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LO STRANIERO IMPRENDITORE ED ARTEFICE DELLA NASCITA DEL CAPITALISMO MODERNO

sociologia


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1. LO STRANIERO IMPRENDITORE ED ARTEFICE DELLA NASCITA DEL CAPITALISMO MODERNO

 

 

 

  • Sombart attribuisce una grande importanza al ruolo di alcune figure marginali delle societa europee. Eretici, ebrei, stranieri svolgono un ruolo decisivo nella nasita del capitalismo moderno. Da questi gruppi escono gli imprenditori coloro che daranno vita alle conomia capitalistica moderna
  • Il tratto distintivo del capitalismo e l innovazione e due sono secodno Sombart i gruppi sociali capaci di innovazione.
    • Il primo e costituito da detentori del potere che dall interno dello Stato utilizzano il lroo potere politico per accumulare risorse economiche
    • Il secondo usa invece mezzi di potere estreni

In ogni caso si tratta di personalita audaci.



  • Come abbiamo gia detto la tesi di Sombart afferma che i gruppi sociali dai quali provengono gli imprenditori della nuova economia sono esencialmente:
    • Gli eretici, cioe i cittadini non apaprtenenti alal Chiesa di stato, gli infedeli
    • Gli stranieri, cioe gli immigrati in un dato paese fra questi I piu importanti da XVI seoc in poi sono i cristiani perseguitati per mitvi religiosi
    • Gli eberei che assumono una posizione sociale speciale

Questi tre gruppi sono ai margini delle societa europee moderne.

  • Prendíamos in considerazione solo il secodno caso, quello degli stranieri. Sombart inizia la sua análisi sostenendo che gli individui che decidono di migrare sono le nature piu attive.
  • Lo straniero e tale perke nel mondo attuale per lui, nella sua vita cuotidiana i rapporti sociali avvengono con individui a lui estranei, non familiari appunto. Tutto il suo mondo e sospeso, irreale, la vita attuale si svolge ai margini di una societa che non e sua.
  • L impossibilita di accedere ad attivita professionali importanti confinano lo straniero a ruoli economici marginali. La comunita nelal quale arriva lo considera estraneo ed egli considera straniera a se stesso questa stessa comunita.
  • Piu e radicale l estraneita piu e forte la concentrazione nell unica attivita possibile per lo straniero: guadagnare
  • Per lo straniero non ce passato, non ce presente esiste solo il futuro. Questa condizione influenza anceh il tipo di relazioni che instaura con il mondo nel quale e venuto a vivere. Se egli e privo di diritti, non membro della comunita, i membri della comunita sono per lui estranei. Le relazioni possibili saranno improntate alla reciproca strumentalizzazione: della comunita verso di lui, e dello straniero verso la comunita ànon e trattenuto da nessun freno nello sviluppo del suo spirito di imprenditore
  • In Europa infatti gli emigranti sono stati al centro del progresso commerciale e industrali. Negli USA paese d emigrazione pe reccellenza, il razionalismo economico e portato all sue estreme conseguenze.
  • Cerchiamo ora di trarre qualke contusione dalla nalisi sombartiana. Se la condizioni di possiblita del razionalismo economico e costituita dalla marginalita sociale (eretici, ebrei, stranieri) cio significa che la genesi del capitalismo e dato da una degradazione comunitaria. Si puo agire razionalmente soestranei gli uni agli altri.
  • Lo straniero allora esprime un tipo di rapporto che e proprio di tutti i membri della societa. Rapporto basato su una reciproca strumentalizzazione.
  • La comunita ospite non riconsoce allo straniero diritti, garanzie, cittadinanza anzi lo pone inuno stato di minorita. L esculsione dalla cittadinanza, dalla partecpiazione alal vita politica, il divieto d accesso a profesión qualificate fli rendono estranea la vita, la cultura i valori,.e si sviluppo una indifferenza tra i due mondi. E da questa negazione che scaturiscono conseguenze virtuose per la vita economica e peri l capitalismo moderno.
  • Tuttavia da questa negazione scaturisce anche una degradazione morale dell altro che e alla base di ogni atto di violenza verso individui considerati stranieri all internod i una societa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. L'AMBIVALENZA DELLO STRANIERO

  • L'analisi Simmeliana dello straniero compare all interno del capitolo della Soziologie dedicato a Lo sapzio e gli ordinamenti spaziali della societa.
  • Análisi di Simmel dal pto di vista dello spazio per poi inserire altre due dimensioni:
    • Il ruolo dello straniero per la conservazione dei gruppi sociali
    • Il ruolo dello straniero nel conflitto, inteso come mezzo per rafforzare la coesione interna ai gruppi sociali

  • Nel testo di Simmel si trova una doppia accesiones del termine 'straniero':
    • Da un lato lo straniero e inteso come un elemento del 828f54i gruppo stesso à tipo 1
    • Dall altro come qualcosa di assolutamente estraneo, barbaros dei Grecia (il barbaro e il non umano) egli infatti non e un elemento del 828f54i gruppo, ma e completamente estraneo, il non umano appunto. Per poter ejercitare violenza sullo straniero occorre che egli sia degradato al non umano à tipo 2

  • L'analisi di Simmel si sofferma solo sul primo tipo di straniero, cioe lo straniero come elemento del 828f54i gruppo stesso.
  • Configurazione spaziale à  in primo luogo, lo straniero non viene concepito come il viandante ma come 'colui che oggi viene e domani rimane'. Questa fissazione allo spazio supera solo in parte la condizione del nomade, infatti pur se eglio rimane fisso in un det spazio, nello stesso tempo 'la sua posizione e determinata essenzialmente dal fatto che egli non vi appartiene fin dall inizio'
  • Determinazioen sociologica à da questa situazione deriva la struttura fondamentale Della relazione tra i membri del gruppo e lo straniero. Un rapporto che si basa da una relazione di 'vicinanza' e 'lontananza'
  • Praticamente, lo straniero condivide con noi alcuni tratti generali compreso lo spazio stesso ma e di fronte e di fuori, oltre e sulla linea ideale dell identita spaziale Della comunita. La Nostra relazione con lui e appunto di estraneita. Eglio e qui ma non e un membro del nostro noi. Appartiene come noi alla comunita umana generale, ma non appartiene alla Nostra comunita specifica
  • Spesso si crede che esista in una societa un gruppo umano che scindendosi si diferencia al suo interno. In realta si ha sempre a chef are con una molteplicita che in alcune condizioni puo diventare unita.
  • Anche nello Studio dello straniero dobbiamo capire che si parte da una molteplicita di unita che vengonoa  contatto. La loro relazione e fondata sul riconoscimento nello stesso tempo Della differenze e dell unita.
  • L unita e data dalal c omune apaprtenenza all umanita, la differenza e costituita dalle reciproche posizioni temporali realtivamente allo spazio. Dalla prospectiva del gruppo cio puo essere espresso dicendo che prima lo straniero non cera, mentre ora ce. Dal punto di vista dellos traniero qeusta relazioni puo essere descritta come un possibile approdo del viaggio come la conclusiones del nomadismo. La relazioni di esteriorita con il gruppo tuttativa rende precaria la sua condizione. Altri viaggi potrebbero essere indispensabili, se l integrazione con il gruppo non dovesse avvenire
  • Questa posizione dello straniero lo rende piu oggettivo rispetto alla communita ospite. Infatti l unita di lontananza e vicinanza costituisce una prospectiva cognitiva piu distaccata, piu scientifica dei problemi della comunita. Cio perke' lo straniero inq uesto caso e libero nn e legato o influenzato dalla comunita ospite. Non avendo legami particolare con alcuno della comunita, lo straniero puo infatti svolgere il ruolo di arbitro nelle contese
  • Un ultimo tratto della condizione dello straniero mette in rilievo la tendenza dei membri della comunita a passare da una percezione dello straniero come un elemento del 828f54i gruppo, ad una rappresentazione dellos traniero come estraneo nel senso di barbaros, di non membro del gruppo, cio con cui non esiste una non relazione.
  • Si ha la consapevolezza di avere in comune con lo straniero solo elemento di carattere generale e nello stesso tempo nella specificita della relazione di vicinanza e lontananza che si ha con lui si tende ad are uan particolare accentuazione proprio a cio che non e comune.
  • Lo straniero cosi tende a divenire nella rappresentazioen dei membri della comunita un non individuo, qualcosa di generico e di tipico
  • Lo straniero quindi ci e vicino per gli elemento generici e ci e invece lontano per gli elementi spcifici dedal Nostra identita. Nello stesso tempo egli non e riconosciuto come un individuo ma come il membro di un tipo, di una classe, come l elemento che e costantemente sospeso sul limite, che e fuori e di fronte, come cio che rende la comunita consapevole della sua identita
  • A questo livello di análisi lo straniero ha lo stesso statuto simbolico del nemico. Il nemico e lo straniero, in quanto collocati all esterno del gruppo, segnano simbólicamente i confini del gruppo e l alterita rispetto ad esso. Sul piano pratico nel conflicto, lo straniero costituisce la minaccia dalla quale l intero gruppo si debe difendere. Lo straniero, rafforza l unita interna e l identita del gruppo.
  • Lo straniero quindi svolge due funzioni importanti peri l gruppo:
    • Sul piano politico, quello di mezzo epr rafforzare l unita e l identita del gruppo
    • Sul piano simbolio quella di mezzo comprativo per marcare l identita del gruppo

  • Questa immagine dello straniero tuttavia si ha inun societa omogene e poco complexa. Se invece si introduce un certo livello di differenziazione e di complexita sociale, la posizione dello straniero diventa a sua volta Molto piu difficile da det.
  • Individui o gruppo sociali della societa possono infatti avere interessi comuni o affinita con lo straniero.
  • In questo caso, la posizione dello straniero diventa una minaccia ancora piu forte epr gli altri gruppi sociali. Infatti questo légame o comunita di interessi con parti della societa rende piu forta la sensazione della devolezza dei legami che definiscono  l identita della societa.

3. LO STRANIERO, UOMO MARGINALE E COSMOPOLITA

  • La figura dell uomo marginale proposto da Park sembra avere una forte somiglienza con la figura dello straniero analizzata da Simmel nella Soziologia. Park pero vive e opera in un contesto (Chicago XXsec) caratterizzato da movimenti migratori di grande portata. Questo ovviamente e il pto di rif della sua análisis
  • Nel suo saggio Human Migration and the Marginal Man, Park sviluppa la sua análisis dell uomo marginale. Due sarebbero secodno lui i paradigmi interpretativi della storia:
    • Uno avrebbe una struttura continua
    • L altro una struttura discontinua

  • Modelli del primo tipo sono quelli di Montesquieu e di Gobineau, i quali nonosntatne le differenze concepiscono la storia come un lento, graduale e continuo movimento di evoluzione
  • Modelli del secondo tipo sono quelli di Hume e Turgot per i quali la storia e caratterizzata da discontinuita da fracture e catastrofi.I fattori che generano le catastrofi sono le guerre, le rivoluzioni e le migrazioni
  • Park predilige il paradigma catastrofico e nonq uello evoluzionista della storia. Le migrazioni presentano ai suoi occhi i tratti proprio delle guerre e delle rivoluzioni. Come le guerre, infatti, le migrazioni producono sconvolgimenti e cambiamenti sociali, come le rivoluzioni possono produrre cambiamenti di potere e nuovo ordine sociale.
  • Vi e una differenza pero tra rivoluzione e migrazione: la rivoluzione produce i mutamenti sociali dall interno, la migrazione e uan catastrofe prodotta dall esterno, un invasiones
  • Park tuttavia aggiunge che oggi le migrazioni non si presentano piu come una forza esterna distruttiva, esse non hanno piu l aspetto di un invasiones. Essere assumono sempre piu l aspetto di una pacifica penetrazione. Si possono distinguere portanto le migrazioni antiche, caratterizzate dall invasioen di un popolo da parte di un altro e le migrazioni moderne, basate sulla mobilita degli individui.
  • I tratti specifici delle migrazioni moderne sono secondo Park il cambiamento della residenza degli individui e la rottura dei legami con la loro comunita di origine. La rottura del vekio ordine rendo gli individui liberi dal pto di vista pratico, dall altro la caduta dei riferimenti cognitivi e morali che erano alal abse del vekio oridne sociale comporta disincanto e distacco
  • Questa assejnza di legami con il nuovo mondo, con la comunita nella quale arriva, produce un duplice effetto: ñla secolarizzazione della societa e l individualizzazione dell individuo à si stabiliscono rapporti non come membro di un gruppo ma come individuo isolato.
  • Le migrazioni secondo Park hanno allentato i legami locali, distrutto le culture delle tribu e il folklore e alle lealta locali hanno sostituito la liberta delle citta, all ordine sacro del stume tribale l organizzazione razionale che chiamiamo civilta
  • Park quindi individua dei riski:
    • la difficolta di assimilazione e amalgamazione produce tra gli individui e i gruppi rapporti sociali orientati all indifferenza o al conflitto. Alcuni individui solo per la loro differenza fisica diventono il simbolo di qualcosa di esterno alla societa



  • in realta Park non approfondisce questo aspetto, pone l assimilazione e l almalgazione come concetti neutrali, cosa che non sono
    • assimilare à comporta che qualcuno voglia incorporare nella societa i nuovi arrivati, condivisione dei diritti e doveri, delle risorse.ma il pto e che i gruppo sociali dominanti non sono diposti a farlo, a condividere il proprio status sociale, culturale e politico con i nuovi membri di una societa. Essi piuttosto tenfono a respingerli e mantenerli in una posizione sociale subordinata
    • amalgamare à comporta soggetti che tendono a fondersi. Nella societa americana degli anni 20 del 900 non si realizza ne l assimilazione ne l amalgamazione, il rapportro tra i vari gruppi rimane a livello simbiotico senza che si stabiliscano le relazioni che fanno di un aggregrato di individui diversi uan societa e uan comunita

  • sul piano teorico, Park individua diversi modelli di relazioni tra i gruppi della popolazione
    • il primo e sembra a Park il piu auspicabile e basato su relazioni stavili tra i gruppi ceh incrociandosi tra di loro si riproducono formando una nuova umita umana, un nuovo tipo di societa.
    • Un altro moedllo di relazioni sociali tra gruppi consiste nella schiavitu e un altro ancora nel sistema delle caste. Secondo lui in questi ultimi due casi i popoli dominanti e i popoli assoggettati nel tempo diventono parti integrali di una stessa societa

  • Un caso Molto interessante e invece quello degli ebrei. Infatti, rispetto al modello della schiavitu o al sistema delle caste, le relazioni esistenti tra gli ebrei e gli altri gruppi di popolazione presetano tratti utili per l análisis delle relazioni tra i gruppi della societa americana. Secodno Park, gli ebrei non sono stati mai un popolo sottomesso (almeno in Europa)
  • Nel ghetto dove vivono seprati dagli altri gruppid i popoplazione, essi conservano le proprie tradición tribali, la loro indipendenza culturale e inq ualke misura anche la loro indipendenza politica
  • Anche in questo caso Park nota l esistenza di una relazione simbiotica tra gli ebrei e gli altri gruppi. 'Simbiotica' e una relazione nella quale diversi gruppi sociali vivono fianco a fianco senzare avere itnereazioni e relazioni reciproche.
  • Il caso degli ebrei per Park e interessante perke anticipa inq ualke modo cio che sucede nelle relazioni tra i diversi gruppi di popolazione della societa americana. In breve, l análisis di Park puo essere cosi riassunta:
    • La liberazione del ghetto e la liberta degli eberei crea un nuovo tipo di personalita, un ibrido culturale -> uomo che condivide la vita culturale e le tradición di due popoli disintió che nn vuole pero rompere con le sue tradizioni e il suo passato, un uomo che per pregiudizi razziali nn viene quasi mai accettato nella nuova societa
    • L ebreo e al 'margine di due culture e di due societa e mai si interpenetrano e fono completamente. L'ebereo emancipato era ed e l uomo marginale, il primo cosmopolita e cittadino del mondo. Egli e per eccellenza lo straniero'

  • Un altra figura sembra assomigliare ai tratti dell ebreo à l'immigrato, nella sua personalita troviamo un conflitto delle culture, il conflitto tra il vekio e il nuovo. L immigrato vive stabilmente entro due mondi e nessuno dei due gli appartiene completamente
  • In síntesis secondo Park a causa della mancanza di assimilazioen e di amalgamazione, nella nuvoa societa l immigrato rimane straniero, un uomo marginale. Come tale, egli e diviso tra duie mondi, il vekio che ha abbandonato e il niovo che ha adottato, senza apparteneere a nessuno dei due. Questo distako lo rende libero da vincoli comunitari e aperto.

 

5. CODICI CULTURALI E CONDIZIONE DELLO STRANIERO

La concessioni del mondo 'relativamente naturale'

 

  • Il punto di partenza di Schutz e costituito da un approfondimento e da uno sviluppo della concesiones delle ideologie di Scheler. Nella Nostra vita cuotidiana, noi diamo per scontato il nostro mondo. Tutto cio che accade e inserito da noi nel nostro mondo familiare e a tutto diamo o tentiamo di dare un significato partendo da questo. Questo mondo incluye anceh gli elementi cognitivi e morali dati per scontati dai membri di un gruppo sociale e da una communita.
  • In realta questa conoscenza prodotta e caratterizzata da incoerenze e contraddizioni. Tuttavia questo mondo, questo modo di pensare e stato prodotto da anni di storia ed appartiene a questo gruppo acquisendoc osi un significato per ogni individuo del gruppo.
  • Per cui questo sistema di conoscenze incoerente, contraddittorio assume per i membri del gruppo di appartenenza l apparenza di una coerenza e di una omogeneita sufficiente perche gli individui si comprendido tra di loro. L individuo quindi riesce ad orientarsi all interno di questi modelli cognitivi senza problemi, dando per scontato il senso di quello che fa e cio ceh sa.
  • Tra le cose prese per scontate Schutz individua:
    • Il fatto che la vita sociale continuera a essere quella che e stata finora per cui si presenteranno sempre gli stessi problemi che richiedono le stesse soluzioni
    • Il fatto che possiamo affidarci alle conoscenze trasmesseci per eredita dai nostri genitorio, governi e insegnanti
    • Che basta conoceré qualcosa sul tipo generale o lo sile degli eventi inc ui possiamo imbatterci nella Nostra vita cuotidiana al fine di manipolarli o di controllarli

Il labirinto cognitivo

 

  • l'eventualita di una crisi e remota e straordinaria per individui che hanno un forte senso di appartenenza a gruppi, comunita e societa. E invece la situazione normale, tipica dello straniero.
  • Seguíamos Schutz nel suo percorso. In primo luogo, lo straniero proprio per la sua condizioni di nuovo arrivato, per il fatto stesso di essere li, con la sua cultura e la sua tradizione, metet in discussione il supere del gruppo o della comunita nella quale arriva.
  • Dal pto di vista del gruppoinvece lo straniero e senza storia, egliinfatti e letteralmente un nuovo arrivato. Cosa unisce, cosa puo unire lo straniero al gruppo di cui entra o vuole entrare a far parte?Non certo il passato. Non vi sono tra loro storie ed esperienze comuni. Ma condivide di certo il presente e il futuro
  • In secodno luogo Schutz traccia il percorso temporale della relazione dello straniero con la comunita. All inizio egli si trova nella condizione di un osservatore dinisteressato, guarda alal nuova societa, al gruppo e agli individui da lontano, dalla sua prospectiva. Cio gli permette di rilevere le differenze tra i suoi modelli culturali e morali e quelli del gruppo a cui si avvicina o di cui comincia a far parte.
  • In un secondo momento tuttavia passa alla posizione di un soggetto interessato, aspirante membro del gruppo. Ed e proprio durante questa trasformazione che nascono i problemi per lo straniero à crisi cognitiva, appare palese allo straniere che le cose nel nuovo ambiente sono Molto diverse da come egli aspettava che fossero quando era in patria e il suo supere dato per scontato e sospeso.
  • Allo straniero manca uno status sociale. Egli non e membro del gruppo. Non ha una rete di relazioni su cui basare la costruzione del suo nuovo sistema di rifermenti per cui e sospinto ai margini.
  • Questa crisi cognitiva determina nello straniero un atteggiamento che si basa sul Dover mettere tutto alla prova. Mentre i membri del gruppo di appartenenza trovano nelal propria tradizione culturale le ricette cognitive e pratiche per definire le situación e per operare in esse, los traniero incontra difficolta a causa della frammentarieta dei suoi schemi cognitivi.
  • L análisis di Schutz quindi converge con quella di Simmel e di Sombart MA aggiunge un ulteriore tratto interessante: dove il membro di un gruppo e capace di atribuiré a ogni elemento il proprio status, lo straniero percepisce in modo grossolano e confunde l individuale con il tipico, costruendosi un mondo di pseudo-intimita, pseudo-tipicita.
  • Schutz inoltre riprende la questioen dell'oggettivita, affrontato anche da Sombart e Simmel ma ne da unaltra spiegazione: l'oggettivita dello straniero non sarebbe da attribuire alla sua liberta, alla sua distanza dalle eventuali parti in conflitto, al suo non essere coinvolto nel mondo che osserva. Al contrario e data proprio dal suo coinvolgimento. Questo suo coinvolgimento gli permette di notare i limiti di quella comunita.
  • Secondo Schutz, l incertezza dellos traniero viene interpretata dai membri del suo nuovo gruppo come mancanza di lealta. In effetti la sua continua opera di análisis dei loro modelli culturali, dei loro valori e delle loro norme di vita possono produrre nei membri del gruppo, la sensazione ceh egli non convivida questo mondo, la sua definizione, la sua interpretazione. L incapacita di accedere a questo mondo viene interpretata come mancanza di volonta di aderirivi. La riproverazione nei Suomi confronti si manifesta con l accuso di essere ingrato. Non capendo che nella perdita dei propri elementi cognitivi, lo straniero vede la nuova societa come un laberinto in cui egli ha perso ogni senso di orientamento. E cosi la sua condizione si definisce sempre piu nel senso di marginalita
  • Lo straniero ha due mondi nella sua testa. Essi si sovrappongonoe  confondono, rendendogli difficile orientarsi e vivere nell unico mondo reale con il quale egli ha a che fare
  • Certo se nel corso nel tempo lo straniero riesce a costruire un modello di interpretación in grado di includere anche il mondo culturale del gruppo nel quale egli e da poco entrato, allora la sua integrazione ha suceso
  • Schutz ha considerato il caso di un nuovo arrivato ceh vuole itnegrarsi nel nuovo gruppo..non ha tuttavia considerato altre hipótesis ad es quella secodno al quale pur volendo los traniero incontri l opposizione atttiva del gruppo che impediste il procede dalla marginalita alla piena inclusiones, oppure secodno la uqale per mantenere i propri valori e il proprio modello culturale lo straniero voglia integrarsi solo parcialmente indipendentemente dalla disposizione ad integrare da parte del gruppo.

6. INTRODUZIONE NELEL SOCIETA COMPLESSE

Introduzione

  • Per quanto interessanti, le analisi di Sombart, Simmel e Schutz contengono uan semplificazione teorica. Nel caso di Sombart e Simmel l analisi della condizioni dellos traniero e parte di opere profettate per altri scopi
  • Sombart per es illustra il ruolo scolo dai migranti dagli eretici e dagli ebrei nella nascita del capitalismo moderno. L analisi della conidzione dello straniero non e l oviettivo della ricerca.
  • Inoltre ce una semplificazione nelle loro analisi, non si prende realmente in considerazione la societa complessa. Nel caso di Sombart, vie una contrapposizione tra i membri della societa, da un alto e lo strniero dall altro. Egli e stranierp per tutti, tutti sono stranieri per lui. In quanto non membro della comunita, dei gruppi e delle citta europee, lo straniero nn ha legami e qeusta assenza di legami consente di trattare oggettivamente, cioe secodno le proprie convenienze, i membri della societa.
  • Viceversa, questa stessa relazione e alla base del trattamente che egli riceve dalle comunita e dai gruppi sociali tra i quali e per i quali egli e straniero

  • Simmel invece mostra come lo straniero oe vicino perke ha in comune con noi alcune caratteristiche generali (Ad es l umanita) ma proprio il fatto di condividere soltatnto questi tratti generali, fa si' che egli sia lontano
  • Non possiede tutti i tratti comuni che lo rendono familiare, uno di noi, membro delle cerchie di cui noi siamo parte. Anche lui semplifica perke mostra lo straniero da un lato e la comunita dall altro.

  • Nel caso di Schutz, la cui analisi dellos traniero si avvale anceh della sua esperienza personañe. Austriaco, si trasferisco nel 1939 a Parigi ed emigra poi negli Stati Uniti giudicando in pericolo la sua vita in Europa. Il nuovo arrivato ha problemi cognitivi ed emotivi che certamente anceh Schutz ha avuto.
  • la differenza rispetto alle analisi di Simmel e Sombart sta nel diverso rilievo che assume in ognuno la propria biografia. L esperienza di Schutz e diretta. Inoltre questa societa, gli USA e il prodotto di processi di immigrazioen di gente proveniente da tutto il mondo. E un analisi un po piu approffondita dal momento che studia anceh il pto di vista cognitivo, cio che avviene allo straniero nel momento in cui i suoi modelli culturali nel nuovo modno sono sospesi o non sono validi affatto.

Il pluralismo culturale delle societa complesse

  • in generale, un codice contiene valori, norme, regole, sistemi cognitivi piu o meno coerenti, sistemi di attribuzione di rilevanza piu o meno efficaci. In societa complesse si ha una pluralita di codici e di modelli cutlurali. Sarebbe tuttavia fuorviante ritenere che ogni gruppo sociale ha solo i propri codici, come se non vi fossero comunicazioni e scambi tra gli individui ei gruppi sociali stessi.
  • Pertanto e da ipotizzare uan base di valori, norme e regole nonche di sistemi di attribuzione di rilevanza condivisi da tutti i gruppi e altri codici specifici comuni solo a gruppi sociali particolari.
  • Vi sono codici che rakiudono gli aspetti piu generali sia cognitivi che normativi. Questo codice pero non comprende e non esaurisce tutta la vita sociale. Pertanto gruppi piu ristretti di individui elaborano, si tramandano e usano codici piu specifici. Come rileva Schutz, questi sistemi non sono necessariamente coerenti al proprio interno. E piu probabile che vi sia divergenze e conflitto. Lo stesso mito originario costituitvo di una societa subisce itnerpretazioni, distorsioni e forzature dai diversi gruppi sociali.
  • Lo stesso valore infatti puo essere inteso e praticato in modo diverso da differenti gruppi sociali. I valori stessi subiscono trasformazioni nel corso del tempo. Si pensi un attimo al valore della vita.
  • La condzione dello straniero va dunque commisurata a questa plutalita di codici e non soltanto al codice generale.



  • Per rendere piu chiata questultima affermazione si puo fare rif da un pto di vista delle strutture reali della societa, a diversi ambiti o dimensioni o sttosistemi della societa. Un modo efficiente di rappresentare questo concetto e l approccio sistemico elaborato da Parsons
  • Nell ambito della teoria sistemica si distinguono 4 dimensioni o sottosistemi del sistema generale della societa, ognuno con un suo codice o medium di azione

  • Nel sottosistema dell adattamento (A) ad un livello meno astratto denominato economia, il codice o medium dell azione e il denaro
  • Nel sottosistema dell integrazione (i) ad un livello meno astratto denominato inimita, il codice o medium della zione e l amore
  • Nel sottosistema della latenza o mantenimento del modello (L) ad un livello meno astratto denominato cultura, il codice o medium e la verita.
  • Tra i diversi sottosistemi vi e un rapporto di interdipendenza e di diereminazione reciproca tanto che il sistema della zione di Parsons puo essere interpretato sia come un sistema nel quale la cultura determina i legami sociali, la politica e l economia. Sia come un sistema nel quale l economia determina l apolitica, i legami sociali e la cultura.
  • L interdipendenza dei sottosistemi sociali va dunque interpretata nel senso che ogni dimensione dell agire sociale puo determinare ad essere determianta da ogni altra
  • Tutta ce tr ottimismo nella teoria dei sistemi sociali. Perke i diversi codici dovrebbero comporsi armonicamente e nn entrare in conflitto gli uni con gli altri. Inoltre non tutti i sottosistemi hanno lo stesso ritmo evolutivo e pertanto non occorre preusporre che i codici rispondano tutti e nello stesso tempo ad una stessa logica.

  • Un punto certametne problematico di questo approccio teorico e' se, oltre i diversi codici da noi richiamati,e sista un codice piu generale, rispetto al quale questi codici diventano specializzazioni e specificazioni. E una vecchia questione e richiama il problema del mito originario costitutivo della societa. La risposta piu corrente, e che il linguaggio sia il codice generale di integrazione della societa.
  • Tuttavia non vi sono contenuti implici nel linguaggui?modelli di razionalita, norme, valori e regole?certamente si. Ed allora il problema e quello di considerare il mito originario di uan societa come uan struttura simoblica contenente storie, miti, esperienze espresse dal linguaggio
  • Se ne puo avere un idea se si considerano i valori di base di alcune societa contemporanee per es
    • Gli USA prevedono la penad i morte, altri paesi di solito considerati piu arretrati per gli stessi reati escludono la pena capitale
    • Oppure nel mondo musulmano in alcuni paesi la poligamia e legittima e luomo poligamo puo essere fiero delle sue tante miogli, in altri la polifamia non e legittima. Pertanto in ogni caso occorre stare attenti al codice effettivamente in gioco nelal relazione tra lo strnaiero e uan det societa

  • Il discorso a questo pto puo essere affrontato in due modi, l uno riguarda il grado di condivisione dei codici e di competenza nel loro uso da parte degli attori di una societa, l altro gli attori che nn appartengono a qeusta societa e neppure a nessuno dei suoi gruppi particolari
  • In una societa complessa la condivisione dei codici simbolici non e genreale:la competenza nel muoversi al loro interno non e ugualmente diffusa, cosi come al capacita di manipolarli. Ognuno e nella situazioen di essere vicino-lontano rispetto a det codici.
  • Il nuovo arrivato e uan figura familiare in ogni cultura. Ma chi e il nuovo arrivato?si tratta di una figura sociale che per dirla con Simmel e di fguori e di fronte, membro del gruppo ma non del tutto appartenente ad esso.
  • Come ha visto Schutz la differenza tra lo straniero e i membri dei gruppi itnerni ad una societa sta nelal diversa competenza nell uso dei codici cutlurali. Schutz inoltre ha specificato che nn si trataa di mera conoscenza ma del fatto che per gli uni la tradizione  culturale costituisce la base di uan vivida espereinza, per glia ltri essa puo essere consociuta ma non vissuta.
  • E possibile che un membro usi un det codice senza dover usarne altri. Gli stessi membri di una societa complessa non condividiono tutti allo stesso modo is uoi miti costitutivi, ne usano con uguale competenza i suoi codici culturali i suoi codici culturali. Si puo essere ad es buoni italiani senza esssere necessariamente patrioti o nazionalisti. Il problema e quello di definire la soglia oltre al quale si e un buon italiano o per cui nn si e affatto italiano.
  • Quali sono i requisiti per essere ascritti ad un gruppo o all altro?una risposta e che per esser un italiano occorre condividere le memorie, i miti originari e costitutivi della comunita rappresentata dai simboli italiani (nome, bandiera, storia, tradizioni, lingua...)
  • Lo straniero puo condividere con noi altri codici culturali ma nn quello relativo al mito originario e costitutivo della nostra comunita
  • Una comunita aperta e disposta a condividere il suo patrimonio simbolico anche con nuovi arrivati. Percio la condizione dello straniero e il prodotto da un lato della sua volonta di condividere il mito originario della comunita della quale vuole essere parte e dall altro lato della disposizione ad accogliere nuovi memebri da parte della comunita

Il mito originario della nuova societa e la posizione dello straniero

  • Lo straniero che vuole integrarsi nelal societa, la comunita puo essere disposta ad accoglierlo oppure no. La sua condizione e propria di chi e sospeso in un tempo duplice:non piu e non ancora. Egli puo continuare ad essere membro della sua comunita originaria soltanto nella sua immaginazione. La sua comunita infatti non e presente non e qui con lui. Continua a vivere in lui con il suo patrimonio culturale. Spesso diviene anceh un ostacolo e un impaccio per l azione
  • Nello stesso tempo lo straniero e coluji che non ancora condivide il mito della comunita di cui vuole essere parte. Puo conoscerlo ma nn e ancora in grado di organizzare la sua esistenza sulla base dei codivi culturali della nuova societa.
  • Inoltre lo strniero puo avere un idea diversa della verita e del mito costitutivo dell essere sociale e umano. Questo accade quando la religione dello straniero e diversa da quella confivisa e praticata nella sua nuova societa. La religione infatti elabora e custodisce le immgini fondamentali, il mito costitutivo piu generale di una societa. Lo straniero porta con se i propri dei, essi non sono adorati nel suo nuovo mondo ma per lui valgono ancora
  • Non appena los traniero arriva nella nuova societa tenta di orientarsi, ed e questo il momento piu doloroso: nel momento in cui verifica l inadeguatezza della sua cultura orignaria e la scarsa utlita delle conoscenze generiche sul suo nuovo paese acquisite prima di partire.
  • In secondo lugoo puo essere preferibile un approccio graduale all integrazione nel nuovo mondo.
  • Sta qui la condizone paradossale dello straniero deve poter contare su una cultura che e alla base della sua personalita ma quanto piu e forte la difesa della sua cultura e della sua identita originaria, tanto meno puo far propri i codici culturali della nuova societa
  • Dal lato dellos traniero dunque l acquisizione die nuovi codici culturali non dovrebbe soppiantare la capacita di ussare i suoi codici originari, anche se momentaneamente messi da parte.
  • Questo porta ad altre considerazioni. La prima e che la societa nella quale arriva los traniero non richiede nemmeno per i suoi membri un livello forte di condivisione dei propri codici, non si tratta di societa semplici e indifferenziate ma di societa complesse con pluralismo culturale piu o meno forte.
  • La seconda e che prima di riuscire ad orientarsi bene nel nuovo mondo lo straniero ha bisogno di tempo. Se la societa e piuttosto complessa, la differenziazione puo essere tale da consentire l autonoma organizzazione di una comunita etnica nella nuova societa.

Immagini e scenari di vita possibile per lo straniero nelle societa complesse

  • Dello strnaiero la societa elabora diverse mimagini:
  • Primo scenario à i membri della societa sono propensi a condividere con altri la propria tradizione culturale, i propri miti, essi sono disposti a condividere con altri anche il mito originario costitutivo dell identita comunitaria. Lo straniero in questo caso viene invitato a far parte della comunita. Cio significa che si vogliono avere inc omune con lui non solo tratti generici ma qualita specifgiche. Come noi allora lo straniero diventa cittadino. I nostri diritti e i nostri doveri sono anche i suoi. La comunita aperta si arrichisce di questa nuova presenza.
  • Questa comunita non teme di perdere la propria identita. Piuttosto pensa di arrichchiarla con la presenza di memebri venuti da altri mondi
  • Secondo scenario à i membri della comunita non sono disposti a condividere con altri la propria tradizione cutlurale. Il loro e un possesso geloso e pieno di paura. Paura che la tradizione, la cultura, i codici culturali portati con se dallo straniero possano alterare la purezza del patrimonio culturale comunitario. Lo straniero in qeusto caso, viene lasciato sul limite, se non puo essere risospinto la dove e venuto.
  • Se per ragioni non dipendenti dai membri della comunita riman, la sua condizione sociale deve essere inferiore a quella dei membri della comunita. 'cittaadino' egli non lo sara mai. Per quanto possa diventare competente nell uso dei codici culturali specifici per volonta dei membri della comunita non sara mai uno di noi, un membro pari agli altri della comunita

  • Terzo scenario à i membri della comunita non sono gelosi del proprio patrimonio cutlurale, nellos tesso tempo, non sono neppure propensi a compiere passi e azioni per accogliere lo straniero. Questa ipotesi non prevede azioni positivie per l inclusione e neppure azioni negative per l esclusione. Le opportunita sono li: spetta allo straniero coglierle. Se per qualke ragione gli interessi dei membri delal comunita convergono con quelli dello straniero, si puo fare una parte del percorso insieme.
  • Piu che di azione solidale, in questo caso si tratta di convenienza reciproca.divenire o no membro della comunita e una questione che riguarda solo lo straniero. Spetta a lui decidere se e in quale modo integrarsi, stante la strtuttra della comunita. Questo percorso pero e possibile solo se la societa e aperta, liberale non tendente ad imporre la condivisione dei propri modelli culturali ma solo le regole generali delal convivneza, i codici senza i quali la societa stessa non potrebbe sopravvivere.
  • Questo percorso per quanto improbabile eil migliore per lo straniero, gode di autonomia culturale, di una cornice legale di graranzia. In questo modello di integrazione gli organi comunitari non hanno e non si assumono compiti, non progettano e realizzano particolari politiche pe rl integrazione. Per coerenza, il modello prevede la libera circolazione delle persone tra peaesi e aree diverse del mondo.

  • Nel primo scenario, ce l immaginare di una grande comunita di cui tutti, noi e lo straniero, siamo membri. L idea fondamentale e che gli altri sono nostri fratelli. Aparire la porta allo straniero in molte culture cristiane ha il significato forte di aprire la porta al dio che viene, al dio ceh si annuncia attraverso il legame nuovo con un fratello ancora a noi sconosiuto. Vi e sotto infatti l idea di una comune appartenenza.

  • Nel secondo scenario, la base di partenza e l appartenenza etnica. Ci siamo noi, da una parte, e tutti gli altri, dall altro. L altro in questo caso ci si presente come il barbaros dei greci richiamato da Simmel. La nostra relazione con lui e una non relazione. Con lui non abbiamo nulla in comune. Noi siamo l umanita, loro la non umanita.
  • L'ostilita verso lo straniero nasce forse dall ansia, dall angoscia dalla paura di perdere l identita comunitaria e personale. Tutto cio in realta e data da una mancaza di fiducia in se stesso. Lo straniero viene concepito cmo un dio maligno, distruttore della civilta. Questa comunita non ha difucia nei propri mezzi, non pensa di poter addomesticare il maligno,. Percio la sua chiusura e piuttosto un segnod i debolezza che di forza

  • Piu complessa e la percezione dell altro nel terzo scenario. La percezione dell altro qui e legata ad uan concezione debole della comunita. In un epoca di secolarizzazioen avanzata anche i legami comunitari sono deboli. Non si ha un senso forte della propria identita collettiva, ne nel senso di una fede nell universalita dell umanita. Si concentra sull emergenza dell individuo, l arretramento delle strutture comunitarie forti ed inclusive. La tolleranza verso l altro qui e gemella dell indifferenza verso di lui.

  • Nella societa complesas la dicotomia gruppo interno-gruppo esterno puo diventare un ostacolo alal comprensione della condizione dello straniero, se non si specifica rispetto a quale dimensione volta a volta si forma l opposizione tra i membri della comunita e gli individui che, rispetto ad essa, sono considerati o si sentono stranieri.
  • In sintesi, dobbiamo fare riferimento ad alcune dimensioni essenziali della vita socieale rispetto alle quali analizzare le condizioni che determinano l opposizione tra un gruppo interno e individui considerati stranieri dai membri di questo gruppo.

  • La prima dimensione non puo non essere di tipo culturale: i miti dell origine delal comunita (gruppo, nazione) rispetto ai quali si forma la dicotomia tra un noi e un loro. L appartenenza alla comunita rappresentata dai miti originari comporta diritti e doveri (la cittadinanza). I membri della comunita hanno un insieme di diritti e doveri verso tutti gli altri membri della comunita e verso membri di altre comunita ocn le quali la comunita originaria ha rapporti
  • All0insieme di questi appartiene il diritto-dovere di difendere la comunita, i suoi miti, i suoi emblemi, le sue memorie, la sua storia dalla denigrazione e dalle minacce eventuiali di membri di altre comunita. In qeusta dimensione viene definita l imamgine che la comunita ha di se stessa e delle altre comunita.
  • Non edve stupire quidni che la disponibilita a condividere questo patrimonio culturale nons ia tanto alta, soprattutto dal momento in cui l identita delal comunita ha cominciato a definirsi come identita etnica e nazionale.
  • Nelle societa complesse tuttavia questa dimensione e sottoposta a forti tensioni dai processi di globalizzazione culturale. Proprio mentre i confini e la sostanza dell identita nazionale ed etnica sono messi in discussione, nascono movimenti e partiti in sua difesa.
  • Lo straniero va mantenuto ai confini. Anzi, solo in quanto egli esiste, la comunita puo autodefinirsi di nuovo. Questo tipo di comunita tende alla perfetta omologazione di tutti i suoi membri
  • Una conseguenza dei processi di secolarizzazione e di globalizzazione e tuttavia proprio la scarsa condivisione del mito originario costitutivo della comunita. Anzi, puo accadere ceh all interno delle societa complesse gli individui abbiano diversi miti originari rispetto ai quali definire la propria identita collettiva. Ne sono esempio i casi della Germania e per un altro verso dell Italia.
  • In Ge poiche la rivendicazione della purezza della propria identita collettiva ha portato alle aberrazioni del nazionalsiocialismo, la ricostruzione dell dientita collettiva tenta un percorso diverso. Si cerca di ricostruire un senso del noi basato sulla condivisione del patrimonio contenuto nella costituzione, nella sua cittadinanza
  • In Italia la difficolta a costruire l identita collettiva nazionale deriva dalal competizione di altri dientita colelttive di tipo universalitstico rappresentate sullo stesso territorio per lungo tempo dalla Chiesa cattolica e dall internazionalismo dei partiti di ispirazione marvista e operaia. A questa eredita storica si aggiunge ora la competizione di altre identita coem ad es quella europea. Per poter convviere senza conflitti tra i diversi modi di sentire gli individui devono dare all identita nazionale un senso esclusivo, ma di apertura verso le altre identita collettive.
  • L incapacita di compiere questa operazione puo sfocare nelal tentazione di kiudersim di rivendicare un identita ormai improbabile, cmq minacciata da veki  nuiovi universalismi, da identificazioni territoriali piu forti e piu positive (Europa)
  • Un altro es: mentra da un lato si esprimono posizioni contrarie alal concessione della cittadinanza ai lavoratori stranieri presenti in Italia, con tentativi di negare loro la liberta di religione, dall altro le organizzazione politiche pro immigrati esitano nel proporre il riconoscimento della cittadinanza, limitando ad es la partecipazione politica solo alle lezioni locali. Di fronte allo straniero concreto, rappresentato in Italia dagli immigrati , la disponibilita a condividere la partecipazione politica non e in verita molto alta
  • La globalizzazione comporta un aumento della conoscenza reciproca tra gli individui. Cio significa che gli unni sanno di piu degli altri, ognuno sa di piu dell identita collettiva dell altro. Se non esiste una possibilita di ricondurre le differenti identita ad una identita piu onnicomprensiva, iol timore di perdere la propria identita nel contatto con l altro trova una sua giustificazione.
  • Per quanto da un pto di vista sociologico e piuttosto improbabile che una minoranza di stranieri riesca ad imporre la propria identita collettiva al gruppo nel queale entra a far parte, rimane l impressione dei membri del gruppo stesso che nn hanno certezza di vincere il confronto culturale con l altro.
  • D'altra parte non sempre lo straniero vuole diventare membro del gruppo e della comunita di cui fa parte come straniero. Non vuole abbandonare la sua identita collettiva. Anche in questo caso, la difesa della propria identita e una risposta ad un continuo confronto con codici culturali della nuova societa. Mentre ogni gg di piu lo straniero e costretto ad apprendere i codici culturali della sua nuova societam i rifgerimenti alal sua identita collettiva originaria diventano sempredi piu nostalgici e simbolici.
  • L assunzione di una nuova identita insomma comporta un processo piuttosto lungo. Il problema e meno complicato agli altri livelli della societa. Dal pto di vista economico ad es le possibilita di integrazione sono piu ampie. La logica strumentale propria dei rapporti economici riesce in qualke modo a governare le relazioni sociali, favorendo la consapevolezza della reciproca convenienza a convivere secodno le regole delal societa ospite.
  • A livello della societa civile, la questione e pero piu intricata di quanto non sia a livello economico, da un lato infatti qeusto tipo di relazioni sono governate dalla logica dell amore e delal simpatica. Pero a questo stesso livello agiscono passioni diverse, l odio e l antipatia verso l altro. Lo straniero diviene cosi facilmetne il bersaglio della denigrazione e della degradazione morale operata dalla maldicenza dell altro



7. CONFLITTI CULTURALI E LEGITTIMAZIONE DELLA VIOLENZA VERSO LO STRANIERO

  • Il pluralismo culturale delel societa complesse non metet capo necessariamente a rapporti armonici tra i diversi gruppi sociali. Spesso nella realta non esiste ne il reciprovo rispetto ne il reciproco riconoscimento.
  • Il problema ora e capire quali sono le precondizioni culturali che giustificano e legittimano l ostilita e la violenza verso lo straniero.
  • Per comprendere questo problema dobbiamo di nuovo mettere in gioco la questione dell identita e delle immagini del mondo dei gruppi sociali ed etnici. Se il mito costitutivo di una societa e di tipo universalista, la strategia dominante verso lo straniero sara orientata all inclusione e alal condivisione della cittadinanza.
  • In caso di scarsa identificazione con il mito originario da parte dei membri della societa, la politica verso lo straniero dipendera dalla opzioni dei singoli gruppi o dei singoli individui.
  • In questo caso e probabile che una debole condivisione del mito originario fondi un atteggiamente scettivo e pragmatico verso lo strnaiero. Nei rapporti con lo straniero con lo straniero potra allora prevalere il calcolo utilitaristico fondato sulla convenienza deli individui. In qeusto atteggiamento non si ritrova un impengo etico ne in senso negativo ne in senso positivo.
  • Quali sono allora le strutture e i codici culturali che legittimano la violenza verso lo straniero? Quali sono le condizioni nelle quali l ostilita ed eventualmetne la violenza trova la sua legittimazione?
  • Per rispondere a questa domanda dobbiamo ritornare un momenti ai tratti del mito originario costitutivo di una societa. Se questo mito e particolaristico, se in esso si stabilisce una relazione esclusiva, ad es, tra il dio e un gruppo o una comunita particolare, l identita collettiva di questo gruppi e di questa comunita puo contenere tratti di ecellenza e superiorita sugli altri proprio a causa del legame straordinario tra il dio e il gruppo.
  • La credenza nell elezione di un popolo, di un gruppo, di una comuntia puo fondare un senso di superiorita e una gerarchia nei rapporti tra gli uomini.L etnocentrismo in questo caso sfocia in una sistematica degradazione degli latri.
  • Quando il senso di superiorita del gruppo eletto raggiunge le piu alte vette e, nello stesso tempo, comporta la degradazione intellettuale e morale degli altri, e posta una condizione per fare violenza gratuita verso di loro.
  • A legittimare la violenza non basta che lo straniero sua sul limite, ai confini della societa, un membro uguale agli altri per le caratteristiche generali e un non membro per le caratteristiche specifiche sulla base delle quali si formano i gruppi. Deve intervenire un altra condizione tipicamente culturale perke la violenza sullo straniero diventi possibile.
  • Deve intervenire unaltra condizione tipicamente culturale perke la violenza sullo straniero diventi possibile. Questa condizione e stata individuata da Simmel nel concetto che i greci avevano dello straniero quale barbaros, la negativita assoluta con la quale non si ha niente in comune, la non relazione. Se l altro non e persona, se non e membro della societa, se non gode di una qualsiasi cittadinanza, se non e un individuo membro di qualke gruppo sociale, allora e qualcosa di assolutamente estraneo.
  • Nessun limite viene dalla cultura e dalle norma religiose del gruppo se nelle immagini del mondo da esse fornite l altro e rappresentato come il non umano, come cio che per le sue caratteristiche e fuori dall appartenenza a una qualsiasi delle comunita umane.

  • Il processo simbolico che legittima la violenza verso lo straniero e piuttosto complesso eh ha alcuni tratti tipici che meritano di essere approfonditi:
  • La prima e fondamentale questioen riguarda il mito originario costitutivo di un gruppo, di una comunita o di una societa. Nelal definizione del se, dell identita di questo gruppo ecc si ritrovano sia le modalita comparative autprefenziali di Levi-Strauss e l autocelebreazione orgiastica individuata da Nietzsche, e alla base della morale ebraico-cristiano
  • L'autocelebrazione consiste nell affermazione della propria forza, dei propri valori, della propria identita coem la sola, l unica possibile. Tutto cio che ne e fuori e relegato al mondo del non essere, alal materia priva di anima. Poiche tuttavia questo schema contiene solo al definizione di se, occorre contemporaneamente usare la comparazione invidiosa che definsice se mentre denigra l altro.
  • Nel primo caso, la forma dell argomentazione e del tipo: la mia patria e belal, dio ama il mio popolo...nel secondo invece l argomentazione e del tipo: la tua patria non e bella, e bella la mia, poiche dio non preferisce il tuo popolo, noi siamo il popolo eletto. Il punto di partenza nel secondo caso e la negazione, la denigrazione del valore dell altro

  • Nelle societa moderne la prima e fondamentale denominazione dell altro conserva la distanza e la negazione. Si pensi al valore semantico che ha nella lingua italiana il termine extra-comunitario. La comunita rispetto alla quale si misura l'estraneita non e quella italiana, ma la comunita europea ancora in costruzione. Extra non vuol dire soltanto che lo straniero non e italiano ma che non e neppure un membro potenziale della comunita piu ampi in costruzione (l'Europa) rispetto alal quale, anche se e ancora un ideale, lo straniero e fuori. In altri termini, gia nel nome si condensano strategie cognitive e semantiche autopreferenziali e denigratorie dalla ltro.

  • La seconda mossa semantica consiste nella sistematica negazione dei tratti culturali e dell identita dello straniero. La negazione qui funaziona come una fondamentale derisione, com un accusa di stravaganza, di follia e di irrazionalita dei costumi e dei modi di vivere dello straniero. Es: per molti italiani la poligamia dei musulmani e una vera e propri forma di follia. Essa in effetti viola il codice dell amore romantico mediante il quale gli individui si scelgono tra di loro. altra pratica irrazionale e considerata l infibulazione. Non si comprende che quelel pratiche, all interno dei loro codici culturali originari, sono del tutto logiche. In modo analogo esprimono alcuni immigrati stranieri sui nostri costumi. Secodno loro, la liberta delle donne italiane e eccessiva.
  • Poiche pero i membri dei gruppi sociali italiani sono molto piu numerosi degli stranieri presenti in Italia, la reciproca denigrazione non ha effetti equivalenti. L eguaglianza infatti e solo apparente e si manifesta solo nello schema cognitivo. Nella comunicazione dei mass media nella conversazione della vita quotidiana l immagine dellos traniero trasmessa e sostanzialmente improntata alla negazione delal sua identita e all imposizione di schemi identitari fabbricati all interno dei gruppi sociali nativi.

  • I gruppi che hanno una percezioen sostanzialmente indifferente dello straniero applicano uno skema ancora piu forte di negazione della sua identita.
  • L inesistenza dei tratti abituali mediante i quali si definisce l appartenenza diviene la base per la riduzione dellos traniero a cosa, a non persona. Questa percezione puo a sua volta costituire la base per legittimare qualsiasi azione violenta verso lo straniero.
  • Se nel mito originario costitutivo della societa lo statuto simbolico dello straniero e quello del potenziale distruttore dell identita della societa stessa, i suoi membri sono per questo fatto stesso legittimati a difendere se e i propri simboli collettivi.
  • Di qui la possibilita che individui da soli e piu spesso organizzati in gruppi assumano il compito di cacciare lo straniero, di rimandarlo la da dove e venuto oppure, se questo non e possibile, di impedire la sua inclusione nel sistema delal cittadinanza. L obbiettivo e in questo caso quello di conservarlo nella sua condizione di straniero.
  • I miti e i codici culturali sono tramandati e continuametne rinnovati. Psosono cadere nel mondo oscuro dell oblio, ma possono essere rirproposti dalle elites simboliche con nuova veste, aggiornati e adattati alle nuove realta sociali. Si prestano alla manipolazioen continua.

8. COME GLI ITALIANI VEDONO GLI STRANIERI

Introduzione

  • Mass media à influenza. Importante osservare come i mass media nelal societa contemporanea constribuiscono alla cerazione delle prospettive di analisi del mondo. Essi costituiscono un pto di vista e offrono al pubblica una tale prospettiva di interpretazione del mondo. In qualke modo essi partecipano alla costruzione sociale della realta.
  • L unico antidoto ai mass media e il pluralismo dei mezzi e delel fonti. Un paradosso della societa complessa di oggi e infatti costituito dall esistenza di un ampio pluiralismo di form e degli stili di vita e nello stesso tempo di tendenze alla concentrazione dei mezzi di comunicazione con cui orientare le opinioni e i giudizi del pubblico
  • I nostri dati sulla percezione degli immigrati da parte degli italiani esprimono questo paradosso. Ci si rende conto del pluralismo culturale ma si ricorre alle semplificazione per prendere posizione.

Immagini dello straniero

  • Il nome e il primo e fondamentale modo di rapportarsi con la ltro, dargli un nome, chiamarlo e un modo di stabilire la relazione con lui. Qui incontriamo gia una duplice possibilita, imporre un nome attingendo al nostro dizionario dei nomi oppure accogliere il nome che egli si da.
  • Riporta un racconto interessante di un immigrato: un italiano parlando con lui ´ho affittato una casa a un marocchino nero che arriva dal Senegal' à percezione distorta, identita negata. Cio dipende dal fatto che nella nostra prospettiva sul mondo, l immigrato marocchino e il simbolo dell Africa
  • Questo tipo di interazione richiama il processo cognitivo fondato su stereotipi. Esso infatti consiste nell atribuire ad uan vasta categoria di persone i caratteri diq ualke singolo di cui abbiamo fatto esperienza oppure a attribuire ai singoli caratteri propri di uan categoria di persone, senza verificare se tali caratteristiche siano effettivamente possedute dalla persona con cui abbiamo in quel momento il rapporto.
  • La formazione degli stereotipi dipende inoltre dalla visibilita.alcuni grupi sono piu visibili di altri, sia per le azioni clamorose compiute sia per la differenza culturale rispettoa gli italiani. Infatti quando si parla di immigrati i nomi piu ricorrenti sono: albanese, africano, marokino, slavo, tunisino, senegalese... nell immaginario degli tialiani l immigrazione e associata a queste nazionalita. Nella relata invece le cose stanno parzialmente cosi.
  • Cio avviene anche perke sono tutti convinti dell utilita e della necessita dia vere in Italia una quota di lavoratori stranieri, pero prevale la percezioen che essi siano troppi.
  • Cosi se mettiamo insieme le due cose, possiamo concludere che per gli italiani gli immigrati albanesi, marokini e africani sono troppi. Cio' ha delle conseguenze, implica una presa di possizione favorevole a politiche piu rigorose verso l immigrazione.
  • Analizziamo i risultati dell indagine:
    • La criminalita à gli italiani sono in maggioranza convinti dell onesta degli immigrati. Sono convinti pure, pero, che la presenza degli immigrati abbbia prodotto un aumento della criminalita e ceh le forze dell ordine siano troppo permissive verso la criminalita straniero
    • La cultura à gli italiani hanno un idea positiva dell immigrazione. La stragrande maggiornaza ritiene che essa favorisca lo scambio fra culture diverse. Sono quidni favorevoli anche al pluralismo religoso e culturale
    • Il lavoro à gli immigrati sono giudicati bravi lavoratori, nascono pero problemi quando si inserisce la competizione, una buona parte degli intervistati sostengono che gli immigrati rubano il lavoro agli italiani. Secondo gli italiani gli immigrati sono utili ma non dovrebbero competere con gli italiani
    • Politiche pubbliche per l integrazione à plebiscito sulle graranzie di alcuni diritti fondamentali dati agli immigrati
    • Immagini degli immigrati à divisione ce qui sositene siano incivili. La differenza  di comportamente e stili di vita e interpretata da una parte come mancanza di buone maniere e di tatto.

Cittadinanza e politiche d'ingresso

  • Gli italiani sono favorevoli alla cittadinanza sociale e alal cittadinanza civile. Sono invece perplessi sulla cittadinanza politica. Nel complesso pero piu della meta degli intervistati e favorevole a riconoscere il diritto di voto agli immgirato. Nella disponibilita a condere il diritto di voto anche per le elezioni politiche troviamo una quota analoga a quelal di colore che considerano l Italia solo degli italiano.
  • Essendo nella cittadinanza espressa l identita culturale della comunita, la disponibilita a condividerla con altri e piu bassa della disponivilita a condividere altri aspetti delal vita privata e collettiva.
  • Ci sono due orientamenti fondamentali
    • Il primo aprirebbe le porta agli stranieri solo per motivi di lavoro
    • Il secondo per motivi politici, religiosi, umanitari e culturali

Le relazioni intime

  • La forma piu forte di integrazione dello straniero e costituita dalel relazioni intime che si hanno con lui. Amicizia e matrimonio sono pertanto indicatori molto significativi.
  • Meta degli italiani considera possibile un proprio matrimonio con un extra-comunitario. Il fato piu realitstico diviene quello relativo alla disponibilita ad accettare il matrimonio di un proprio figlio o di una propria figlia con un extra comunitario
    (piu delle meta)
  • Dati simili sono riscontrabili anche da parte degli stranieri.Percio e realistico pensare che circa la meta degli italiani e circa la meta degli stranieri presenti in Italia sono disposti a contrarre matrimonio tra di loro o non vedono barriere cutlurali tali da impedire una loro possibile unione matrimoniale.
  • Un altra forma di accettazione e dato dalla disponibilita ad accettare un extra-comunitario come colalboratore domestico anche se qui l intimita comporta pure uan relazione forte di potere.
  • Se mettiamo a confronto la disponibilita a contrarre relazioni intime e la disponibilita a concedere la cittadinanza politica, si puo concludere che gli tilaiani sono piu propensi ad un integrazioen dello straniero nella e mediante la societa civile che nelal e mediante la societa politica






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