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La scuola di Vienna: Schonberg, Berg e Webern

musica


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La scuola di Vienna: Schonberg, Berg e Webern


Schonberg (1874-1951): lezioni da Zemlisky. Dopo le prime raccolte di Lieder il suo primo capolavoro fu Verklarte Nacht del 1899 per sestetto d'archi. Musica da camera ha un rilievo essenziale nell'opera del giovane S. Ricerca di essenzialità e  organico gigantesco come Gurrelieder o poema sinfonico Pelleas und Melisande. Opere riassuntive della prima fase possono essere considerate il Quartetto n. 1 in re minore op. 7 e la Sinfonia da camera op 717f57h .9. Sono concepiti come blocco unico. All'interno di un solo movimento in forma sonata s'inglobano i quattro tempi tradizionali. La sinfonia composta per 15 strumenti con esiti sonori di trasparenza e allucinata tensione presenta un grado di densità e concentrazione portato all'estremo.

Tra il 1908 e il 1909 egli compose i 15 Lieder dal Libro dei Giardini Pensili di Gorge, nel 1909 nascquero i Tre pezzi per pianoforte, i Cinque pezzi per orchestra e il monogramma Erwartung.




Rifiuta il termine di atonalità e preferisce parlare di EMANCIPAZIONE DELLA DISSONANZA.

Legami con Kandiski.

Condizione emblematica dell'espressionismo è l'angosciosa solitudine dell'unica protagonista di Erwartung, una donna.

In "Die gluckliche Hand" aveva progettato una grande dramma.

Nel 1911 compone i Seipiccoli pezzi op. 19 per pianoforte.

Del 1912 è il Pierrot Lunaire (forme libere e anche rigorose forme contrappuntistiche).

Musica come caleidoscopio. È costituita da una forma di recitazione intonata che Shconberg chiamò Srpechgesand dove l'interprete deve rispettare rigorosamente il ritmo ed intonare le note scritte con emissione parlata.

Negli anni della guerra S. lavorò solo ai bellissimi Lieder op. 22 con orchestra e all'incompiuto oratorio Die jakobsleiter

Metodo della dodecafonia.

Nel solo ambito della scuola di Vienna, in Schonberg, Berg e Webern, si assiste a tre modi radicalmente diversi di concepire il nuovo metodo. In Schonberg la sperimentazione della dodecafonia coincise con una svolta stilistica piuttosto netta. Già il Pierrot Lunaire segna una svolta. Ma una più netta è quella che si profila tra le due raccolte di composizioni pianistiche degli anni 20-23, i Cinque pezzi op. 23 e la Suite op. 25. L'op. 23 prosegue idealmente le esperienze del Pierrot e della Jakobleiter. Uso della dodecafonia in S. andò rapidamente oltre la rigida stilizzazione di aprte dell'op. 25 recuperando una nuova libertà inventiva. Gli anni dopo il 1920 sono di rinnovata fertilità: quartetto n. 3 e le Variazioni. Totale padronanza del nuovo metodo nell'incompiuta opera "Moses und Aron".

All'avvento del nazismo decise di lasciare la Germania e si stabilì negli USA. Si delineò allora nella musica di Schonberg una tendenza retrospettiva e ritorno alla tonalità.: Ode to Napoleon...Poi, intorno al 1945 c'è un'altra svolta riemgerge la tendenza ad inventare forme liberissime (A Survivor from Warsaw..."..


Berg (1885-1935): interesse per il Lied confinato all'apprendistato. Questa produzione culmina nei Sieben fruhe Lieder. Primo pezzo atonale di Berg come contributo all'almanacco "Der blaue Reiter" curato da Kandinski e Marc. Drammatica gestualità teatrale. La vicinanza dell'opera 6 con il Wozzeck non è soltanto stilistica e spirituale ma anche cronologica. Ambiguità tonali.



Con il concerto da camera per violino, pianoforte e 13 fiati si profila una svolta verso la dodecafonia. Nel 1925 seguì il primo pezzo dodecafonico di Berg, un breve Lied su testo di Storm, la cui serie è usata anche nella Lyrische Suite per quartetto d'archi che è la più fortunata opera strumentale di Berg insieme con il Concerto per violino (1935) dove il musicista sembra voler trarre dal proprio linguaggio l'essenza lirica. Ambiguità tonali

Opera che assorbì la massima parte delle energie di Berg, Lulu morte gli impedisce la strumentazione. Da dramma di Wedekind, Lo spirito della terra e Il vaso di Pandora, Berg trae 7 scene del suo libretto. Dall'ascesa sociale alla morte per mano di Jack lo sventratore.


Webern (1883-1945): assume la posizione de puro lirico rispetto agli altri due. Al Lied è dedicata gran parte delle sue composizioni. Webern studiò con Schonberg. Inizia il suo catalogo con la Passacaglia op. 1 per orchestra del 1908. Tra il 1908 e il 1909 musicò 15 poesie di Stefan  Gorge. Compone anche Bagattelle.

Nel 1914 si apre una nuova fase nella musica di W.: dopo aver approfondito all'esrtmo la ricerca nell'ambito della massima concentrazione egli ritornò alla musica vocale, unendo al canto il pianoforte (nell'op. 12) o piccoli ed atipici gruppi strumentali.

A partire dai 3 Volktexte op. 17 Webern adotta il metodo dodecafonico proposto da Schonberg usandolo in modo piuttosto semplice.

A partire dalla Sinfonia op. 21 si precisano i caratteri più tipici del modo weberniano di intendere la dodecafonia negli anni della avanzata maturità. Egli tende a "comporre la serie", a pensarla cioè come un materiale di partenza che unifichi compiutamente diversi aspetti della composizione.








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