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HEIDEGGER - ORIGINE DEL PROBLEMA DELL'ESSERE

filosofia


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HEIDEGGER

Origine del problema dell'essere

Essere e tempo, 1927, è analisi dell'esistenza umana, un'opera esistenzialista perché ritiene che il problema dell'essere possa venir posto partendo dall'analisi dell'esistenza nella sua effettività, è il tentativo di indagare il legame concreto che unisce esistenza ed essere. In un clima filosofico neokantiano non accetta l'ipotesi di un soggetto puro che non sappia cogliere la storicità della vita della coscienza. La concretezza nel rapporto con il mondo. Si avvicina ad Husserl, più concreto, perché non ridu 525d34f ce tutta la conoscenza a conoscenza scientifica intendendola come Anschaung (intuizione) delle cose stesse. Il tema della Lebenswelt (mondo della vita) che accomuna i due, è legato all'analisi del tempo e della storicità del soggetto.

Analitica esistenziale

Analizza la struttura dell'essere, bisogna stabilire a quale ente ci si riferisce (perché l'essere è sempre di qualche ente). es. Ente-Uomo, possessore di un primato ontologico e indicato col termine Dasein (esserci). L'essere del Dasein è l'esistenza quindi la prima fase di un'interrogazione sull'essere sarà una analitica esistenziale. Il cammino dovrà essere il seguente:

1)      analisi esistenziale preparatoria dell'essere del Dasein (I sezione)




2)      analisi esistenziale definitiva del senso dell'essere del Dasein (II sezione)

3)      determinazione del senso dell'essere in generale in conformità al modo di essere nel Dasein (III sezione, mancante)

Ex-sistenza

L'uomo si pone di fronte alla realtà come verso un insieme di possibilità tra cui scegliere. Si parla di ex-sistere come trascendere la pura e semplice realtà in vista della possibilità: l'uomo è ciò che sceglie di essere. L'uomo è un essere nel mondo, un prendersi cura delle cose, che diventano utilizzabili. Trascendendo la realtà di fatto degli oggetti, il Dasein progetta la realtà secondo una totalità di significati facenti capo a lui. L'uomo non è nel mondo come l'acqua è nel bicchiere perché l'uomo si prende cura degli enti che diventano mezzi utilizzabili: la casa per abitare, sentiero per camminare.

Rapporto con gli altri

È un prendersi cura che può mirare a sottrarre agli altri le loro cure (forma in autentica) o ad aiutarli ad essere liberi di assumersi le proprie cure (forma autentica). Come punto di partenza per comprendersi l'esserci può assumere il mondo e gli altri uomini: in questo caso si ha l'esistenza anonima (di tutti e nessuno, "si dice", "si fa") caratterizzata da chiacchiere, curiosità, equivoco. Questo poter-essere dell'esserci, definito deiezione (caduta al livello delle cose del mondo), è una possibilità non una colpa. Un'altra possibilità è la morte (possibilità che tutte le altre diventino impossibili) che svela nullità dei progetti; esistenza è un essere-per-la-morte che ci libera dal venir sommersi da fatti e circostanze. L'anticipazione della morte ci mantiene aperte le possibilità, ponendoci nella condizione di un'esistenza vera e autentica perché mossa dalle proprie possibilità (non dal sì impersonale). La determinazione fondamentale del tempo diventa il Futuro (è progettualità che non si lascia travolgere dalla ricerca del successo).




Metafisica come storia dell'essere

Metafisica è connaturata all'esserci dell'uomo, però la sua storia è percorsa dall'errore nel pensare l'essere come semplice presenza: il pensiero occidentale non ha saputo cogliere la differenza ontologica ente-essere. Pensare l'essere come fondamento degli enti equivale a pensarlo in funzione e a immagine di quelli                  

Oblio dell'essere (il nulla, pagina 150)         

Storia della verità

Anch'essa dominata dall'oblio, solo Parmenide si era avvicinato all'idea di verità col termine A-letheia (non nascondimento) suggerendo il nascondersi originario da cui proviene la verità. Poi Platone (Idea), Aristotele (Entelechia), portano la verità come visione luminosa discostandosene. Filosofia cristiana medievale dà Dio come essere sommo e Cartesio restringe il reale al visibile (certo). Le cose vengono sempre più fondate dal soggetto (tecnicazione del mondo), l'uomo vuole volere e riduce tutto a ente. La metafisica giunge a compimento nel pensiero di Nietzsche perché in esso si rileverebbe la natura nichilista della metafisica.

Ricerca del linguaggio

Bisogna trovare nuova interpretazione, nuova pratica linguistica perché manca un linguaggio adeguato al pensiero dell'essere. Heidegger giunge alla conclusione che nel linguaggio (parola poetica) è l'essere che parla e l'uomo può essere solo pastore dell'essere. "Linguaggio è dimora dell'essere, qui abita anche l'uomo, pensatori e poeti sono guardiani di tale dimora". L'oscurità delle ultime riflessioni è causata dallo spostamento che va dal logos occidentale a una parola in grado di rievocare il mistero dell'essere.







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