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LA CULTURA ROMANTICA - Il cuore legittimo consorte

letteratura


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LA CULTURA ROMANTICA.

-Il cuore legittimo consorte.

Nella seconda metà del settecento, quando la diffusione del razionalismo illuministico pare egemonizzare ogni esperienza culturale, fermentano altre tendenze che paiono antagoniste alla ragione. E' l'Inghilterra che per prima, con la rivoluzione industriale e l'ascesa della borghesia, elabora i principi della cultura illuministica, ma allo stesso tempo diffonde in Europa il gusto del sentimentalismo, del sepolcrale, il culto delle tombe e della natura. In Germania intorno al 1780 sorge il movimento dello "Sturm and Drang", che raccoglie un gruppo di intellettuali. Costoro insorgono contro la mentalità illuministica, contrapponendo ad essa le ragioni del sentimento, dell'anima. Gli anarchici sturmeriani s'impegnano in una battaglia contro lo strapotere della cultura francese. Si avvertono in loro i primi sintomi e la prima messa in moto di quelle forze cieche e irrazionali che graveranno minacciose sullo spirito tedesco fino al novecento. All'interno stesso della cultura illuministica si possono rintracciare i segni di una sensibilità diversa e a volte oppositiva, per cui ragione e sentimento, cervello e cuore paiono c 525f53f amminare di pari passo. Rousseau resta esemplare in questa prospettiva: da un lato contesta la società fondata sulla disuguaglianza e sul privilegio, ponendo le basi della democrazia; dall'altro valorizza le voci del sentimento, la natura, etc.



-Nascita e sviluppo del romanticismo europeo.

I fermenti che negli ultimi decenni del 1700 minano la sicurezza dell'ideologia  illuministica, si vanno concretando via via, nei diversi paesi, in un movimento culturale e spirituale detto "Romanticismo". Come coscienza critica, il Romanticismo nasce ufficialmente in Germania nel 1798, quando inizia la pubblicazione della rivista "Atheneum", a cui collaborano i fratelli Schiegel, Novalis,ect. E' Schiegel che indica con "romantico" un particolare aspetto della poesia e della sensibilità moderne, in contrapposizione a quelle legate al mondo classico. Sempre nel 1798 in Inghilterra i poeti Wordsworth e Coleridge premettono alle loro Ballate Liriche un programma che afferma l'esigenza di tornare alle tradizioni nazionali e popolari della poesia. Nel 1816, Mme. De Stael apre in Italia, con una famosa lettera "Sull'utilità delle traduzioni", la polemica tra classici e romantici. Quanto alla Francia, sono gli anni tra il 1815 e il 1830 che vedono i seguaci delle nuove idee lottare per affermare il loro programma letterario e artistico. Sorto dunque nel '700, il Romanticismo si estende per tutta la prima metà dell'800.

-L'uomo-anima.

La sensibilità romantica nasce sulle rovine della Rivoluzione Francese. Quando gli intellettuali videro il "secolo dei lumi tramontare, nelle stragi, il sogno di libertà conchiudersi nelle più feroci tirannidi", essi avvertirono che la ragione non era più in grado di soddisfare la totalità dell'esperienza umana.

-Il sentimento religioso.

La "delusione storica", il ritrovato senso di fragilità e insicurezza dell'uomo dopo tante e tumultuose esperienze, fanno nascere in molti romantici una profonda ansia religiosa, una tensione spirituale che si manifesta in varie forme: come puro anelito verso l'infinito, l'assoluto, lo spirito, come ansia d'immortalità, come comunione con la vita universale. Risorge anche la religione dei padri: la religione cattolica. Il Romanticismo sostituisce così il materialismo ateistico, incapace di spiegare il mistero che circonda l'uomo, con una profonda religiosità che s'infiltra anche in insospettabili mentalità laiche.

-Sentimento e genio.

Nel 700 la ragione era stata il grande mito egemonizzante; unica in tutti gli uomini, ragione li avrebbe uniti nella collettiva liberazione dal peso delle aberrazioni del passato e accomunati in un'ottimistica futura società. In questa prospettiva ragione e spirito critico-scientifico si erano fatti beffe del sentimento e della fantasia, fino al punto di negarli come realtà. L'universo romantico vede nel sentimento una categoria dello spirito più valida della ragione. E' il sentimento che dà all'intellettuale romantico il senso della differenza, della dimensione del privato, della propria individuale e irrepetibile condizione esistenziale, della propria e libera individualità creatrice. Il sentimento romantico quando non degenera in sentimentalismo non è concetto banale e superficiale, ma coscienza di vivere una dimensione profonda e totale. Tutto questo da un lato porta all'esaltazione dell'individualismo esasperato, all'autobiografia; dall'altro all'esaltazione della personalità, del genio selvaggio e ribelle, mosso da una cieca impazienza di vivere, da sete sfrenata di passione ed ebrezza.

-Fuga nel tempo e nello spazio.

L'uomo romantico non è solo l'eroe ribelle in conflitto con la società; egli avverte anche il bisogno, nella sua ansia di infinito, di uscire dalla prigione dell'ambiente e del presente, che si concreta in una fuga nello spazio e nel tempo. La fuga nello spazio diventa gusto e amore per l'esotico, per terre lontane e felici, non contaminate dall'opera devastatrice della civiltà e della razionalità: nasce il mito del viaggio. La fuga avvieni anche verso la natura, una natura sentita come essere vivente cui ci si rivolge e in cui si proiettano le proprie ansie e le proprie angosce. Ma la natura appare anche come un essere gigantesco portatore di dolore e di sofferenze. La fuga nel tempo è sentita dai romantici come una necessità di risalire alle epoche lontane e di riscoprire in quelle epoche del nostro passato i segni di una vitalità e di una felicità ormai inattingibile. Questa tendenza a vivere nel passato è spesso il segno di un atteggiamento conservatore e regressivo di certo gusto romantico. Dall'altra parte la fuga nel passato non è la sola forma dell'irrealismo e dell'illusionismo romantico; c'è anche una fuga nel futuro, nell'utopia.




-Storicismo e nazione patria.

La tradizione, la storia, scrostata e ripulita da ogni condizionamento dagli illuministi, viene recuperata dai romantici che si sentono sradicati dagli uragani politici di cui sono stati protagonisti e vittime. La storia e la sua conoscenza divengono una componente essenziale del romanticismo che ne fa la base della propria concezione della vita, del proprio divenire. I romantici sono convinti che tutta la realtà possa essere compresa solo attraverso la storia e il suo divenire; il presente è frutto e sintesi del passato e porta in se i germi del futuro. Riletto nella prospettiva dello Storicismo, anche il medioevo acquista il senso di un età in cui si sono formate le prime basi della cultura e della civiltà moderna, europea e cristiana. Storia e medioevo forniranno temi e personaggi all'intera letteratura romantica. Dalla coscienza storica i romantici arriveranno a costruire l'idea di nazione e di patria. Certo anche per altre vie i romantici giunsero all'idea di nazione: esaltando l'individualità e il particolare essi finiscono per esaltare le individuali e specifiche caratteristiche di un popolo.

-Ambiguità tematiche.

Poche età hanno mostrato un volto così ambivalente e spesso contraddittorio come quello romantico. Il Romanticismo apparve ora come movimento rivoluzionario, ora come movimento di restaurazione; ora come individualismo, ora come sentimento religioso dell'unita della vita sociale; ora come soggettivismo, ora come coscienza di popolo; ora come insoddisfazione della realtà, ora come trasfigurazione poetica della realtà stessa; ora come ritorno al medioevo e ora come fondamento di modernità; e l'elenco potrebbe continuare.

-Poetica dell'io e poetica del reale.

Poetica dell'io: lo scrittore romantico avverte il suo diminuito prestigio e l'ostilità del pubblico.  Egli allora si china su se stesso, si rifugia nella propria individualità, nell'io soggettivo, facendo della propria solitudine e del proprio sradicamento un'avventura orgogliosa che ostenta eroicamente la propria sofferenza. Si sentirà necessitato e troppo spesso compiaciuto nel celebrare e cantare l'infelicità umana, l'angoscia esistenziale. Nasce una letteratura tesa all'effusione lirica dell'io, all'ansia evasiva nel sogno e nel vago fantasticare che porta il poeta oltre una realtà che continuamente gli sfugge. E nonostante sia chiuso in sè, il poeta non rinuncia alla battaglia, una battaglia confusa, ma che lo vede aspirare a farsi profeta dell'umanità. Poetica del reale: sul versante legato alla letteratura narrativa si ritrova la tendenza realistica. In questo caso lo scrittore, servendosi anche della ragione illuministica depurata dai suoi eccessi, e munita di coscienza storica, va alla ricerca della verità, della realtà oggettiva. La vecchia società aristocratica e i suoi residui contemporanei sono rifiutati e ironizzati. C'è tutta una letteratura che incomincia a scoprire le classi umili e il loro cammino di sofferenza e di subalternità alle classi egemoni.

-Il Romanticismo in Italia.

La polemica classico romantica: l'articolo della Stael sulla rivista "Biblioteca italiana" era un invito agli italiani a mettersi al passo delle più moderne esperienze culturali europee e a non chiudersi nell'angustia dell'imitazione dei classici. Da qui ebbe inizio un vasto dibattito che divise i letterati italiani in due schiere: i classicisti e i romantici. I classicisti, fedeli alla cultura di un grandioso passato, risposero irritati, accusando la Stael di mettere in discussione gli unici modelli che rimanevano agli italiani. Berchet, romantico, nella sua "Lettera semiseria di Crisostomo" sosteneva che la nuova poesia doveva essere moderna, popolare, intesa a produrre una nuova letteratura che si ispirasse alle tradizioni nazionali. La lettera divenne ben presto un manifesto.







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