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Tessuto mucoso maturo: è scarsamente rappresentato nell'organismo umano adulto. Presenta cellule fusate, piatte o stellate, provviste di prolungamenti e immerse in un'abbondante matrice extracellulare gelatinosa, ricca di GAG e proteoglicani, contenente esili e scarse fibre collagene e rare fibre elastiche. Questo tessuto costituisce la componente principale della polpa dentale, forma l'umor vitreo dell'occhio e si trova inoltre nel funicolo ombelicale dove prende il nome di Gelatina di Wharton.

Tessuto connettivo fibrillare lasso: è la varietà di tessuto connettivo più diffusa nell'organismo umano e costituisce lo stroma di molti organi. Il connettivo lasso si presenta come una rete a larghe maglie costituita da fibre collagene immerse in un'abbondante sostanza fondamentale. Questa appare sotto forma di gel viscoso e contiene un importante componente, il liquido interstiziale o tissutale. Nella sostanza fondamentale prevale l'acido ialuron 626c28g ico. Nella componente fibrillare le fibre collagene risultano molto più numerose di quelle elastiche e decorrono in fascetti variamente intrecciati fra loro. Le fibre elastiche hanno un andamento flessuoso. Inoltre nel connettivo lasso sono presenti anche cellule adipose, capaci di sintetizzare e accumulare lipidi. Queste cellule, associandosi in masse, svolgono una funzione meccanica, in quanto costituiscono una protezione attorno ad alcuni organi (per esempio il rene) o si dispongono all'interno di formazioni articolari (articolazione dell'anca). Pertanto le principali funzioni del connettivo lasso sono quella si sostegno, di protezione e una funzione trofica. Le prime due sono dovute al fatto che il connettivo lasso è flessibile ed elastico e quindi le formazioni anatomiche da esso sostenute e connesse possono facilmente spostarsi l'una rispetto all'altra. Inoltre le fibre connettivali di questo tessuto sono responsabili della resistenza che esso oppone alla trazione e anche della sua elasticità. Così nella cute lo strato sottocutaneo (formato da connettivo lasso) permette una certa mobilità degli strati superficiali delle masse muscolari e sui piani scheletrici sottostanti. La funzione trofica è dovuta al fatto che, penetrando negli organi il connettivo costituisce l'ambiente in cui decorrono i vasi sanguiferi. Il tramite di questi scambi è il liquidi interstiziale, che viene prodotto a livello dei capillari sanguiferi. Un'altra importante funzione di questo tessuto è la funzione di difesa, che può esser svolta sia con attività fagocitarie, sia con la produzione di anticorpi. Infine il tessuto connettivo svolge un ruolo fondamentale nella riparazione dei tessuti. Il connettivo fibrillare lasso costituisce la tonaca sottomucosa di alcuni tratti delle vie digerenti e respiratorie; costituisce anche la tonaca che sottende le grandi sierose (pleura, pericardio, peritoneo). Nella sua varietà interstiziale è diffusissimo: avvolge e penetra all'interno di numerosi organi costituendone lo stroma. Infine esso si rinviene nell'avventizia e nell'intima dei vasi sanguigni e attorno ai muscoli e ai nervi. 



Tessuto connettivo fibrillare denso: è costituito prevalentemente da fibre collagene associate a formare fasci di notevoli dimensioni. La componente amorfa della matrice extracellulare è scarsa; anche le cellule appaiono in numero limitato e sono rappresentate quasi esclusivamente da fibrociti. La prevalenza della componente fibrillare, in particolare delle fibre collagene, rende il tessuto fibroso particolarmente adatto a resistere alle sollecitazioni meccaniche. Non sempre il tessuto connettivo denso è separato nettamente da quello lasso, ma spesso accade che l'uno continui nell'altro costituendo dunque delle zone di transizione. Un caso particolare di tessuto connettivo fibrillare denso è costituito dal derma della cute, dove le fibre collagene si organizzano in fasci di varie dimensioni, frammisti a fibre elastiche. Il tessuto connettivo fibrillare denso viene generalmente classificato, in base alla disposizione che assumono le fibre collagene, nei seguenti tipi: tessuto connettivo fibroso a fibre parallele, a fasci intrecciati, a fasci incrociati, capsulare e lamellare.

Tessuto connettivo fibroso a fibre parallele: le fibre collagene decorrono tutte parallelamente tra loro e quindi le strutture da esso formate offrono tutte una notevole resistenza alla trazione. Per queste caratteristiche  il tessuto fibroso si trova a costituire i tendini e i legamenti.

Tessuto connettivo fibroso a fasci intrecciati: tale disposizione offre una notevole resistenza alla pressione oltre che alla trazione. I fasci sono immersi in una scarsa sostanza fondamentale, nella quale si trovano anche fibre elastiche. In genere l'orientazione dei fasci è in relazione alla diversa direzione delle sollecitazioni meccaniche. Questo tessuto è solitamente presente nel derma cutaneo, nella tonaca sottomucosa di visceri, nella sclera e forma inoltre fasci muscolari.

Tessuto connettivo fibroso a fasci incrociati: i fasci di fibre collagene formano lamelle nell'ambito delle quali essi sono disposti parallelamente tra loro. Questo tessuto è caratteristico dello stroma corneale.

Tessuto connettivo fibroso capsulare: è costituito da fibre collagene disposte irregolarmente, che, nel loro insieme, costituiscono la capsula esterna di numerosi organi (fegato, rene, milza, linfonodi).

Tessuto connettivo fibroso lamellare: è formato da fibre collagene a decorso anulare, che costituiscono lamelle concentriche. Un tipico esempio di questo tessuto  è costituito dalla capsula di sostegno dei corpuscoli di Pacini.

Tessuto connettivo elastico: nell'uomo è presente nei legamenti gialli delle vertebre, nella parete delle arterie e delle vene.




Tessuto connettivo reticolare: risulta essenzialmente costituito da fibre reticolari e da particolari cellule (cellule reticolari) che posseggono numerosi prolungamenti e che stabiliscono contatti con le fibre. Questo tessuto forma lo stroma di numerosi organi ghiandolari, degli organi linfoidi; inoltre contribuisce alla formazione delle lamine basali. Alla trama formata dalle fibre e dalle cellule reticolari sono associati i macrofagi.

Tessuto adiposo: circa il 50% del tessuto adiposo è localizzato e si accumula nel pannicolo sottocutaneo, mentre il 45% è variamente dislocato nella cavità addominale, dove forma il tessuto adiposo interno. Il tessuto adiposo va distinto in tessuto di deposito e tessuto di sostegno. Il primo varia considerevolmente in relazione allo stato nutrizionale dell'organismo. Il secondo è meno soggetto a variazioni quantitative e si trova per esempio in alcune articolazioni, nell'orbita, nella pianta del piede e nel palmo della mano. Nei mammiferi il tessuto adiposo viene distinto in tessuto adiposo uniloculare o bianco e tessuto adiposo mltiloculare o bruno. Il tessuto adiposo uniloculare è costituito da cellule a stretto contato, con la sola interposizione di una scarsa matrice extracellulare. Il citoplasma è ridotto a un sottile velo che circonda la gocciola lipidica e il nucleo, dislocato alla periferia della cellula, viene compresso contro il plasmalemma. Il tessuto adiposo multiloculare, a differenza del tessuto adiposo uniloculare, è costituito da cellule notevolmente più piccole e presenta una vascolarizzazione estremamente ricca. I lipidi contenuti negli adipociti non sono raccolti in un unico deposito citoplasmatico, ma sono presenti i numerose microgocce disperse in tutto il citoplasma e frammiste a un grande numero di mitocondri, i cui citocromi colorati sono i responsabili della colorazione bruna del tessuto. Il nucleo si trova in posizione più o meno centrale e non a ridosso della membrana plasmatici. Il tessuto adiposo bruno è presente in particolare durante lo sviluppo fetale e provvede alla termoregolazione nei primi mesi di vita. In seguito si riduce e nell'adulto persiste soprattutto in sede perirenale.

 







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