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Amleto - Polonio - Orazio

letteratura


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FAUST Di J. W. Goethe - VOLUME I PRIMA PARTE DELLA TRAGEDIA
Il Termine FORTUNA
La figura dell`Innominato
FONTAMARA
PROGRAMMA DI FINANZA
CAPITOLO IV, V - Cristoforo
Guerra e pace
ILLUMINISMO
La vita di Luigi Pirandello

Amleto

       Il mistero è la principale caratteristica del carattere di Amleto e

       si manifesta in primo luogo nell'ambiguità della sua pazzia.

       A corte Amleto agisce e parla come un pazzo, ma svela per

       ben tre volte (ad Orazio, a Rosencrantz e Guildenstern ed alla

       madre) di agire in tal modo volutamente e con uno scopo

       preciso.



       Veniamo a sapere da Ofelia che, prima della morte del padre,

       egli era un cortigiano, un soldato ed uno studente modello.

       Il matrimonio incestuoso della madre con lo zio lo getta in uno

       stato d'animo cupo e denso di propositi suicidi (manifestati

       ripetutamente nei monologhi).

       E' in questa situazione emotiva anche quando si confronta col

       fantasma del padre e con la rivelazione dell'omicidio.

                                 Il suo mandato è la vendetta, eppure nei due mesi

                                 successivi all'incontro con il fantasma non

                                 compie alcun gesto concreto in questa direzione,

                                 ma si limita a turbare la corte con il suo agire

                                 irrazionale.

                                 Questa finta malattia mentale, anzichè

                                 proteggere Amleto, ottiene di allarmare lo zio,

                                 che prima cerca di scoprirne le cause poi,

                                 preoccupato per la propria stessa vita, decide di

       allontanare il nipote incaricandolo di una missione senza ritorno in Inghilterra.

       Nel frattempo l'incapacità di accettare la realtà della vita o di agire per distruggerne i

       mali tormenta Amleto molto più di quanto la sua bizzarra condotta non infastidisca

       coloro che lo circondano.

       In primo luogo si accusa di codardia, poi razionalizza la sua incapacità di agire

       ritenendola un frutto dei suoi dubbi circa la vera natura del fantasma (forse diabolica).

       E infine quando, grazie allo stratagemma della rappresentazione teatrale, riesce a

       smascherare lo zio, è colto da una momentanea, insana felicità ma continua a

       meditare il suicidio ed a motteggiare crudelmente Ofelia.

       La sua prima, vera reazione avviene durante il dialogo con la madre e sembra che

       misteriosamente la direzione della sua rabbia sia sempre distorta più verso la regina

       che verso il re, anche ora che la colpevolezza di quest'ultimo è certa.

       Questa insistenza sulle colpe materne, insieme a certe allusioni che tornano

       ricorrenti nei discorsi con Ofelia relativamente alla "falsità" e alla "fragilità" femminili,

       hanno spinto alcuni commentatori ad interpretare il personaggio di Amleto in chiave

       freudiana. Comunque sia, è solo dopo la riconciliazione con Gertrude che la realtà

       comincia ad apparirgli diversa e che può compiere il suo mandato.

Polonio

       La principale caratteristica di Polonio è l'autoadulazione e l'autocompiacimento.

       Trattiene la partenza del figlio per Parigi con una sequela

       di insegnamenti moraleggianti che non hanno nulla a che

       vedere con la sua pratica di vita.

       E' vecchio e così orgoglioso della sua superficiale

       saggezza che quando viene a sapere della relazione fra

       Amleto ed Ofelia decide immediatamente che le

       intenzioni di Amleto debbano essere disoneste.

       E' maestro nell'arte del sotterfugio e dello spionaggio.

       Arriva al punto di dare una lezione su questi nobili metodi

       al servo Reinaldo, che manda a Parigi per spiare il figlio

       Laerte.

Orazio

       A differenza di Laerte, che torna da Parigi per assistere all'incoronazione del nuovo

       re, e di Rosencrantz e Guildenstern, che sono stati chiamati,

       Orazio è venuto in Danimarca da Wittenberg per i funerali del

       padre di Amleto ed è rimasto per confortare l'amico.

       Quando Amleto incontra il fantasma, Orazio cerca di calmarlo, e

       nei due mesi successivi conquista l'affetto del principe con il suo

       comportamento misurato, la sua integrità ed il suo riserbo.

       Amleto parla di lui come di una persona in cui "passione e

       giudizio sono ben commisti" ed è a lui che si rivolge quando fa

       ritono in Danimarca dopo l'avventuroso viaggio in Inghilterra.

       Quando, al cimitero, Amleto si lascia andare a tristi riflessioni

       sulla morte, è di nuovo Orazio che tempera la sua eccessiva

       sensibilità col dire "'Twere to consider too curiously, to consider



       so".

       Orazio tenta di dissuadere Amleto dal duello con Laerte ed alla fine vorrebbe seguire

       la stessa sorte del principe bevendo dalla coppa avvelenata.

       Con la sua capacità di accettare serenamente gli eventi, deve sopravvivere ad Amleto

       per esercitare la sua positiva influenza sul ricostituirsi dello stato.

Ofelia

                                  Ofelia è figlia di Polonio e sorella di Laerte.

                                  Come figlia del lord Ciambellano, Ofelia ha

                                  dovuto convivere da sempre con la sua mentalità

                                  retriva e con la sua visione negativa del genere

                                  umano.

                                  Tuttavia è ancora capace, forse grazie alla sua

                                  innocenza, di destare l'amore di Amleto.

                                  E' di carattere debole e facilmente è manipolata

                                  dai familiari. Così, nonostante le lettere d'amore

                                  di Amleto l'abbiano realmente commossa, crede

                                  al fratello, che descrive l'amore di Amleto come

                                  ingannevole e presta ascolto ai facili moralismi

                                  di Polonio.

                                  Ormai confusa, si presta ad agire da esca per

       coloro che intendono spiare Amleto.

       Suggestionato dalle parole del fantasma e disgustato dal comportamento della

       madre, Amleto è deluso dal genere femminile e la rifiuta.

       E'allora che Ofelia capisce la forza del suo affetto per Amleto, ma è troppo tardi.

       Prima il rifiuto dell'amante, poi la morte del padre,

       spezzano le sue esili forze e la ragazza

       impazzisce. Si aggira pronunciando frasi

       incoerenti e cantando stralci di vecchie canzoni.

       Quasi per caso, appendendo una ghirlanda al

       ramo di un albero sospeso sul fiume, Ofelia cade

       in acqua ed annega.

Laerte

       Laerte, figlio di Polonio e fratello di Ofelia, è un giovane la cui buona indole è stata

       distorta dalla preoccupazione per le apparenze, tipica del padre.

       Dopo una breve comparsa a corte per l'incoronazione di re Claudio, sul punto di

       tornare a Parigi, tiene alla sorella un lungo discorso sull'importanza di proteggere la

       castità della sorella da Amleto.

       A questo consiglio Ofelia, probabilmente a conoscenza dei modi di agire del fratello,

       replica che egli non dovrebbe insegnarle l'austerità di costumi senza praticarla egli

       stesso.

       Quello relativo alla severità di costumi di Laerte è un sospetto che viene rafforzato

       quando il padre ordina al servo Reinaldo di spiarlo. Evidentemente Laerte predica una

       morale che non mette in pratica e, proprio come il padre, è convinto che esistano per

       i due sessi due pesi e due misure.

       Quando viene a sapere delle oscure circostanze della morte del padre, Laerte è

       toccato nel suo senso dell'onore e torna in Danimarca per vendicarsi.

       Riesce persino a raccogliere una folla di facinorosi per assalire il castello.

       La vista della pazzia della sorella gli causa un sincero dolore, che manifesta

       apertamente abbandonando la scena, eppure ciò che più lo ferisce sembra essere il

       fatto che il funerale del padre sia stato anonimo ed oscuro, senza onore di rito e di

       trofei.

       Al contrario di Amleto, che, trovando il re inginocchiato, ha posticipato la sua

       vendetta, egli ucciderebbe il principe "tagliandogli la gola in chiesa" pur di avere

       soddisfazione.

       Il comportamento di Amleto ai funerali di Ofelia lo conferma nei suoi propositi.

       Nella conclusione del dramma è offerta a Laerte l'opportunità di desistere dalla

       vendetta: Amleto gli stringe la mano e si scusa, adducendo a giustificazione la sua

       pazzia.

       Ma Laerte, troppo invischiato nelle regole formali dell'onore, pur accettando di cuore

       la sua amicizia, rinvia la riconciliazione al momento in cui un gruppo di maestri delle

       regole di corte gli possa assicurare che la sua reputazione non ne sarà intaccata.




       Laerte si riscatta quando ormai tutto è perduto, offrendo e ricevendo il perdono ed

       informando Amleto dei propositi di Claudio.

Gertrude

       Madre di Amleto, solo un mese dopo la morte del padre ne ha sposato lo zio.

       Gertrude è la donna che causa il tormento morale ed il disprezzo per la carne

       nell'animo di Amleto e che allo stesso tempo trattiene Claudio dall'eliminare

       brutalmente il nipote. Eppure non è un carattere eccezionale.

       Bisogna a questo punto ricordare che le parti femminili nel teatro elisabettiano erano

       interpretate da ragazzi e che di conseguenza l'autore tendeva a non concepire per

       esse un eccessivo onere nella recitazione.

       Gertrude non interpreta lunghi monologhi, ma da ciò che dice si deduce che si tratta

       di una madre attenta ed amorevole, che non è stata complice dell'omicidio del marito

       e che insiste nel voler vedere solo il lato positivo della vita, evitandone per quanto può

       gli aspetti oscuri.

       Rifiuta di incontrare Ofelia quando essa è sconvolta dalla morte del padre perchè

       pensa di non poter resistere a tanto dolore e quando la ragazza muore ne descrive la

       fine in modo tenero e perfino poetico.

       Spirito positivo, non crede alla esistenza del fantasma del marito, che Amleto le

       descrive.

       Il rifiuto di Amleto di dimenticare il padre morto e di accettare il suo affrettato

       matrimonio con lo zio le causa una vera infelicità, e accondiscende a tutti i piani di

       Claudio e di Polonio per scoprire le ragioni della pazzia del figlio, nella ingenua

       speranza di recuperare la serenità.

       Quando deve fronteggiare il biasimo e la condanna del figlio in un incontro faccia a

       faccia, la sua prima reazione è quella di troncare il dialogo piuttosto che ascoltare

       l'elenco delle colpe che le vengono attribuite.

       Alle reiterate accuse, risponde con l'orgoglio di una coscienza innocente ("What have

       I done that thou dar'st wag thy tongue\ In noise so rude against me?") dimostrando

       una assoluta mancanza di autocritica, poi comincia a dubitare di se stessa ed a

       provare un senso di colpa che neanche l'idea di una ipersensibilità del figlio può far

       svanire.

       Tanto che dopo questo scambio di battute, tornata dal re, non gli rivela che Amleto le

       ha detto di fingersi pazzo, senza esserlo affatto.

       Solo la morte per avvelenamento può alla fine convincerla definitivamente della

       colpevolezza di Claudio.

Claudio

       All'inizio del dramma Claudio è un uomo che ha saputo conquistarsi ciò che

       desiderava e che confida totalmente nella sua capacità di mantenerlo.

       Un talento effettivo Claudio deve averlo avuto, perchè come uomo politico è riuscito ad

       assicurarsi il trono scalzando il nipote, e come uomo è stato capace di suscitare

       l'amore di Gertrude.

       Ora che ha il trono e la regina, vuole solo la pace necessaria per goderseli e a questo

       scopo il suo primo passo è quello di cercare di superare anche le resistenze del

       nipote, invitandolo a restare in Danimarca a godere dei suoi favori.

       Ma se Amleto mostra di essere ancora in profondo lutto dopo due mesi dalla morte

       del padre, dopo quattro mesi il suo comportamento è diventato pericolosamente

       provocatorio.

       Il principe è l'unico ostacolo alla felicità di re Claudio, che prima manda delle spie

       (Rosencrantz e Guildenstern) per tentare di svelare il segreto del suo

       comportamento, poi si convince di essere in pericolo di vita e decide di mandare il

       nipote in Inghilterra per farlo eliminare.

       Claudio, al contrario di Amleto, è un uomo d'azione e trova delle risposte in ogni

       circostanza.

       Le sue iniziative sono immediate: provocato indaga, minacciato si difende,

       smascherato prega, ma anche davanti al cielo riconosce di non voler cedere i benefici

       acquisiti.

       E' uno spirito concreto, amante dei piaceri e del bere. I suoi sensi di colpa non sono

       sufficienti a dominare i suoi istinti.

       Sempre fiducioso nella sua abilità di forgiare il proprio destino, il re affastella trama su

       trama per preservare le sue conquiste e alla fine i suoi stessi piani lo travolgono.







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