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Anatomia della caviglia - Legamenti e capsula

medicina


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INTRODUZIONE


L'articolazione della caviglia, è indispensabile per la marcia , sia che avvenga su terreno piano o su terreno accidentato.

E' un articolazione molto serrata, che subisce sollecitazioni estremamente importanti, poiché in appoggio monopodalico, essa sopporta la totalità del peso del corpo a sua volta aumentato dall'energia cinetica, quando il piede prende contatto con il suolo durante la marcia, la corsa, il salto.  Il piede è una struttura altamente complessa che deve adempiere a funzioni molteplici e contraddi 848b18i ttorie. Da un lato deve rispondere a richieste di stabilità , costituendo una base d'appoggio stabile e costituire una leva rigida nella fase di spinta della deambulazione ; dall'altro molteplici sono anche le richieste di mobilità : essere abbastanza flessibile da assorbire lo shock dell'impatto col suolo al momento dell'appoggio e permettere al piede di adattarsi all'irregolarità del terreno.

Per eseguire tutto ciò al meglio questa struttura necessita dell'integrità di tutte le componenti muscolari, tendinee, legamentose e ossee che lo compongono













Anatomia della caviglia



L' articolazione della caviglia, o tibio-tarsica, è l'articolazione distale dell'arto inferiore.

E' un ginglimo angolare di tipo trocleare ,per questo dotata di un solo tipo di movimento e condiziona i movimenti della gamba in rapporto al piede sul piano sagittale.



Ossa che costituiscono l'articolazione


La tibia: ha un corpo a sezione triangolare, un'estremità prossimale e una distale. All'estremità prossimale si trova il condilo mediale e il condilo laterale. La faccia articolare superiore, rivolta in alto, è interrotta dalla presenza dall'eminenza intercondiloidea. Quest'eminenza si divide in un tubercolo intercondiloideo mediale e un tubercolo intercondiloideo laterale. Al davanti e al dietro dell'eminenza stanno l'area intercondiloidea anteriore e quella posteriore. Sulla parte inferiore del condilo laterale si trova una faccia articolare rivolta lateralmente e in basso, la faccia articolare del perone, per l'unione articolare con la testa del perone. Il corpo tibiale ha un margine acuto rivolto in avanti, il margine anteriore, che in alto si continua nella tuberosità tibiale, mentre in basso si perde in una superficie piana. Esso divide la faccia mediale dalla faccia laterale. La faccia laterale è separata tramite il margine interosseo dalla faccia posteriore, che a sua volta è separata dalla faccia mediale tramite il margine mediale. Sulla faccia posteriore del corpo tibiale si trova, nella parte prossimale, una leggera rugosità, la linea del m. soleo che decorre in senso infero-superiore e medio-laterale. Lateralmente si trova un forame nutritizio più o meno grande.

L'estremità distale si prolunga dal lato mediale in una struttura appuntita che costituisce il malleolo mediale, con la faccia articolare malleolare. Sulla superficie posteriore del malleolo decorre il solco malleolare. La faccia articolare tibiale inferiore, situata sull'estremità inferiore della tibia,serve per l'articolazione con l'astragalo. Sul lato laterale, nell'incisura fibulare, il perone è unito alla tibia per sindesmosi.

Il perone : la lunghezza della fibula o perone corrisponde circa a quella della tibia rispetto alla quale è più sottile e più elastica. Anche la fibula è costituita da due estremità e da un corpo. L'estremità prossimale forma la testa fibulare con la faccia articolare e con un piccolo tubercolo, l'apice della testa. Il collo della fibula unisce la testa al corpo.

Il corpo fibulare che nella sua parte media appare a sezione triangolare ha tre margini e tre facce. Nel terzo distale si trova un quarto margine. Il margine più acuto è quello anteriore, che separa la faccia laterale dalla faccia mediale. La cresta mediale separa la faccia mediale dalla faccia posteriore. Questa viene separata dalla faccia laterale tramite il margine posteriore. Nella faccia mediale si trova una cresta ossea, molto acuta, il margine interosseo, dov'è fissata la membrana interossea. Circa a metà della faccia posteriore o del margine posteriore c'è un forame nutritizio.

All'estremità distale si trova sulla faccia esterna, il malleolo laterale, piatto, che si fa più largo verso il basso. Esso ha sulla faccia interna un piano articolare, la faccia articolare del malleolo laterale per l'articolazione con l'astragalo.

Posteriormente si vede una fossa profonda, la fossa del malleolo laterale. Sulla superficie esterna, dietro il malleolo laterale, è presente un solco ben marcato, solco malleolare, nel quale decorrono i tendini dei mm. peronieri.

L'astragalo o talo: trasferisce tutto il peso del corpo sul piede. Si distingue la testa e il corpo, separati tramite il collo. La testa presenta una faccia articolare per il navicolare, mentre il collo mostra piccoli forellini vascolari e rugosità. Nel corpo, superiormente, si osserva la troclea e, posteriormente, il processo posteriore con il tubercolo laterale e il tubercolo mediale. Accanto al tubercolo mediale si trova il solco per il tendine del m. flessore dell'alluce. La faccia superiore della troclea è più larga in avanti che posteriormente; lateralmente si continua con la faccia malleolare laterale, che si estende fino al processo laterale dell'astragalo. Medialmente si trova la piccola faccia malleolare mediale.


Prendono parte all'articolazione, l'estremità inferiore della tibia con il suo malleolo mediale e il perone tramite il suo malleolo laterale, che insieme formano un profondo recesso nel quale è alloggiato il corpo dell'astragalo.

Le facce articolari tibio-peroneali costituiscono una volta definita, anche "mortaio" o "pinza tibio-peroneale".

La sua concavità è evidente, soprattutto, sul piano sagittale e traverso.

La tibia presenta due faccette articolari di tipo artrodiale che si affrontano medialmente e inferiormente con l'astragalo , mentre la parte laterale dell'astragalo concorda con la faccetta articolare artrodiale del perone.    







Legamenti e capsula


L' articolazione è stabilizzata dai legamenti e dalla capsula articolare.

I legamenti sono:- I collaterali che formano da ciascun lato dell'articolazione dei robusti ventagli fibrosi il cui apice è posto sul malleolo corrispondente e la cui parte periferica è fissata sulle due ossa posteriori del tarso. Questi legamenti si chiamano , collaterale esterno che si divide a sua volta in tre fasci, due destinati all'astragalo (fascio anteriore e fascio medio) e uno al calcagno (fascio posteriore) , e collaterale interno che si divide in due piani profondo e superficiale.

Il piano profondo è costituito da due fasci tibio-astragalici anteriore e posteriore, il piano superficiale ,molto espanso e triangolare, forma il legamento deltoideo.



Il legamento anteriore che congiunge obliquamente il margine anteriore della superficie tibiale e la branca di biforcazione posteriore della troclea astragalica.

Il legamento posteriore invece è formato da fibre che partono dalla tibia e dal perone, convergendo verso il tubercolo postero-interno dell'astragalo che con il tubercolo postero-esterno forma i margini della profonda scanalatura del flessore dell'alluce.

La capsula articolare riveste completamente le superfici articolari e anteriormente ricopre una piccola superficie articolare distale della tibia e del collo dell'astragalo.

E' più robusta lateralmente e medialmente, più sottile davanti e dietro.


Movimenti


Essendo un ginglimo angolare l'articolazione tibio-tarsica possiede un grado di libertà corrisponde alla flesso-estensione.

L' atteggiamento normale di un piede si realizza quando il piano plantare è perpendicolare all'asse della gamba.

Partendo da questa posizione, la flessione della caviglia viene definito come il movimento che ravvicina il dorso del piede alla faccia anteriore della gamba ; si chiama anche flessione dorsale o dorso-flessione.

Inversamente, l'estensione della tibio-tarsica allontana il dorso del piede dalla faccia anteriore della gamba,mentre il piede tende a disporsi nel prolungamento della gamba.

Questo movimento è anche denominato flessione plantare. La flessione ha un ampiezza di 20° - 30° , l'estensione ha un ampiezza di  30°- 50°.


Fattori limitanti i movimenti


La flessione è limitata da fattori ossei , capsulo-legamentosi e muscolari :

fattori ossei : nella flessione estrema , la faccia superiore del collo dell'astragalo viene ad urtare contro il margine anteriore della superficie tibiale.

fattori capsulo-legamentosi : la parte posteriore della capsula si tende così come i fasci posteriori dei legamenti della tibio-tarsica.

fattori muscolari : la resistenza indotta dal tono del muscolo tricipite intervene ancor prima dei fattori precedenti.


L'estensione è limitata da :

fattori ossei : i tubercoli posteriori dell'astragalo vengono a contatto con il margine posteriore della superficie tibiale

fattori capsulo-legamentosi : la parte anteriore della capsula si tende alla stessa maniera dei fasci anteriori dei legamenti della tibio-tarsica

fattori muscolari : la resistenza offerta dal tono muscolare dei muscoli flessori limita per prima l'estensione . L'ipertono dei flessori porta ad una flessione permanente.


Muscoli


La flessione plantare è determinata dai seguenti muscoli :

m. tricipite della sura , è capace di sollevare il corpo nella stazione eretta e nella deambulazione, questo consiste del muscolo soleo e del muscolo gastrocnemio. Il soleo ha origine dalla testa e dal terzo superiore del perone , dalla linea del m. soleo della tibia e dall'arco tendineo tra testa del perone e tibia distalmente al muscolo popliteo. Il suo tendine imponente si unisce con quello del muscolo gastrocnemio e si inserisce come tendine calcaneale alla tuberosità calcaneare.



Il m. gastrocnemio ha origine al di sopra del condilo mediale del femore con un capo mediale e dal condilo laterale del femore con il capo laterale. Parte delle fibre dei due capi ha origine dalla capsula articolare. I due capi scendono in basso, delimitando, la fossa poplitea, e si uniscono fra loro e con il tendine del m. soleo, con il quale si inseriscono alla tuberosità calcaneale .


m. plantare è un muscolo sottile, gracile con un tendine terminale molto lungo. Esso ha origine a livello del capo laterale del m. gastrocnemio, superiormente al condilo laterale del femore e dalla capsula dell'articolazione del ginocchio. Il suo tendine decorre tra il m. gastrocnemio e il m. soleo verso il basso e aderisce al margine mediale del tendine d'Achille.




m. tibiale posteriore ha origine dalla membrana interossea  e dalle superfici vicine della tibia e del perone. Il tendine decorre dietro al malleolo mediale, nel solco malleolare , verso il basso e giunge , tra l'astragalo e la tuberosità dell'osso navicolare ,nella pianta del piede. Si divide in due fasci : il fascio mediale, più robusto , si fissa alla tuberosità dell'osso navicolare; il fascio laterale , più debole , si inserisce alle tre ossa cuneiformi.


Il m. flessore dell'alluce ha origine sui due terzi distali della faccia posteriore del perone , sulla membrana interossea e sul setto intermuscolare posteriore . Il suo ventre muscolare , relativamente forte, si estende in basso e si continua nel tendine , situato nel suo solco tendineo dell'astragalo e del calcagno ; decorre sotto il retinacolo dei mm. flessori verso la pianta del piede e si inserisce alla base della falange distale del primo dito.


Il m. flessore lungo delle dita ha origine dalla faccia posteriore della tibia e il suo tendine decorre sotto il retinacolo dei mm. flessori  in una guaina sinoviale fino alla pianta del piede. .


La flessione dorsale è determinata dai seguenti muscoli:


m. tibiale anteriore , ha origine su una larga faccia laterale della tibia , sulla membrana interossea e sulla faccia crurale. Il  ventre muscolare triangolare termina in un tendine , che passa sotto i retinacoli dei mm. estensori superiore ed inferiore , e si inserisce sulla faccia plantare dell'osso cuneiforme mediale e dell'osso metatarsale I . A piede libero il m. tibiale anteriore flette il piede dorsalmente e solleva il margine mediale del piede. A piede fisso esso avvicina la gamba al dorso del piede .


m. estensore lungo delle dita , ha origine dal condilo laterale  della tibia, dalla testa e dal margine anteriore del perone , dalla fascia crurale e dalla faccia interossea.

Il tendine che si forma dal muscolo si suddivide nella regione malleolare in 4 tendini per il 2° e 5° dito.


m. estensore lungo dell'alluce , ha origine dalla faccia mediale del perone e dalla membrana interossea ;si continua in un tendine che decorre sopra l'osso metatarsaleI

Fino all'aponeurosi dorsale dell'alluce  e si inserisce alla falange distale di questo


Tendini


La struttura tendinea è costituita da tessuto connettivo fibroso ed ha quale elemento fondamentale il fascio primitivo formato da fasci di fibre connettive fortemente stipate, orientare con il loro maggior asse parallelamente alla lunghezza de tendine, non perfettamente rettilinee, ma atteggiate a larghe spirali. Le fibre sono fortemente da esili fibrille elementari rettilinee, parallelamente fra di loro all'asse maggiore del tendine,unite da una speciale sostanza cementante appartenente alla mucina.

La scarsa distensibilità del tendine è dovuta proprio alla sua costituzione prevalentemente fibrosa.

I fasci tendinei primitivi si accollano gli uni agli altri nel senso di lunghezza e formano i fasci secondari che , raggruppandosi tra di loro, sempre in senso longitudinale costituiscono i fasci terziari.

Il tendine è rivestito nel tratto intermedio da uno speciale involucro connettivale protettivo denominato guaina tendinea ; in essa si distingue una porzione esterna (guaina fibrosa) ed una interna (guaina mucosa).

La guaina fibrosa assume il suo massimo sviluppo dove il tendine è in più intimo contatto con i piani ossei, ove, aderendo al peristio, da arigine ad un canale osteofibroso in cui scorre il tendine.

La guaina mucosa o sinoviale è costituita da un traliccio di connettivo fibrillare ricco di cellule e consta di un foglietto interno , aderente al tendine, e di un foglietto esterno che aderisce alla guaina fibrosa.

Tali foglietti si continuano alle due estremità l'un con l'altro delimitando uno spazio chiuso contenente un liquido simile alla sinovia.

Allorché il muscolo si contrae il foglietto esterno della guaina mucosa è fisso alla guaina fibrosa; quello interno, aderente al tendine, si sposta; la presenza del liquido sinoviale attenua gli attriti in maniera che i movmenti di scorrimento vengono facilitati.


Il tendine d'Achille


Il tendine d'Achille o anche detto, tendine calcaneare prende origine dalla fusione dell'aponeurosi dei muscoli gastrocnemio e soleo. E' una struttura anatomica nastriforme, costituita da fibrille collagene, interposta tra il tricipite surale ed il calcagno ed è deputato alla trasmissione degli impulsi meccanici derivanti dalla contrazione muscolare del polpaccio al segmento scheletrico realizzando un movimento articolare di fondamentale importanza: la spinta del piede.








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