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LA SCHIACCIATA - IL PALLONETTO

educazione fisica


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LA SCHIACCIATA

La schiacciata è il movimento fondamentale d'attacco per eccellenza, finalizzata a concludere l'azione. È il colpo o lo "schiaffo" che si dà alla palla, con una sola mano, cercando generalmente di colpire il più forte possibile affinché l'avversario non riesca a giocarla.  Condizione necessaria perché una schiacciata risulti efficace, è l'e 858e47i secuzione della stessa in salto, in modo da colpire la palla quando si trova più alta del piano superiore della rete. Si può saltare dal posto o con la rincorsa. La rincorsa e il salto sono aspetti tecnici abbastanza condizionati dallo sviluppo delle qualità fisiche di un atleta, pertanto assumono didatticamente un'importanza secondaria rispetto alla tecnica del colpo sulla palla che può essere curata in palestra fin dall'inizio. La rincorsa si compone essenzialmente di due passi, o meglio, di un passo ed un balzo; tutto ciò che precede tale esecuzione fa parte della preparazione alla rincorsa vera e propria e consiste in una serie di piccoli spostamenti che dipendono da dove mi arriva l'alzata, dalla posizione del campo da cui sto per attaccare, da quale tipo di attacco sto per eseguire. Tornando alla nostra rincorsa diciamo che, per un destro, l'esecuzione più corretta prevede il primo passo di avvicinamento con la gamba sinistra ed il secondo (balzo) ben più lungo e rapido (associato all'oscillazione delle braccia) con stacco differenziato in destro-sinistro. In tal modo l'approccio in volo con la palla potrà essere ottimale poiché mi troverò con la parte destra del corpo "caricata" e pronta a scaricare la sua potenza sul pallone. In volo le braccia salgono entrambe, il sinistro "fissa" la palla e poi scende, il destro si estende al massimo andando a colpire la palla più in alto possibile, con l'azione finale del polso e della mano determinanti nell'imprimere la traiettoria finale al pallone.



La ricaduta avviene, per forza di cose, quasi sempre prima sulla gamba sinistra (che va allenata in proposito) e poi ovviamente sulla destra, cercando di evitare assolutamente "l'invasione sotto" che si potrebbe facilmente compiere dato il naturale sbilanciamento in avanti. Questa è una descrizione analitica ma non esaustiva del gesto tecnico fine a se stesso, ma la realtà è ancora più complessa:

innanzitutto diciamo che un maggior o minor arco dorsale in volo è un elemento che contribuisce a cambiare il tempo dell'attacco, la qual cosa rappresenta una delle caratteristiche essenziali di un buon attaccante. Un altro punto cruciale è il tempo sulla palla: bisogna cioè evitare assolutamente di partire troppo presto, andando inevitabilmente troppo sotto alla palla senza possibilità più neanche di schiacciare ma solo di spingere la palla (spesso in maniera fallosa); invece, aspettando il più possibile a partire si effettuerà, con grande rapidità uno stacco sempre dietro alla palla con buone possibilità, al momento del colpo, di "Vedere" (in visione periferica) il muro avversario. Tutto ciò ci permetterà dì scegliere sempre il colpo d'attacco più opportuno per mettere giù la palla in ogni situazione; ma dei colpi di attacco torneremo a parlare in seguito anticipando però fin d'ora che il colpo di gran lunga più importante è il cosiddetto "mani-out".

Riprendiamo a parlare di questo fondamentale, analizzando i più importanti colpi di attacco che bisogna conoscere1 per poter essere dei martelli efficaci; l'ipotesi a cui tacciamo riferimento è quella di una schiacciata con palla alta dal posto quattro contro il muro a due avversario (cambio palla). Ebbene, partiamo da uno dei colpi più comuni e tipici di tanti grandi giocatori: la diagonale. Diciamo subito che un importante presupposto per tale esecuzione è ancora una rincorsa eseguita da sinistra verso destra rispetto alla rete in modo da impattare la palla già rivolti, appunto, verso la diagonale del campo avversario; in tal modo infatti, per il nostro attaccante tirare diritto significherà indirizzare la palla verso la diagonale lunga: bisognerà in tal caso colpire il pallone più in alto possibile senza peraltro chiudere il colpo, mirando allo spigolo. Così facendo si possiamo ottenere dei buoni risultati che possono essere: palla a terra che passa in mezzo, lateralmente o addirittura sopra al muro; oppure palla che viene appena toccata dalle dita del muro, si impenna e scavalca la difesa senza possibilità di recupero; da ultimo palla che viene respinta dal muro ma è agevolmente recuperata in copertura per un ulteriore attacco.

Bisogna aggiungere, a questo punto, che non sempre è possibile "allargare" la rincorsa come è stato detto poc'anzi, soprattutto se l'atleta interessato deve prima ricevere e poi attaccare: in tal caso si possono comunque ottenere gli stessi risultati con un gesto di extra rotazione del braccio e del polso; anzi così facendo l'attacco sarà ancora più imprendibile tanto da indurre alcune Nazionali (la più famosa è quella USA) ad impostare la rincorsa da destra verso sinistra, cioè esattamente al contrario di come detto sopra.

È opportuno sottolineare, a questo punto, l'importanza che rivestono, comunque, la gestualità di extra rotazione del braccio e del polso: sono questi infatti i presupposti tecnici che permettono di attaccare con efficacia in diagonale stretta soprattutto se l'alzata è sufficientemente vicina a rete. E diciamo pure che tale tipo di schiacciata qualifica non poco il repertorio d'attacco di un giocatore.




Se dunque la schiacciata in diagonale in tutte le sue forme costituisce un aspetto essenziale dei colpi di attacco, sicuramente non meno importante è l'attacco in parallela. Vediamone i risvolti tecnici. lì presupposto essenziale: dovrà essere innanzitutto di uniformità della rincorsa: in altri termini Lo schiacciatore non dovrà avere una rincorsa per l'attacco in parallela e un'altra per l'attacco in diagonale, bensì Io stesso tipo di rincorsa in qualsiasi caso. Ebbene, l'attacco in parallela si potrà realizzare con la torsione in volo del tronco oppure con il solo movimento del braccio mentre il corpo rimane rivolto verso la diagonale. In entrambi i casi diventa essenziale la "manualità' sulla palla poiché si tratta di indirizzare il pallone in un "corridoio" a volte molto stretto con il rischio di schiacciare fuori o di colpire l'astina sulla rete. Aggiungiamo anche che l'attacco in parallela può a volte avere come risultato il "mani-out", e proprio di questo particolare risultato voglio ora parlare in dettaglio. La realtà della pallavolo giocata ci insegna che sono di gran lunga più numerose le schiacciate che vanno a buon fine dopo aver toccato il muro avversario, che non gli attacchi vincenti che vanno a terra senza il tocco del muro. Ciò significa che la gamma dei colpi "mani fuori' avviene per caso è pur vero che il grande attaccante è colui che vede il muro avversario e sa giocarci contro la palla.

IL PALLONETTO

Per pallonetto si intende un palleggio qualsiasi che sorprende l'avversario passando sopra o lateralmente al muro. Può essere eseguito a due o a una sola mano. Rappresenta una delle varianti ai colpi forti d'attacco nel caso di giocatori esperti, mentre costituisce la principale arma d'attacco nel minivolley.

Il colpo viene effettuato toccando la palla soltanto con le dita che sono un poco aperte, un leggero movimento del polso consente alla palla di scavalcare il muro avversario.

è un tocco delicato e pulito: la palla solitamente deve salire un po per sorpassare il muro e scendere subito dietro (lateralmente oppure no). il braccio non effettua nessun tipo di caricamento, limitandosi a restare alto sopra la testa. Il pallone viene colpito nella parte bassa utilizzando solo i polpastrelli. Tutta la forza viene impressa dal polso.







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