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Sono numerosi gli alunni che hanno varie difficoltà nel processo d'apprendimento

pedagogia


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Sono numerosi gli alunni che hanno varie difficoltà nel processo d'apprendimento, i limiti estremi di questa vasta gamma possono essere rintracciati nella disabilità e nello svantaggio socio culturale. Questi alunni richiedono infatti una vera e propria integrazione avanzata in grado rivedere i propri assunti teorici e scientifici al fine di integrare le diversità individualizzando al massimo grado i propri processi formativi garantendo così l'effettiva applicazione del diritto di tutto a un'educazione.lo studio Wood studiando il concetto di handicap è arrivato a sostenere che questo è composto prevalentemente da tre elementi: la menomazione, un'anomalia interessante la struttura fisica e psichica presente nell'individuo in forma permanente o irreversibile, la disabilità il prodotto della menomazione e l'handicap che esprime l'insieme degli svantaggi che scaturiscono dalla relazione delle menomazione e dunque della disabilità con le richieste dell'ambiente. Questa visione sembra ricondurre la situazione di svantaggi 545c22f o, handicap, alla sola determinante medica malattia o disturbo. Quindi è chiaro che a seconda dell'impostazione con la quale ci poniamo nello studio delle situazioni di svantaggio possono svilupparsi diversi modelli che tendono a dare maggior o minore rilevanza a determinate componenti della situazione dell'handicap.

In seguito questa visione della situazione dell'handicap tese ad evolversi negli orientamenti dell'icdh2 i quali depurarono l'intero linguaggio dell'handicap e tentarono di offrire un quadro di riferimento unitario ma flessibile di classificazione delle disabilità che fosse in grado di accogliere le diversità delle prospettive culturali e di metodo. In primo luogo quindi è andato proprio a modificare il linguaggio che quasi sempre influenza in profondità gli atteggiamenti e le modalità d'azione nel 1980 handicap non poteva essere considerato un attribuito dell soggetto il termine era infatti chiamato a designare una situazione , non delle persone. Ciò quindi portò progressivamente alla caduta del termine handicappato, concettualmente sostituito da disabilità per la situazione che il soggetto si trova a vivere e disabile per indicare il soggetto stesso.



Quanto riguarda invece il secondo intento, quello di rintracciare un nuovo modello volto a considerale le problematiche della disabilità in maniera innovativa questo giunse a ponderare diversi fattori tra disabilità e disadattamento esiste infatti uno spazio molto fluido in cui si collocano tutti i soggetti che esprimono disadattamento scolastico senza disabilità e soggetti che esprimono difficoltà psicologiche senza disadattamento e questo lascia quindi intravedere le difficoltà che non appartengono al campo della menomazione e della disabilità . Tutto ciò porta a comprendere come il  problema debba essere riproposto in termini nuovi, affinché divenga capace di assicurare un'adeguato sostegno a tutti gli alunni che esprimono bisogni speciali e o manifestano situazioni di svantaggio -----Il concetto di integrazione è infatti molto più ampio di quello che definisce il solo inserimento nelle classi comuni e richiede a tutta la scuola piccoli e grandi cambiamenti, per evitare mere assimilazioni in un contesto educativo e formativo che non è capace di adattamenti reciproci. La meta essenziale dell'azione educativa è quella di favorire lo sviluppo della personalità umana: mezzi e contenuti scolastici devono pertanto considerarsi sempre ed in ogni caso strumenti rispetto al fine che è la crescita dell'alunno, di ogni alunno. Ciò vale per il bambino normodotato, ma vale, a maggior ragione, per il bambino handicappato o svantaggiato che, più di ogni altro, ha diritto ad una scuola in cui siano assicurate le condizioni, culturali e psicologiche, per una crescita globale ed armoniosa. L'obiettivo dell'apprendimento non può mai essere disatteso e tanto meno sostituito da una semplice socializzazione "in presenza". Occorre, infatti, sottolineare l'importanza di mirare al raggiungimento di una reale integrazione e non ad un mero inserimento. La vera integrazione è un processo aperto di adattamento reciproco correlato con il riconoscimento e l'assunzione delle identità.l'integrazione avanzata viene perciò a porsi come un integrazione d tyuttigli alunni in ragione ai loro bisogni e muove dalle esperienze di integrazionedei disabili nelle classi comuni ma le supera puntando a poter soddisfare una più ampia gamma di bisogni, fornendo perciò a tutti gli alunni programmi stimolanti, adeguati e adatti alle esigenze e ale capacità. L'integrazione avanzata non si concentra sulle misure rivolte soltanto a una categoria particolare di alunni, ma è di più ampio respiro., in quanto nelle scuole le componenti diventano sempre più eterogenee. Obbiettivo del nuovo approccio non è dunque l'inserimento di un alunno in situazione di handicap nel resto della classe ,a quelo di offrire aiuti particolari ai bisogni speciali, anche agli alunni cosiddetti normali. Con la legislazione attuale però soltanto la presenza nella classe di un alunno disabile può grantire l'aiuto di un insegnante di sostengo e ciò blocca ogni altro possibile intervento di aiuto pedagogico per alunni non certificabili ma ugualmente bisognosi di sostengo. Ciò nonostante una scuola se permanete orientata a riconoscere i bisogni educativi di tutti dispone in proprio di numerose risorse aggiuntive la prima riguarda la libertà didattica che puyò essere tradotta in riordinamento delle classi, nella personalizzazione delle procedeure e dei percorsi didattici. La seconda grande risorsa aggiuntiva è rappresentata dagli insenanti che in una scuola dell'autonomia può incentivare in modo adeguato per sostenere modalità nuove per fare scuola (insegnamento per piccoli gruppi, tutoring tra gli alunni, insegnamento in team e insegnamento individualizzato) le maggiori difficoltà però non saranno costituiti dall'entità delle risorse disponibili ma dalla disponibilità di tutte le componenti della scuola a dar vita a una scuola comunitaria che sappia individuare io bisogni individuali e avverta l'istanza etico pedagogica di soddisfarli. ----




Dagli i degli anni 70 con il progressivo inserimento degli alunni disabili nelle classi comuni e la soppressione delle scuole e delle classi speciali il nostro paese vanta una legislazione tra le più avanzate in materia di integrazione scolastica. I punti fondamentali sono: il diritto del disabile all'educazione, all'istruzione e all'integrazione; il percorso dell'integrazione scolastica viene definito congiuntamente dal servizio sanitario e dalla scuola; l'integrazione scolastica el disabile viene collocata all'interno di un sistema formativo integrato che assume la configurazione di un interconnessione di rete di tutti gli enti interessati. I rilievi emersi nel corso degli anni riguardo questa materia sono numerosi alcuni di essi si possono individuare seguendo analiticamente i momenti del percorso dell'integrazione. Diagnosi funzionale. s' intende la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell'alunno in situazione di handicap, al momento in cui accede alla struttura sanitaria, da parte perciò dei medici. il profilo dinamico funzionale è un atto successivo alla diagnosi funzionale e indica, dopo un primo periodo di inserimento scolastico e sulla base dei dati riportati nella diagnosi funzionale, le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed  affettive dell'alunno  e  pone  in   rilievo sia  le difficoltà  di  apprendimento  conseguenti alla situazione  di handicap e le possibilità di recupero,   sia le  capacità possedute  che devono  essere  sostenute,   sollecitate e  progressivamente rafforzate  e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona con disabilità. Il Piano educativo individualizzato è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione.

::::::l'ipotesi di un nucleo stabile di insegnati di sostegno nell'organico delle singole scuole risolverà i problemi riguardo la continuità dei rapporti, ma non anche l'altro dell'incontro tra bisogni particolari del disabile e specializzazione del sostegno.







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