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Il mercato - LA DOMANDA l' attivita poduttiva

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il mercato è l'insieme delle contrattazioni relative alla compravendita di determinati beni o servizi, ovvero, l'insieme della domanda e dell'offerta di un dato prodotto o servizio.


LA DOMANDA

Ci sono 3 tipi di domanda:

-domanda individuale: indica la quantità di merce che una persona è disposta ad acquistare in un certo mercato, in un determinato momento, a un dato prezzo;

-domanda collettiva: si riferisce alla quantità di merce che una collettività di persone è disposta ad acquistare in un certo mercato, in un dato momento, ad un determinato prezzo;

-domanda globale: indica la quantità complessiva di beni e servizi che sono richiesti sul mercato di uno Stato in un determinato periodo di tempo.

Le variabili che influiscono sull'andamento della domanda individuale sono i gusti personali, il reddito, e pubblicità e il prezzo.

La domanda è funzione inversa del prezzo. L'intensità in cui varia la domanda rispetto alle variazioni di prezzo costituisce l'elasticità della domanda, che si calcola con il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo. La domanda può essere "rigida" se non varia al variare del prezzo, "anelastica" se la variazione percentuale della domanda è inferiore a quella del prezzo, "neutrale" se la variazione percentuale della domanda è inferiore a quella del prezzo, "neutrale" se la variazione percentuale della domanda è uguale a quella del prezzo, "elastica" se la variazione percentuale della domanda è superiore a quella del prezzo. Il prezzo è funzione diretta della domanda.













L'OFFERTA

Le imprese producono beni e servizi che poi 727f57h immettono sul mercato allo scopo di venderli: esse rappresentano l'offerta. L'offerta può essere:

-individuale: corrisponde alla quantità di merce che un'impresa è disposta a cedere a un certo prezzo in un determinato momento e in un dato mercato;

-collettiva: è la quantità di prodotto che più imprese sono disposte a vendere a un certo prezzo in un determinato mercato e in un dato momento;

-globale: è la quantità complessiva di beni e servizi offerti sul mercato nazionale a un certo prezzo in un determinato periodo di tempo.

L'offerta è funzione diretta del prezzo, in quanto, se il prezzo è alto, è elevata anche l'offerta, mentre, se il prezzo è basso, scarsa risulta anche l'offerta. Il prezzo è funzione inversa dell'offerta, infatti, se l'offerta di un determinato bene è molto elevata, il prezzo tende a essere basso allo scopo di evitare che una grande quantità di prodotto resti invenduta; viceversa, quando l'offerta scarseggia, i consumatori sono disposti a pagare di più per procurarsi un dato prodotto.


IL PREZZO D'EQUILIBRIO

La domanda e l'offerta rappresentano sul mercato due forze opposte. Esse tendono a bilanciarsi al prezzo di mercato in relazione al quale la quantità domandata è apri alla quantità offerta: per questo motivo quel prezzo viene definito prezzo d'equilibrio.


LE FORME DI MERCATO

Il mercato può assumere diverse forme in relazione alla diversità di condizioni in cui compratori e venditori si trovano ad agire. Le più note forme di mercato sono la concorrenza perfetta, il monopolio, la concorrenza monopolistica e l'oligopolio.


LA CONCORRENZA PERFETTA

La concorrenza perfetta è la forma di mercato più astratta, perché difficilmente riconoscibile nella realtà. Si caratterizza per alcuni presupposti:

la polverizzazione del mercato, nel senso che esistono numerosissimi compratori e altrettanto numerosi venditori, nessuno dei quali è in grado di influire singolarmente sul prezzo;

l'omogeneità del prodotto: il prodotto offerto dalle varie imprese è perfettamente identico, in modo che risulta indifferente, per gli acquirenti, rivolgersi all'una o all'altra impresa;

la trasparenza del mercato, per cu ogni operatore è in grado di conoscere in qualsiasi momento le condizioni del mercato;

la piena libertà di entrare ed uscire dal mercato sia per i compratori che per i venditori

l'identità di prezzo delle merci offerte

La tipologia di mercato che si avvicina maggiormente alla concorrenza perfetta è il mercato all'ingrosso.


IL MONOPOLIO

Si ha monopolio quando la domanda è frazionata tra numerosi compratori, mentre l'offerta è concentrata in un solo operatore, il quale, non avendo concorrenti, può influire sulle condizioni del mercato, in particolare sul prezzo.

Ci sono diversi tipi di monopolio:

il monopolio naturale: ha origine dalla irriproducibilità e dalla inimitabilità naturale di un determinato prodotto (es. acqua termale)

il monopolio legale, determinato dal fatto che la legge riconosce in via esclusiva a un'impresa il diritto di esercitare una data attività (es. tabacco)



il monopolio di fatto: si crea quando un'impresa riesce ad eliminare le concorrenti e rimane l'unica sul mercato.

Il monopolista ha la libertà di stabilire direttamente il prezzo, oppure di determinare la quantità di merce da vendere e di accertare il prezzo che si determina sul mercato.


LA CONCORRENZA MONOPOLISTICA

Una delle più diffuse forme di mercato corrisponde alla concorrenza monopolistica, o concorrenza imperfetta. Essa condivide con la concorrenza perfetta solo i caratteri della polverizzazione e della piena libertà di ingresso e di uscita dal mercato. I prodotti offerti dalle varie imprese sono simili tra loro come tipologia, ma diversi per qualità, per modalità di confezione o per semplice induzione psicologica dovuta alla pubblicità. Le imprese praticano prezzi diversi, facendo leva su questa o quella caratteristica per attirare la clientela. L'espressione "concorrenza monopolistica", che potrebbe di per sé apparire illogica, si giustifica in relazione al fatto che vi è concorrenza tra numerose imprese, ciascuna delle quali riesce ad attribuire al proprio prodotto caratteristiche proprie, tali da garantire loro una sorta di monopolio su di esso e la possibilità di fissarne abbastanza liberamente il prezzo.


L'OLIGOP0LIO

Un tipo di mercato molto diffuso nella realtà economica è l'oligopolio. Esso è caratterizzato dal fatto che l'offerta è concentrata nelle mani di pochi grandi imprese, ciascuna delle quali rappresenta una rilevante quota del mercato, mentre la domanda è frazionata tra numerosi compratori. In questa forma di mercato risulta molto difficile, se non impossibile, l'ingresso di nuove imprese, per il fatto che quelle esistenti hanno grandi dimensioni e dispongono di elevati capitali e di impianti tecnologicamente molto elevati.

Le imprese che operano nell'oligopolio producono prevalentemente merci differenziate, come nel caso dell'industria automobilistica (oligopolio differenziato, o imperfetto). Se invece i prodotti hanno caratteristiche omogenee, come nel caso dell'acciaio si ha l'oligopolio indifferenziato o perfetto

La concorrenza che esiste tra le varie imprese oligopolistiche si basa sull'estrema attenzione verso il comportamento delle imprese concorrenti e su una serie di strategie fondate sull'utilizzo di tecniche di marketing, che riguardano prevalentemente il gioco sapiente di pubblicità. Il prezzo viene normalmente determinato in modo da comprendere i costi produttivi più un margine di profitto, stabilito dalla singola impresa in relazione al proprio potere sul mercato.






























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L'attività delle imprese corrisponde alla produzione. Essa consiste essenzialmente nella trasformazione delle materie prime in beni e servizi acquistabili sul mercato. In senso più ampio, il concetto di produzione corrisponde a qualsiasi attività che abbia come obbiettivo quello di creare o di aumentare l'utilità. L'attività di produzione, dunque, s'identifica non solo nella trasformazione delle materie prime in prodotti finiti, ma anche nel commercio, nella conservazione e nella prestazione di servizi.


I FATTORI PRODUTTIVI

Per poter produrre, ogni imprenditore deve poter disporre di determinati strumenti. Questi vengono normalmente raggruppati in 5 elementi, corrispondenti alla terra, al lavoro, al capitale, all'organizzazione e allo Stato, e sono noti come fattori produttivi o input, cui corrisponde il risultato finale della produzione, il prodotto finale o output. Caratteristica dei fattori produttivi è il fatto di essere tra loro complementari.


LA TERRA

Il fattore terra si riferisce non solo alla "terra" in senso stretto, ma all'intera natura, comprensiva del terreno, dei minerali, delle energie, dei gas, del clima e così via.

Questi elementi hanno in comune il fatto di essere irriproducibili, cioè esistono in quantità fissa e non è possibile aumentarli. I proprietari terrieri che mettono a disposizione delle imprese le loro terre percepiscono in cambio un reddito, chiamato rendita.


IL LAVORO

Il lavoro corrisponde all'energia psicofisica che alcune persone mettono a disposizione di altre in cambio di un corrispettivo monetario. Il lavoro subordinato è oggi ampiamente tutelato a livello normativo. Tra i fattori produttivi il lavoro è sicuramente quello più delicato da trattare, in quanto l'imprenditore non si trova davanti a semplici oggetti da organizzare, bensì persone di cui vanno rispettate la libertà, la dignità e la dimensione morale e intellettuale.




IL CAPITALE

Il capitale comprende il denaro e tutti i beni prodotti dall'uomo che sono destinati alla produzione di altri beni. In tal senso i beni destinati alla produzione, detti anche beni capitale, si distinguono dai beni di consumo, tenendo presente che la distinzione dipende non tanto dalla natura del bene considerato, bensì dalla destinazione (per esempio, un'abitazione, può essere bene di consumo quando ci si vive e bene capitale quando la si affitta).

I capitali si distinguono in fissi o circolanti. Sono fissi quei capitali che possono essere usati più volte nell'ambito della produzione, fornendo molteplici prestazioni (ad es. macchinari, utensili, apparecchiature). Sono invece circolanti i beni che, una volta impiegati nella produzione, si consumano o si trasformano (ad es. denaro, materie prime, energie). Per quanto riguarda i capitali fissi, bisogna considerare che la loro durata non è illimitata, e che, prima o poi, essi devono essere sostituiti. In considerazione di ciò, l'imprenditore si prepara per tempo a fronteggiare la spesa necessaria per la loro sostituzione, accantonando anno per anno somme di denaro denominate quote di ammortamento.


L'ORGANIZZAZIONE

L'attività organizzativa dell'imprenditore consiste nel combinare nel modo più efficace possibile tutti gli input allo scopo di ottenere il miglior risultato produttivo. Questa attività è di fondamentale importanza nella produzione: se non viene condotta con la dovuta efficienza o l'imprenditore commette errori di valutazione, soprattutto quando la situazione economica è sfavorevole, la produzione può risentirne negativamente e si può determinare una situazione di crisi, cui può seguire il fallimento dell'impresa.


LO STATO

Lo Stato è indirettamente fattore di produzione, in quanto, grazie alle sue leggi e al suo ruolo di coordinatore economico, tutela l'attività produttiva. Le imprese, in particolare, possono essere avvantaggiate dallo Stato attraverso sgravi fiscali (es. riduzione delle imposte). Attraverso il sostenimento pubblico di parte degli oneri finanziari che gravano sulle imprese (es. il versamento in misura ridotta di contributi sociali), attraverso incentivi economici (es. prestiti e tasso agevolato).








L'IMPRENDITORE E L'IMPRESA

I soggetti che gestiscono l'attività economica sono gli imprenditori. È imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Gli imprenditori si distinguono in agricoli e commerciali. È imprenditore agricolo chi esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all'allevamento del bestiame e attività connesse. Sono imprenditori commerciali gli imprenditori che esercitano un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi, un'attività intermediaria nella circolazione dei beni, un'attività di trasporto per terra, per acqua o per aria, un'attività bancaria o assicurativa, altre attività ausiliarie delle precedenti. L'imprenditore commerciale entra in rapporto con molti soggetti, coinvolgendoli dal punto di vista economico. La legge ha quindi creato lo statuto dell'imprenditore commerciale per proteggere l'interesse di questi soggetti. Essi si distinguono in oltre in piccoli (coltivatori diretti del fondo, artigiani, piccoli commercianti e coloro che esercitano n'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della propria famiglia) e grandi imprenditori.



LE IMPRESE MODERNE

Le imprese societarie sono le imprese di grandi dimensioni sono quelle che richiedono l'impiego di elevati capitali. Le imprese oggi più diffuse sono le società per azioni (s.p.a.), che si caratterizzano per la disponibilità di elevati capitali, per un'organizzazione più complessa rispetto alle altre forme societarie e per un massiccio impiego della tecnologia più avanzata. Le decisioni aziendali maturano all'interno dell'assemblea dei soci, e vengono poi gestite dai manager, il cui compito è quello di realizzare la penetrazione e l'affermazione dell'impresa sul mercato. Frequenti sono le intese tra le imprese. Le più diffuse forme di coalizione sono i cartelli (accordi in base ai quali le imprese aderenti, mantenendo ciascuna la propria autonomia, si accordano su alcune politiche economiche comuni, quali la fissazione del prezzo di vendita o del volume produttivo), i trust (più imprese si riuniscono sotto una direzione comune che agisce in rappresentanza di tutto il gruppo e stabilisce strategie aziendali comuni), le holding trust (coalizioni che si costruiscono attraverso il sistema delle partecipazioni azionarie, è una società finanziaria che, attraverso il controllo azionario di altre società, decide la politica azionaria di tutto il gruppo). Le coalizioni di questo tipo, quando vengono concluse tra imprese di grandi dimensioni, possono dare origine a situazioni di monopolio. In Italia è operante una legge antitrust, il cui scopo è di evitare i pericoli del monopolio: vieta le intese tra imprese che abbiano l'effetto di impedire o restringere il gioco della concorrenza. L'obbiettivo delle grandi imprese moderne è quello di massimizzare il profitto: tutta via questa finalità è demandata al lungo periodo essendo subordinata a obbiettivi "preparatori" che consistono nel progresso tecnico, nell'incremento delle vendite e nell'espansione sul mercato.



LE IMPRESE MULTINAZIONALI

Si definiscono multinazionali le imprese che svolgono la loro attività economica in più stati. Sono imprese che nel loro paese d'origine hanno grandi dimensioni e possiedono o controllano filiali di produzione e di vendita in diversi Paesi.






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