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ARCHITETTURA CAROLINGIA

architettura




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ARCHITETTURA CAROLINGIA


Carlo Magno aveva una concezione unitaria dello stato, diretta a realizzare l'unificazione spirituale, culturale e materiale dell'Europa. La volontà è dell'imperatore, detentore di un potere che gli viene direttamente da Dio, in quanto egli è il vicario di Cristo in ter 121f58b ra (carattere sacerdotale della monarchia). Tutto ciò si riflette nell'architettura, con speciale impronta nelle funzioni e nella forma (vedi il Westwerk). In ambito culturale vi era lo studio della letteratura classica e paleocristiana, per meglio interpretare i testi sacri, la lotta alle eresie, la riforma della scrittura, l'unificazione liturgica, il testo unico per i libri sacri e la riorganizzazione dell'insegnamento nelle scuole vescovili. L'attività costruttiva dell'impero è massima tra il 768 e l'855. 27 nuove cattedrali, 417 monasteri e 100 palazzi.


Per architettura carolingia si intende la produzione architettonica promossa




da Carlo Magno (il cui lungo regno va dal 768 all'814) e dai suoi diretti successori; ma il termine viene esteso a comprendere le manifestazioni architettoniche della fine del sec VIII e del sec IX nell'Europa occidentale. L'aspetto più evidente è la deliberata ripresa dei modi tardo-antichi e delle forme classicheggianti, l'imitazione delle forme e dei monumenti romani. L'a.c. ha uno sviluppo ed un'omogeneità che affondano le proprie radici negli investimenti artistici e culturali della corte, e nel fatto che un ristretto gruppo di persone controllava le abbazie e quindi i principali centri di produzione culturale dell'epoca.

Fu intensa la creazione e la ricostruzione di residenze reali, legate alla mobilità della corte, e di centri monastici, mezzi di controllo e dominio nelle terre conquistate, centri di elaborazione e diffusione culturale, strumenti di una politica unificatrice.

Numerosi caratteri dell'a.c. derivano dagli esempi di Roma costantiniana: l'abbandono dei modelli orientali e l'adozione del modello basilicale con transetto continuo (Saint-Denis consacrata nel 775; Fulda consacrata nell'818). Anche la riforma liturgica che consisteva nell'adozione della liturgia romana e nell'organizzazione della vita in comune dei religiosi, ebbe conseguenze importanti nella fisionomia dei nuovi edifici.

Altro elemento innovatore è il Westwerk (o massiccio occidentale o triturrium), massiccia costruzione a più piani addossata all'estremità occidentale dell'edificio culturale: comprende un atrio a tre navate, sormontato da una tribuna a pianta centrale aperta verso la navata e circondata da un deambulatorio a due piani; dall'esterno appare come una possente costruzione coronata da tre torri, una centrale che sormonta la tribuna e due laterali che contengono le scale (Cappella Palatina di Aquisgrana; chiesa abbaziale di Corvey). Le grandi cerimonie liturgiche alle quali partecipavano attivamente tutti i fedeli hanno avuto un'importanza determinante nella nascita del Westwerk, che talvolta ebbe la funzione di cappella imperiale da cui il sovrano assisteva alla cerimonia.

La sola abbazia che conserva quasi per intero il suo Westwerk è quella di Corvey (S.Stefano di Corbeia Nova) in Sassonia; qui il massiccio occidentale (costruito negli anni 873-885 e sopraelevato alla metà del XII secolo) è stato realizzato innalzando sopra l'atrio di pianterreno una corte quadrata coperta, composta da due piani di logge arcuate disposte intorno al quadratum o coro di S.Giovanni, ed aperta attraverso una specie di transetto e un grande arco verso la navata. Si tratta di un organismo architettonico distinto e quasi autonomo rispetto alla chiesa, in quanto destinato a sede ufficiale del potere, con il seggio imperiale situato in posizione elevata nella grande loggia centrale del piano superiore, dal quale si domina tutto lo spazio interno del triturrium e della basilica.


Altro elemento nuovo è il doppio coro. In certe grandi chiese (Fulda, San Gallo, Colonia, Saint-Maurice) all'abside orientale se ne contrappone una ad occidente, per ricordare le grandi basiliche romane volte ad occidente e per costituire una zona privilegiata di sepoltura destinata ai fondatori.

L'età carolingia segna per l'Occidente il primo sviluppo della cripta, intesa come l'insieme di uno o più vani complementari alla chiesa - in origine una galleria con annesso vano centrale - ricavati nel sottosuolo in corrispondenza del presbiterio, ma che talvolta si estendevano sotto l'intera chiesa, con funzione sepolcrale e di custodia di reliquie e sacre memorie.




L'abbazia di Fulda ha origini risalenti a S.Bonifacio che la fondò nel 744. Fu ricostruita una prima volta, fra il 780 e l'819, ed allora ebbe, oltre alla cripta inferiore tuttora esistente e contenente i resti del Santo, una caratteristica struttura a doppia abside in cui la navata centrale e il grande transetto, fortemente sporgente rispetto alle navi minori (forma già comparsa nell'abbazia di Saint-Denis), formavano una T, su modello della basilica romana di S.Pietro. Tra il 922 e il 948 furono edificati l'atrio nella parte occidentale e le due torri circolari ai lati dell'abside orientale. Una singolare innovazione è l'aggiunta della seconda abside situata ad occidente. La conseguente mancanza della porta di ingresso situata sull'asse di simmetria dell'edificio, obbliga chi arriva a seguire un itinerario diverso dal consueto, entrando da una porta laterale o di testata, ed attraversando le navate minori per raggiungere la navata grande; da un percorso visivo programmato e previsto in modo preciso si passa ad un itinerario composto da una successione di prese visuali occasionali e libere.


Una grande pianta su pergamena di un monastero fu inviata attorno all'820 dall'abate di Richenau all'abate di S.Gallo, perché costui se ne servisse come orientamento per la ricostruzione del monastero. Il disegno rappresenta la completa sistemazione di un'area rettangolare in cui attorno alla chiesa e all'annessa area di clausura del convento sono previsti ben 34 edifici destinati a sedi di tutti i servizi destinati all'insediamento. La chiesa ha absidi contrapposte con nartece esterno avvolgente, tre navate su nove arcate secondo un tracciato modulare, transetto forse coronato da una torre sull'incrocio con la nave, cripta orientale, due torri cilindriche isolate poste verso occidente. La residenza claustrale vera e propria è distribuita su tre lati del portico quadrato.


Quanto all'abbazia di Centula (Saint-Riquier, Somme del 790-799), è possibile, anche sulla base di due vedute seicentesche, restituirne l'organismo originario: questo presentava all'esterno due transetti uguali e paralleli, situati ai due estremi delle navate, entrambi coronati da un tiburio cilindrico dotato di tetto conico e triplice lanterna; le fronti del transetto anteriore nascondevano un grandioso Westwerk (cripta al piano di ingresso e soprastante cappella, o tribuna, con altare dedicato al Salvatore) mascherato dietro una comune partitura.


I monumenti più interessanti e meglio conservati sono quelli del complesso di Reichenau sul lago di Costanza, grande centro di cultura e di ricerca, primario crocevia delle relazioni italo-germaniche dal IX all'XI secolo. Qui l'abbaziale di Mittelzell, dedicata alla Vergine Maria, presenta la forma di una basilica a tre navi, con due transetti e cori contrapposti, due piccole absidi appaiate sul presbiterio, pastofori ed una straordinaria risoluzione nella zona di accesso dove una gigantesca "torre delle reliquie" grava con il suo enorme carico sul vano dell'abside occidentale. Fra il 724 (anno della fondazione) e il 1048 (anno della consacrazione) la chiesa è stata demolita e ricostruita almeno 6 volte, per le nuove esigenze di culto e di funzionalità liturgica. Questo testimonia il dinamismo della vita religiosa nel Nord Europa durante l'Alto Medioevo, in dipendenza dell'incremento del patrimonio di sacre reliquie e della necessità della loro collocazione in luoghi adeguati, quali "centri di devozione" distribuiti all'interno delle chiese.




Poco rimane dei numerosi palazzi carolingi. Di quello di Aquisgrana gli scavi hanno permesso di ricostruirne la pianta. Influenzato dal palazzo dei Cesari sul Palatino e da quello imperiale a Costantinopoli, fu più precisamente una replica del palazzo del Laterano. Gli edifici erano disposti lungo i lati di un grande quadrato: su uno si estendeva l'aula regia, grande sala del trono absidata all'estremità orientale secondo il modello delle basiliche classiche; la Cappella Palatina e gli edifici in rapporto con essa occupavano il lato di fronte, e comunicavano con la sala del trono attraverso una lunga costruzione che divideva il quadrato in due corti.

La Cappella Palatina, realizzata dall'architetto Eude di Metz a partire dal 790 e consacrata nell'805, rappresenta il più notevole esempio di a.c. per le soluzioni tecniche e strutturali (uso della pietra da taglio, impiego di volte) e per la ricchezza dei materiali e degli ornamenti. La volontà di renovatio dell'antico si esprime nell'impianto centrico (che richiama S.Vitale a Ravenna), nell'impiego di colonne e marmi antichi (provenienti da Roma e da Ravenna) e nel raffinato classicismo dei particolari (le porte e i parapetti della tribuna in bronzo). La struttura della Cappella è piuttosto complessa: all'impianto ottagonale dell'interno corrisponde un perimetro esterno di 16 lati, e ciò crea una notevole varietà di soluzioni nella copertura a volte del deambulatorio; il maestoso interno si articola nel piano inferiore ad arcate a tutto sesto fra 8 robusti pilastri cruciformi, e in quello superiore del matroneo (pure coperto a volte) con archi più slanciati che inquadrano trifore a colonnine su due piani; l'alta cupola che prende luce da 8 finestre ad arco aperte sopra l'imposta era interamente rivestita di mosaici. Alla struttura centrica si unisce una direzionalità assiale, scandita ad ovest da un avancorpo stretto fra torri scalari, ad est da un coro rettangolare.


Un altro monumento che mostra il fedele ricordo delle forme architettoniche romano-classiche è la Torhalle di Lorsch, edificio di ingresso dell'omonimo monastero reale, datata 774. Qui il portico del piano terra costituisce una diretta ripresa del motivo romano dell'ordine arcuato, con una semplice cornice al posto della trabeazione (Teatro di Marcello, Colosseo) e con una sorprendente imitazione del capitello composito. La fronte del piano superiore è invece decorata da un ordine di sottili lesene sormontate da timpani triangolari acuti, di gusto barbarico, sullo sfondo della parete ornata da una decorazione geometrica placcata.


La chiesa o cappella di S.Germigny-des-Prés sulla Loira, costruita nell'806, ha un impianto quadrato con croce inscritta, tre navi incrociate nei due orientamenti, quattro pilastri interni, quattro absidi due a due contrapposte più due minori sul lato orientale, torre lanterna al centro, vani angolari coperti a crociera, elementi decorativi carolingi.

Quanto alla tecnica muraria, largo impiego trova il materiale di piccola pezzatura tenuto insieme in ordine incerto da molta calce e intramezzato talvolta da strati di mattoni; largamente usato il conglomerato soprattutto per le volte. In alcuni casi venivano utilizzati capitelli, colonne, basi e placche di rivestimento in marmi pregiati tolti da monumenti antichi.











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