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INTERAZIONE E ORGANIZZAZIONE SOCIALE NEL REGNO ANIMALE - La socialità nel regno animale

psicologia


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INTERAZIONE E ORGANIZZAZIONE SOCIALE NEL REGNO ANIMALE

 

La socialità nel regno animale

L'etologia studia il comportamento degli animali nel loro ambiente naturale, si interessa sia dei comportamenti individuali sia dei comportamenti del gruppo.

Grazie agli studi degli etologi possiamo comprendere meglio alcuni comportamenti umani.

Si può parlare di socialità nel reg 212h77c no animale quando di troviamo d'innanzi a comportamenti interattivi fra cospecifici, e non si può estendere questo concetto, agli animali che si incontrano sporadicamente.

Nella società animale, fra i vari comportamenti, si distingue la cooperazione, che determina:

  • La protezione della prole, si manifesta tramite:

- la vigilanza reciproca: il gruppo concretamente non fa nulla per vigilare,



succede che uno dei membri si accorge di un pericolo e tramite la sua reazione fa comprendere anche agli altri che c'è qualcosa.

Un esempio potrebbe essere un gabbiano che sta mangiando, improvvisamente smette di mangiare, fissa l'intruso e lancia un grido, il gabbiano col gruppo scappa;

-      la difesa passiva: il gruppo comprende che stare uniti sfavorisce il predatore.

Un esempio potrebbe essere un falco in presenza di uno stormo ha poche possibilità  di predare; questo perché scendendo in picchiata preferisce attaccare un individuo singolo, che in un gruppo che sa che quasi sicuramente andrà in contro alla morte;

-      la difesa attiva: in questo caso, invece, gli animali concretamente si difendono.

Un esempio sono i buoi muschiato che quando avvertono il pericolo si dispongono in cerchio, in modo da creare un barriera, e mettono al centro i piccoli in modo da proteggerli.

  • L'approvvigionamento del cibo: collaborano in due modi:

-      scambio di informazioni: un esempio sono le api che vanno in esplorazione 

tornate all'alveare, tramite determinate movenze, danze, comunicano alle  altre tutte le informazioni utili (qualità del fiore, distanza, dimensioni, quantità.);

-      caccia in gruppo: un esempio i pellicani ricorrono alla pesca in convoglio: si dispongo in cerchio e simultaneamente introducono il becco in acqua in modo da creare un barriera dove vi si bloccano i pesci.

·        Le costruzioni del nido o della tana: un esempio sono i castori che come operai-ingegneri nelle loro costruzioni pesano i legnami, calcolano il diametro, la lunghezza., tutto con il solo utilizzo della vista.

Cooperando in tal modo riescono a costruire le loro tane dove l'acqua è profonda in modo da rendere difficoltose le aggressioni dei nemici.

La conflittualità

La conflittualità si ha quando due o più individui interagiscono l'uno contro l'altro.

Si possono individuare tre componenti fondamentali della conflittualità:

-          l'aggressione: che è la manifestazione di rabbia, attacco, difesa; non va confusa con l'aggressività che è la tendenza ad aggredire;

-          la fuga: consiste nell' allontanamento dall'aggressore, più o meno rapidamente, con un percorso di fuga più o meno regolare;

-          i comportamenti inibitori o frenanti: sono tutte quelle azioni che hanno il fine di interrompere una lotta, prevenirla o attenuarla.

La conflittualità si differenzia in: conflittualità interspecifica, cioè conflitto tra due animali di specie diversa, e intraspecifica, cioè conflitto tra due animali della stessa specie.

Nella conflittualità interspecifica l'interazione conflittuale è di carattere difensivo o protettivo, competitivo o offensivo.

Si può lottare per l'occupazione di territori e lo sfruttamento delle risorse naturali.

Nella conflittualità intraspecifica l'interazione conflittuale è di carattere competitivo.

Oggetti di contesa possono essere i territori, il cibo, i partner sessuali, il rango sociale.

La differenza sostanziale tra le due tipologie di conflittualità consiste nel grado di pericolosità

Nella conflittualità intraspecifica di regola il conflitto è attenuato, non ci si arrecano gravi danni o addirittura la morte; invece nella conflittualità interspecifica la lotta è molto ardua.

Nella conflittualità intraspecifica, inoltre, si evidenziano:

-          I combattimenti lesivi: di norma tra cospecifici i combattimenti cruenti sono rari.

Quando si verificano, soprattutto tra gli animali sociali evoluti, avvengono per la difesa del territorio, a proposito un esempio sono i Suricati dell'Africa meridionale.

-          I combattimenti ritualizzati: in queste lotte i cospecifici fanno finta di lottare, nel senso che gli animali evitano di adoperare le armi pericolose e, se se ne servono, lo fanno in maniera inoffensiva.

Sembra che seguono dei modelli di combattimento in cui sono sicuri che l'altro riesca a percepire, e quindi a prevenire, l'attacco dell'altro.

Non scordiamoci che in queste lotte i movimenti sono molto lenti.

-          La minaccia: consiste nell'intimidire l'altro per far si che rinuncia alla lotta.

-          La sottomissione: l'animale predato si arrende al predatore per cercare di mitigare o interrompere l'aggressione.




-          La pacificazione: serve a prevenire una possibile aggressioni e in ciò vengono sfruttate le azioni tipiche delle cure parentali.

La territorialità

La territorialità è l'insieme di tutti quei comportamenti finalizzati a definire il territorio.

Le funzioni della territorialità sono: definire il rapporto con i cospecifici e mitigare l'aggressività.

La territorialità implica:

-          La marcatura e la difesa, che può essere:

acustica: gli animali producono particolari suoni per contrassegnare il territorio;

visiva: gli animali in grado di volare, ad esempio, sorvolano i l territorio

odorosa: viene effettuata attraverso le urine, le feci e la saliva.

Questa marcatura è più vantaggiosa dalle altre, perché ha una certa durata ed esonera il possessore del territorio dal marcare continuamente.

-          La delimitazione dello spazio personale: dove esistono animali da contatto, come i maiali, che tollerano la vicinanza con i cospecifici e animali da distanza , come le rondini, che non sentono la necessità di stare vicini ai cospecifici, tanto che si parla di moving territories (territorio al seguito), come se l'animale e il territorio si spostassero insieme.

La riproduzione

La riproduzione negli essere viventi, sia degli animali che dell'uomo, è finalizzata alla variabilità genetica.

Affinché si arrivi al rapporto sessuale e quindi alla procreazione, si ha bisogno del corteggiamento.

Il corteggiamento implica:

-          L'incontro: diverso tra animali sociali e gli animali solitari.

Gli animali solitari hanno meno possibilità di accoppiamento, perché loro hanno scarsi incontri, rispetto agli animali sociali.

-          Sincronizzazione: i due animali devono essere entrambi pronti per il momento della procreazione.

Se non lo si, chi è pronto aggredisce chi non lo è; hanno, sopratutto, questa tendenza ad aggredire in questi momenti le femmine.

-          Isolamento di specie: gli animali tendono ad evitare l'ibridazione.

L'ibridazione è senz'altro, nella maggior parte delle volte, segnale della manipolazione umana.

-          Superamento dell'aggressività: in questo periodo gli animali cercano di superare l'aggressività.

Lo scopo del corteggiamento non è altro che il matrimonio, cioè l'atto sessuale vero e proprio.

Si differenziano matrimoni monogami e poligami.

Molti animali preferiscono la monogamia, tendono cioè a formare coppie, in alcuni casi stabili per tutta la vita.

I matrimoni possono essere legati al luogo o da coesione.

I matrimoni legati al luogo sono appunto, legati la luogo, in quanto i partner di una coppia tendono a ritornare nello stesso punto per unirsi..

I matrimoni di coesione, invece, sono tenuti in vita dal legame che si è instaurato tra i due.







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