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ORO - GENESI, CENNI STORICI

chimica


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ORO

GENESI

L'oro si forma nelle rocce madri o per disposizione da fluidi caldi in circolo o per decomposizione di minerali che lo contengono in tracce  (pirite, antimonite, marcasite, calcopirite, nagyagite, calaverite, sylvanite, krennerite). Poiché non si ossida , non si modifica, in condizioni normali e non tende a legarsi ad altri elementi, si trova quasi sempre allo stato nativo (può però formare leghe naturali con l'argento, ad esempio l'elettro). In maggior parte si rinviene sulle vene di quarzo aurifero che attraversano rocce granitiche , ma a causa d 747f59h ell'elevata densità l'oro si rinviene anche in giacimenti secondari, dove l'oro si deposita nella fase sedimentaria.







CENNI STORICI

L'oro è un metallo che ha rivestito da sempre un ruolo primario nell'economia del genere umano, basti pensare che si ha notizia di ornamenti d'oro di età neolitica e si pensa che proprio l'oro il primo metallo conosciuto dall'uomo. L'oro è sempre stato usato dall'uomo per creare gioielli preziosi, pratica (come appena citato) già impiegata nel neolitico che passa attraverso i secoli e le civiltà senza morire mai, ancora oggi in auge.

L'oro è sempre stato sinonimo di potenza e ricchezza ed è per questo che su di esso sono nate diverse leggende (da ricordare quella del Re Mida) e scienze (l'alchimia, ad esempio nata per fabbricare oro da altri metalli); sin dal VII secolo a.C. si coniavano monete d'oro e ancora oggi questa pratica non si è estinta.


PROPRIETA'

Allo stato puro l'oro è incorruttibile, eterno, inalterabile: queste qualità, considerate peculiari, hanno acceso la fantasia dei nostri antenati, affascinati in primo luogo dalla sua straordinaria inattaccabilità da parte di elementi che dissolvono invece altri metalli.
La disillusione avvenne intorno al 1700, quando fu scoperto il primo reagente dell'oro, una miscela di acido cloridrico e acido nitrico che poteva discioglierlo. Ma il suo mito non venne minimamente destabilizzato, anzi quasi a sottolineare la sua eccezionalità, al reagente venne attribuito il nome di "acqua regia" . Oggi sappiamo che i sali di cianuro, nonché il mercurio, con il quale l'oro si amalgama, sono in grado di attaccare il prezioso metallo. Sorprendente è la sua duttilità, cioè la docilità con la quale si lascia ridurre in fili sottilissimi; da un grammo d'oro si è ottenuto un filo lungo oltre 3500 m. Non meno spettacolare è la sua malleabilità, tecnicamente è possibile battere un'oncia d'oro al punto da ottenerne un foglio con una superficie di 16 mq.


SIMBOLO CHIMICO

Au

CLASSE MINERALOGICA

Elemento nativo

GRUPPO

Monometrico

SISTEMA

Cubico

ABITO

In genere si trova in particelle invisibili ad occhio nudo, raramente si trova in pagliuzze, grani, fili ed in casi eccezionali in pepite

DUREZZA


PESO SPECIFICO


INDICE DI RIFRAZIONE

N= 0,47 (monorifrangente)

COLORE

Giallo oro

LUCENTEZZA

Metallica

TRASPARENZA



Opaco

SFALDATURA

Assente

STRISCIO

Polvere giallo oro

FRATTURA

Frastagliata

PLECROISMO

assente




















VARIETA' E LEGHE
Essendo l'oro un metallo tenero, da solo non può essere impiegato nelle fabbricazione di gioielli (e altri oggetti) perché non ne verrebbe garantita la durata. Ecco la ragione per cui è sempre associato ad altri metalli che gli conferiscono la necessaria durezza: le varie combinazioni di oro con altri metalli si chiamano leghe. I metalli più comunemente usati per rendere l'oro lavorabile in gioielleria sono il rame, l'argento, il palladio e pochi altri. La sapiente miscela di oro con altri metalli, fa assumere a quest'ultimo sfumature di colore diverse dall'originario giallo solare, infatti i colori che periodicamente si alternano alla ribalta della moda sono ottenibili mediante opportuni dosaggi nella formulazione della lega.

Le leghe sono diverse sia in funzione dei metalli che vengono associati all'oro sia in funzione della quantità d'oro impiegato; il rapporto tra la quantità di oro e quella di altri metalli presenti nella lega si chiama titolo.
I titoli sono espressi in millesimi, anche se nel linguaggio corrente è invalso l'uso del termine carato.
Qui di seguito sono indicati con entrambe le definizioni i titoli più comunemente usati per la realizzazione di gioielli.


750 millesimi

18 carati

585 millesimi

14 carati

500 millesimi

12 carati

333 millesimi

8 carati


La legge impone che su ogni manufatto d'oro il produttore apponga uno speciale punzone con i titolo della lega, della cui veridicità è completamente responsabile. I punzoni che, in Italia, obbligatoriamente devono apparire su ogni oggetto in oro sono: quello che si riferisce al titolo e quello che rappresenta il marchio di identificazione del fabbricante.


DOVE TROVARLO

Le principali località dove è possibile trovare oro sono: California e South Dakota, USA, Siberia, Russia, Sud Africa, Canada e in Australia.

In Italia sono conosciute le arsenopiriti aurifere della Valle Anzasca, vicino al monte Rosa.


UTILIZZI

L'oro, come è stato detto, è perfettamente duttile e malleabile e può essere ridotto in fili sottilissimi; oltre ad essere largamente utilizzato in gioielleria e per coniare monete, l'oro è anche impiegato anche in medicina, in odontoiatria, nell'industria del vetro e nell'industria in generale (specie con metalli più duri come argento, rame, nichel e platino).






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