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DANTE e le sue OPERE (CONVIVIO, VITA NUOVA, Rime, Fiore, MONARCHIA)

dante




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DANTE e le sue OPERE



Titolo: CONVIVIO

Lingua: Il volgare

Argomento: L'opera è un bacchetto un convivio di sapienza dove Dante vuole difendere la sua fama danneggiata dall'esilio; nel secondo trattato si sofferma sulle tecniche dell'allegoria e parla del suo amore dopo la morte di Beatrice; nel terzo trattato precisa che solo Dio può possedere interamente la sapienza; nel quarto e ultimo trattato Dante dice che la nobiltà non è ereditaria e si acquista solo con le virtù e la giustizia deriva da Dio.

Genere: Trattato 


Titolo: VITA NUOVA

Lingua:

Argomento:



La Vita Nova è una raccolta di trentuno liriche commentate in prosa; di ognuna si riporta l'occasio 919g66j ne e il motivo per cui venne composta, e se ne spiega il significato che riveste per il poeta. Le liriche furono composte tra il 1283 e la redazione del commento, databile tra 1292 e 1295; passando dall'una all' altra assistiamo al racconto della vita interiore di Dante in quegli anni, rischiarati dalla passione per Beatrice. Dante l'aveva incontrata a nove anni, e la rivede solo nove anni dopo (l'incontro assume così sin dal primo momento una valenza mistica, espressa dal numero nove, quadrato del numero perfetto simboleggiante la Trinità); dopo questo secondo incontro Dante ha una visione, in cui Amore gli si presenta con Beatrice addormentata tra le braccia, le fa mangiare il cuore del poeta e si allontana in lacrime. Innamorato di lei, il poeta pensa di mascherare i suoi veri sentimenti fingendosi innamorato di altre donne, a cui scrive poesie, provocando il risentimento di Beatrice. Amore gli riappare in sogno ingiungendogli di abbandonare le finzioni, e così Dante riprende a cantare Beatrice, che però non lo perdona e anzi lo dileggia con le amiche. Il poeta si dispera, ma poi comprende di trovare conforto nella celebrazione pura e disinteressata della bellezza e delle qualità di lei, e si dedica perciò a tale opera. Beatrice ora è descritta come creatura celeste e strumento della Provvidenza divina. Un' improvvisa malattia fa riflettere Dante sulla fragilità dell'umana esistenza, e in una nuova visione gli viene annunciata la prossima morte di Beatrice. Tale evento origina numerose liriche di compianto, ma il dolore cresce invece di scemare. Una "donna gentile" tenta di consolarlo, ma quando Dante si avvede che prova troppo piacere alle cure della donna, se ne allontana per non tradire la memoria di Beatrice. Questa appare ancora in una visione, e Dante la contempla in cielo tra i beati; di nuovo saldo nel suo amore, egli può porre fine al racconto.


Genere: prosa - poesia/rime


Titolo: Rime

Lingua: varietà di esperienze linguistiche

Argomento: Dante riprende i motivi dell'amore cortese, inserendoli negli schemi del sonetto o della canzone, e li rinnova sulla base del proprio personale sentire. Spensieratezza e galanteria si alternano all'angoscia e allo sgomento che l'amore è capace di suscitare nell'uomo (e qui è palese l'influenza del suo grande amico Guido Cavalcanti), che prendono forma in immagini di dolore e morte. Dante non si accontenta però del puro edonismo del Cavalcanti, dando alla sua poesia il senso della moralità e della religiosità: il valore di Beatrice è dato anche dalla sua bontà e carità, ideale di bellezza spirituale che Dante vorrebbe eguagliare e che può in ogni caso celebrare. In vari componimenti affiora invece il rammarico del fatto che anche Beatrice è destinata a morire, e il dolore viene amplificato nei componimenti successivi alla morte dell'amata. La consolazione non può venire che dalla fede e da un'amore ancora più grande che assorbe in sè e santifica anche quello per la donna terrena: quello di Dio. Strumento per godere appieno di questo nuovo sentimento è la Filosofia, apportatrice di saggezza e delle altre virtù umane cantate da Dante: Gentilezza, Leggiadria, Liberalità.

Notevoli per la loro originalità sono le rime cosiddette "petrose", in cui Dante presenta una donna bellissima epperò dura come pietra, che suscita nell'autore un'amore senza speranza; anche lo stile espressivo è adeguato a questa "petrosità": la donna è ingiusta nel suo negarsi al poeta, che sogna di vendicarsi; il modello a cui Dante si ispira qui è il grande trovatore provenzale Arnaut Daniel. Nelle rime posteriori all' esilio si specchia un Dante più serio e distaccato, che nella sua solitudine analizza il proprio passato, e rimpiange la libertà perduta ingiustamente.

Genere: sonetti - canzoni - ballate






Titolo: Fiore

Lingua: presenza di francesismi

Argomento: descrive il processo dell'amore concluso dalla conquista fisica della donna narrando il superamento di una serie di prove che l'Amante fa per conquistare il Fiore  ( si suppone l'autore sia Dante senza assoluta certezza)

Genere:  poemetto.






Titolo: DE VULGARI ELOQUENTIA

Lingua: Volgare illustre  

Argomento: caratterizzato dalle lingue -

Nel primo libro Dante parla delle lingue del tempo dal latino identificato nella grammatica e tutte le altre sotto-lingue: come la lingua d'oc (provenzale) la lingua d'oil (francese) e la lingua del sì (italiano). Esistono altre lingue come l'aulica perché adatta alla reggia (aula). Nel secondo libro Dante affronta i problemi dell'arte del dire (eloquentia).

Genere: libri- capitoli


Titolo: MONARCHIA (1311-12)

Lingua: Latino(perché destinato ai dotti)

Argomento:

Nel primo libro si sostiene che per il benessere dell'umanità è necessario l'impero; nel secondo libro si dimostra che il popolo romano per valore intrinseco e per diritto meritava l'impero; nel terzo libro Dante affronta il problema dei rapporti fra imperatore e pontefice, per Dante i poteri di entrambi sono distinti e autonomi il papa ha il potere spirituale, mentre l'imperatore quello temporale.

Genere: Trattato (diviso in 3 libri)


Titolo: EPISTOLE

Lingua: Latino regolato dalle rigide norme del cursus

Argomento: sono lettere scritte da Dante a vari destinatari.

Nell'XI rivolta ai cardinali riuniti in conclave dopo la morte di Clemente V, Dante come un profeta biblico indica la strada da seguire - eleggere un papa italiano- per la rinascita della Chiesa. Ce ne sono che ci fanno capire il pensiero politico e morale di Dante

Genere: lettere-epistole








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