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IL MIDOLLO SPINALE - COSTITUZIONE INTERNA DEL MIDOLLO SPINALE

medicina


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                                          IL MIDOLLO SPINALE:

È simile ad uno stelo. È appiattito in senso antero-posteriore, ed è posto nel canale vertebrale che si estendo da subito sotto il foro occipitale fino al corpo della seconda vertebra lombare.

Superiormente è diviso dal tronco encefalico da un ipotetico piano passante tra il 12° paio di nervi cranici (ipoglosso) e il 1° paio degli spinali, mentre inferiormente termina a cono     (cono midollare), dal cui apice origina il filo terminale (si andrà a fissare sulla faccia posteriore del coccige mediante il legamento coccigeo formatogli attorno dalle tre meningi spinali fuse insieme).

Non è uniforme, esso presenta, infatti, due rigonfiamenti (entumescenze), uno a livello cervicale (dall'estremità superiore del midollo fino all 2° vertebra toracica) ed uno a livello lombare (dalla 9° toracica alla 1° lombare) dovuti all'emergenza di grossi nervi che vanno ad innervare gli arti.

Il midollo presenta curvature simili alla colonna (convesso a livello toracico e dorsale e concavo a livello toracico).



Il midollo rimane separato dalle pareti grazie allo spazio perimidollare che contiene:

·        Meningi

·        Adipe

·        Vasi (per lo più venosi)

È mantenuto nella sua sede grazie:

·        Alla sua continuità con midollo allungato

·        Legamento coccigeo

·        Aderenze tra guaine durali dei nervi spinali e fori intervertebrali

·        Legamenti denticolati tra la pia madre spinale che vanno all'aracnoide e alla dura madre

Nello spazio subaracnoideo c'è il liquido cefalorachidiano che permette al midollo movimenti solidali con la colonna.

Il midollo anteriormente presenta un solco con i labbri divaricabili: fessura mediana anteriore. Posteriormente lungo la mediana c'è un altro solco ma con i labbri saldati: solco mediano posteriore.

In ciascuna metà del midollo sono osservabili le radici apparenti dei nervi, le quali fanno emergenza dal midollo in maniera scomposta, cioè sono formati da un gruppo di radicole allineate verticalmente.

Se strappiamo queste radicole (sia quelle an 616f53g teriori sia quelle posteriori) compaiono sul midollo una serie di piccole depressioni che formano un solco:

1.      Solco laterale anteriore

2.      Solco laterale posteriore

Questo ci permetterà di dividere l'emimidollo in tre parti:

1.      Cordone anteriore (dalla fessura mediana anteriore al solco laterale anteriore) 

2.      Cordone laterale (dal solco laterale anteriore al solco laterale posteriore)

3.      Cordone posteriore (dal solco laterale posteriore al solco mediano posteriore) nella sua parte + alta è percorso longitudinalmente  dal solco intermedio posteriore - nervo accessorio spinale.

Dal midollo emergono 33 paia di nervi:

 

·        8 cervicali

·        12 toracici

·        5 lombari

·        5 sacrali

·        3 coccigei (di cui però 2° e 3° paio sono rudimentali e sono contenuti nel legamento coccigeo)

 

Solo i nervi + alti sono all'altezza del foro intervertebrale che da il nome al nervo che originano e quindi possono decorrere orizzontalmente.

I nervi dei neuromeri + bassi (gli ultimi toracici, i lombari, i sacrali e i coccigei originano nervi che dirigono verso il basso fino all'altezza del foro corrispondente. Questi nervi scendendo verticalmente formano un grosso fascio nerveo che ingloba anche il filo terminale: coda equina.

Il midollo è quindi divisibile in segmenti spinali (neuromeri, metameri spinali, ecc..) che vedranno 8cerv. ,12t, 5l, 5s, 1coc., anche se non saranno all'altezza dell'omonima vertebra.

COSTITUZIONE INTERNA DEL MIDOLLO SPINALE:

Il midollo è costituito da sost. grigia e da sost. bianca.

Al centro del midollo c'è il canale centrale del midollo (o dell'ependima).

 

La sostanza grigia:

Con una sezione trasversale si può osservare la sua forma ad "H".

Essa forma al centro un sepimento trasversale: la commessura grigia.

Un piano frontale passante per la commessura grigia tagli in una metà anteriore e in una posteriore, avremo quindi due masse anteriori e due posteriori: corna anteriori e corna posteriori.

Il punto d'unione tra corno anteriore e posteriore (omolaterale) e detto: zona intermedia.

Il corno anteriore è diretto in avanti e un po' lateralmente. È + tozzo del c. posteriore ed è divisibile in una testa e una base.

La testa è la parte + anteriore e maggiormente espansa, ha un contorno festonato da coi fuoriescono fascetti di fibre nervose (che poi dirigono verso il solco anteriore laterale, ed emergono formando l'origine apparente delle radici anteriori).  

La base (posta dietro alla testa), è + stretta e si continua con la base del corno posteriore.

Tra il VII cerv. e il II lomb., è presente un corno laterale che parte dalla base dell'anteriore e si dirige lateralmente.

Il corno posteriore si dirige postero-lateralmente, è più sottile e lungo rispetto al corno anteriore, ha anche un contorno + regolare.

Anch'esso è divisibile ma in una testa, un collo e una base.

La zona intermedia si espande lateralmente con trabecole di sostanza grigia immerse nella sost. bianca del cordone laterale: formazione reticolare.

Sulla testa delle corna posteriori ci sono tre rivestimenti:

1.      Sostanza gelatinosa (sost. grigia molliccia) o del Rolando

2.      Strato zonale (incappuccia la sost. gelatinosa, è uno strato di cell. nervose sparse con fibre nervose) o del Waldeyer o zona spongiosa

3.      Zona marginale (fibre mieliniche a decorso longitudinale) o del Lissauer

Per riassumere la sostanza grigia vista in tre dimensioni è formata da:

·        2 colonne anteriori

·        2 colonne posteriori

·        1 lamina centrale (la commessura grigia)

·        2 colonne laterali (le corna laterali tra 7°Cer. e 2°L)

nella sua parte finale il midollo diventa un anello intorno al canale centrale che si è dilatato.

COSTITUZIONE DELLA SOSTANZA GRIGIA:

La sostanza grigia è formata da:

1.      Cellule nervose

2.      Fibre nervose (per lo + amieliniche)

3.      Cellule di nevroglia

Le cellule nervose sono dette:

·        Del primo tipo del Golgi (se hanno un neurite che si mielinizza e fuoriesce dalla sostanza grigia) e

·        Del secondo tipo del Golgi (il neurite rimane nella sost. grigia e connette le cell. nervose)



Le cellule del 1° tipo:   le distinguiamo in radicolari (i cui neuriti formano le radici anteriori dei nervi spinali) e funicolari (i neuriti formano fasci che scorrono nella sostanza bianca).

Le radicolari: sono nel corno anteriore e laterale, possono essere cellule motrici somatiche o cell. effettrici viscerali.

Le cell. motrici somatiche (motoneuroni) generano le omonime fibre.

Ne esistono di due tipi:

1.      Motoneuroni alfa (forma variabile, voluminosi, dendriti ramificati anche fino all'antimero opposto. Il loro neurite assume guaina mielinica nella sost. grigia divenendo una fibra motrice somatica che passa nella radice anteriore del nervo spinale, poi attraverso il nervo arriva ad un muscolo dove si ramifica, ed ogni ramo va a formare una placca motrice a ridosso della fibra muscolare striata scheletrica. Il motoneurone alfa + le fibre muscolari innervate = unità motrice. Queste cellule possono inoltre essere distinte in: fasici e tonici. I fasici servono per contrarre rapidamente un muscolo, i tonici mantengono il muscolo continuamente ad un certo grado di contrattura).

2.      Motoneuroni gamma (sono di meno e + piccoli degli alfa, di cui seguono lo stesso percorso fino ai muscoli dove pero vanno ad innervare dei fusi

neuro-muscolari, organuli che registrano lo stato di tensione del muscolo. Si trovano nel perimisio ed hanno involucro fibroso. Sono costituiti da: fibre muscolari, innervate da fibre motrici somatiche dei motoneuroni gamma, e presentano degli avvolgimenti anulo-spirali intorno alla fibra muscolare costituiti dalla fibra periferica di un neurone T. in pratica le fibre muscolari si contraggono stimolano le fibre sensitive degli avvolgimenti che portano l'impulso alle cellule T e quindi ai motoneuroni tonici che sono quindi stimolati per via riflessa ed aumentano il tono muscolare. Mediante questo circuito detto gamma i motoneuroni gamma controllano il tono muscolare. 

Le cellule effettrici viscerali (neuroni pregangliari) si trovano nella base del corno anteriore incluso il laterale. Il loro compito è innervare la muscolatura involontaria cui non inviano impulsi nervosi, ma li trasmettono tramite i neuroni dei gangli simpatici.

Producono le fibre effettrici viscerali (dette anche pregangliari) che escono dal midollo con le radici anteriori e che poi abbandonano con i rami comunicanti bianchi, mettendo capo ai neuroni dei gangli simpatici. Da cui poi originano le fibre post-gangliari che innervano la muscolatura involontaria.

Le cellule funicolari danno origine alle fibre funicolari che formano i cordoni della sostanza bianca. Possiamo distinguerle in cellule funicolari:

·        Dell'apparato intersegmentale (che non sconfinano dal midollo, ma che connettono segmenti diversi di questo, sono mielinizzate. Il neurite passando alla sostanza bianca si biforca con un ramo ascendente ed uno discendente, questi nel loro decorso verticale staccano rami ortogonali che ripenetrano nella sostanza grigia a livelli diversi)

·        Dell'apparato di connessione (che salgono all'encefalo collegandolo al midollo, si trovano per lo + nel corno posteriore nascono dalla grigia, vanno alla bianca, piegano verso l'alto con un ramo ascendente che produce ramificazioni collaterali per la sost. grigia spinale nella sua salita all'encefalo)

Organizzazione della sostanza grigia del midollo spinale:

 

Nel midollo le cellule sono raggruppate in nuclei. Questi possono estendersi per qualche segmento o per tutta la lunghezza del midollo (in questo caso sono dette lamine o colonne).

I nuclei sono di tre tipi:

1.      Somatomotori: innervano la muscolatura volontaria e si trovano nella testa del corno anteriore (sono motoneuroni).

2.      Visceroeffettori: innervano la muscolatura involontaria, sono presenti nella base del corno anteriore e nel corno laterale (sono cellule effettrici viscerali che producono fibre pregangliari che mettono capo ai gangli simpatici.

3.      Sensitivi: cellule funicolari proprie del corno posteriore, ricevono fibre dai neuroni T dei gangli spinali e con essi gli stimoli (periferici) sensitivi emettono quindi fibre funicolari che salgono a diversi livelli dell'encefalo per recare quegli stimoli. Ne esistono di somatosensitivi (ricevono da cute, muscoli, articolazioni -in tutto il corno posteriore-) e viscerosensitivi (ricevono dai visceri, -solo nella base del corno posteriore-). 

                              

Nuclei del corno anteriore:

Accoglie somatomotori e visceroeffettori:

·        Somatomotori: sono nella testa. Formano un gruppo mediale (innerva i muscoli della colonna) e un gruppo laterale (innerva i muscoli laterali e anteriori del tronco e degli arti).

Il gruppo mediale è formato dalla colonna antero-mediale (flessori della colonna) e dalla postero-mediale (estensori della colonna) sono evidenti dove ci sono i rigonfiamenti del midollo, infatti nel tratto compreso ( il toracico) c'è solo una colonna [ in pratica dove ci sono i rigonfiamenti la colonna mediale si biforca dividendosi in una colonna antero-mediale ed in una postero-mediale, mentre nel tratto compreso la mediale è una sola].

      Il gruppo laterale dei somatomotori è costituito da 3 colonne (nei rigonfiamenti):

1.      La colonna centrale: sul cervicale innerva diaframma, sul lombare innerva i muscoli del peritoneo .

2.      La colonna antero-laterale: sul cervicale innerva m. di spalla e braccio, sul lombare m. di anca e coscia .

3.      La colonna postero-laterale: sul cervicale innerva m. di avambraccio e mano sul lombare m. di gamba e piede.

Per quanto riguarda il segmento spinale compreso, abbiamo un'unica colonna, detta colonna laterale che innerva i muscoli intercostali e della parete addominale.

La base del corno anteriore (verso il V° segmento cervicale fino alla parte iniziale del midollo allungato) accogli il nucleo del nervo accessorio spinale che innerva lo sternocleidomastoideo e il trapezio. Le fibre di questo nucleo attraversano il cordone laterale per emergere in radicole fra le radici anteriori e quelle posteriori dei primi nervi spinali. Tali radicole si dirigono verso l'alto e si uniscono a formare il n. accessorio spinale.

 

 

·        Visceroeffettori: si trovano nella base del corno anteriore e nel corno laterale (zona intermedia). Essi sono la colonna intermedia laterale e le due colonne parasimpatiche sacrali.

La colonna intermedia laterale, si estende dal VII segmento cervicale al II lombare, da origine alle fibre pregangliari dell'ortosimpatico, che uscendo con le radici anteriori, mettono capo ai gangli latero-vertebrali (tronco del simpatico) e prevertebrali dell'ortosimpatico, dai quali poi nascono le fibre post-gangliari che innervano la muscolatura involontaria con funzione motrice.

      È pertanto sede dei centri ortosimpatici nevrassiali:

1.      Centro cilio-spinale o del Budge (muscolo dilatatore della pupilla) va dal VII° cerv. al I° tor.

2.      Centro cardio-acceleratore, va dal VII Cerv. al II Torac.

3.      Centro polmonare, dal III al V Toracico

4.      Centri per i visceri addominali pelvici, dal VI Toracico al II Lombare.

Le colonne parasimpatiche sacrali, laterale e mediale, si trovano nei segmenti sacrali del midollo spinale, da loro originano fibre pregangliari del parasimpatico sacrale le quali escono dal midollo spinale con le radici anteriori e mettono capo ai gangli pelvici del parasimpatico. Da questi gangli le fibre post-gangliari innervano con funzione motrice la muscolatura involontaria e le ghiandole con funzione eccito-secretoria.

Nuclei del corno posteriore :

Ha funzione sensitiva, ad esso mettono capo le fibre dei neuroni a T dei gangli spinali. La sensibilità può essere somatica o viscerale.

La sensibilità somatica può essere distinta in s. esterocettiva (comprende la sensibilità tattile -sia superficiale che profonda -, termica e dolorifica) e s. propriocettiva (è data dagli stimoli provenienti da muscoli tendini ed articolazioni ci informa sugli atteggiamenti del corpo e sul tono muscolare, può essere cosciente o incosciente).

La sensibilità esterocettiva è a sua volta distinguibile in epicritica (quando è ben analizzabile - tattile-) e protopatica (ricca di emozioni, difficilmente analizzabile -termica, dolorifica e tattile diffusa-).

La sensibilità viscerale (o enterocettiva) è data da recettori sui visceri e ci fornisce informazione sulle variazioni interne al nostro organismo.

Nel corno posteriore dunque ci sono i nuclei sensitivi i quali danno origine a fasci nervosi che vanno all'encefalo.

Questi nuclei sono:

·        Nuclei viscerosensitivi (base del corno posteriore): piccoli gruppi di cellule funicolari posti nella zona intermedia, dietro i visceroeffettori. Le fibre che nascono da questi nuclei, salgono nella sostanza bianca - cordone laterale - e costituiscono il lemnisco viscerale che arriva al Talamo passando per il tronco celebrale dove subisce interruzioni sinaptiche, e portandovi gli stimoli della sensibilità viscerale.




·        Nuclei somatosensitivi (varie zone del corno posteriore): Colonna intermedia mediale, Colonna del Clarke, Nucleo della testa del corno posteriore.

·        Nuclei a funzione associativa (sparsi nel corno posteriore): nucleo reticolare spinale, nucleo della sostanza gelatinosa (o del Rolando) e la colonna delle cellule postero marginali.

La colonna intermedia mediale (nella parte mediale della base), si estende per tutto il midollo. Dà origine al fascio spino-cerebellare ventrale (crociato), che decorrendo nel cordone eterolaterale arriva al paleocerebello fino alla corteccia cerebellare dove porta gli stimoli della sensibilità propriocettiva incosciente degli arti specialmente.

La colonna del Clarke (posta medialmente tra la base ed il collo del corno posteriore, dietro alla colonna intermedia mediale), si estende dal VII Cerv. al III Lomb. Dà origine al fascio                spino-cerebellare dorsale (diretto) che sale nel cordone laterale omolaterale fino alla corteccia cerebellare del paleocerebello recando gli stimoli della sensibilità propriocettiva incosciente del tronco.   

Il nucleo della testa del corno posteriore ( parte centrale della testa) è lungo quanto il midollo. Vi originano i fasci spino-talamici anteriore e laterale (crociati) che decorrono nei cordoni anteriore e laterale eterolaterale, mettendo capo al nucleo ventrale posteriore del Talamo. Il primo reca gli impulsi della sensibilità tattile protopatica, il secondo della termica e dolorifica. Ha inoltre origine il fascio spino-tettale (crociato) che sale nel cordone laterale eterolaterale fino alla lamina quadrigemina del mesencefalo per la sensibilità esterocettiva protopatica. Questi tre fasci insieme formano il lemnisco spinale.

 Il nucleo reticolare spinale (è la formazione reticolare del midollo) cellule funicolari che danno fibre per il cordone laterale omolaterale e anteriore eterolaterale ha funzione associativa intersegmentale.

 

Il nucleo della sostanza gelatinosa (estremità della testa). È composto sia di cellule di Golgi del     II tipo che da funicolari con funzione associativa intersegmentale nell'ambito del corno posteriore. A livello dei segmenti più alti si continua con il nucleo ella radice discendente del trigemino.

 

La colonna delle cellule postero-marginali: (incappuccia il nucleo della sostanza gelatinosa, è l'estremità apicale del corno posteriore - è lo strato zonale-), è formato da cellule funicolari con funzione associativa intersegmentale a livello del corno posteriore.

ARCHI RIFLESSI SPLINALI:

Le fibre centrali dei neuroni a T entrano nel corno posteriore e mettono capo a cellule funicolari.

Non per tutte è così però, infatti, alcune prendono contatto direttamente con le cellule motrici

somatiche e viscero effettrici (insomma le cellule radicolari) realizzando ad un arco riflesso spinale.

In pratica sono cellule della sensibilità in grado di stimolare direttamente un movimento riflesso muscolare scheletrico, muscolare involontario o dei visceri.

Quindi un arco riflesso è costituito da:

·        Neurone a T

·        Cellula radicolare in sinapsi con la fibra centrale del neurone a T

Quando gli elementi sono solo questi si parla di arco riflesso spinale semplice e riguarda solo un segmento del midollo.

La maggior parte però tra questi due elementi ha interposti una serie di neuroni associativi (o intercalari) i quali hanno il compito di rallentare l'impulso di un riflesso.

LA SOSTANZA BIANCA:

 

 

Forma tre cordoni nell'emimidollo spinale:

1.      Cordone anteriore: in superficie è delimitato da fessura mediana anteriore e solco laterale anteriore, in profondità dal fondo della fessura anteriore mediale e il lato mediale del corno anteriore.

2.      Cordone laterale: in superficie è delimitato da solco antero-laterale e solco postero-laterale, in profondità è delimitato da corno anteriore e corno posteriore.

3.      Cordone posteriore: in superficie solco postero-laterale e solco posteriore mediano, in profondità corno posteriore (zona radicolare) e septum posterius (fibre gliali che vanno da solco mediano posteriore all commessura grigia posteriore.

 

Costituzione della sostanza bianca:

 

 

Costituita da fibre mieliniche. La maggior parte decorre verticalmente (ascendente o discendente)

Dentro i cordoni (o funicoli), formandone i fasci.

Le fibre possono essere:

·        esogene (dall'encefalo scendono nel midollo)

·        endogene (nate da cellule funicolari del midollo)

·        provenienti dai gangli (assumono un andamento verticale entro il midollo)

·        a decorso orizzontale (sono le radicolari - tratto intramidollare della radice anteriore- e commessurali - fibre funicolari che per passare nell'emimidollo eterolaterale attraversano orizzontalmente la commessura bianca-).

Le fibre radicolari (a decorso orizzontale) possono essere  anteriori o posteriori a seconda che il tratto intramidollare del  si della radice anteriore o posteriore.

Le posteriori possono distinguersi in fibre a grosso o a piccolo calibro:

1.      Le fibre radicolari posteriori a grosso calibro ( sensibilità tattile epicritica e propriocettiva cosciente) scorrono a ridosso del contorno mediale del corno posteriore ( formano la zona radicolare) dividendosi in un ramo ascendente e uno discendente.

      L'ascendente (diametro maggiore) si porta nel cordone posteriore (fascicolo gracile o cuneato)

     arriva al midollo allungato emettendo rami collaterali lungo il suo percorso che poi possano nel

     corno posteriore.

      Il discendente mediante il cordone posteriore (fascicolo ovale e fascio a virgola) dopo un certo

     Decorso termina nel corno posteriore.

2.      Le fibre radicolari posteriori a piccolo calibro (sensibilità tattile protopatica, tattile, dolorifica e viscerale), entrano nel fascio dorso laterale (posto nella zona marginale), o nel fascio longitudinale del corno posteriore (nello strato zonale). Dentro questi fasci, questi rami si dividono in un ramo ascendente e uno discendente, passano poi nel corno posteriore dove mettono capo ai neuroni del nucleo della testa del corno posteriore.

 

 

I FASCI DEI CORDONI DEL MIDOLLO SPINALE:

 

 

I fasci sono nei cordoni, e i cordoni sono 3: anteriore, laterale e posteriore.

Fasci del cordone anteriore: contiene fasci sia ascendenti (nascono dalle corna posteriori e arrivano all'encefalo), discendenti (partono dall'encefalo e arrivano alle corna anteriori) e a funzione associativa intersegmentale (fibre nate da cellule funicolari della sost. grigia di segmenti spinali superiori o inferiori).

I fasci sono:

1.      Fascio fondamentale anteriore: fascio a funzione associativa intersegmentale situato a ridosso del corno anteriore (medialmente e in avanti). Nasce dal corno anteriore da cell. funicolari, è costituito da fibre sia ascendenti sia discendenti che compiono un breve percorso e poi rientrano nel corno anteriore in rapporto con cellule radicolari.

2.      Fascicolo longitudinale mediale: sito nella parte cervicale del midollo come fascio discendente, poi diviene a funzione associativa per il midollo restante. Nella sezione di midollo lo localizziamo a ridosso dell'angolo formato da corno anteriore e commessura grigia (medialmente ed in profondità al cordone anteriore).

Questo fascicolo origina superiormente dall'estremità superiore della callotta del mesencefalo, dal nucleo della commessura posteriore e dal nucleo interstiziale del fascicolo longitudinale mediale.  Quando scende verso il basso nell'attraversare il Ponte ed il midollo allungato, si arricchisce di fibre provenienti dalla formazione reticolare e dai nuclei vestibolari laterale e mediale, fibre che però non superano il tratto cervicale mettendo capo ai motoneuroni che controllano i movimenti di rotazione della testa.  

3.      Fascio piramidale diretto: è discendente, decorre nella parte mediale del cordone anteriore,      deputato alla motilità volontaria e cosciente. In pratica è la parte del fascio piramidale che non si è incrociata nel midollo allungato. Proviene dalla corteccia celebrale della circonvoluzione frontale ascendente dell'emisfero cerebrale omolaterale. Nel suo cammino cede fibre che poi passano alla commessura bianca e mettono capo al corno anteriore eterolaterale, perdendo fibre si assottiglia estinguendosi a metà livello toracico.

4.      Fascio tetto-spinale anteriore: è discendente, crociato, e appartiene alle vie ottica ed acustica riflesse. Proviene dalla lamina quadrigemina del mesencefalo ed è costituito da quelle fibre delle vie prima citate, che si sono incrociate nella decussazione fontaniforme. Discendendo emette fibre che entrano nel corno anteriore del midollo. Si estingue nella parte cervicale del midollo.



5.      Fascio vestibolo-spinale anteriore: parzialmente crociato, discendente, non oltrepassa la parte cervicale (è formato da fibre sia dirette che crociate), provengono dai nuclei vestibolari del midollo allungato e mette capo alle corna anteriori. Reca gli impulsi captati dai recettori del senso statico dell'orecchio provvedendo al cambiamento della posizione della testa e degli arti al fine di mantenere equilibrio, controlla anche il tono muscolare.

6.      Fascio reticolo-spinale anteriore: diretto, discendente, appartiene al sistema delle vie     

extra-piramidali. È costituito da fibre della parte omolaterale della formazione reticolare del mesencefalo e di quella del ponte. Tali fibre mettono capo al corno anteriore dove sollecitano i motoneuroni (facilitando gli alfa e attivando i gamma).danno anche impulsi per i neuroni pregangliari.

7.      Fascio rubro-spinale anteriore: crociato, discendente, appartiene al sistema delle vie

extra-piramidali. È limitato alla parte cervicale. Le sue fibre nascono dalla parte magnicellulare del nucleo rosso del mesencefalo e s'incrociano nella decussazione del Forel, terminando nel corno anteriore dove controllano tono muscolare e attività motrice.  

8.      Fascio olivo-spinale: parzialmente crociato, discendente, posto all'estremità laterale del cordone anteriore. Unito al fascio spino-olivare forma il fascio triangolare (un fascio motore delle vie extra-piramidali). Il fascio spino-olivare, proviene dal nucleo olivare inferiore del midollo allungato, le sue fibre mettono capo alle corna anteriori.

9.      Fascio spino-olivare: crociato, ascendente, sensitivo, che decorre confuso con il F. olivo-spinale. Le sue fibre nate dal corno posteriore eterolaterale, si portano al nucleo olivare inferiore e alle paraolive del midollo allungato, donde prosegue per il cervelletto grazie alle fibre         olivo-cerebellari. Dal punto di vista funzionale è come i fasci spino-cerebellari dorsale e ventrale, recando gli stimoli della sensibilità propriocettiva incosciente di tronco e arti.

10.  Fascio spino-talamico anteriore: ascendente, posto nella parte laterale del cordone anteriore davanti ai fasci spino-talamici laterale e tetto spinale del cordone laterale, coi quali forma il Lemnisco spinale. Reca gli impulsi della sensibilità tattile protopatica di tronco e arti (fa quindi parte del secondo tratto della via spino-talamo-corticale, addetta al trasporto di tale sensibilità). È crociato, le sue fibre originano dalla testa del corno posteriore eterolaterale, e dopo essersi incrociati nella zona mediana del midollo si fanno ascendenti. Tale fascio, dopo aver percorso il tronco celebrale, mette capo al nucleo ventrale posteriore del talamo; molte sue fibre terminano però nella formazione reticolate del ponte e del midollo allungato, da cui poi partono le fibre per il talamo e per il cervelletto.

Fasci del cordone laterale:

 

 

Anche qui ne troviamo discendenti, ascendenti e a funzione associativa intersegmentale.

1.     Fascio fondamentale laterale: f.associativa intersegm. Nasce da cell. funicolari, le cui fibre entrate nel fascio si dividono in ascendenti e discendenti rientrando dopo aver percorso 2-3 segmenti.

 

  1. Fascio piramidale crociato: discendente, reca impulsi per la motilità volontaria e cosciente, è nella parte intermedia del fascio spostato posteriormente.

 

  1. Fascio reticolo-spinale laterale: discendente, posto davanti al f.piramidale crociato, appartiene al sist. motore delle vie extra-piramidali, svolge azione inibitrice sui motoneuroni del corno anteriore. Origina dalla formazione reticolare del Bulbo e arriva al midollo spinale con fibre dirette e crociate.

  1. Fascio rubro-spinale laterale: discendente, motore, davanti al f. piramidale crociato, e di lato al f. reticolo-spinale laterale. Fa parte del sist. delle vie extrapiramidali recando impulsi che controllano l'attività motrice e il tono muscolare. Come l'omonimo anteriore, questo fascio prende origine dal mesencefalo (parte magnicellulare del nucleo Rosso) e si incrocia nella decussazione del Forel.

  1. Fascio tetto-spinale laterale: discendente, è la parte diretta della via ottica ed acustica riflesse. Origina dalla lamina quadrigemina del mesencefalo, ma le se fibre non si incrociano.

  1. Fascio vestibolo-spinale laterale: discendente, diretto, nasce dai nuclei vestibolari del Bulbo e percorre tutto il midollo spinale. Reca impulsi dai recettori del senso statico dell'orecchio determinando movimenti riflessi di tronco e arti (specie gli inferiori) per mantenerlo.

  1. Fascio spino-talamico laterale: ascendente, sensitivo, è il secondo tratto della                 via spino-talamo-corticale per il trasporto della sensibilità termica e dolorifica di tronco e arti. Unitamente al suo corrispettivo anteriore e al fascio spino-tettale costituisce il Lemnisco spinale che è crociato. Le fibre del fascio spino-talamico laterale originano dal nucleo della testa del corno posteriore eterolaterale e si incrociano nella parte mediana del midollo spinale, passano nel cordone laterale e si fanno ascendenti. Questo fascio, quindi percorre il tronco celebrale e mette capo al nucleo ventrale posteriore del Talamo (molte sue fibre però si fermano nella formazione reticolare di bulbo e ponte e da cui partono altre fibre per il cervelletto)

  1. Fascio spino-tettale: ascendente, prende origine dal nucleo della testa del corno posteriore ed è crociato. Va alla lamina quadrigemina portando impulsi per la sensibilità tattile protopatica specialmente la dolorifica.

  1. Lenisco viscerale: un insieme di fascetti ascendenti, sparsi, che prendono origine dai nuclei viscerosensitivi della base del corno posteriore per il trasporto degli stimoli della sensibilità viscerale. Giunge al Talamo, alla formazione reticolare del tronco e all'ipotalamo periventricolare.

  1.  Fascio spino-cerebellare dorsale: ascendente, diretto, sensitivo, posto nella parte posteriore del cordone laterale, trasporta gli impulsi per la sensibilità propriocettiva incosciente (per lo più del tronco) al cervelletto. Nasce dalla colonna del Clarke del corno posteriore omolaterale, entra nel peduncolo cerebellare inferiore, mettendo capo al paleo-cerebello.

  1.  Fascio spino-cerebellare ventrale: ascendente, crociato, sensitivo, è posto nella parte anteriore della superficie del cordone laterale, porta impulsi per la sensibilità propriocettiva incosciente degli arti al cervelletto.  Nasce dal nucleo intermedio mediale del corno posteriore eterolaterale del midollo spinale. Giunto al mesencefalo entra nel peduncolo cerebellare superiore e arriva al paleocerebello.

 

 

 

 







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