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EDUCAZIONE DEGLI ADULTI ED EDUCAZIONE PERMANENTE

pedagogia


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UNIVERSITA' STATALE DEGLI STUDI DI CASSINO

FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA

Corso di laurea in Scienze dell'Educazione

Cattedra di Educazione degli adulti

Relazione sostitutiva della verifica in itinere sul tema:

EDUCAZIONE DEGLI ADULTI ED EDUCAZIONE PERMANENTE



INDICE

Glossario..................................pag.    3

Note al glossario...............................pag.     5

Educazione degli Adulti ed Educazione Permanente

Presentazione.................................pag.     6  

Significato di Educazione degli Adulti........................pag.     7

Dalla Educazione degli Adulti alla Educazione Permanente...............pag.     9

Principi della Educazione Permanente...................... ..pag.   11

Educazione degli Adulti in Italia.........................pag.  14

Nuove domande di formazione.........................   pag.  16

Conclusioni..................................pag.  18

Bibliografia..................................pag.  20

GLOSSARIO

EDUCAZIONE DEGLI ADULTI         -     "Forma di educazione intrapresa volontariamente da individui adulti per sviluppare attitudini e capacità personali senza mirare direttamente ad accrescere la propria competenza professionale, al fine d'incoraggiare ad assumere responsabilità morali, sociali,  intellettuali in seno alla comunità locale, nazionale, mondiale."1

EDUCAZIONE DEGLI ADULTI         -     "L'educazione degli adulti dovrebbe mirare alla globalità della persona in dive 141b11b nire, così da migliorare sempre la qualità della vita, dare qualificazioni indispensabili all'esercizio di una libertà crescente."2

EDUCAZIONE DEGLI ADULTI         -     "Insieme di interventi diretti ad adulti in considerazione della necessità di una educazione permanente e dell'apprendimento durante tutto il corso della vita. Finalità ed obiettivi dell'educazione degli adulti sono stati definiti a livello europeo nella Conferenza Internazionale di Amburgo (luglio 1997) e indicati come impegno dei Paesi membri, riconoscendo all'adulto il diritto di poter conseguire le conoscenze di base e le abilità necessarie per collocarsi nella vita sociale e produttiva."3

EDUCAZIONE PERMANENTE          -     "L'unico uomo che possa considerarsi educato è quello che ha imparato ad imparare, che ha imparato ad adattarsi e a mutare, che sa che nessuna conoscenza è certa."4

EDUCAZIONE PERMANENTE          -     "L'educazione permanente può essere individuata come un integrato sistema formativo che ponga le basi per la maturazione di capacità e di attitudini, per poi realizzarsi come complesso di opportunità che garantiscano all'individuo la continuità del suo processo di formazione."5

EDUCAZIONE PERMANENTE          -     ".le iniziative di formazione continua trovano fondamento nelle due finalità dell'educazione permanente: offrire a tutti e a ciascuno le opportunità per "situarsi" nel mondo contemporaneo, per interpretarne le componenti, per percepire il senso delle decisioni; inoltre animare una permanente tensione nella ricerca di uno stile di vita."6

EDUCAZIONE PERMANENTE          -     "Con l'educazione permanente si intende consentire ad ogni individuo di sviluppare la propria personalità durante l'intero arco della propria esistenza."7

GLOBALIZZAZIONE                           -     "Un unico mercato mondiale sotto la legge del liberismo economico e, nello stesso tempo,un reticolo di comunicazioni estremamente ramificato."8

GLOBALIZZAZIONE                           -     "Insieme dei fenomeni di integrazione, non solo economico-finanziaria, ma anche culturale e politica, resi possibili a livello internazionale dallo sviluppo dei trasporti e delle telecomunicazioni."9

LEARNING SOCIETY                    -    "La società della conoscenza dove l'apprendere rappresenta la condizione strutturale e permanente degli indidui e della collettività, fondamentale per vivere, per lavorare, per realizzare la propria creatività e la propria autonomia."10

LIFELONG LEARNING                      -     "E' la formazione che coinvolge le persone indipendentemente dall'età e dalla condizione lavorativa: è costituita dall'insieme delle opportunità educative formali (istruzione e formazione professionale certificata) e non formali (cultura, educazione sanitaria, sociale, formazione alla vita associativa, educazione fisico motoria)."11

LIFELONG LEARNING                      -     "Il concetto di educazione per tutta la vita è la chiave di accesso al ventunesimo secolo. Esso supera la distinzione tradizionale tra educazione iniziale e permanente. Esso si collega con un altro concetto spesso presentato. Quello della società educativa in cui ogni cosa può essere occasione di apprendimento e realizzazione."12

SOCIETA' EDUCANTE                   -    "Società fondata sull'acquisizione, sull'attualizzazione e sull'uso dei saperi."13               

UMANESIMO DELLA PERSONA    -     "Lo scopo dell'educazione è quello di guidare l'uomo nello sviluppo dinamico durante il quale egli si forma in quanto persona umana - provvista delle armi della conoscenza, della forza del giudizio e delle virtù morali."14

UMANIZZAZIONE                         -    "L'educazione ha come fine l'umanizzazione delle generazioni. Suo proposito è l'aspirazione utopistica allo sviluppo di personalità autenticamente umane."15

NOTE AL GLOSSARIO

   1. AA.VV., L'educazione degli adulti: discussioni ed esperienze, Firenze, La Nuova Italia, 1953,

       p. 71;

   2. IBIDEM, p. 71;

   3. ROGERS, C.R., Libertà nell'apprendimento, Giunti-Barbera, Firenze, 1975, p. 130;

   4. PETRACCHI, G., Educazione degli adulti, educazione popolare, educazione permanente,  La          

       Scuola, 1975, p. 134;

   5. IBIDEM,  p. 134;

   6. IBIDEM, p. 277;

   7. BARTOLETTA, F., Scienze dell'educazione, Napoli, Conte, 1995, p. 270

  8. BOCCHI., G., - CERUTI, M., Educazione e globalizzazione, Milano, Raffaello Cortina, 2004,

      p. VII;

  9. AA.VV., La grande enciclopedia telematica, Milano, Garzanti, 2003, vol. II, P. 661;

10. RUSSO, P., L'educazione permanente nell'era della globalizzazione, Milano, Franco Angeli,

      2001, P. 101;

11. UNESCO, Rapporto mondiale sull educazione 2000. Il diritto all educazione. La formazione per                             

      Tutti lungo il corso della vita, Roma, Armando, 2000, p. 62;

12. DELORS, J., Nell'educazione un tesoro, Roma, Armando, 1996, p.17;

13. ALBERICI, A., Imparare sempre nella società della conoscenza, Milano, Bruno Mondatori, 2002,    

      p.32

14. MARITAIN, J., L'educazione al bivio, Brescia, La Scuola, 1955, p. 22;                   

15. BOWEN, J., Storia dell'educazione occidentale, Milano, Mondatori, 1983, vol. III, p. 75;



1.     PRESENTAZIONE

Il presente lavoro vuole offrire una breve panoramica su significato e finalità di Educazione degli Adulti ed Educazione Permanente, della loro necessità nella società attuale.

Nei primi due paragrafi vengono accennati i percorsi evolutivi sia dell'Educazione degli Adulti che dell'Educazione Permanente, il crescente interesse da parte di Organismi nazionali e sovranazionali verso l'educazione, non più delimitata temporalmente e spazialmente nell'era della società della conoscenza, della globalizzazione e, nel contempo, della ricerca dello spirito autentico ed integrale dell'individuo.

Il successivo capitolo analizza i principi-guida dell'Educazione Permanente:partecipazione, globalità ed uguaglianza delle opportunità, soffermandosi sul significato concettuale del lifelong learning.

Negli ultimi due capitoli, attraverso un breve excursus storico e la delineazione delle esperienze in atto, viene presentata la situazione italiana relativamente alla formazione e alla educazione che dovrebbe accompagnare l'individuo per l'intero corso della sua vita.

Brevi e riepilogative note, infine, concludono il lavoro.

 

2. SIGNIFICATO DELL'EDUCAZIONE DEGLI ADULTI

Ripercorrere l'evoluzione storica dell'Educazione degli Adulti - quella che prende avvio intorno alla metà dell'Ottocento in Inghilterra e soprattutto in Danimarca ad opera del pastore protestante Nicolao Grundtvig e del maestro Christian Kold, quella della fioritura di iniziative di alfabetizzazione che trova nella Conferenza di Elsinör (1949) promossa dall'UNESCO un momento propositivo e organizzativo di grande rilievo, quella che a partire dal 1970 vede rapidamente affermarsi l'idea di educazione permanente, quella attuale  che  propone l'ideale dell'apprendimento lungo tutto il corso della vita -  permette di capire l'entusiasmo con il quale certe idee sono state proposte ed accolte ma, al tempo stesso, anche le difficoltà che si sono dovute affrontare e le resistenze che  restano da vincere, pur in presenza di documenti, indicazioni e provvedimenti normativi nei quali è affermata la centralità, nella learning society, del momento educativo. L'Educazione degli Adulti, e più ancora l'Educazione Permanente, costituiscono esperienze e prospettive che esprimono un forte impegno civile rivolto a far maturare, nei singoli e nelle comunità, una più diffusa coscienza dei loro diritti, a cominciare dal diritto all'educazione, ed una esplicita volontà di emancipazione sociale, culturale e politica, finalizzata all'umanizzazione della società.

E' a questi principi, faticosamente affermatisi nel corso del tempo, che sembrano richiamarsi le linee guida delle politiche educative e formative

adottate negli ultimi anni dalla maggior parte dei Paesi industrializzati dell'Occidente. Viene, quindi, gradualmente affermandosi un'idea di educazione che costituisce lo strumento essenziale per affrontare una complessa epoca di cambiamenti, per superare le barriere ancora esistenti tra educazione formale, non formale ed informale, per promuovere la realizzazione dell'individuo sia a livello individuale che sociale,

Ed in questo contesto le politiche nazionali e sovranazionali devono adoperarsi per consentire ai singoli e ai gruppi di soddisfare le loro esigenze formative. Che sia in atto, pressoché in tutti i Paesi, un rinnovato interesse verso l'Educazione degli Adulti è un dato incontrovertibile. Essa, nel mostrarsi nella sua complessità e poliedricità, va considerata e dibattuta in

una dimensione ampia ed articolata, collocandosi al servizio dell'individuo del quale deve cercare di potenziare: la capacità di "riconversione" cognitivo-culturale-professionale; processi di auto-conoscenza; la progettualità  auto-formativa; la revisione continua, dinamica e processuale, del proprio itinerario formativo (scolastico, familiare, lavorativo, ludico), cognitivo ed esperienziale, per riconsiderare  idee, scelte, orientamenti, atteggiamenti e comportamenti. L'autostima, la volontà di cambiamento, la fiducia nella scienza e nella tecnica, unitamente alla convinzione che esse da sole non possono risolvere tutti i problemi, costituiscono i punti di partenza per una formazione permanente di tutti gli individui e di ciascun individuo.Compito  dell'Educazione Permanente, allora, è consentire la maturazione costante di un pensiero critico-riflessivo a tutti i livelli, e, quindi, di transitare verso nuove forme di umanizzazione, di riconoscere progressivamente i molteplici aspetti della società ( culturali, sociali, politici)  facendo emergere dimensioni individuali e collettive. La formazione e l'autoformazione sono dunque due aspetti centrali dell'Educazione degli Adulti, che si realizzano attraverso la risorsa strategica della conoscenza.

 

4. DALLA EDUCAZIONE DEGLI ADULTI ALLA EDUCAZIONE PERMANENTE

Il rinnovato interesse e della Pedagogia e di altre scienze umane verso il problema dell'educazione, nonchè la riflessione politica sulla valenza dell'educazione hanno prodotto , dagli anni '60, un ripensamento teorico, contenutistico, pragmatico dell'Educazione degli Adulti.

L'Educazione Permanente, quindi, si afferma come propaggine positiva e nell'ottica di complementarità-continuità con l'Educazione degli Adulti e mette in rilievo l'esigenza di una educazione non solamente legata a processi di alfabetizzazione degli adulti ( rimasti, per cause diverse, fuori dal circuito formativo), ma soprattutto finalizzata al recupero della dignità dell'individuo, chiamato ad esprimere la sua individualità e peculiarità, una identità sempre più consapevole e libera, la sua autorealizzazione nella prospettiva della sua autentiticità come individuo unico, insostituibile, irripetibile.

L'educazione, quindi, viene ad assumere una nuova, più completa accezione: essa diventa  strumento di affermazione dei diritti dell'uomo, di recupero delle sue potenzialità, espressione di democraticità nella società educante, una società che diventa sempre più complessa e nella quale l'individuo rischia di soccombere  e disperdersi di fronte alle molteplici , imprevedibili, rapide trasformazioni delle conoscenze.

Dagli anni '60 si assiste  ad un rinnovato interesse di organismi sovranazionali  e di organismi politici nazionali verso questa nuova modalità di intendere l'educazione, pervenendo al concetto di Educazione Permanente, intesa come modo di pensare e come processo che dura tutta la vita, attraverso i quali l'individuo apprende ad apprendere. Il processo educativo esce dal suo ambiente tradizionale (la scuola, che non è più l'unica agenzia formativa, staccata dalla società) per diventare problema aperto che fa da sfondo alla comunità educante, diventando finalità di Famiglia, Enti, gruppi, associazioni, Chiesa, in un'ottica di intervento integrato e di apertura verso il sociale. Quindi il compito educativo non è più esclusivo della scuola, ma appartiene alla comunità. Ma un altro aspetto è da sottolineare: l'Educazione Permanente si proietta verso una dimensione temporale dei processi formativi: l'educazione non è più quella classica, riferibile alla scuola e ai periodi classici destinati alla formazione: diventa processo per tutta la vita.

Nell'epoca della globalizzazione emergono con forza i bisogni di educazione e democrazia, l'istanza di emancipare l'individuo, di coltivare l'umanità, di permettere di esercitare la partecipazione attiva alle scelte sociali e politiche in una società democratica, di ridurre le disuguaglianze. L'individuo viene visto come portatore di diritti umani fondamentali ed universali: le sue capacità sono la risorsa irrinunciabile per il rinnovamento sociale . Viene, altresì, chiamata in causa la responsabilità diretta dell'individuo che diventa artefice di scelte, protagonista del suo destino e


della sua auto-formazione.

4. PRINCIPI DELL'EDUCAZIONE PERMANENTE

 L'attenzione alle problematiche dell'Educazione permanente degli adulti ha prodotto negli ultimi anni numerosi tentativi di far luce sul concetto di fondo ad esso connesso.

Si tratta di strategia e di  metodo pedagogico in prospettiva e in progress, da applicare all'intero arco di vita degli individui.

E' strategia  di tutti i Paesi industrializzati a livello socio-economico-culturale per favorire il rientro degli individui nei percorsi di istruzione e formazione. E' metodo perché, attraverso la valorizzazione delle esperienze non formali ed informali, persegue modalità  personalizzate, flessibili dei  vari percorsi ed interventi di promozione della cittadinanza attiva, in un sistema di opportunità educative intenzionali.




Ci sono poi le sfide politiche: la democrazia, richiede assunzione di sempre nuove responsabilità: il contenuto della cittadinanza cambia, servono competenze diffuse. Di fronte alla massa di informazioni, nel suo precipitoso  dilagare e mutare, servono nuove capacità di comprensione ed interpretazione. L'educazione diventa un'impresa collettiva e sociale.

L'Educazione Permanente si sviluppa sulla base di tre principi guida:

. il principio della partecipazione;

. il principio di globalità;

. il principio di uguaglianza delle opportunità, nel senso di garantire a tutti gli individui, indipendentemente dal genere, dallo stato socio-economico e dalla cultura di appartenenza, le stesse opportunità di partecipazione a percorsi di istruzione e di formazione finalizzati alla realizzazione del sé nella sua globalità, ossia nell'ambito lavorativo, personale e sociale.

In questa prospettiva, essa viene considerata non come un semplice prolungamento verso l'età adulta dell'educazione tradizionale, ma come una nuova, più ricca opportunità da fruire in una società plurale e complessa. Apprendere ad apprendere diviene l'obiettivo e la condizione essenziale per un numero sempre più ampio di persone, oltre che risorsa  per la collettività.

Tale modo di concepire l'educazione dà enfasi alla prospettiva dell'apprendimento a tutte le età o durante tutta la vita attraverso il lifelong learning e alla valenza educativa della learning society, dei bisogni, delle aspirazioni di uomini e donne di continuare ad apprendere, di formarsi nelle diverse stagioni della loro vita, ben oltre la stagione dei banchi di scuola.

Parlando di Educazione Permanente non si può non richiamare, per il suo respiro umanistico, Lengrand, che considera l'educazione non solo come acquisizione di un patrimonio di conoscenze, ma anche come sviluppo dell'individuo che diviene progressivamente sempre più se stesso attraverso le diverse esperienze della vita. I compiti dell'educazione si definiscono in due direzioni: favorire l'attivazione di strutture e di metodi che aiutino gli individui per tutta la loro vita, nella continuità del loro apprendimento e della loro formazione; attrezzare l'individuo perché possa essere soggetto e strumento del suo sviluppo anche attraverso le forme molteplici dell'auto-apprendimento e dell'auto-formazione. Si tratta di un nuovo approccio alle plurali dimensioni di vita dell'individuo, chiamato ad affrontare le nuove e molteplici sfide della vita culturale, sociale e professionale. C'è un nuovo modo di guardare all'individuo, a cui si riconosce una responsabilità diretta nell'apprendimento, nella decisione di cosa, come, dove, quando apprendere. Inoltre, l'apprendere a tutte le età, corrisponde alle istanze  delle società della conoscenza, dell'innovazione tecnologica, della globalizzazione ( che porta con sé

anche i rischi dell'esclusione, della disoccupazione, delle grandi ricchezze e delle antiche e nuove povertà ), per cui l'educazione è risorsa e investimento e anche nuovo diritto e strumento di inclusione.

Il concetto di lifelong learning pone al centro dell'attenzione tutti i temi connessi  alle possibilità, ai desideri, alle situazioni in cui gli individui possono apprendere. L'apprendimento durante tutto il corso di vita dell'individuo si caratterizza come un processo pervasivo, intenzionalmente predisposto, finalizzato ad uno specifico obiettivo (conoscenze, saperi, abilità, competenze, ruoli, comportamenti) che abbia come effetto un cambiamento teso a modificare, sostituire un

apprendimento non più adeguato alle molteplici istanze connesse ai ruoli, alle funzioni professionali, alla crescita individuale.

Con il concetto di lifelong learning si sposta l'attenzione dalla prevalente dimensione istituzionale del percorso scolastico al soggetto e ai suoi bisogni di formazione, alla società educante nel suo complesso.

Esso include tutta l'esperienza umana al di là dei percorsi di istruzione o di formazione per il lavoro:

     -   valorizzando pienamente l'individuo:

-         auspicando il raccordo tra i vari contesti, la loro complementarietà, il dialogo tra scuola e territorio, tra scuola e mondo del lavoro;

-         abbattendo lo steccato tra educazione formale, non formale, informale;

-         favorendo opportunità formative per tutti e la possibilità di rientrare nel sistema di istruzione per uscire dall'emarginazione;

-         consentendo all'individuo di sviluppare la coscienza di sé e del suo ambiente, di realizzare le sue potenzialità, di svolgere il proprio ruolo sociale.


5. EDUCAZIONE DEGLI ADULTI IN ITALIA:

A) Cenni storici

         L'importanza dell'Educazione degli Adulti è, in Italia, una conquista recente e, comunque,non ancora completamente acquisita.

Due sono i fattori che hanno determinato una diversa sensibilità verso questo settore formativo:

- lo  sviluppo economico e la trasformazione del sistema produttivo;

- la democratizzazione della vita sociale, nella misura in cui quest'ultima cerca di ridurre le differenze educative e culturali esistenti tra i cittadini.

         L'educazione degli adulti in Italia ha una storia che si identifica con la storia della democrazia e può essere suddivisa in tre grandi fasi.

La prima fase, collocabile nel primo dopoguerra, persegue l'alfabetizzazione di massa della popolazione.

Fino agli inizi degli anni sessanta, una percentuale molto alta di popolazione era analfabeta o comunque non in possesso nemmeno della licenza elementare. I motivi principali di questo diffuso analfabetismo sono principalmente tre: la povertà, la diffusa svalorizzazione dell'istruzione, l'avvio precoce al lavoro. In questo periodo ha inizio l'alfabetizzazione di massa, con percorsi accelerati per l'acquisizione della licenza elementare.E' di questo periodo la prima esperienza di e-learning, con i corsi di apprendimento a distanza attraverso la famosa trasmissione televisiva "Non è mai troppo tardi".

Una seconda fase vede il riconoscimento del diritto alla formazione come opportunità di emancipazione e di riscatto socio-culturale. E' il periodo delle rivendicazioni sindacali e dell'istituzione di scuole serali e pomeridiane per il recupero dell'obbligo scolastico (triennio delle medie inferiori, essendo ormai generalmente acquisito quello della scuola elementare), alle quali il lavoratore può accedere attraverso "le 150 ore".

La terza fase, dagli anni novanta in poi, vede una grande fioritura di iniziative di formazione della popolazione adulta e l'accettazione della portata innovativa dell' Educazione Permanente.

Le migliorate condizioni sociali ed economiche, i nuovi bisogni di istruzione fanno nascere una miriade di offerte formative pubbliche e private.

B) Iniziative in atto

Le attività di Educazione Permanente vengono  svolte oggi in una pluralità di settori, spesso tra loro non comunicanti; l'aggiornamento e la specializzazione nel quadro della cosiddetta formazione continua, le iniziative formative funzionali alle politiche del lavoro, il recupero scolastico, la formazione nell'ambito del volontariato sociale, le università della terza età, l'educazione a distanza, la formazione linguistica rivolta ai lavoratori immigrati, le iniziative specifiche rivolte alle donne (pari opportunità), le iniziative di associazioni ambientaliste, per il tempo libero.

Queste iniziative pongono di volta in volta al centro o il rapporto di lavoro, o la dimensione socio-culturale o il rientro nel sistema scolastico.

Mancano però, in questi interventi, la visione d'insieme ed il raccordo interistituzionale: l'offerta di formazione appare molto variegata e frammentata e  coinvolge un universo assai ampio.

Attualmente, nel tentativo di integrare i contesti formale, non formale e informale dell'apprendimento, le iniziative vengono promosse da:

- organismi formativi/educativi pubblici e privati ( Centri territoriali

permanenti per l'educazione degli adulti, Centri EDA, Centri di Ricerca istituzionali, istituti tecnici e professionali sedi dei corsi serali,  centri di formazione professionale , enti titolari dei progetti ammessi ai bandi regionali e provinciali relativi alla formazione permanente del Fondo Sociale Europeo, strutture educative comunali);

-  terzo settore (  università popolari, della terza età, del tempo libero,  associazioni di volontariato sociale e  ricreativo-culturali, cooperative sociali,  Organizzazioni Non Governative);

-  infrastrutture culturali (biblioteche, musei, teatri, ecc.);

-  altre strutture delle Amministrazioni pubbliche (a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale).

una molteplicità di attori istituzionali e di soggetti sociali. Il suo obiettivo prioritario è di assicurare l'inclusione sociale e lavorativa, finalità che pone fortemente l'accento su politiche territoriali vicine a tutti i gruppi di popolazione, senza preclusioni di genere e di stratificazione sociale.

L'evidente problema della bassa scolarità adulta, il rischio di analfabetismo, l'esercizio attivo e democratico della cittadinanza dovrebbero indurre i vari soggetti responsabili a definire priorità e raccordo tra i vari settori; organizzare campagne di informazione e sensibilizzazione; promuovere il coinvolgimento e l'articolazione delle proposte sulla base delle specificità locali.

6. NUOVE DOMANDE DI FORMAZIONE

Accanto al problema dell'analfabetismo classico stanno oggi affiorando forme di analfabetismo funzionale o di regressione alfabetica. Nei Paesi industrializzati un numero elevato di persone , nonostante abbia frequentato la scuola in non pochi casi per più di dieci anni,  si colloca, nelle competenze alfabetiche di base, a livelli molto bassi. La percentuale di adulti impegnati, periodicamente, in attività di formazione è ancora esigua. L'offerta formativa risponde principalmente ad intenti utilitaristici (lavoro, acquisizione di un titolo di studio o di crediti formativi utili per avanzamenti di carriera); il settore dell'educazione "non formale" (attività promosse da biblioteche, musei, Università della terza età, associazioni, mondo del volontariato, sindacati, ecc.) dispone di risorse limitate e di un quadro normativo ancora incerto. Il quadro che emerge fa intravedere un duplice rischio: il primo è costituito da un prevedibile incremento del numero dei soggetti con nessuna o con una debolissima scolarizzazione (immigrati di prima generazione, vittime del drop out, soggetti che hanno potuto beneficiare solo minimamente delle opportunità formativa del sistema scolastico, ecc.) inevitabilmente destinati a svolgere, senza una reale capacità di far valere i propri diritti, lavori esecutivi non qualificati; il secondo è rappresentato dal fatto che, nella "società della conoscenza", la divaricazione che si viene a determinare tra questa tipologia di lavoratori e quelli collocati nei settori più avanzati della  tecnologica  è destinato a crescere rapidamente generando fenomeni che, alla lunga, potrebbero produrre squilibri e tensioni sociali.

I problemi sopra evidenziati confermano che l'apprendimento durante tutto il corso della vita ( indicato dai più prestigiosi organismi internazionali (Unione Europea, OCSE-OECD, Consiglio d'Europa come presupposto irrinunciabile per mantenere competitiva la nostra economia, per fronteggiare le sfide della globalizzazione e assicurare coesione sociale) esige  un ripensamento ed una riorganizzazione dei sistemi di istruzione/formazione. Si tratta, in particolare, di costruire le



condizioni per consentire alle persone non solo di apprendere a tutte le età della vita in vista di un sempre miglior esercizio della propria attività lavorativa ma anche di poter soddisfare il bisogno di educazione disinteressata, di crescita personale sul piano umano. Una formazione mirata solo ad accrescere le possibilità occupazionali rischia infatti di far perdere di vista il  particolare legame che c'è tra lavoro e cultura. C'è quindi  bisogno di pensare a tutte le dimensioni della vita e non solo a quella occupazionale.

Si palesa l'esigenza di una rinnovata attenzione all'educazione degli adulti da parte delle istituzioni pubbliche e dei decisori politici e la messa in campo di risorse per costruire, a livello nazionale come regionale, un sistema che sappia tanto sollecitare la domanda di sapere, quanto organizzare un'adeguata offerta di opportunità formative e tenendo presenti le differenze e le specificità dei saperi e dei contesti, le inclinazioni e i bisogni degli individui.

8. CONCLUSIONI

Apprendere da adulti non è  più una scelta, è una necessità.

L'assioma è condiviso dai decisori delle politiche formative a livello internazionale; numerosi atti e documenti sottolineano la rilevanza di tale obiettivo e richiamano l'attenzione sulla urgenza di

misure efficaci per ottenere risultati tangibili. Le politiche formative si sono date obiettivi concreti: entro il 2010, sottolinea l'Unione europea, l'80% della popolazione tra i 25 ed i 64 anni dovrebbe

possedere un titolo secondario superiore e la popolazione adulta dovrebbe essere raggiunta per il 10% da interventi di formazione permanente.

La formazione permanente è una strategia globale che interessa una molteplicità di attori istituzionali e di soggetti sociali. Il suo obiettivo prioritario è di assicurare l'inclusione sociale e lavorativa, finalità che pone fortemente l'accento su politiche territoriali  senza preclusioni di genere e di stratificazione sociale.

Lo sviluppo di un sistema articolato e coerente di lifelong learning rappresenta un imperativo categorico per vincere le sfide della coesione sociale ed economicae è il  presupposto necessario per favorire la partecipazione attiva alla vita sociale, investendo la dimensione della cittadinanza attiva, oltre a rappresentare un requisito per l'inserimento e la permanenza nel mondo del lavoro.

Rinnovare i sistemi educativi nella prospettiva dell'educazione

permanente per assicurare al maggior numero di persone un esercizio attivo della cittadinanza è l'invito pressante che da tempo l'Europa ci rivolge e al quale il nostro Paese deve saper corrispondere.

Il grande obiettivo di garantire un'acquisizione diffusa di un più alto livello di competenze di base sarà la grande sfida dei prossimi anni; una sfida che potra essere vinta nella misura in cui una politica oculata e un sistema integrato di interventi sapranno leggere i bisogni formativi, favorire una reale partecipazione democratica, valorizzare l'individuo e i diritti/valori di cui è portatore.

Quello che appare chiaro è che l'educazione di tutti, per tutti, lungo l'intero corso della vita  coglie l'unità dell'essenza umana; evoca una idea-guida capace di ispirare ed orientare le azioni educative in ambito scolastico e in quello extrascolastico, quelle a carattere formale e quelle non formali, quelle che vedono come protagoniste singole persone e quelle che coinvolgono comunità e gruppi sociali.

 

BIBLIOGRAFIA

-  RUSSO, P., L'educazione permanente nell'era della globalizzazione, Milano, Franco Angeli, 

     2001;

-  GALLI, N., Pedagogia della famiglia ed Educazione degli adulti, Milano, Vita e Pensiero,

    2000, capp.1,3,4,5;

-  AA.VV., L'educazione degli adulti: discussioni ed esperienze, Firenze, La Nuova Italia, 1953;

      

-   PETRACCHI, G., Educazione degli adulti, educazione popolare, educazione permanente,  La          

    Scuola, 1975;

-  ALBERICI, A., Imparare sempre nella società della conoscenza, Milano, Bruno Mondatori,    

    2002;

-  BARTOLETTA, F., Scienze dell'educazione, Napoli, Conte, 1995.

-  PATI, L., La politica familiare nella prospettiva dell'educazione, Brescia, La Scuola, 1995,

      cap. I, II, III.

- UNESCO, Rapporto mondiale sull educazione 2000. Il diritto all educazione. La formazione per                             

      Tutti lungo il corso della vita, Roma, Armando, 2000;

- DELORS, J., Nell'educazione un tesoro, Roma, Armando, 1996.







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