrottando un po' 323f51d le ciglia, come fanno i marinai quando vogliono
vederci bene anche al sole, che era un bel sole d'inverno, e i campi erano
verdi, il mare lucente, e il cielo turchino che non finiva mai. Così tornano il
bel sole e le dolci mattine d'inverno anche per gli occhi che hanno pianto, e
li hanno visti del color delle pece; e ogni cosa si rinnova come la
Provvidenza, che era bastata un po' di pece e di colore, e quattro pezzi di
legno, per farla tornare nuova come prima, e chi non vede più nulla sono gli
occhi che non piangono più, e sono chiusi dalla morte."
Autore
Giovanni Verga (Catania 1840- ) è considerato all'unanimità il più grande
esponente del verismo italiano. Dopo aver trascorso la giovinezza a Catania,
sua città natale, e aver interrotto i suoi studi di giurisprudenza per
dedicarsi a varie opere sul modello dei romanzi storici rinascimentali, si
trasferì a Firenze dove, grazie anche alla frequentazione dei più importanti
salotti letterari, compose le sue prime opere di successo, Una peccatrice e Storia di
una capinera. In seguito si trasferì a Milano, integrandosi anche qui nei
circoli letterari e nell'ambiente alto-borghese, e scrisse Eva, Tigre reale ed Eros. Emerge da queste opere la volontà
di compiacere i gusti dei suoi ammiratori tardo-romantici, ma anche l'influenza
degli "scapigliati" che lo porta a porre un'attenzione maggiore e più oggettiva
alla psicologia dei personaggi. Cercando di esprimere le passioni ed i
sentimenti più genuini, privi della falsità tipica dei lussuosi ambienti
borghesi da lui frequentati, egli comincia ad avvertire il bisogno di una
moralità personale e di una rigenerazione spirituale che coincidono con il
rifiuto verso la vita condotta fino allora e con il rimpianto degli ambienti e
della vita che egli si era lasciato alle spalle partendo dalla Sicilia. Avviene
quindi così la sua graduale conversione al verismo (come artista) e la
riscoperta della sua umanità più pura (come uomo). Già nel 1874 egli aveva
composto una novella, Nedda,
ambientata in Sicilia, che si distaccava dalle precedenti opere, e nel 1880
egli pubblicò una raccolta di novelle che segnò l'ingresso ufficiale di Verga
nell'area del verismo italiano. Tutta la produzione verista di Verga ha come
soggetti gli "umili", in netto contrasto con il mondo borghese, contro cui
l'autore muove una sottile ma chiara polemica. Ogni comportamento umano è
dettato dagli istinti più immediati, come quello della sopravvivenza, e gli
"umili" sono espressione del pessimismo di Verga, che ha come importante tema
la "fatalità". Essa obbliga gli "umili" a ricoprire il ruolo di "vinti", ed
essi possono tentare di contrastarla solo con la caparbietà e la cosiddetta
"religione del focolare domestico" che li tiene uniti.
Trama
I
Malavoglia è la storia di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, conosciuta e
rispettata nel paese, che in seguito al naufragio della Provvidenza, la barca di famiglia, su cui si trovava un carico di
lupini acquistati a credito, cessa di vivere nell'agiatezza e nella stabilità
economica e deve cominciare ad affrontare debiti, fatiche e dispiaceri.
All'inizio la famiglia ha la stima e l'appoggio dei compaesani e anche dei
creditori, che non fanno pressione perché i Malavoglia estinguano il loro
debito. Tuttavia a poco a poco i creditori esigono ciò che spetta loro tanto
che i Malavoglia perdono la casa di famiglia, la casa del nespolo. Da questo momento in poi tutta la famiglia
raddoppia l'impegno e il lavoro, per procurarsi il denaro occorrente a trovare
marito alle due fanciulle Malavoglia, Mena e Lia, e soprattutto per ricomprare
la casa del nespolo. Ma nel frattempo
vari lutti aumentano la loro disperazione: oltre a Bastianazzo, morto nel
tragico naufragio, perdono la vita anche Luca, uno dei figli, durante il
servizio militare, e la Longa, moglie di Bastianazzo, a causa del colera.
'Ntoni intanto, il figlio maggiore di Bastianazzo e la Longa, tornato dal
servizio militare è sempre più cupo e svogliato, rassegnato a dover vivere
nella povertà e nell'infelicità, e non fa nulla per cercare di risollevare la
propria situazione, anzi si abbandona a passatempi e abitudini non solo futili,
ma addirittura dannosi. Intanto Padron 'Ntoni, il capo famiglia, che fino
allora aveva lottato contro la fatica, il peso dei suoi anni e i dispiaceri pur
di far tornare i Malavoglia la famiglia agiata e rispettata di un tempo, perde
la vita, dopo aver dovuto sopportare anche la notizia dell'ultima delle
disgrazie, l'arresto del nipote 'Ntoni per attività di contrabbando. Poco dopo
anche la minore delle due ragazze, Lia, lascia il paese, e solo un vicino che
l'ha incontrata per caso sa qualcosa della sua vita, ma non rivela niente alla
famiglia per non addolorarla ulteriormente. La famiglia intanto è ormai
composta solo da Mena, che raggiunta una certa età sceglie di rimanere zitella,
e Alessi, il minore dei ragazzi, che sposa una giovane vicina, da sempre legata
ai Malavoglia; con lei, Mena e i fratellini della ragazza Alessi si trasferirà
nella casa del nespolo, finalmente
riacquistata.
Personaggi
Padron 'Ntoni: Padron 'Ntoni è il più anziano e ricopre per ciò il ruolo di capo
famiglia; egli non è tuttavia un soggetto dispotico e autoritario. Da quando la
famiglia comincia ad essere coinvolta in quella serie di disgrazie e lutti che
la porteranno alla miseria e all'infelicità, egli cerca in tutti i modi di
guadagnare e risparmiare denaro per riacquistare la casa del nespolo, tenendo però anche in considerazione le esigenze
dei nipoti. Purtroppo egli perde la vita senza poter gioire né del riacquisto
della casa del nespolo, né del
matrimonio dei nipoti. Egli è un pescatore, rispetta la società del suo tempo
senza subirla né opporvisi contro. La sua rude saggezza, espressa
principalmente in proverbi, e la sua operosità rassicurano e fanno da sprone
agli altri familiari, tutti impegnati nell'unico fine di guadagnare del denaro
per la casa del nespolo.
Bastianazzo: Il personaggio di Bastianazzo è presente nel romanzo quasi
esclusivamente perché citato da altri personaggi, infatti egli perde la vita
nel naufragio della Provvidenza.
Conosciamo solo una breve presentazione dell'uomo, effettuata dal narratore
all'inizio dell'opera: "era grande e grosso come il San Cristoforo che c'era
dipinto sotto l'arco della pescheria della città; e così grande e grosso filava
diritto alla manovra comandata, e non si sarebbe soffiato il naso se suo padre
non gli avesse detto <<soffiati il naso>> ".
La Longa: Maruzza, detta la Longa, moglie di Bastianazzo, insieme a Padron
'Ntoni è quella che più si dà da fare per ripagare i debiti e risolvere la
situazione economica dei Malavoglia. Lavora con la figlia Mena e chiacchiera
con le vicine, ma la sua tranquillità sarà messa a dura prova dalla morte del
marito e del figlio Luca, dallo sfratto e da tutte le altre difficoltà; ella
infine morirà per il colera, poiché vinta dalla stanchezza si adagerà a
riposare su una pietra su cui si era seduto un malato.
'Ntoni: Il maggiore dei figli di Bastianazzo e la Longa, è presentato già
all'inizio come un "bighellone di vent'anni" che ha meno giudizio del fratello
minore Luca. Egli è tutto sommato un bravo ragazzo, e dopo aver compiuto il
servizio militare torna ben intenzionato ad aiutare la famiglia. Tuttavia le
difficoltà che sopraggiungono lo scoraggiano ed egli diventa cupo e pessimista:
non vuole rassegnarsi ad un destino di miseria e disperazione, cerca di
ribellarsi alla condizione dei "vinti", ma lo fa nel modo sbagliato. Invece di
lavorare onestamente come tutti gli altri familiari, comincia a frequentare
ambienti e compagnie devianti, e intraprende un cammino che, seppur interrotto
da brevi momenti di ripensamento e rimorso, lo porterà inevitabilmente ad una
brutta fine: la galera.
Luca: Di Luca, il secondogenito, si sa molto poco. Egli aveva più giudizio
del grande, almeno a detta del nonno, tuttavia perde la vita durante un'azione
militare, con grande sconforto di tutti i Malavoglia ma soprattutto della
Longa.
Mena: E' la maggiore delle ragazze Malavoglia. Giudiziosa e educata, è
chiamata Sant'Agata perché sta sempre al telaio. Innamorata da sempre del
vicino carrettiere Alfio Mosca, ma promessa al ricco Brasi Cipolla, a causa
della povertà della famiglia resterà zitella. Dopo la morte della madre, che
fino allora l'aveva guidata e confortata, sarà lei a doversi occupare della
casa e soprattutto dell'educazione della sorella minore, Lia. Subisce molto
l'influenza della società del suo tempo, tanto che alla fine, pur avendo la
possibilità di sposare Alfio, non lo fa perché teme che si torni a parlare
della sorella Lia che era fuggita.
Alessi: Alessi, che all'inizio della vicenda è definito come un moccioso,
alla fine sarà quello che riuscirà a riacquistare la casa del nespolo, sposare la fanciulla che sin da ragazzino gli era
piaciuta, la vicina Nunziata, e risollevare il buon nome dei Malavoglia.
Lia: La minore dei Malavoglia, corteggiata da Don Michele, un corrotto
brigadiere, diventa oggetto di pettegolezzo nel paese dopo il processo del
fratello 'Ntoni, che aveva ferito appunto Don Michele. Così decide di fuggire
da Aci Trezza senza dare più nessuna notizia, e solo Alfio Mosca che l'ha
incontrata conosce la sua nuova vita, probabilmente quella della prostituta.
Innumerevoli altri
personaggi, più o meno rilevanti, fanno da sfondo alla vicenda e molte volte
interferiscono con molta influenza nella vita e nel destino dei Malavoglia.
Pettegolezzi, amicizie e inimicizie, fidanzamenti d'interesse, litigi hanno
come protagonisti uomini e donne come Pièdipapera, la Zuppidda, la
Mangiacarrubbe, Don Michele, la Santuzza, Don Silvestro, Campana di Legno, don
Franco, la Locca e tanti altri.
Luogo e
tempo
Il romanzo è ambientato ad Aci Trezza, piccolo
paesino del catanese. Alcuni luoghi del paese hanno una certa importanza nel
racconto. La casa, focolare e rifugio domestico, è un luogo molto importante
per i personaggi che, avendo subito gravi perdite familiari, cercano almeno di
riavere quella casa così colma di ricordi, la casa del nespolo. Poi luoghi tipici sono la piazza, sede d'incontro
e di pettegolezzo, l'osteria, luogo di perdizione, la farmacia di don Franco,
dove gli uomini discutono di politica e di "rivoluzione", perdendo però tutto
il loro coraggio e la loro baldanza quando temono di essere uditi dalle mogli.
Per quanto riguarda il tempo, il romanzo si
ambienta nella seconda metà dell'800, in un periodo di circa nove anni. Le
attività sono scandite da alcune ricorrenze religiose o dall'alternarsi delle
stagioni, tipici elementi della cultura contadina. La mentalità, il punto di
vista che predomina nel romanzo è quello dei pescatori, degli "umili", e lo
Stato appare come un nemico, che opprime il popolo con il suo servizio di leva,
la sua falsa giustizia e le sue tasse eccessive.